Ibis London Shoreditch: la mia esperienza

Come sono finita in un albergo di una grande catena internazionale? Proprio in una città come Londra, dove sono stata innumerevoli volte e dove ho dormito in tantissimi alberghi? Ho aspettato troppo a prenotare e, quando finalmente mi sono decisa, ho scoperto che i miei due hotel preferiti erano al completo. L’idea era quella di rimanere in zona Shoreditch, per cui mi sono messa alla ricerca di strutture che avessero ancora camere disponibili a prezzi accettabili.

Così ho trovato l’Ibis London Shoreditch. Sono rimasta soddisfatta? Per certi aspetti sì, ma non per altri.

Ibis London Shoredtich dettaglio

Ibis London Shoreditch: la prenotazione e il check-in 

Anche se non uso mai i portali di prenotazioni alberghiere, in questo caso mi registro sul sito della Accor (la catena alberghiera a cui fanno capo gli hotel Ibis) per ottenere uno sconto immediato. Tutto fila liscio: scelgo la camera, inserisco i dati della carta e ricevo immediatamente la conferma. Due giorni prima della partenza mi arriva un messaggio dalla reception: non sono riusciti a verificare i dati dell’American Express e, se non fornisco i dati di un’altra carta, la prenotazione verrà cancellata. Scrivo chiedendo di essere chiamata sul cellulare, in modo da comunicare i dati della Visa, ma non ottengo risposta. Provo a telefonare, ma c’è la segreteria: le linee sono occupate, si prega di riprovare più tardi.

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Dopo quasi due ore, riesco finalmente a parlare con una persona, che mi assicura di non vedere anomalie e mi consiglia di fare il check-in online, inserendo i dati dell’altra carta. Qualcosa però va storto: la somma di denaro pari alle due notti più una cauzione non menzionata da nessuna parte viene pre-autorizzata sulla carta, ma il check in non va a buon fine. Telefono di nuovo, e il tizio mi dice di non preoccuparmi: risolveremo tutto di persona.

Quando arriviamo, l’addetto alla reception non vede la pre-autorizzazione, così mi suggerisce di pagare solo la prima notte, chiamare l’assistenza clienti Visa e pagare la seconda notte solo al check-out per vedere nel frattempo “cosa succede con la pre-autorizzazione”.
Il secondo giorno ricevo una mail dalla reception in cui mi viene chiesto di saldare il conto il prima possibile. Rispondo che non è quello che mi era stato detto all’arrivo, ma che provvederò subito dopo cena. Al rientro in hotel, paghiamo la rimanenza e il ragazzo si scusa per il malinteso perché, a suo dire, il collega non gli aveva comunicato nulla. I disguidi non sono finiti, perché davanti alla porta della camera scopriamo che la nostra chiave è stata smagnetizzata. Secondo il receptionist è la prassi: tante scuse e buonanotte. Alla fine dovrò aspettare fino al 17 maggio prima che la cifra venga sbloccata dalla carta. Un inconveniente spiacevole che l’Ibis non è stato in grado di risolvere, che si aggiunge a una dose di menefreghismo e alla mancanza di comunicazione tra gli addetti.

Ibis London Shoreditch: la posizione

Se la prenotazione e l’assistenza clienti lasciano parecchio a desiderare, non si può certo dire lo stesso della posizione. L’Ibis si trova lungo Commercial Street, tra Whitechapel e Shoreditch.

Dieci minuti a piedi dalla stazione di Liverpool Street e letteralmente a due passi dalla fermata della metropolitana di Aldgate East. Una posizione perfetta per chi ama questa parte di Londra, ma anche per chi vuole visitare le attrazioni della città.

Ibis London Shoreditch: la camera

Per gli standard di Londra, la nostra camera al settimo piano è spaziosissima. Ristrutturata di recente, con arredamento moderno anche se estremamente impersonale che non rispecchia i miei gusti, ma che allo stesso tempo non ha niente che non vada.

Ibis London Shoreditch stanza

Il letto è ampio ma non comodissimo, con due cuscini a testa. C’è un armadio con un appendiabiti ma senza scaffali: si possono solo appendere giacche e cappotti ma è impossibile sistemare maglie o altre cose, per cui disfare lo zaino diventa quasi impossibile, a meno di decidere di metterne il contenuto sul pavimento o sulla scrivania. C’è un bollitore per fare tè e caffè, ma niente bottiglie d’acqua. C’è però un charging dock molto utile, che permette di ricaricare il cellulare con la presa USB, senza utilizzare l’adattatore per la presa inglese.

Ibis London Shoreditch: il bagno

Più che un bagno, lo definirei una capsula di plastica. Ho viaggiato in camper per tanti anni con i miei genitori e, entrando nel bagno dell’Ibis, sono stata travolta da un’ondata di ricordi. Mi sono ritrovata tra la fine degli anni ottanta e l’inizio dei novanta, nel bagno-capsula di un Mobilvetta. Plastica, senza soluzione di continuità, dal pavimento alle pareti al soffitto. Di un colore che in origine doveva essere bianco ma che ora è tendente al panna, con qualche macchia che nemmeno Mastrolindo riuscirebbe a togliere dalla superficie porosa del PVC.

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E poi gli asciugamani: di solito per due ospiti vengono previsti due teli da doccia e due più piccoli, ma in questo caso ci siamo dovuti accontentare di un asciugamano ciascuno. La cosa peggiore sono gli articoli da bagno: un bagnoschiuma-sapone in una confezione da 250 millilitri sul lavandino, e una di shampoo nella doccia. Entrambe quasi alla fine. Capisco la scelta a favore della salvaguardia dell’ambiente, ma in linea di massima mi fa abbastanza schifo spremere il flacone della doccia che ha usato l’ospite prima di me. Ancora di più in questo periodo, soprattutto visto che non si tratta di un motel lungo l’autostrada.

Ibis London Shoreditch: la colazione

Un aspetto che merita un punteggio alto. La sala della colazione è spaziosa ma gli spazi sono gestiti in maniera vivibile, nonostante l’afflusso costante di gente. Il buffet offre un’ottima scelta, sia di prodotti dolci che salati. Non c’è servizio al tavolo, dato che sia le bevande che i piatti caldi sono a disposizione degli ospiti.

In conclusione, per il prezzo pagato mi sarei aspettata qualche attenzione in più, come un paio di bottigliette d’acqua e due asciugamani a testa. E magari anche shampoo e bagnoschiuma usa e getta. I servizi sono quelli di un tre stelle base, e il livello generale non giustifica il prezzo da quattro stelle.
Lo consiglierei? Sì e no. Sì, se proprio volete rimanere in questa zona e non trovate altre alternative a prezzi decenti, ma se trovate altro, allora no. Sicuramente c’è di peggio, ma c’è anche di meglio.

28 pensieri riguardo “Ibis London Shoreditch: la mia esperienza

  1. Quante beghe sorte con la prenotazione, mi dispiace! Sono cose che possono rovinare una vacanza, soprattutto dopo un lungo periodo di stop come quello che abbiamo dovuto subire. Sicuramente l’inghippo sarà stato quello… non erano più abituati a verificare una carta 😀 Confermo, i bagni della catena Ibis sono tutti di plastica, tipo resina, e in monoblocco, anche io ho sempre trovato i flaconi mezzi vuoti (con la scusa dell’ambiente), ma devo dire che è successo anche in altre catene o alberghi indipendenti. Confermo anche il fattore colazione, almeno quella era di buon livello (con tutta la pancia piena me lo sparerei volentieri un fragrante croissant). Uno degli ultimi Ibis in cui ho soggiornato era a due metri dalla pista di rullaggio dell’aeroporto e fresco fresco di apertura, quindi tutto pulito e specchiato. Sono stata fortunata… anche se per via degli orari non cristiani di Ryan non ci sono rimasta che qualche ora 🙂 Erano anni che non rivedevo Mastrolindo hahaahha 😀

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    1. Probabilmente sarà per quello: non erano più abituati a gestire prenotazioni e verifiche dei pagamenti 😂 Però almeno mi sarei aspettata un po’ di “partecipazione” in più: sembrava che a nessuno importasse nulla – e probabilmente era proprio così!
      I bagni sono veramente tristi! Peggio di quelli che ho trovato in tanti altri alberghi di livello più basso. Capisco il risparmio, e capisco anche la salvaguardia dell’ambiente però in questo caso, come dici tu, è proprio una scusa.
      Come direbbe Alessandro Borghese: voto 10 alla colazione!
      Ah Mastrolindo era un mito ai nostri tempi 😂

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  2. Noi abbiamo sempre soggiornato negli hotel della catena Accor, come Ibis, soprattutto in Francia. Abbiamo sempre trovato il giusto compromesso tra prezzo e servizi, ovviamente basic per quanto riguarda i tre stelle. Ma gli hotel di categoria superiore sono davvero super!

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  3. Ho lavorato in un Ibis, non a Londra ma sempre nel Regno Unito e posso garantirti che per quello che offre, non vale i soldi che paghi. La classica “pre-autorizzazione” è una prassi standard a discrezione del manager. Purtroppo anche se prenotando su un qualsiasi portale si sceglie di pagare in struttura, la tua carta verrà addebitata “no matter what”. Ricordo telefonate di gente in lacrime perché gli avevamo addebitato gli ultimi soldi rimastigli sul conto che non avevano messo in conto di pagare quel giorno. Purtroppo il menefreghismo c’era eccome! E le scuse non arrivavano neanche. Quindi capisco il disagio che hai potuto provare e neanche la soddisfazione di essere realmente capita.

    Sulle camere non mi pronuncio perché non sono male, soprattutto quelle rinnovate di recente. Ma.. ed è un grande MA ricordo ancora come venissero preparate le cose della colazione, e ad oggi sto attenta a cosa prendere nei buffet. 😂

    PS: penso che scriverò un articolo sulle esperienze acquisite nel lavorare negli hotel, grazie per l’ispirazione!!

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    1. Hai riassunto benissimo: nel mio caso l’albergo non valeva la cifra che ho pagato. Sono stata Londra in alberghi più belli (o magari anche allo stesso livello) spendendo meno. La cosa della pre-autorizzazione mi è già capitata più volte, però di solito o pre-autorizzano una cifra minima, oppure il costo della prima notte. Solo a Cracovia mi era successa una cosa simile, e anche allora era stato un po’ lungo farla rimuovere. Capisco benissimo la gente in lacrime perché magari a fine mese si è già vicini al limite di spesa e avere una cifra bloccata superiore a quello che ti aspetti non è proprio il massimo.
      Oddio non voglio sapere come vengono preparate le cose della colazione… Però sono curiosissima di leggere della tua esperienza “dall’altra parte del reception desk”!

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      1. Infatti la pre-autorizzazione dovrebbe essere solo di £1/€1 eppure alcune compagnie se ne fregano tranquillamente. Devo dire che a me è successo con una prenotazione in un albergo in Francia dove avevo prenotato su booking con l’opzione di pagare in loco. Quando ho cancellato la prenotazione, ho dovuto aspettare 10 giorni prima di riavere i soldi sbloccati.

        Giuro che lo scrivo, magari arriva tra 2-3 mesi ma arriva ahaha

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  4. Mi dispiace tanto per l’inconveniente, spero non ti abbia rovinato la vacanza! Conosco la catena Ibis e diciamo che fino ad ora mi son trovata bene, e confermo per i bagni 😂 ricordano anche quelli dei traghetti che uso per andare in Grecia

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  5. L’Ibis è una catena che ho utilizzato in parecchi dei miei viaggi, quindi conosco questi hotel abbastanza bene. Certo, non sono sensazionali, ma in mancanza di meglio sono comodi e puliti, qualche volta anche in una posizione strategica. Per questo motivo continuerò ad usarli nei prossimi spostamenti!

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  6. Ho dormito solo una volta in un Ibis e la cosa che ricordo di più è il bagno che sembra quello delle roulottes! Tutta quella plastica è impressionante ma è il loro standard per avere prezzi accessibili. Il disguido con la prenotazione però è stato seccante

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    1. Nel mio caso il prezzo non era nemmeno così basso, visto che normalmente negli altri due alberghi che prenoto a Londra pago di meno ma il servizio e la stanza sono di qualità nettamente superiore. Purtroppo però erano al completo – così la prossima volta imparo a prenotare in ritardo 😉

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  7. Anch’io ho avuto problemi con un hotel per la pre-autorizzazione con la mia carta, ma devo dire che sono riuscita a chiamare e parlare con un addetto che mi ha subito tranquillizzata e la cosa è finita li.
    In questo modo hai sempre il pensiero che non ti tengano la camera!
    Per la posizione ok, ma se poi il letto è scomodo e il bagno è come quello di un camper, direi anche no!

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  8. Io ho lavorato come receptionist in un hotel e la mancanza di comunicazione nello staff è una delle cose più gravi che può succedere!
    Noi lasciavano note, bigliettini, post it ovunque per non perdere nessuna info data ai clienti!

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  9. Di solito preferisco alloggiare in piccoli alberghi, evitando quelli di catena. Ibis e un altro paio sono i gruppi alberghieri a cui difficilmente affido le mie vacanze. Un Ibis a Casablanca mi ha talmente sconvolto che li evito a prescindere dalla posizione e dall’offerta. Ma ciò che ti è successo non è colpa delle politiche di gruppo, ma di cattiva gestione.

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    1. Anche io evito sempre le catene a tutti i costi, ma questa volta purtroppo non ho potuto scegliere, sperando di potermi ricredere… e invece avevo ragione a non fidarmi!
      In questo caso la gestione era davvero pessima, e mi viene da pensare che potrebbe essere un aspetto comune nelle catene di questa fascia, dove vale un po’ il “chissenefrega” generale da parte di chi ci lavora.

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