Viaggiare negli anni Novanta

L’ispirazione di questo viaggio un po’ amarcord arriva da Raffaella del blog Raf Around The World che se da un lato mi ha fatto pensare a quanto sono vecchia, dall’altro mi ha permesso di ricordare gli anni passati e i miei primi viaggi. Non solo le vacanze da sola negli anni Novanta, ma anche le ferie d’agosto insieme ai miei genitori. Non c’erano i blog di viaggio all’epoca – se ve lo state chiedendo, quando ero bambina io non c’era nemmeno internet, ma era il Paleolitico d’altra parte.

Ricordo che quando partivamo in camper, mio padre annotava ogni sera su un quaderno i chilometri percorsi, da dove eravamo partiti e dove eravamo arrivati, i nomi dei campeggi e le città che avevamo visto. Chissà da chi avrò preso 😉 Grazie ai suoi appunti – e alla memoria infallibile di mia mamma – quando sfoglio gli album so dire quando e dove è stata scattata una determinata foto.

Silvia Costa Azzurra.jpg

Così so che questa è stata fatta durante le vacanze di Pasqua in Costa Azzurra – la faccia triste è dovuta al fatto che mi avessero fatto indossare un vestito anziché i soliti jeans. Per non parlare del sandaletto con la calza traforata, una tortura a cui molte mie coetanee sono state sottoposte da bambine…

Ma come è cambiato il modo di viaggiare da allora?

Viaggiare negli anni Novanta: Google Maps chi?

In occasione del primo viaggio a Londra insieme alla mia amica del liceo, partimmo ancora minorenni senza conoscere praticamente nulla della geografia della capitale inglese. Avevamo soltanto il nome, l’indirizzo e il numero di telefono della signora che ci avrebbe ospitate. Un paio di giorni prima di partire, composi il numero di telefono lunghissimo e aspettai con non poca ansia che qualcuno rispondesse. La donna mi diede indicazioni spiegandomi che avremmo dovuto prendere la metropolitana dall’aeroporto fino alla fermata di Rayners Lane, e da qui raggiungere casa sua a piedi. Da qualche parte ho ancora la “mappa” che avevo disegnato e che ci ha permesso di trovare la nostra landlady.

Londra cabina cropped.jpg

Viaggiare negli anni Novanta: Trip Advisor, Booking, Expedia ovvero questi sconosciuti

Non solo non c’erano i blog di viaggio dove leggere consigli su dove dormire e dove mangiare, ma non c’erano nemmeno Trip Advisor o altri siti simili dove leggere le recensioni degli alberghi prima di prenotare. Quando organizzammo il primo on the road in Irlanda, non avevo un computer per cercare gli alberghi online, e probabilmente la maggior parte delle strutture all’epoca non aveva un sito internet. Ricordo che telefonai all’ente del turismo irlandese e mi feci inviare la guida dei B&B. Un volume di un centinaio di pagine dove erano elencate le strutture con una foto ciascuna, una breve descrizione e un numero di telefono. Scegliemmo i B&B con la cartina alla mano, confermando semplicemente la prenotazione con una telefonata.
Non ci andò poi così male, al punto che in una struttura siamo tornati anni dopo. E nella maggior parte dei casi lo spirito di avventura è stato ripagato con dei panorami pazzeschi, anche se le stanze non erano proprio il massimo.

Guida B&B Irlanda.jpg

Viaggiare negli anni Novanta: turista fai da te, no Alpitour? Ahi ahi ahi…

Chissà se anche i più giovani ricordano lo spot che aveva per protagonisti marito e moglie su un bus scalcagnato in mezzo al Sahara? Vengono puniti per aver osato organizzare una vacanza senza rivolgersi al noto tour operator, e per questo sono derisi dall’autista e da tutti i passeggeri del mezzo di fortuna, capre comprese.

Solo felice però di non aver ceduto alla paura di ritrovarmi in quella situazione. Con una vacanza organizzata non saremmo arrivati nel villaggio di pescatori in Danimarca dove abbiamo mangiato salmone affumicato dalle bancarelle sul porto, né avremmo comprato pesce freschissimo da cucinare sulla brace la sera in campeggio e da mangiare al buio e al freddo, ridendo come matti perché non vedevamo nemmeno dove mettere i piedi.

Danimarca

Certo, ci abbiamo impiegato tutto il giorno, facendo chilometri e chilometri lungo strade sconosciute con biciclette prese in affitto, perdendoci svariate volte sia per arrivare al porto che per tornare al campeggio… Sicuramente non ci sarebbe capitato se avessimo comprato una vacanza all inclusive con tanto di guida e spostamenti in autobus gran turismo, ma probabilmente non saremmo nemmeno finiti sulla spiaggia dove ci siamo fermati per riposare sulle dune.

Danimarca Silvia.jpg

Da allora molto è cambiato nel modo di organizzare i viaggi e nel modo stesso di viaggiare: tante cose sono migliorate, ma guardando gli album fotografici penso che tutto sommato non mi dispiacerebbe poter rifare una vacanza alla vecchia maniera.

Come viaggiavate negli anni Novanta? Cosa è cambiato? Raccontatelo in un commento, o se avete un blog partecipate con un articolo! Coraggio, lo so che là fuori ci sono tante “diversamente giovani” come me 😉

#viaggi90 nasce da un’idea di Alessia del blog Una valigia di Emozioni; è promossa dal gruppo Facebook Travel Blogger Italiane e ispirata dall’articolo di Daniela del blog The Daz Box.

38 pensieri riguardo “Viaggiare negli anni Novanta

  1. Diversamente giovane presente! Ma Silvia, scusa se chiedo: tu sei davvero sicura che sia passato tanto tempo? Che quando eravamo piccole, non c’era internet ma il piccione viaggiatore? Che si segnavano i km fatti, per calcolare quanto si percorreva con il gas? Che per trovare un distributore di benzina, era necessario un volume cartaceo con le mappe dell’intera Italia?
    E dire che sembra ieri, che mi facevo lancinare i piedi dalle tue stesse calze…che ricordi dolcissimi!
    Io non facevo viaggi con i miei genitori, ma solo uscite di una giornata. Devo dire però, che il metodo applicato era lo stesso. E vogliamo parlare della mancanza delle cinture di sicurezza, del fumo passivo in auto, delle indicazioni sbagliate che sfociavano in rissa? Insomma, se siamo sopravvissute a tanto popò di drammi, siamo vaccinate in eterno!
    Bella iniziativa! Un bacione,
    Claudia B.

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    1. È passato davvero un sacco di tempo, mamma mia! Infatti leggendo i commenti di chi a quell’epoca non organizzava i viaggi perché aveva tipo due o tre anni mi sento male 😱
      Quante cose mi hai fatto tornare in mente e alle quali non avevo pensato: il calcolo dei km, la mancanza delle cinture di sicurezza e mio papà che fumava con un turco buttando mozziconi nel posacenere minuscolo della macchina…
      Grazie e buon weekend 😍

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  2. Negli anni ’90 ero solo una bambina, quindi mi manca tutto il lato “organizzativo” del viaggio, ma qualcosina me la ricordo. Una su tutte le foto su pellicola, con le macchinette usa e getta della nikon che poi custodivo gelosamente come fossi una grande fotografa vissuta. Seguire le mappe su carta, vizietto che ammetto mi è rimasto tutt’ora (ma perché seguendo il navigatore mi perdo e con quelle di carta no?). I lunghi viaggi in macchina dalla Sicilia verso il nord d’Italia, con le soste negli autogrill e l’arancino untissimo del traghetto sullo stretto perché ancora i voli non erano bassi come adesso e l’aereo forse era anche visto con un po’ di sospetto. Grazie per questo post nostalgico!!

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    1. Il lato organizzativo era molto impegnativo all’epoca: da un lato era divertentissimo e anche un po’ stressante perché fino all’arrivo in albergo non potevi immaginare come sarebbe stato. Cose che a pensarci ora sembra impossibile – non prenoterei mai e poi mai una stanza senza aver visto un centinaio di foto, letto recensioni, controllato su google maps con street view 😉
      Gli autogrill, non ci avevo più pensato! Mia mamma mi faceva scendere solo per la “tappa bagno” ma non mi lasciava mangiare nulla!
      Grazie a te per essere passata 😍

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  3. Hey!! *_* Sembra che ci siamo messe d’accordo oggi! E pure il vento era lo stesso! 😀 😀 😀 Povero Marco hahahahah!
    A parte scherzi che bella la tua foto nel campo!
    E che belli i ricordi che riemergono dagli abissi degli anni 90! Ogni tanto è doveroso ripescarli proprio per apprezzare tutte le comodità e le facilitazioni che abbiamo adesso durante i viaggi. A volte le consideriamo così scontate perché talmente parte della quotidianità che sembrano essere nate con noi.
    Tuttavia ti dirò, come te spesso avverto l’esigenza di fare un viaggio old style solo mappa stradale e telefono pubblico. A volte fantastico di passare una settimana in qualche villaggio Amish, sono sicura che dopo getterei lo smartphone alle ortiche! Non sto scherzando, mi ero pure informata sulle comunità Amish in Europa ma pare che come quelle della Pennsylvania non ce ne siano 😦 Se ne conosci qualcuna organizziamo un press tour senza social! 😛
    Dopo varie operazioni di boicottaggio l’orribile combo calze forate+sandali (i sandaletti con l’occhio per la precisione) non è più comparsa nei miei outfit.
    Lo spot dell’Alpitour *_* e chi se lo dimentica!
    Buona serata Silvia!

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    1. Ah ah senza saperlo abbiamo deciso entrambe di “uscire allo scoperto”, anche se nel mio caso è una foto vecchissima dove forse non ero nemmeno maggiorenne quindi non vale 😉
      Non penso che esistano villaggi Amish in Europa, altrimenti anche a me piacerebbe una settimana in isolamento. Ma un’alternativa c’è: l’isola norvegese in cui sono stata qualche anno fa. Non sono Amish ma l’isolamento è garantito. Il problema poi è tornare alla vita di tutti i giorni!
      I sandaletti con l’occhio 😱 Sai che a un certo punto quando avevo 14-15 anni ne ho ricomprato un modello simile che ho messo due volte e poi ho regalato a una compagna di classe? Se ci penso sto male…
      Buon weekend 😘

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  4. Eccomi qui! Un’altra diversamente giovane a rapporto 😉 Ho iniziato a leggere il tuo post tutto d’un fiato, poi mi sono bloccata improvvisamente: ma come ho fatto a dimenticare lo spot dell’Alpitour?!? Era davvero un tormentone.
    Il bello di leggere questi post sulle vacanze degli anni ’90 è proprio questo: abbiamo chiaramente tutte ricordi più o meno simili, ma ognuna di noi riesce a porre l’accento su di un aspetto particolare. Grazie per aver partecipato con il tuo articolo!

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    1. Oltre a quello di cui ho trovato il video ricordo che ce n’era anche uno con due messicani col il sombrero che si rifiutavano di noleggiare una barchetta ad altri due turisti “no alpitour” ma non l’ho trovato!
      Comunque mi consola il fatto che in questo mondo di giovani blogger ci sono anche quelli “diversamente giovani” come noi – mi sento meno sola 😉
      Grazie a te per l’ispirazione 😍

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  5. Ehm… negli anni 90 ero troppo piccolina per viaggiare da sola ma fortuna che ero con i miei! Credo siano loro ad avermi trasmesso la gioia e l’adrenalina del viaggio.
    Lo spot di Alpitur? Me lo ricordo benissimo e lo imitavo sempre! ahaha che ricordi, come lo sono la cartina stradale in fondo, senza di lei non si andava da nessuna parte!
    E devo ammetterlo, anche di album fotografici non se ne creano più tanti.

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    1. Anche io penso di aver ereditato la gioia del viaggio dai miei!
      Ah ti ricordi lo spot di Alpitour? Pensavo che fosse una prerogativa di noi “diversamente giovani” 😉
      Le cartine sono ancora una garanzia oggi, nel caso in cui internet decidesse di non funzionare.
      Grazie per essere passata 😘

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  6. Sai che ho in bozze un articolo che un pochino s’interroga sull’era nostalgica che stiamo vivendo, quanto influenzi anche il modo di raccontare viaggi, e tu me ne stai dando conferma con questo bellissimo post. Adoro le vecchie foto! La mia preferita è quella tua in mezzo al prato! Posso dirti che anche io ero costretta a mettere quelle calze con quel tipo di scarpa…😩 Il tormentone dell’Alpitour resta ancora il mio preferito dopo tanti anni e trovo fichissimo tuo padre che si appuntava tutto da bravo redattore di diario di bordo. Se ci penso mi sembra una passata una vita, quei lunghissimi viaggi in macchina senza cinture e senza aria condizionata… Ma come abbiamo fatto a sopravvivere?! 😉 Ti abbraccio Silvia, un bacione!

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    1. Ciao Alessia! Ho visto ora il tuo post, adesso vado a leggerlo e farmi prendere da un’altra bella ondata di nostalgia 😉
      Quelle calze hanno segnato un’intera generazione, se non addirittura due. Ma poi con i sandali, perché???
      Anche la mancanza di aria condizionata – cosa che adesso sarebbe impensabile – non era da poco!
      Grazie di essere passata 😘

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  7. La pubblicità Alpitour me la ricordo bene, così come l’incubo delle calze traforate (che odio). Dei viaggi anni ’90 mi ricordo i cataloghi delle agenzie viaggi: mi piaceva un sacco sfogliarli (anche soltanto per sognare un po’!). E poi le ore in autostrada per raggiungere Rimini col caldo di agosto e ovviamente senza aria condizionata: mi sembrava un viaggio interminabile quando in realtà erano poche ore!

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    1. Sai che credo che ste maledette calze traforate siano state riproposte da Calzedonia? Anzi, devo andare a vedere, comprare tutto lo stock e dargli fuoco 😉
      I viaggi in autostrada senza aria condizionata e con la turbolenza creata dai finestrini aperti erano un massacro 😉

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  8. Mamma mia non riesco proprio ad immaginarmi a viaggiare negli anni 90 o meglio, ho viaggiato ma ero talmente piccola che il problema di organizzare il tutto non era certo mio. La cosa che mi fa più strano è l’idea di non potersi organizzare bene prima attraverso internet. Ad esempio con gli spostamenti da fare in metropolitana o con la scelta dell’hotel.
    Credo davvero che il mondo sia stato rivoluzionato, in bene o in male non so dirlo. Forse alcune cose sono state rese più facili, quello di sicuro.
    Ps. Ma che amore eri da bambina?!? *_*

    Un bacione

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    1. A pensarci ora anche a me sembra impossibile, eppure quando era la normalità non c’era niente di strano, come non avere il cellulare. A pensarci non so bene come abbia fatto mio papà a organizzare svariati viaggi in camper in Olanda, Danimarca, Francia, Austria e chi si ricorda più dove, solo leggendo le guide del Touring Club, senza potersi affidare a nient’altro. Ora penso che morirei d’ansia al pensiero di prenotare un hotel al telefono come avevo fatto in Irlanda, senza nessuna conferma scritta 😅
      Grazie Lucrezia, e pensare che ero arrabbiatissima in quella foto!

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  9. per me i viaggi degli anni 90 sono tutti con mamma e papà! Sono nata nell’86, e il primo viaggio con le amiche, anche li senza internet è stato agli inizi del nuovo millennio! Sai che tempo fa avevo scritto un articolo proprio sul mio primo viaggio con i miei? 🙂

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  10. Siamo così abituati oramai a tutte le comodità che internet ci offre che purtroppo ci mettessero in una parte di mondo non conosciuta senza cellulare penso sarebbe alquanto difficile gestire i movimenti giusti. Ma forse sarebbe un gioco da fare. Forse era tutto più divertente, e arrivare anche solo all’albergo dall’aereoporto era una grande conquista. Ora è tutto troppo facile.

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      1. Nulla da ribattere! Penso che appena ne avrò l’occasione è il viaggio, proverò il divertimento senza internet ! Magari nella giusta destinazione e occasione, e senza rischiare di morire. Ormai noi giovani siamo sicuramente più imbranati se ci viene tolto internet!

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  11. La foto nel campo è bellissima e fantastiche anche la tue calze forate con il sandaletto 😀 anche io ho alcune foto con degli outfit piuttosto tremendi negli anni ’90, ma vabbè, all’epoca quello andava di moda! Fighissima l’avventura a Londra, ora sembra che senza cellulare e internet siamo sempre persi nel nulla, mi piacerebbe a volte essere meno dipendente da questi strumenti.

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  12. Le tue foto sono tutte belle perchè “trasmettono” il momento, ma quella con la faccia sofferente causa sandalo e calza retinata è mondiale, sei veramente buffissima. Io ho iniziato a viaggiare da grande, da piccola, per tutta una serie di motivi,venivo esiliata in un paesino dell’Amiata talmente tanto sperduto che anche al tempo dei Medici veniva usato come terra di esilio per i brutti ceffi. I miei 2 primi viaggi allo sbaraglio però li ricordo benissimo, ed il secondo rimane come uno dei più belli della mia vita. I viaggi di allora erano diversi, non potevi geolocalizzare in tempo reale l’attrazione più vicina a te e certamente si correva il rischio di non vedere mezze cose, però secondo me avevano tutto un’altro fascino…quello della sorpresa, della scoperta, dell’ingegno, dell’improvvisazione… avevano un impatto umano ed emotivo, secondo me, decisamente migliore.

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    1. Ma come in esilio??? Chissà cosa avevi combinato 😉 Comunque anche io venivo mandata con i miei nonni in un paese sperduto di montagna dove l’unico svago era l’edicola che vendeva le figurine di candy candy…
      L’effetto della sorpresa era unico: arrivare in un posto senza avere nessuna idea di come sia, senza aver visto le immagini su street view… non aveva prezzo!
      Grazie 😘

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  13. Che nostalgia, Silvia. Bellissimo articolo che mi ha fatto tornare indietro nel tempo, quando si organizzavano i viaggi telefonando agli hotel, si trovavano le strade aprendo enormi cartine che occupavano tutta la macchina e che costringevano a sviluppare il senso dell’orientamento. Quando non si sentivano i parenti per una settimana o due, a meno che non si decidesse di usare il telefono pubblico o quello (esoso) dell’hotel. Sono cambiate mille cose, ma secondo me vale ancora la pena di spegnere Google Maps e fare un viaggio con la super mappa scomodissima cartacea, dove sono segnati perfino i sensi unici 😀

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    1. Pensa che adesso quando vado via se non mando almeno un messaggio al giorno per dire che sto bene mia mamma va in paranoia – e non ho 15 anni… E invece una volta non si telefonava per giorni ed era tutto normale.
      Ah, le cartine gigantesche! Io le ho conservate tutte: probabilmente se le aprissi si speserebbero come delle pergamene.
      Grazie per essere passata 😍

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  14. Io sono nata nel 1985, quindi per me viaggiare negli anni ’90 è sinonimo di vacanze con mamma e papà e gite scolastiche che sembrano lontane anni luce 🙂 Però ricordo bene che i viaggi si organizzavano solo con l’ausilio di una buona guida cartacea (abitudine che mi piace avere anche adesso, insieme a tutti i vantaggi di internet però) e che prima di scattare una foto dovevi riflettere bene per non finire il rullino o trovarti con scatti rovinati, ben lontani dalla comodità delle macchine fotografiche di oggi, con cui puoi subito verificare il risultato senza brutte sorprese come accadeva dopo lo sviluppo! 🙂

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    1. Vero, non ricordavo più la cosa dei rullini! Se ne avevi solo un paio con te dovevi sceglierle con cura cosa fotografare per non rischiare di trovarti a metà viaggio senza più pellicola. Però vuoi mettere l’emozione di andare dal fotografo dopo qualche giorno a ritirare le foto?
      La guida cartacea oggi aiuta ad avere una sicurezza in più oltre ai vantaggi di internet!
      Grazie e buona serata ❤️

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