Trovare dei ristoranti che mi ispirassero a Oslo non è stato semplice, ma forse lo dico ogni volta che ho in mente un viaggio in una grande città. Il punto è che ho fatto fatica a trovare posti che spuntassero tutte le caselle: in prossimità dell’albergo, no cucina italiana, prezzi accessibili. Su Raisin, app con consigli su dove mangiare in diverse città europee, avevo trovato locali interessanti, ma alcuni li ho scartati o perché chiusi la domenica, o perché con prezzi troppo elevati.
Ma tutto sommato è andata bene, e mi sento di dire che da Oslo si può tornare con la pancia piena, senza necessariamente svuotare metaforicamente la carta di credito.
Dove cenare a Oslo: The Little Pickle
Forse bisognerebbe tenere il posto migliore per ultimo, in modo da creare un po’ di suspense, ma visto che si tratta del primo pasto a Oslo, lo metto in cima alla lista. Così, chi non avesse voglia di leggere oltre, può tranquillamente fermarsi qui perché è in questo locale che ho mangiato le cose più buone di tutto il viaggio. Ma, per restare in tema, let’s dig in.

The Little Pickle si trova nel cuore di Grünnerløkka, all’angolo tra Trondheimsveien e Jens Bjelkes gate. Si tratta di un posto essenziale e curato, come ci si aspetta da un ristorante in stile nordico. Molto interessante il menu, che si basa su una cucina semplice con ingredienti locali. Il personale, gentilissimo e disponibile, ci ha consigliato i piatti da ordinare in condivisione, in modo da provare più cose: le verdure sottaceto, il pane con lievito madre servito con burro salato, i gamberi con pomodorini confit, gli asparagi alla griglia e, per finire, le madeleines. Ottima anche la scelta di birre artigianali, tutte norvegesi.
Dove cenare a Oslo: Fiskeriet
Fiskeriet è un ristorante di pesce con annesso negozio per la vendita al dettaglio. Delle due sedi, abbiamo scelto quella di Youngstorget, a meno di dieci minuti a piedi dal nostro hotel. Un locale senza infamia e senza lode, piccolo e abbastanza affollato. Non era sicuramente ai primi posti della mia lista, ma l’ho scelto perché aveva delle buone recensioni ed era aperto la domenica.

La cena è stata gradevole e la scelta dei piatti soddisfacente: niente da ricordare in particolare, ma nemmeno niente da dimenticare. Visto che non le mangiavo da tempo, mi sono lasciata tentare dalle ostriche, seguite dalla zuppa di pesce con pescato del giorno e verdure, e dalla tartare di salmone, servita con finocchi e patate.
Dove pranzare a Oslo: Vippa
Tantissimi articoli consigliano di non perdersi il Mathallen per pranzo: una food hall dove fare acquisti e dove provare diversi piatti, norvegesi e non. Noi ci siamo stati, ma non mi sento di consigliarla come tappa da includere perché è un posto decisamente turistico e troppo affollato. Ma, soprattutto, la qualità del cibo lascia abbastanza a desiderare e nessuno dei piatti provati giustifica il prezzo pagato. Molto meglio optare per Vippa, una food hall meno nota nella zona di Vippetange.

Molto più bella anche la posizione sul fiordo di Oslo, con tavolini all’esterno e una bellissima vista sulla baia, mentre gli spazi interni sono stati ricavati da un magazzino in disuso. Decisamente migliore (e più economica) anche la scelta dei piatti, serviti da una decina di stand con proposte dalla Grecia, dal Messico, dalla Palestina e dalla Norvegia. Un luogo che la sera diventa un punto di incontro per ascoltare musica dal vivo.
Dove bere a Oslo: i microbirrifici
Tutti i posti in cui abbiamo cenato o pranzato avevano un denominatore comune: la birra norvegese. Mi sarei aspettata birre commerciali, o comunque di importazione, invece è stata una bella sorpresa scoprire che ci sono tanti microbirrifici che producono birra (e sidro) a livello locale e la servono in molti locali del centro di Oslo.

Il primo posto che abbiamo provato è stato Schouskjelleren Mirkobryggeri, a Grünerløkka, dove tra l’altro vengono prodotte alcune birre direttamente sul posto. Non lontano da qui si trova Grünerløkka Brygghus, più in stile British, ma dove vale la pena fermarsi per la vastissima selezione di etichette. Ultimo ma non meno interessante è il Crow Bar & Bryggeri, locale in cui servono birre prodotte direttamente nel microbirrificio annesso, ma anche da altre realtà norvegesi.
Siete mai stati a Oslo? Avete altri consigli su dove mangiare?

Grazie mille per le dritte, Silvia! Fra un po’ ad Oslo ci andremo anche al mare comunque! 😀
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Se continua con questo caldo mi sa di sì! E comunque già a maggio c’era gente che si tuffava in acqua dalle saune galleggianti 🙂
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E’ sempre piacevole leggere i tuoi consigli di vaiggio, soprattutto quando puntano alla gastronomia locale. Scegliere un posto in cui mangiare local credo sia la parte fondamentale di un viaggio, e tu riesci ad essere onesta nelle recensioni. Se dovessi andare a Oslo ricordeò di consultare la tua guida.
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Grazie Lisa, mi fa piacere essere utile, sia con spunti positivi che con spunti che lo sono un po’ meno!
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Grazie dei consigli, io non bevo birra, ma ho apprezzato le tips sul cibo. Credevo che non svenarsi per mangiare al nord non fosse possibile, ma magari conoscendo si può evitare gli eccessi
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Non costa poco, ma si trova comunque il modo di mangiare bene senza spendere una fortuna 🙂
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Sono molto sofistica sul cibo, nel senso che voglio provare (quasi) ogni cosa ma i ristoranti, come gli alloggi, devono essere di un “certo tipo”: lungi da me fare la snob, anzi, mi trovo benissimo nelle trattorie, purché trasmettano la loro storia, la loro passione.
Insomma dietro i piatti ci deve essere una ricerca, un’idea e la location deve parlarmi. Little Pickle potrebbe dunque fare al caso mio!
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Come te nemmeno io mi ritengo snob, ma i posti in cui mangio devono avere qualcosa di speciale, sia che si tratti di un ristorante, sia che si tratti di una bancarella di street food. The Little Pickle è davvero un posto speciale!
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Mi piacciono questi articoli dedicata agli aspetti culinari dei luoghi!
Perché è vero che ognuo ha i suoi gusti e le varie recensioni vanno sempre soppesate, ma avere delle dritte anche in questi casi fa sempre comodo!
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Io tendo sempre a fidarmi poco delle recensioni di trip advisor, per esempio, perché temo sempre che possano essere “pilotate”, mentre mi fido di più di quelle dei blogger che sicuramente sono stati in quel posto!
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si è vero le recensioni di siti dedicati sono decisamente da non prendere troppo seriamente! Capita sia nel bene che nel male che non siano reali…
io leggo per farmi un’idea ma alla fine ragioni con la mia testa! Ho letto cose pessime di posti che in realtà non avevano nulla di quello che c’era scritto! La concorrenza a volte è capace di tutto!
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The Little Pickle mi ha convinto già al pane e burro salato: se dici che è stato il pasto migliore del viaggio mi fido sulla parola. E hai fatto bene ad aver smontato il mito del Mathallen, è vero tutti lo consigliano, ma è proprio questo il genere di dritta che apprezzo sul tuo blog, quando dici anche cosa non vale la pena fare. Vippa invece è entrato di diritto nella lista, mi avevi già incuriosita quando l’hai accennato di recente (l’ho salvato sulla mappa). Mi piace tantissimo comunque il concetto di food hall! Unica tua colpa: ora mi hai fatto venire una voglia assurda di birra artigianale norvegese… e sono alla scrivania con una triste bottiglia d’acqua 😅 Sarebbe bello se i microbirrifici di Oslo organizzassero visite guidate con degustazione all’interno degli stabilimenti, quella “rossa” è buona già solo da guardarla! 😀
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Le mie aspettative sul Mathallen erano davvero alte, ma poi purtroppo è stata una delusione. Per carità, niente di davvero terribile, però Vippa per esempio è molto meglio (e si spende anche meno, senza rinunciare alla qualità).
In effetto uno dei birrifici organizza delle visite guidate ma quando lo abbiamo saputo era troppo tardi!
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