La guida del viaggiatore viziato

In tanti pensano che il loro modo di viaggiare sia migliore di quello degli altri. Avete presente gli irriducibili della tenda e dello zaino in spalla, che vi guardano dall’alto in basso perché preferite avere un tetto anziché un pezzo di stoffa sulla testa? Non c’è un modo peggiore né uno migliore: sono solo punti di vista diversi. Per questo mi fanno sorridere quelli che continuano a distinguere tra viaggiatori e turisti e lo fanno, per citare una collega blogger, da parvenu alternativi.

C’è modo e modo di viaggiare, ma gli integralisti del “turismo alternativo” non lo concepiscono. Appena qualche giorno fa, ho avuto a che fare con un viaggiatore che pensa di essere anticonformista ma che invece è solo, per fare la seconda citazione in poche righe, la copia di mille riassunti. In quell’occasione ho appreso che, quelli che come me dormono in alberghi di fascia media, sarebbero “viziati”. Allora voglio raccontare come viaggia un viziato (che comunque si paga i vizi di tasca propria, con i risparmi messi da parte grazie al suo lavoro).

Partiamo, viziosi!

La guida del viaggiatore viziato: i mezzi di trasporto

Come dice un mio amico un po’ snob, il problema delle compagnie aeree a basso costo è che hanno reso i viaggi democratici, permettendo a tutti di comprare un biglietto e di partire. E così, sugli aerei bianchi-gialli-e-blu, trovi davvero di tutto: dal tamarro di periferia alla ragazzina con la borsetta di Vuitton taroccata. Noi spoiled brats preferiamo volare con le compagnie di bandiera, e non disdegniamo un upgrade in business class (mi è capitato un paio di volte, e da allora lo sogno la notte).

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Purtroppo però, a volte ci dobbiamo scontrare con la dura realtà e, nostro malgrado, siamo costretti ad accontentarci delle low cost, mischiandoci alla folla di viaggiatori che si ammassano davanti al gate senza nemmeno stare in coda, e che nascondono la borsetta nello zaino perché la tariffa base consente di portare a bordo solo un bagaglio. Ma a noi viaggiatori di un altro livello piace distinguerci dalle masse e anche sperperare in maniera del tutto inutile, per cui scegliamo l’opzione del check-in anticipato buttando via cinque euro a persona. E quando proprio vogliamo strafare, compriamo anche la priority.

La guida del viaggiatore viziato: l’albergo

Il viaggiatore alternativo ne fa una questione fondamentale: o tenda o muerte! Ci tengo a fare una precisazione: per tantissimi anni ho fatto le vacanze in campeggio, per cui penso di poter esprimere la mia opinione su questo tipo di vacanza con cognizione di causa. Se anche voi siete passati dall’altra parte della barricata, diventerete il nemico della patria. Prenotare un albergo di fascia media (tre stelle superiore o quattro, se capita l’occasione) è uno dei peccati peggiori dal punto di vista dei viaggiatori alternativi che, con ogni probabilità, ci immaginano a sorseggiare calici di champagne offerti dalla casa, mentre indossiamo abiti rivestiti di paillettes dorate omaggiati da qualche prestigiosa casa di moda.

Three women champagne
Photo by nastya_gepp on Pixabay

Un letto comodo? Il bagno in camera? La colazione inclusa e magari anche la spa? “Mai, non mi avrete mai!” urla l’integralista del campeggio brandendo il picchetto della tenda. Per quanto mi riguarda, il viaggiatore in questione può anche dormire in un sacco a pelo nell’aiuola sotto il cavalcavia, ma questo non lo autorizza a giudicarmi perché io scelgo quelle che lui chiama “hotel di lusso da viziati” (in realtà, normalissimi alberghi o B&B).

La guida del viaggiatore viziato: il cibo

Oltre a voler dormire in un letto comodo, il viaggiatore viziato pretende anche di mangiare bene, perché per qualche assurdo motivo si è messo in testa che provare la cucina di un posto diverso da quello in cui vive sia una delle esperienze che arricchiscano maggiormente. Sa però che ci sono persone che preferiscono, insieme alla tenda, mettere in valigia il fornello da campeggio e cucinarsi tutti i pasti. Io, regina di tutti i viziati, non li ritengo viaggiatori meno degni di questo nome per la loro scelta gastronomica: semplicemente, non la condivido.

Fancy restaurant
Photo by Louis Hansel on Unsplash

E voglio svelare un altro segreto a quelli che scolano la pasta di fianco alla ruota della macchina: purtroppo non mangiamo sempre in ristoranti stellati. Ci piacerebbe, visto che siamo snob e affettati, ma la realtà è che nove volte su dieci ci dobbiamo accontentare di locali di fascia media, dove servono piatti della gastronomia locale a prezzi assolutamente accettabili, oppure dello street food comprato a un mercato.

La guida del viaggiatore viziato: l’abbigliamento

Ho un debole per le borse e le scarpe. Un altro tratto distintivo del viziato, non solo in viaggio ma nella vita di tutti i giorni? Probabilmente sì. Voglio comprarmi un cappotto di lana perché penso di portarlo in viaggio con me a Parigi? O un giaccone invernale che mi riparerà dal freddo a Riga? Penso di essere libera di poterlo fare, visto che non rubo niente a nessuno, senza che gli alternativi si sentano in dovere di farmi notare che loro, invece, escono in tuta perché cazzogliene.

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Fanno benissimo, a uscire in tuta o anche in pigiama. Se amano i pantaloni di lino a righe colorate realizzati da un artigiano tailandese e la borsa patchwork cucita da una donna peruviana, sono felice per loro. Salvo poi scoprire che sia i pantaloni che la borsa sono stati fatti in una fabbrica cinese che sfrutta il lavoro minorile, ma questo è un altro discorso. Vorrei dire una cosa a queste persone: non pensate di essere ribelli solo perché non seguite le mode. In realtà il bisogno di essere diversi è diventato anch’esso una moda e, senza rendersene conto, questi ribelli sono più convenzionali di quanto non credano.

Siete viaggiatori viziati anche voi? A quali capricci inutili e frivoli non sapete proprio rinunciare?

Cover image: Franz Xaver Winterhalter – Portrait of Leonilla, Princess of Sayn-Wittgenstein-Sayn (Google Art Project)

57 pensieri riguardo “La guida del viaggiatore viziato

  1. Nel corso degli anni ho provato tante tipologie di viaggio e Si, spesso sono stata una viaggiatrice viziata. Direi che il meglio sta nel mezzo. Inutile precludersi esperienze, ma provarle tutte è un ottimo modo per migliorarsi. Ma la tenda no! Non ce la faccio!

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  2. Io davvero non capisco questo fatto di sentirsi superiori. Va a braccetto con quello di distinguere tra viaggiatori e turisti (ma chi se ne frega! L’importante è alzare il sedere dalla propria casetta e scoprire il mondo là fuori!).
    Ho una certa età (sigh) e credo di aver già dato per: 1. campeggio; 2. ostello con bagno in condivisione; 3.bettola con cimici etc etc.
    Non navigo nell’oro ma lavorando e non sperperando in spritz e sigarette i miei soldi posso permettermi il lusso di scegliere un hotel dove non trovare scarafaggi che corrono in bagno, non mangiare più al Mc (ed assistere in diretta ad un arresto). E comunque saranno sempre cavoli miei dove voglio dormire e dove voglio mangiare.

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    1. Esatto, è come la distinzione inutile tra viaggiatori e turisti. Come dici tu, possiamo chiamarci come preferiamo ma l’importante e alzare il sedere 😉
      Tranne l’ostello, gli altri li ho provati tutti, e alla mia età penso di poter dire che il bagno in condivisione e la tenda non fanno per me!
      Sono d’accordo anche su quello che dici a proposito del lato economico: pur non navigando nell’oro, posso togliermi qualche sfizio e decidere di dormire in un nell’albergo e di mangiare una cena decente.

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  3. ebbene si! Io sono viziata, anzi sono viziatissima! Ho lavorato per una vita nel fashion e ovviamente nel mio bagaglio ci sono cose carine e anche – ahimé – griffate. Detesto le code al gate delle low cost solo perché i miei “compagni” di viaggio sono di solito maleducati e non abituati a viaggiare, irrispettosi e spesso prepotenti, quindi se posso le schivo e se proprio non posso cerco di imbarcarmi per prima e di scegliere il posto così non ho accanto il burino in canotta che non sa allacciare la cintura. Last but not least, io ogni tanto mi concedo un albergo a quattro stelle e un ristorante stellato……! eppure mi considero una viaggiatrice

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    1. La penso esattamente come te e anche io nella mia valigia ho dei capi che per me sono “preziosi” anche perché magari ho risparmiato per comprarli. E a volte mi concedo anche il lusso sfrenato di un quattro stelle o di un pasto come si deve.
      L’immagine del vicino di posto in canotta che non sa allacciare la cintura mi ha fatto morire 😂

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  4. Gesù, spero che la tua ironia venga recepita correttamente hahahahah! Guarda, sono talmente viziata che una volta ho speso oltre 200 euro di taxi soltanto per farmi portare su una spiaggia a vedere l’Oceano. Certo, avrei potuto scroccare un passaggio con l’autostop, come da sacra bibbia del viaggiatore zaino in spalla, ma sai, avevo il jet privato col motore acceso sulla pista 😛 A questo proposito io non sopporto quelli che io viaggio slow. Ma che genio, beato te che puoi permetterti 20 giorni di ferie al mese, anch’io vorrei non dover fare blitz a volte veramente di poche ore, cosa che comporta tutta una serie di scelte a cascata… come ad esempio “accontentarsi” del costoso hotel in centro o prendere i taxi per via di orari che non coincidono con la più democratica linea urbana. Ma poi ancora va di moda contestare il modo di viaggiare altrui (soprattutto tra blogger)?

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    1. No tranquilla, non verrà recepita l’ironia ma a questo punto ci spero, visto che questo post l’ho scritto dopo che una viaggiatrice/blogger “alternativa” mi ha dato della viziata (e altre cose) e poi ha cancellato il commento.
      Anche quelli che viaggiano slow mi danno non poco fastidio: mi verrebbe da dire a questi tizi “scusate se posso solo partire il weekend anziché prendermi due-tre mesi ogni anno”.
      Eh non Il jet con il motore acceso non si fa, non sai che inquina??? Cosa direbbero i viaggiatori alternativi 😂

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  5. Viziata? Mah, alla luce di quello che hai scritto si, io sono viziata. Ma il problema è che i ragazzotti zaino in spalla e ostello a tutti i costi semplicemente non possono permettersi altro per poter viaggiare. Si sa che quando si è giovani la disponibilità economica non è eccessiva. Io sono arrivata alla veneranda età di 61 anni e grazie a Dio, posso permettermi qualche capriccio in più, tipo muovermi con i taxi nelle grandi città e prenotare in hotel che offrono qualche comfort in più! E vuoi sapere? Anche se questo può fare inorridire qualcuno, non me ne vergogno affatto!

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    1. I ragazzini ci mancherebbe, anche io quando andavo all’università ho fatto le vacanze in tenda o in postacci con il bagno condiviso. Quello che non sopporto sono le persone che pur avendo superato da un pezzo i 18, continuano a comportarsi da diciottenni a tutti i costi – e ci sta, per carità, però non hanno nessun diritto a chiamare gli altri “viziati”.
      Sono come te! Anche io prendo il taxi e se posso scelgo hotel confortevoli senza vergognarmi!

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  6. Viaggiatrice viziata eccomi! Vacanze in tenda o in camper non fanno per me…ultimamente in 4 i costi delle vacanze sono aumentati quindi a volte, soprattutto d’estate, anzichè l’albergo scegliamo l’appartamento per stare più larghi e poi usciamo a mangiare…è vacanza anche per me! Certo magari lo street food ogni tanto ci sta…e poi bisogna assolutamente provare il cibo locale, è un must in ogni viaggio!

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  7. Sono viziata, ma a modo mio. Il lusso che pretendo in ogni mio viaggio? Lo spazio. Devo sempre avere la mia privacy. Quindi… non sopporto le spiagge con la calca, areoporti con la calca, ristoranti dove i tavoli sono poco distanziati. Il secondo lusso è… la vista. Che io sia in albergo, o casa vacanze, la mia priorità non è avere la piscina, ma una bellissima vista sul mare, o sulle montagne, o la città. Scenari che mi facciano godere, che mi ispirino. Il terzo lusso è… la lentezza, il viaggio slow, il tempo per assaporare e conoscere veramente il luogo che mi ospita. Purtroppo questo è un lusso che non riesco quasi mai a concedermi, per il momento, ma chissà in futuro! Questi sono i miei principali vizietti. Possono bastare?😉

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    1. Ti capisco benissimo perché già prima del Covid non sopportavo i luoghi affollati, e ora quello dello spazio diventa praticamente una necessità.
      Quando parli della vista, mi fai tornare in mente l’albergo a Brooklyn che aveva una vista pazzesca su Manhattan: da togliere il fiato.
      Per la lentezza, purtroppo anche io al momento mi devo accontentare di viaggi lampo 😉

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  8. Ho fatto anni di campeggio, ma ero una ragazzina, adesso preferisco un letto comodo, non cerco l’extra lusso, l’importante sia pulito, e poi dipende sempre dove sto viaggiando e perchè. Se cerco pace e natura, dev’essere imbucatissimo nel verde e quindi cerco magari un ambiente che ti fa sentire a casa e in natura, se sono in città qualcosa di comodo etc etc..anche se viaggiatrice zaino in spalla, non disdegno un hotel da mille e una notte, dipende alla fine sempre da come sono messe le mie tasche…hahahah

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  9. Ho viaggiato con lo zaino da un ostello all’altro, viaggiando in modi improbabili con mezzi impossibili. Mi sono adattata a mille situazioni, soffrendo freddo e sopportando insetti. Con il tempo ho scoperto che adoro i vizi in viaggio e mi piace da morire viaggiare comoda. Quindi, se mi concedo un viaggio, cerco di trovare la sistemazione migliore che mi posso permettere. Bisogna tenere presente inoltre la sostenibilità: spesso gli hotel a basso prezzo non rispettano alcune norme ecologiche e risultano molto più inquinanti di alcuni ecoresort di fascia medio/alta. Ai parvenu irriducibili della tenda e del fornelletto grande rispetto: ma ne pretendo altrettanto. (Non tiriamo più fuori la distinzione tra turista e viaggiatore, vi prego!)

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    1. Esatto. Anche io ho dormito in tenda, ho patito il caldo e il freddo, e sono anche stata “ospitata” su un pavimento di una stanza con gli scarafaggi e la pipì dei gatti in ogni angolo. Per cui ci sta esprimere il proprio parere su un modo di viaggiare che non fa per me. Io rispetto le scelte altrui, però quasi sempre questi viaggiatori alternativi si sentono autorizzati a giudicare le scelte di chi preferisce il confort.

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  10. Direi che sono decisamente poco viziata e specialmente in viaggio tendo a badare alla sostanza, un po’ tendente allo “spartanesimo”, però ci sono dei punti fermi su cui non prescindo: albergo/B&B pulito con bagno in camera, colazione (anche fai da te), bagaglio rigorosamente a mano (per praticità innanzi tutto), solitamente auto a noleggio (salvo che si stia in città), cena al ristorante (no junk-food)… insomma qualche “vizio” me lo concedo pure io, ma giusto il minimo indispensabile! 😉 😀

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  11. Sempre ironia e spigliata! Brava!
    Comunque fossero tutti viziati così i viaggiatori!
    Anche io come te, soprattutto viaggiando in coppia, scelgo hotel con bagno privato e con colazione inclusa (ma questo perché sono celiaca).
    Come te, scelgo posticini local e street food!
    Bello essere viziati così direi!

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  12. Ahahahah mi sono veramente sbellicata, molto divertente questo articolo. Di alternativi a tutti i costi ne ho conosciuto anche io qualcuno, ma francamente #chissene.

    Anche io come te, viziata, anzi straviziata. Non ho mai dormito in una tenda vera (solo una volta in un campo tendato nel deserto), adoro gli hotel con la SPA e ti dico la verità, se posso concedermi il lusso di un boutique con vista non ci rinuncio per dormire su una branda per terra, nemmeno se mi pagano.

    Prendo in prestito una frase di Corrado Ruggeri, che di viaggi ne ha fatti molti più di noi messe insieme:

    “Viaggiatore non è chi non si concede agi o comodità e pensa di mortificare il corpo per elevarne la mente, viaggiatore è chi cerca l’altrove con semplicità e rispetto di ogni diversità senza però trasformarsi in quel che non è e non vuole diventare”. (Da “La mia Asia. Trent’anni di viaggi in Oriente”).

    Personalmente, non posso che concordare.

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    1. Sono d’accordo con te: chissenefrega degli alternativi. Però mi arrabbio quando diventano molesto, come è successo a me la scorsa settimana con una blogger che mi ha dato della viziata perché dormo in albergo. Quando è così non riesco proprio più a trattenermi 😂
      La citazione di Ruggeri è perfetta!

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  13. Sei unica! Mi hai fatto divertire molto con questo articolo anche perché ho colto perfettamente il senso. Anche io sono una viaggiatrice straviziata, dopo aver sperimentato da ragazza le vacanze low cost anche in tenda, ora non rinuncio a nulla che sia il bell’albergo, il ristorante alla moda, l’escursione che ti fa vivere un’esperienza unica. Allo stesso modo amando viaggiare in tutti i sensi non ho problemi ad accontentarmi se il luogo non offre di meglio.

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  14. Sto ridendo più del dovuto perché conosco anche il background che ha fatto nascere questo articolo!
    Sono viziata? Sì, fiera di esserlo. Ad esempio non andrei mai in ostello o non condividerei mai il bagno con altri. L’unica volta che ho pernottato in questa struttura, me ne sono pentita subito. Proprio non riesco a rinunciare ad una bella camera e un bagno spazioso! Se poi iniziamo a parlare di ristoranti… 😂

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  15. Mi dispiace che in qualche modo ti sia sentita giudicata. Hai risposto da signora quale sei, con un articolo pieno di ironia (che chissà se verrà capita…), ma il punto è che risulta ancora difficile vivere e lasciare vivere. Uno dei motivi che mi hanno allontanato per un po’ dal mondo dei blog e che i blogger spesso amano parlare ma non ascoltare, pensano di avere in tasca il segreto del viaggio perfetto (che poi è tutto molto soggettivo), lo scambio di opinioni che dovrebbe essere alla base dell’aprire un blog viene a mancare e allora mi manca il senso a tutto. E poi non capisco una cosa: se non ti piace il mio modo di viaggiare non basterebbe smettere di leggermi e basta? 😉

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    1. Come dici tu, tanti pensano di avere in tasca il segreto del viaggio perfetto, e finché non danno fastidio a nessuno, che facciano pure. Il problema è quando aggrediscono gli altri perché non accettano che ci possa essere chi la pensa come loro. E un certo punto la mia “valvola della pazienza” è esplosa 😂

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  16. Confesso, sono viziata!! Mi sono ripromessa di non prendere mai una certa compagnia low cost e sogno il giorno in cui potrò di nuovo viaggiare in business (come facevo quando mio padre era pilota Alitalia)!! Ho dormito in ostello, ma in tenda no, grazie, non ho più l’età! Rispetto tutti i modi di viaggiare, ma il mio motto è: meglio un giorno in albergo 4* che una settimana in campeggio! Ps. penso di aver capito a chi ti riferisci : ))

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  17. Non molto viziata in termini di viaggio..diciamo il giusto.
    Però, se consideriamo i calici di vino che mi concedo in giro. forse la mia quota vizio aumenta vertiginosamente…!

    Aggiungo una cosa che potrebbe far inorridire i sostenitori hardcore del picchetto da campeggio: ai tempi dei concerti pre-pandemia ho dormito più volte sui marciapiedi (per stare in fila) ma prendevamo spesso una stanza d’albergo / B&B per poterci almeno fare una doccia la mattina. Pensa che sprecooooo! :))
    Però quella doccia era una manna dal cielo.

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    1. Eh sì, ci sono tanti modi di essere viziate, e il calice di vino mi sa che è uno di quelli – sicuramente è un vizio che ho anche io 😉
      Ah ah che spreco il B&B in questo modo per i sostenitori del campeggio 😂 A me è capitato qualcosa di simile qualche volta, quando dovevo partire da Londra con un volo alle 7 del mattino e prenotavo una stanza vicino all’aeroporto dove praticamente stavo per quattro ore!

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  18. Ahahah! Mi sono fatta una bella risata. No, mai stata alternativa, persino quando ho fatto l’interrail a 20 anni ho cercato di dormire negli ostelli più “tranquilli” che costavano qualche euro in più ma nei quali eri sicuro che non stavi in camerata e che non rischiavi quindi di essere derubato. Ho passato come molti il periodo del viaggio in tenda perché costava meno, ma non l’ho mai amato particolarmente, lo ammetto. Però più che viziata, mi ritengo una viaggiatrice “comodona”: ovvero, se posso viaggiare e soggiornare in maniera più tranquilla e comoda, perché mi devo autopunire rinunciando a certe cose? é anche vero che ogni viaggio è a sé e che ogni meta ha le sue caratteristiche, però voglio viaggiare, non compiere un percorso di autoespiazione, ecco.

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