Cosa vedere a Zurigo: dal Lindenhof al Kreis 5

Zurigo l’ho vista un po’ in tutte le stagioni e in tutti i colori, ma mai sotto uno strato di neve bianca. L’aria che ci accoglie al nostro arrivo il venerdì sera è frizzante e pungente, come succede sempre prima dell’arrivo della neve.
Il sabato mattina quindi non siamo troppo sorpresi quando vediamo grassi fiocchi scendere dal cielo grigio e posarsi a terra.
Lasciamo l’albergo avvolti in più strati per ripararci dal freddo e per riuscire ad affrontare la giornata. Potremmo raggiungere il centro camminando, spostandoci senza utilizzare mezzi di trasporto, ma con il freddo e la neve preferiamo prendere anche il tram per ridurre l’esposizione all’aria gelida. I chilometri totali non sono molti, e in una giornata più mite si potrebbero tranquillamente affrontare a piedi.

Da Escher-Wyss-Platz prendiamo il tram 13 in direzione Hauptbahnhof, la stazione centrale dove, come ogni anno, vengono allestite un centinaio di bancarelle dei Christkindlimarkt. Abbiamo già fatto un giro il giorno prima per mangiare qualcosa e per bere una tazza di Glühwein, ma oggi non abbiamo voglia di addentrarci nella confusione dei mercatini di Natale. Tanti banchi con la merce esposta, rumore, gente che sgomita per farsi spazio, bambini urlanti che ti calpestano i piedi.

Decidiamo invece di dirigerci al Lindenhof, a pochi minuti a piedi da Bahnhofstrasse. È un piccolo parco dove secondo la leggenda fu fondata la città di Zurigo e dove il nipote di Carlo Magno fece costruire una residenza reale. Un luogo dal nome poetico che significa “cortile dei tigli” e dal passato ricco di eventi: è qui che nel 1798 si svolse il giuramento sulla costituzione elvetica.

View Lindenhof.jpg

Ci si arriva inerpicandosi lungo stradine strette e scalinate ripide che rendono ancora più pericolosa la passeggiata verso il punto panoramico della città. Quando arriviamo ha smesso di nevicare e, per un po’, ci godiamo il sole attraverso un cielo insolitamente azzurro. Di fronte a noi, oltre al fiume Limmat, i tetti delle case del Niederdorf, il centro storico di Zurigo; il palazzo del comune e il Grossmünster, il duomo.

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Oggi non ci sono i giocatori di scacchi che nei mesi meno freddi si ritrovano in cima alla collina per le loro lunghissime partite, ma d’altra parte il prato è nascosto sotto una spessa coperta di neve. Scendiamo dalla parte opposta rispetto a quella da cui siamo saliti, passeggiando tra le vie dello Schipfe, quello che nel Medioevo era il punto di approdo delle navi che portavano a Zurigo le merci più varie: cibo, spezie, tessuti.

Schipfe Storchen Zurigo.jpg

Passiamo oltre le vetrine dei negozi di lusso fino ad arrivare alla piazza dell’Hotel Storchen, il più antico della città, da dove attraversiamo il fiume diretti verso Niederdorfstrasse, nella città vecchia. Da qui parte la seconda serie di bancarelle dei mercatini di Zurigo, dove ancora una volta gli oggetti in vendita hanno poco a che fare con il Natale. Per trovare qualcosa di più natalizio bisogna avventurarsi lungo le stradine laterali che da Marktgasse portano verso il fiume oppure verso Neumarkt, dove qua e là si trovano alcuni negozi di fiori che espongono ghirlande di rami di abete, oppure botteghe artigianali di bigiotteria e negozi di calzolai.

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È l’ora ideale per una pausa caffè, ma questa volta non c’è posto da Schwarzenbach. Una deviazione di qualche centinaio di metri ci porta per caso da Zähringer: non sarà bello come Schwarzenbach, ma la torta al cioccolato e il caffè americano ci permettono di fare il pieno di energie. Qui non ci sono pareti rivestite di legno né morbide poltrone di velluto rosa, ma tavoli di legno e sedie senza cuscini. Alle pareti, poster di concerti passati e di mostre di artisti locali. Il cameriere con i capelli lunghi raccolti in una coda disordinata ha tanto l’aria dello studente fuori corso da parecchi anni; è gentile e cerca di farsi capire anche se parla solo tedesco.

Zahringer Zurigo.jpg

Intanto, il sole è nuovamente sparito dietro le nuvole spesse e grigie e, quando abbandoniamo il tepore della caffetteria, ci dirigiamo a passo spedito verso la fermata del tram. Il numero 4 non si fa aspettare e in una decina di minuti ci porta a Limmatplatz. Siamo nel Kreis 5 – il distretto cinque – di Zürich-West. Si tratta di un ex quartiere industriale, dove un tempo sorgevano fabbriche come la Löwenbräu.

Lowenbrau Zurigo.jpg

Una cosa accomuna l’intero quartiere: il susseguirsi di edifici ultra moderni di vetro, acciaio e cemento, accanto a palazzi di mattoni rossi che una volta ospitavano gli operai stranieri. Come spesso accade in questi casi, ora le case sono state ristrutturate e sono molto richieste. Non mi dispiacerebbe vivere qui, in queste strade tranquille, sopra la panetteria o accanto al negozio di biciclette, lontano dal lusso esagerato di Bahnhofstrasse e dalla confusione dei mercati di Natale.

Maison Blundt Zurigo.jpg

La nostra prossima meta è ben nascosta nel Kreis 5, in un vicolo senza uscita che attraversa Gasometerstrasse. Maison Blunt rispecchia perfettamente l’anima di questo quartiere: un nome mezzo tedesco e mezzo francese per un locale nato in quello che un tempo era l’officina di un meccanico. La destinazione originaria è ancora visibile nelle ampie porte-finestre di vetro e metallo e nei soffitti altissimi dove non è difficile immaginare ponti sollevatori e banconi pieni di attrezzi. Il pavimento colorato tradisce invece il passato mediorientale del proprietario: piastrelle variopinte e vivaci, calde come i piatti di ispirazione marocchina.

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La clientela è varia: una tavolata di ragazze che sembrano festeggiare un compleanno, un gruppo di amici allegri ma non rumorosi, una famiglia francese e una coppia di anziani. Mentre ci guardiamo intorno ci viene offerto il tè alla menta, profumatissimo e bollente. La scelta è ampia e permette di ordinare piatti da condividere, cosa che fa capire quanto sia importante il cibo in certe culture: quando per un popolo oltre a essere un semplice nutrimento è anche piacere e condivisione, allora quel popolo ha tanto da insegnare.

Il menu ricorda un quaderno delle elementari, con le righe alte e i nomi dei piatti che sembrano essere appena stati ricopiati in bella grafia: mezze fredde e calde, insalate, piatti completi. Ordiniamo tabouleh, hummus, babaganoush, falafel e, per finire, rotoli di pasta fillo ripieni di formaggio. Le porzioni sono abbondanti e ogni portata viene servita in piatti colorati, uno diverso dall’altro.

Maison Blundt Zurigo.jpg

Arriva un altro bicchiere di tè alla menta e ormai mi sento a casa, o quasi. Sicuramente in un posto dove vorrei mangiare ogni fine settimana, trascorrendo ore a chiacchierare, a bere una bevanda calda e a sentire il sapore di cibi diversi da quelli a cui sono abituata. A osservare le persone che come noi sembrano volere fare il possibile per non andare via, a guardare la neve scendere oltre le vetrate, cercando di convincermi che tutto sommato posso rimanere ancora un altro po’.

Ma a Zurigo c’è ancora molto da vedere.

28 pensieri riguardo “Cosa vedere a Zurigo: dal Lindenhof al Kreis 5

  1. Hai firmato un triumvirato con la neve e l’atmosfera natalizia per caso? No perché le tue parole hanno spazzato via in un attimo il brutto ricordo di questa città legato ad un retaggio “economico” di posto triste e caro! 😛
    Ho quasi riscoperto un’altra Zurigo, se non fosse per il fatto che bloggo in incognito andrei subito a dirlo a Sciamamma che lei come sente “Swisse” gli si scioglie il cuore come quello lavorato dai maître chocolatier 😀 😀 😀
    Un abbraccio Silvia!

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    1. Ma secondo me è perché mi sto annoiando dei mercatini di Natale allora la neve e l’atmosfera natalizia sono state “messe lì” per farmi cambiare idea 😉
      Ecco, uno dei problemi di bloggare in incognito è che non è che puoi segnalare gli articoli degli altri blogger perché poi ti sgamano subito! Io comunque una volta a mia mamma ho copiato e incollato un articolo sulla Valtellina su un documento di Word e poi l’ho stampato…
      Un abbraccio a te 😘

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  2. Mi stai facendo vedere una Zurigo dalle mille tonalità, per questo io ti sono grata. Perché quando sarà il mio turno di visitare la bella città svizzera, avrò davvero una visuale alternativa di cui godere. Non ti sto nemmeno a fare i complimenti per i locali che riesci sempre a scovare. Anzi, Silvia, devo farti una confessione. Ultimamente, ogni volta che parto e mi fermo a cenare da qualche parte, mi chiedo: ‘Chissà se Silvia questo posto lo avrebbe selezionato?’. Tanto che devo fare un salto nella tua sezione Germania, per una piccola ricerca pre-partenza.
    Altra confessione. Con la vecchiaia, sto rivedendo completamente le mie abitudini. Se fino a qualche anno fa, mi rifiutavo di tornare nei luoghi già visti, da dodici mesi a questa parte sento la necessità di ripercorrere i miei passi. Quando tu dici che Zurigo l’hai vista in ogni veste, mi sono sentita vicinissima a te, consapevole che io stessa nutro il bisogno di vedere una città attraverso diverse sfumature…cosa che prima non accadeva. Ma, ti dirò, sono felice di questo cambiamento!
    Bacioni
    Claudia B.

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    1. Ah, Claudia, mi fai arrossire! In genere evito i locali troppo gettonati da TripAdvisor perché temo che abbiano pagato per essere lì, oppure che siano frequentati solo da turisti 😉
      In Germania purtroppo sono stata solo a Berlino, ma non conosco altre città. Però se vai a Berlino chiedi pure!
      Secondo me come dici tu è proprio la vecchiaia: fino a qualche anno fa non mi sarebbe mai passato per la testa di tornare in un posto già visto (unica eccezione: Londra), mentre ora mi piace tantissimo tornare in una città che conosco già, anche per vedere come è cambiata o come è cambiata la mia percezione.
      Un bacione 😘

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  3. Mai avrei immaginato tanto appeal in una città che ho sempre pensato fredda e industriale come Zurigo. Sarà che la neve riesce ad addolcire anche i contorni più spigolosi ..😉 Favolosi come sempre i posticini che riesci a scovare e bellissime le foto (specie quella del palazzo rosso).
    Ciao Silvia, buona serata!

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  4. Silvia, tu scrivi benissimo, e su questo non ci sono dubbi.
    Ma per quanto mi riguarda, potresti pubblicare post fatti solo di foto e riusciresti a raccontare mille emozioni e sensazioni…soltanto attraverso le immagini: non solo sono belle, ma colgono proprio l’essenza dei luoghi.
    Insomma, non vedo l’ora di andare a Zurigo!
    Ti abbraccio forte! :*

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  5. Prima di tutto mi hai fatto venire voglia di visitare la Svizzera, un paese che non era esattamente nelle mie corde. Vogliamo anche dire che scegli sempre dei posticini deliziosi per i vari pit-stop?
    Quanto al tornare in luoghi già visti, sto riconsiderando questa idea, infatti siamo tornati a Londra, Ferrara, Roma, giusto per fare qualche esempio. Le città, soprattutto se così grandi, cambiano a ritmi impressionanti ed è bello osservare come si sono evolute!
    Un bacione
    Erica

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    1. Sono d’accordo le città cambiano nel corso degli anni e un po’ cambiamo anche noi o comunque la percezione che abbiamo dei posti, per cui mi incuriosisce sempre tornare in un posto che mi è piaciuto. Per Londra invece è un discorso a parte perché lì tornerei anche una volta al mese, senza darle il tempo di cambiare 😂
      Sono felice di averti incuriosita nei confronti della Svizzera!
      Buon 2018 🍾

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