Viaggiare non è per tutti, anche se spesso si tende a essere convinti del contrario. Quante volte ci siamo ritrovati a parlare con gente che preferisce rimanere a casa anziché scoprire posti nuovi? Io stessa devo ammettere che mi è capitato, in più occasioni, di domandarmi qualche giorno prima di partire chi me lo facesse fare. Ultimamente poi, a ridosso della partenza, mi lascio assalire dall’ansia e dai pensieri negativi, immaginando tutto quello che potrebbe andare storto.
Perché viaggiare non significa solo vedere posti nuovi, vivere avventure entusiasmanti e fare esperienze memorabili. Viaggiare ha anche dei lati negativi di cui sono sempre più consapevole ogni volta.
Quattro verità scomode: viaggiare stanca
Sarà l’età, ma al ritorno da un viaggio sono sempre più spossata. Non mentalmente, ma fisicamente: ho sonno perché magari ho dormito meno del solito o perché mi sono svegliata prestissimo per andare in aeroporto, ho male alle gambe perché ho camminato per più chilometri della mia media abituale.

Prendiamo il mio ultimo viaggio on the road in Normandia e Bretagna: abbiamo percorso tantissimi chilometri tra l’andata e il ritorno dall’Italia e gli spostamenti in Francia, e ogni due ore avevo la necessità di scendere dalla macchina per fare due passi in qualche area di sosta per sgranchire la gambe. In più occasioni ho anche fatto stretching perché sentivo un dolore fastidioso alla schiena. Viaggiare stanca, soprattutto se non si hanno più vent’anni.
Quattro verità scomode: viaggiare costa
Sono io la prima a dire che non serve essere milionari per viaggiare. Certo, non consiglio a nessuno di indebitarsi per organizzare una vacanza, ma con qualche attenzione è possibile partire per un viaggio più lungo una volta all’anno e qualche weekend qua e là. Ma è chiaro che restando a casa si spenderebbe di meno.

Nessuna spesa per il pernottamento, per gli spostamenti, per mangiare fuori e per i voli. Perché è vero che oggi con le compagnie low cost si possono raggiungere tante capitali europee con cinquanta euro, ma è anche vero che bisogna fare attenzione ai costi più o meno nascosti: bagaglio extra, priorità, assicurazione di viaggio. Insomma, decidere di fare un viaggio è sempre un investimento economico.
Quattro verità scomode: viaggiare spaventa
Se qualcuno vi dice di non aver mai avuto un briciolo di paura prima di un viaggio probabilmente sta mentendo. O è incosciente. Il nostro istinto di sopravvivenza ci porta, per forza di cose, ad essere spaventati verso ciò che è ignoto. Io lo sono sempre.

Essendo pessimista per natura, immagino sempre che possa succedere qualcosa di terribile: potrei essere derubata, potrei perdere il passaporto, potrei finire in una zona poco sicura in una grande città che non conosco, potrei essere investita da un autobus a due piani mentre attraverso la strada. Meglio essere sempre preparati al peggio, sperando che non capiti mai.
Quattro verità scomode: viaggiare delude
Non appartengo, purtroppo, a quella categoria di persone a cui piace sempre tutto. Anzi, sempre più spesso, mi capita di rimanere delusa dai posti verso cui, prima di partire, nutrivo grandi aspettative. Anche per colpa dei social e dei tanti blog che propongono le innumerevoli liste dei dieci posti da non perdere a xyz.

Un esempio su tutti: il Big Fish di Belfast. Una tappa, secondo tanti, da non perdere assolutamente. Ovviamente avevo deciso di non perdermi il Big Fish che, purtroppo, è stata un’attrazione di cui avrei tranquillamente potuto fare a meno. E negli ultimi anni mi è capitato sempre più spesso, forse perché con l’età è diventato più difficile sorprendermi.
Capita anche a voi di avere dei sentimenti contrastanti quando viaggiate?

Se hai la furbizia di andare sempre nello stesso posto viaggiare difficilmente ti delude. Comunque ottimo post, come sempre.
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Nonostante io amo tornare nei posti che mi piacciono, non penso che tornare sempre nello stesso posto sia la soluzione per non rimanere delusi… Almeno non per me!
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Certamente, ognuno ha i suoi gusti. Proprio per questo è difficile trovare qualcosa che piaccia a tutti. Questo film ad esempio è così bello che secondo me nessuno può dire che fa schifo (tra l’altro è perfetto per noi amanti dei viaggi): https://wwayne.wordpress.com/2024/08/31/una-scelta-coraggiosa/. L’hai visto?
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No, non guardo molti film
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Per me il viaggio è gioia, voglia di scoprire nuove terre ma anche voglia di ritornare in luoghi dove sono stata particolarmente bene, difficilmente mi stanco o resto delusa ma su un punto sono assolutamente d’accordo con te, viaggiare costa e nemmeno poco.
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Come a te, anche a me piace scoprire posti nuovi ma anche tornare dove sono stata bene. Però spesso mi stanco (sarà l’età 😅) e spesso rimango delusa, forse perché mi aspetto troppo!
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Un post molto onesto e sincero. Viaggiare è bello, indubbiamente, tuttavia la bellezza coesiste sempre con gli aspetti meno ameni che hai elencato. Forse con l’età questi ultimi cominciano a pesare di più sulla bilancia? Io non faccio viaggi da un po’, ma gli ultimi fatti rispetto ai primi li affrontavo già un po’ diversamente. Oggi non è che non mi piaccia più l’idea di viaggiare, ma quando riprenderò a farlo sicuramente cambieranno molto le modalità rispetto a prima, e anche le mete che mi attraggono sono altre oggi rispetto a ieri.
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Forse è proprio come dici tu: con l’età alcuni aspetti pesano di più sulla bilancia, quindi inevitabilmente incidono sulle nostre decisioni. Per lo stesso motivo, con il passare degli anni cambiano le modalità di viaggio e anche le mete che ci ispirano 🙂
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Sono assolutamente d’accordo su tutti i punti: viaggiare stanca, preoccupa, costa e a volte delude. Però io non smetterei mai di farlo anche se torno spesso con la schiena a pezzi e un sonno che sembra arrivare dall’inizio del mondo.
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L’importante è non smettere di viaggiare, fino a quando ne avremo voglia (e la forza per farlo). Al momento per me ne vale sempre la pena, nonostante la fatica dovuta all’età 😉
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Onesta e franca come sempre. Sì, viaggiare stanca, sì, viaggiare costa, sì, viaggiare mette se non paura, sicuramente un po’ di apprensione, soprattutto se mi devo spostare da sola. E se il viaggio nasce da un motivo di lavoro, non è neanche detto che si abbia tutta ‘sta voglia di farlo, questo viaggio…
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Ah i viaggi di lavoro! All’inizio, secoli fa, ero contenta a prescindere perché tanto l’importante era partire. Alla fine, soprattutto quando viaggiavo con il mio ex capo, era quasi una punizione… Per fortuna ora quando parto è solo per vacanza e non per lavoro!
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I miei genitori non hanno mai messo piede fuori dalla città, per paura di lasciare la propria confort zone. Proprio per questo io ho iniziato presto a viaggiare da sola. Come te però spesso rimango delusa da un luogo che magari avevo immaginato diversamente, ma porto a casa anche la delusione come esperienza di vita.
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Sono d’accordo cone: anche la delusione fa parte del viaggio e comunque in generale ci insegna qualcosa. Per esempio, nel mio caso mi ha insegnato a non fidarmi più dei consigli di Instagram sui posti “da vedere assolutamente” 😉
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Si viaggiare stanca. Quando devo tenere tutto il giorno sulla schiena lo zaino, anche se leggero, le spalle mi fanno un male, ma tutto è ricompensato dalla felicità di conoscere nuovi posti. Per riposare ci sarà tempo una volta rientrati!
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A me stanca lo zaino, ma da un po’ di anni anche il tempo trascorso in aeroporto, il viaggio per raggiungerlo, i mezzi per arrivare in centro una volta arrivati a destinazione… Negli ultimi anni, spesso un volo di due ore mi stanca come un intercontinentale. Ma hai ragione: tutto è ricompensato dalla felicità di conoscere posti nuovi (o di tornare in posti che ci sono piaciuti)!
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Mi sa che sono proprio incosciente allora 😆
Io mi attapiro totalmente prima di partire, l’adrenalina è a mille e la voglia di scoprire e di conoscere mi pervade!
La mia psicologa mi disse che avevo la sindrome del wanderlust e ogni viaggio per me è come una dose di qualche sostanza stupefacente. Poi se si parla di Africa è ancora peggio!!
Però ti dò ragione su tutto, al rientro, specie da un viaggio intercontinentale, vivo una giornata da completa ameba, non riesco nemmeno a guardare il telefono e a stento mi alzo dal letto. E viaggiare costa, sì, è innegabile.
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Beata te! Io invece vivo ogni cosa con ansia, quotidianamente, quindi anche la partenza per un viaggio che sogno da tempo mi mette agitazione perché penso sempre al peggio, purtroppo 😂
Sulla stanchezza tutti d’accordo, credo, soprattutto se c’è di mezzo un fuso orario importante!
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Come solo ho letto “ogni due ore” ho sentito la necessità di alzarmi dalla scrivania! È proprio il motivo per cui rifuggo sempre di più da auto e soprattutto autobus! Diverso è l’aereo, io mi inchiodo al mio posto con la cintura per tutto il tempo, e come per magia non soffro mal di schiena o mal di gambe. Viaggiare costa, è vero, ma per noi resta sempre il migliore investimento in termini di cultura, di svago e di distacco dal quotidiano 😉 Vero anche l’aspetto della delusione, soprattutto da quando c’è IG. Ho letto che ti stanca l’attesa in aeroporto, anche Orso ne soffre di brutto, la prossima volta dobbiamo provare la zona lounge, magari si rilassa di più. Oddio sto soffocando dalle risate, ma perché proprio l’autobus a due piani hahahahah 😀
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In aereo non capita nemmeno a me, ma forse perché mi alzo il più possibile per fare pipì (mi fa questo effetto). Ma in macchina, mamma mia, mi sembra di essere in uno strumento di tortura! Probabilmente anche perché dovendo sempre fare attenzione a seguire le istruzioni di Google Maps sono sempre tesa 😂
Sulla delusione ormai ci sto facendo l’abitudine, e sto cercando sempre meno di fidarmi di IG!
L’autobus a due piani è il mio incubo da quando un’ex collega mi raccontò di un’amica dei suoi genitori investita a Londra perché aveva guardato dal lato sbagliato della strada… Magari non era nemmeno vero ma da allora non riesco a non pensarci!
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Non mi succedeva prima, ma negli ultimi 2 o 3 anni sto notando che mi faccio prendere dall’ansia e a volte dalla paura. Credo che sia legato alle esperienze difficili che ho dovuto affrontare negli ultimi anni (non in viaggio, in famiglia purtroppo). Oppure è l’età.. Passata la spensieratezza (o incoscienza?) della gioventù…
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Probabilmente è un insieme di cose: come nel tuo caso, anche nel mio sicuramente è l’età, e anche per me una serie di cose successe che in parte mi hanno tolto un po’ di spensieratezza. Ma almeno quando sono in viaggio non ci penso o ci penso di meno!
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Eccomi! Sono la tua ottimista di fiducia!
Io concordo solo sul fatto che viaggiare costa ma per il resto sto scoprendo che più viaggio meno mi affatica. A vent’anni, quando tornavo da una vacanza, ero sempre un rottame e in più, appena rientrata, mi ammalavo invariabilmente.
Ora, sarà la saggezza accumulata, sarà la farmacia che mi porto dietro, ma di solito torno e sarei pronta a ripartire appena lavati i vestiti sporchi.
Come dicevo sono ottimista, quindi non penso che mi possa capitare qualcosa di brutto e, se proprio capita, ci penserò in quel momento ma non sto a preoccuparmi anzitempo.
E per ultimo ammetto che non viaggio mai pensando alla bellezza del posto dove vado, ma solo alla storia legata a quel posto che mi ha incuriosita abbastanza da farmi partire.
La bellezza del luogo è un fattore secondario: è solo dare un volto, bello o brutto, a qualcosa che già amo e che quindi non mi delude mai.
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Sappi che ti invidio molto! Guarda, sulla stanchezza non so proprio cosa fare perché nonostante la farmacia che anche io mi porto dietro, torno che mi sembra di avere 90 anni!
Sulle cose brutte che possono capitare, sto seriamente pensando che dovrei fare della terapia perché purtroppo è un “atteggiamento mentale” che ultimamente non si limita ai viaggi…
Sulla bellezza capisco il tuo punto di vista, ma allo stesso tempo penso ad alcuni posti specifici che vengono pubblicizzati come “Imperdibili” e poi, davvero, non hanno niente di affascinanti. O forse sono io che non riesco a vederlo, ma in ogni caso anche le cose meno speciali arricchiscono la nostra esperienza 🙂
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