Blog e commenti: i lettori che non vorresti mai avere (secondo capitolo)

Ci sono persone che hanno parecchio tempo libero e si annoiano. Potrebbero fare qualcosa di utile, come per esempio raccogliere i rifiuti in un parco o fare del volontariato ma, purtroppo, preferiscono trascorrere le ore tediose leggendo articoli di blog a caso (fin qui tutto bene) e scrivendo commenti ancora più a caso in fondo alla pagina (cosa che va un po’ meno bene). Mi è capitato di nuovo di trovare alcuni messaggi da parte di lettori che, onestamente, preferirei non avere.

Gente che non ha capito niente di quello che c’è scritto nell’articolo, eppure si sente in dovere di dare consigli ed esprimere opinioni fuori luogo in maniera aggressiva. Ognuno è libero di dire ciò che pensa, ma in maniera educata. Se fino a qualche tempo fa approvavo e rispondevo a tutti i commenti, da qualche mese ho dato il via all’Operazione Cestino: i commenti dei lettori maleducati vengono quasi sempre cancellati.

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Photo by Kinga Lopatin on Unsplash

Blog e commenti: il lettore superficiale

Lo facciamo tutti: ogni tanto ci capita sotto gli occhi un titolo di un articolo che sembra interessante, clicchiamo sul link e iniziamo a leggere. Dopo poche righe ci accorgiamo però che non è quello che ci aspettavamo, ma nonostante tutto diamo un’occhiata veloce ai paragrafi successivi saltando qualche riga. A questo punto decidiamo che il contenuto non fa per noi. Bisognerebbe fermarsi qui, passando oltre.

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Invece no, il lettore – o meglio, il commentatore – superficiale decide di lasciare un commento. Anche se non è andato oltre il titolo e il primo paragrafo. Decide di dire la sua, come se fosse un dovere, lasciando un commento assolutamente fuori luogo e fuori tema, magari infarcito con una piccola lezione di vita. Mi è capitato, in un caso, di essere costretta ad approvare il commento per motivi che non sto a spiegare: è stato molto difficile scrivere una risposta che facesse capire, in maniera educata, che il punto dell’articolo non era quello.

Blog e commenti: il lettore aggressivo

Un paio di mesi fa, tra i commenti da approvare mi sono ritrovata quello di una tizia che ha esordito dandomi dell’ignorante. L’articolo in questione era dedicato alla mia unica e terribile esperienza in un ristorante all you can eat. Un concetto di ristorazione che non è nelle mia corde perché sono convinta che la qualità vada pagata e che sia impossibile dare al cliente una quantità assurda di pesce crudo per un prezzo stracciato. Questa lettrice non era d’accordo e probabilmente non ha proprio colto il senso del mio post. “Non mi sembra che tu sia Gianfranco Vissani, no?” mi ha domandato. No, e questo non è il blog del Gambero Rosso.

Il fatto che mi piaccia mangiare non fa di me un critico gastronomico, per carità, ma non mi impedisce nemmeno di esprimere un parere su un posto in cui ho cenato e dove non mi sono trovata bene. Posto di cui tra l’altro non ho fatto il nome, per cui la tizia non poteva avere un parere diverso, non sapendo di quale ristorante si trattasse. Come se non fosse abbastanza, mi ha spiegato che poiché vivo in provincia, non ho sicuramente esperienze di ristoranti stellati e quindi la mia opinione non è affatto autorevole. A parte che non capisco quale sia il nesso ma, cara signora, vivo in un posto con un’alta concentrazione di stelle Michelin – ha presente, le Langhe?

Blog e commenti: il lettore Pollyanna

Quanto sono irritanti quelle persone che trovano il lato positivo in tutte le situazioni? Quelle che vedono sempre il bicchiere mezzo pieno, quando tu hai appena descritto una situazione da bicchiere quasi vuoto. Non ho niente contro gli ottimisti, ma se scrivo un post in cui descrivo un’esperienza negativa in un albergo, per esempio, non lo faccio perché voglio essere consolata. Voglio semplicemente parlare di un locale, una struttura o un’attrazione che sconsiglio, per tutta una serie di motivi.

Durante la vacanza a Londra lo scorso maggio ho soggiornato in un hotel che non ha soddisfatto le mie aspettative e ho descritto le cose che non mi sono piaciute in quella struttura. La lettrice Pollyanna mi ha subito fatto notare come in realtà dovrei “essere grata perché comunque sono stata a Londra”. In parte è vero: a Londra ci sono stata e il weekend è andato benissimo, ma se descrivo un’esperienza negativa, non ho bisogno che un lettore sempre felice mi faccia sentire ingrata o che mi faccia notare che c’è chi sta peggio.

Blog e commenti: il lettore che ne sa più di tutti gli altri lettori

Probabilmente è capitato a tutti quel lettore che, detto volgarmente, fa a gara a chi ce l’ha più lungo (il palmarès delle mete visitate) e vuole lasciare il commento più autorevole tra tutti, rispondendo al commento di un altro lettore con la speranza di far notare a tutti la sua netta superiorità. L’ultima volta è stato un uomo, che mi ha lasciato un commento che però ho deciso di approvare e a cui ho anche risposto.

Questa volta si tratta di un articolo sui motivi per cui tante persone non amano viaggiare, e tra i motivi c’è il cibo. Il commentatore si vanta di aver viaggiato parecchio: ha visitato ben ventitré paesi ma nonostante questo afferma di essere d’accordo con le persone a cui non piace viaggiare sul fatto che all’estero si mangi male. “E hanno ragione punto.” Categorico. Aggiunge spiegando che è inutile provare cose nuove perché tanto non c’è niente che si avvicini al cibo italiano, secondo la sua opinione di viaggiatore scafato. In questo caso non sono riuscita a trattenermi e gli ho riposto, dicendogli che per fortuna non tutti la pensano come lui. Ma non è servito, perché non ha più risposto. Tempo perso: avrei fatto meglio a cestinare, come negli altri casi.

Capita anche voi di avere dei lettori dei quali fareste volentieri a meno? Come vi comportate con i loro commenti?

Cover photo by Mikey Harris on Unsplash

20 pensieri riguardo “Blog e commenti: i lettori che non vorresti mai avere (secondo capitolo)

  1. Ti racconto questa, Silvia. Una volta ho scritto un articolo specificando nel titolo che si trattava di alloggi luxury in una certa località. Ora, non arriva la tizia a dirmi (non sul blog ma su Facebook) che in quella zona esistono anche altri tipi di alloggio?! E io: lo so benissimo ma se il titolo già anticipa che si tratta di alloggi a 5 stelle perché tu che ami altri tipi di sistemazione lo leggi e sprechi anche tempo a commentare ?

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  2. La deriva urbex che ha preso il mio blog mi sta regalando personaggi davvero interessanti. Alcuni si presentano come registi di film horror e spesso mi scrivono in privato per conoscere le coordinate esatte di alcuni posti abbandonati… posti che a detta loro sarebbero delle location perfette per futuri film da oscar! 😂 Per fortuna non insistono quando rispondo negativamente. Ma che simpatico il viaggiatore scafato, ma a nessuno viene in mente che un blog non necessariamente deve essere pervaso dal sacro spirito del politicamente corretto? Dov’è finita la libertà di pensiero di un autore? Qua mi pare che esiste solo quella dei commentatori. Al diavolo, e vai di Operazione Cestino 😉 A proposito, la gif del gatto è stupenda!😂
    PS: bentornata! 🙂

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    1. Mamma mia, che personaggi creepy ti contattano! Sicuramente certe location sarebbero adatte, ma secondo me è meglio ridurre al minimo i contatti con questi individui bizzarri 😂
      Cestinare sempre, perché nel caso del viaggiatore scafato ho di nuovo perso tempo a rispondere ma ovviamente non è servito a niente…
      Sai che alla fine non sono partita?

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  3. Non mi è mai capitato di ricevere sul blog dei commenti sgradevoli e penso che li cestinerei senza pensarci due volte. Ormai la gente dietro la tastiera di sente legittimata a dire qualunque cosa abbia in mente senza nemmeno aver letto con attenzione il contenuto.

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    1. Ti capisco perché a me sul lavoro è arrivata una volta una recensione di una tizia che si lamentava perché non rispondiamo al telefono in pausa pranzo, quando siamo chiusi. Avrei voluto rispondere chiedendo se fosse scema o cosa, invece sono stata costretta a rispondere con gentilezza…

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    2. A noi non è mai capitato di ricevere commenti così. È terribile, ma penso che le persone siano sempre più superficiali e con la voglia di contestare tutto. Come diceva un mio superiore, “l’archivio tondo” riferito al cestino dei rifiuti, è un ottimo luogo per archiviare.

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  4. Devo dire che per fortuna di commenti maleducati non ne ricordo, ma di commenti strampalati hai voglia! Di solito mi prendono per l’ufficio del turismo della Slovenia o per la proprietaria dei luoghi/attrazioni/ristoranti, etc… di cui parlo negli articoli. Oppure ti fanno quelle domande leggerissimamente vaghe tipo: “vorrei andare in Slovenia, consigli?”. Poi ci sono quelli che ti chiedono direttamente se gli puoi fare un itinerario di viaggio. Tanta pazienza, però cerco di rispondere a tutti, del resto me la sono cercata io a fare un blog!

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    1. Già è una bella cosa se non hai mai ricevuto commenti maleducati! No, ma veramente, “Slovenia, consigli?” 😂 Ci sarebbe da rispondergli: “Caro lettore, magari prova a leggere TUTTI gli articoli del blog”.
      Comunque sì, almeno chi chiede in maniera educata merita una risposta.

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  5. Però, Silvia, pure tu che non sei grata nell’essere a Londra eh, anche meno! ahahahah Giuro non mi sono trattenuta, ho riso troppo quando ho letto quella risposta. Così come chi si prefigge paladino del fatto che all’estero si mangi male. Dove sta scritto? Ma soprattutto la cucina non è parte integrante del viaggio? Sono loro a dover ampliare le loro papille gustative mi sa.

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