Cheese: quando Bra diventa la capitale del formaggio

A Bra non succede mai niente. Si sente dire in continuazione in questa città di provincia dove sono nata e cresciuta e dove, a essere sinceri, non succedono molte cose. Ogni due anni però, le strade che ai miei occhi sembrano prive di attrattiva, per quattro giorni diventano il centro del mondo. La trasformazione avviene grazie a Cheese, l’evento organizzato da Slow Food e dedicato interamente ai formaggi. Dal 15 al 18 settembre 300 espositori provenienti da 23 paesi hanno fatto della mia città la loro casa per accogliere 270.000 visitatori. Il focus di questa edizione – la ventesima – è stato sui formaggi a latte crudo.

Ma tutte queste informazioni si trovano facilmente nella cartella stampa, insieme ai numeri, all’elenco dei Laboratori del Gusto e degli espositori. Quello che vorrei raccontare è come la mia città si trasformi in occasione di Cheese.

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I Bastian contrari locali diranno che Cheese è un disastro per Bra: strade chiuse per gli allestimenti a partire da metà agosto, traffico congestionato per la mancanza di parcheggi, bancarelle e stand che impediscono a pedoni e veicoli di transitare liberamente, e danni indicibili alle attività commerciali. Salvo poi affrettarsi a salire sul carro dei vincitori appena se ne presenta l’occasione: può capitare quindi di sentire le lamentele della signora del negozio di sartoria perché le clienti fanno fatica a raggiungere il suo laboratorio in centro per poi vedere, durante la manifestazione, la stessa sarta che espone sacchetti di stoffa con tanto di fette di formaggio ricamate. Ma immagino che accada la stessa cosa in tutte le città ogni volta che viene organizzato qualcosa.

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Per me Cheese ha un significato speciale. Mi piace, la sera prima della manifestazione, arrivare a piedi fino all’inizio di Via Principi di Piemonte, la strada che ospita le bancarelle dei prodotti dei Presìdi Internazionali, e sbirciare tra le tende che proteggono gli stand dove gli espositori stanno ultimando i preparativi. Mi piace il silenzio dovuto al blocco del traffico nel centro storico. Si sentono solo le voci degli espositori che parlano tra di loro da un banchetto all’altro, in norvegese, in inglese o in dialetto. L’aria è carica di elettricità, come prima di un temporale. E questo mi emoziona sempre, perché il pensiero che Cheese si svolga nella mia città mi riempie di orgoglio. Soprattutto perché alcuni di questi casari li conosco di persona: ho assaggiato i loro formaggi direttamente nei loro caseifici, li ho visti dare il latte con un biberon ai loro vitellini.

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Cheese non è una novità per me, ma ogni volta aspetto questo appuntamento con trepidazione. Alcuni dei miei formaggi preferiti sono prodotti al di fuori dei confini italiani, e ho occasione di provarli solo ogni due anni. Ecco quindi le mie tappe fisse.

La Via degli Affinatori

Chi è l’affinatore? È una persona che è a diretto contatto con i produttori dai quali acquista il formaggio che poi porta a maturazione. Per me il guru di tutti gli affinatori è Randolph Hodgson, il cheesemonger che a partire dalla fine degli anni Settanta ha contribuito alla rinascita dei casari inglesi artigianali. È il fondatore di Neal’s Yard Dairy, storico negozio di Londra con una sede vicino a Covent Garden e una a Borough Market.

Cheese lovers' paradise: Cheddar, Stilcheton, Stilton, Stinking Bishop. In Inghilterra? No, a Bra. Fino a domani a Cheese 🧀🍺

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Neal’s Yard Dairy ha uno stand a Cheese da anni, dove compro sempre lo Stilcheton, un vaccino blu prodotto in Nottinghamshire, e il Cardo, un formaggio di latte di capra originario della contea del Somerset.

I Presìdi Internazionali

I Presìdi sono progetti destinati a proteggere le produzioni tradizionali che rischiano di scomparire: attualmente coinvolgono più di 13.000 produttori in tutto il mondo per un totale di 600 progetti, 95 dei quali dedicati ai formaggi. Le mie fermate imperdibili sono allo stand dell’Oscypek, un formaggio affumicato a forma di fuso prodotto sui monti della Polonia, e a quello del Geitost, il cubo color caramello ottenuto con latte di capre norvegesi.

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Il mercato di Cheese

Sulla piazza principale di Bra viene organizzato il mercato di Cheese, dove si possono degustare e acquistare non solo formaggi da tutto il mondo, ma anche mieli, confetture, conserve e prodotti derivati dal latte. A poche ore dalla chiusura non sono riuscita a trattenermi: sono tornata per un’ultima incursione allo stand della Pasticceria Cerniglia, storico locale di Palermo noto per i cannoli siciliani e le paste di mandorla.

Cannoli.jpg

Potrà sembrare strano, ma per noi piemontesi il cannolo ripieno di ricotta è un prodotto esotico, quindi è impossibile non farne una scorta, che però dura sempre poco.

Le cucine di strada

Un’altra piazza ha ospitato quello che per me è stato il punto forte di questa edizione di Cheese: le cucine di strada. Una ventina di food truck hanno servito cibo quasi ininterrottamente, dalle 10 del mattino fino a mezzanotte. Tantissime le cose da provare: la focaccia di Recco con il formaggio, le olive ascolane di Migliore, il panino alla salsiccia di Bra di Brambù, le polpette di carne e formaggio della Polpetteria Norma, la piadina romagnola di Beestrò, gli arrosticini di Ape Scottadito. E da bere, la birra di 34 birrifici artigianali.

Quel che si dice aspettarvi con il ❤ in mano… #MANZOALLIMONE @ #cheese2017 . #PolpetteriaNorma #Atuttotondo #signoradellepolpette #bra

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L’unica pecca? Era tutto troppo buono, al punto che appena mi capitava un piatto tra le mani il mio primo pensiero era di assaggiare quello che avevo di fronte, senza ricordarmi di fare delle fotografie.

Vi toccherà venire a Bra tra due anni e provare in prima persona quello che Cheese ha da offrire.

42 pensieri riguardo “Cheese: quando Bra diventa la capitale del formaggio

  1. E’ la prima volta che manco da Cheese… ho fatto di tutto per riuscire a venirci almeno un giorno ma mi è stato impossibile. Condivido ciò che hai scritto anche se adoro Mons affineur prima di tutti gli altri… splendido come sempre dalle tue righe e dalle tue immagini…

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  2. E mammamia noi italiani siamo un popolo a cui non sta bene mai nulla, infatti confermo: stesso mood da puffo brontolone anche da noi quaggiù quando si organizza qualcosa.
    Il formaggio a cubo è bellissimo, quasi dispiace tagliarlo e rovinarlo! Azz prodotto esotico il cannolo? Bene allora quando avremo occasione di vederci te ne porterò una cassa perchè da noi li farciamo con la ricotta fatta con il latte di bufala…ti lecchi i baffi 😉 Credo che ci siano buone possibilità che resistano al lungo viaggio (mi riferisco agli attacchi di Orso) 😛
    Ma sai che dalle foto Bra non è niente male? *_*
    Buona serata e buona settimana 😉

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  3. Amo questo tipo di eventi. Partecipo a quanti e più posso, anche perché così posso acquistare prodotti stupendi, di quelli che “raccontano una storia”. Speciali e ricchissimi di emozioni. Mi auguro di riuscire a visitare anche Cheese, prima o poi, perché dalla tua descrizione ho capito che potrei perdere la testa, tra fotografie, assaggi, acquisti.
    Come te, mi piace molto anche lasciarmi prendere dalle atmosfere che aleggiano nei paesi, quando si preparano a vivere questo tipo di evento. Durante l’anno, è questo che ricordo maggiormente…oltre alla bontà dei prodotti! Sono le sensazioni che ogni volta mi richiamano in maniera irresistibile!
    E, se proprio devo dirlo…si, anche da noi di lamentano. Incredibile ma vero. Lamentele per il caos, per la viabilità, per il rumore. Eppure tutti lavorano il triplo nei giorni delle sagre o degli eventi. Mah, sarà che tutto il mondo è paese, eppure a volte bisognerebbe anche essere obiettivi e dire grazie a chi li organizza.
    Manifestazione bellissima Silvia, mi sembrava di essere lì con te, a passeggiare e mangiare prelibatezze 🙂
    Buona serata,
    Claudia B.

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    1. Non siete nemmeno lontanissimi, magari la prossima volta potete fare un salto! Parcheggiamo i due prigionieri di viaggio sul mio divano con TV e birra, e noi ci consumiamo le suole delle scarpe a forza di camminare 😉 Chissà, magari si uniscono anche gli Orsi!
      Qui da noi Cheese è una delle poche cose che vengono organizzate, ma anche quando ci sono eventi minori, che durano una sola giornata, la gente si lamenta comunque. Pensa che c’è anche un gruppo di Facebook dedicato alla mia città: dovrebbe essere un posto virtuale dove chiedere consigli, condividere iniziative ecc ecc e invece… la gente passa il tempo a insultarsi a vicenda. Mah…
      Grazie Claudia, vi aspetto a Bra (anche senza Cheese, qui si mangia sempre bene) ❤️

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  4. Le cittadine italiane sono bellissime quando ospitano questi eventi golosi: è vero, c’è caos e bisogna dire addio al silenzio, ma che importa? Ci sono interi mesi d’inverno per chi vuole camminare nelle strade sonnolente della provincia. O no?
    Mi hai ricordato il Borough Market e i formaggi italiani che vendono là… e che costano come gioielli. Non a caso una delle attività preferite degli italiani all’estero è farsi portare forme di parmigiano, pecorino e via dicendo dai parenti in visita 😀

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    1. Sono d’accordissimo: in inverno qui è tutto molto tranquillo, avvolto dalla nebbia e dal silenzio, ci sta assolutamente un po’ di confusione prima del letargo. Ma forse lamentarsi (e litigare con i vicini di casa) è lo sport nazionale dei paesi di provincia 😉
      Ah ah è vero, costano come gioielli i nostri formaggi in UK!

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  5. Anche in Toscana è pieno di bastian contrari a prescindere! Veramente, tutto il mondo è paese. Allora, che hai da fare tra 2 anni? No perchè io te lo dico, mi troverai nel centro della piazza in overdose da formaggio! Sai che per caso ho letto di questa manifestazione sul sito di Trenitalia? Perchè offrivano sconti e/o promozioni per raggiungere Bra in treno; ecco, prima di quest’annuncio e del tuo post vivevo nell’ignoranza! E per me che adoro il formaggio è una cosa atroce non sapere queste cose.

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    1. Tra due anni vi aspetto sulla piazza, te, Orsa, Claudia e tutti quelli che vorranno venire qui a Bra. Non succede mai niente, ma quando facciamo qualcosa lo facciamo alla grande 😉
      E comunque i batian contrari poi sono sempre lì in fila davanti ai banchetti per provare “un assaggino”…

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      1. Brava…sono sempre in fila e a me non tocca mai nulla, perchè i bastian contrari se magnano sempre tutto! E’ da quando ho letto il tuo post che vorrei una forma di brie per endovena, ma credo che questa trasfusione ancora non si possa fare. Comunque oh…io tra due anni vengo eh, parola di lupetto!

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  6. Complimenti Silvia per come hai raccontato questo evento, mi sembrava di stare lì tra le vie.. dovremmo dare risalto sempre a queste manifestazioni/sagre, piccole o grandi che siano, perché fanno anch’esse parte della nostra cultura, anche se riuniscono sapori dalle varie parti del mondo e non solo local.
    E poi, quando è bello vedere piccole cittadine diventare caput mundi per qualche giorno? 😊

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  7. Io che amo le feste di paese, le tradizioni e gli eventi popolari, non ho mai partecipato a una manifestazione del genere: ma come avrò fatto?
    Pensa che qui a Napoli organizzano gli eventi dedicati alla mozzarella di bufala, alla pizza e io…nisba! Mai andata!
    Forse è una protezione del mio subconscio: se fossi stata a Bra, avrei divorato tutto il formaggio…ne vado matta.
    E sai che sembra anche una città molto carina?
    Urge venirci presto! 🙂

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  8. Quest’anno mi sono completamente dimenticata! Non ci sono mai stata ma ho un’amica formaggio dipendente che mi aveva coinvolta. Poi, come una scema, ho prenotato il volo per l’Irlanda il 13 e lei mi fa “Allora non verrai con me a Cheese!?”
    *secchiata di ghiaccio in testa*
    Che rimbambita!
    Prossima volta voglio esserci assolutamente. Ad una fiera alimentare qui dalle mie parti avevo anche conosciuto persone che avrebbero partecipato con i loro formaggi a Cheese. Mi sto mangiando i gomiti da giorni…Tra due anni non mancherò!! ❤ Magari è anche l'occasione per beccarci e degustare qualcosa insieme…

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