Cosa fare prima di partire per gli Stati Uniti

Sono una maniaca della pianificazione. Quando devo partire non lascio nulla al caso dal punto di vista organizzativo. Anche la programmazione della nostra vacanza negli Stati Uniti è stato un processo lungo, che però mi ha dato parecchie soddisfazioni. A parte il viaggio in sé, questo è l’aspetto che mi diverte maggiormente: prenotazione dei voli, richiesta dei visti, scelta degli hotel, organizzazione dei trasporti e chi più ne ha più ne metta.

Quali sono nel dettaglio le cose da fare assolutamente prima di partire per un viaggio negli Stati Uniti?

I voli aerei

Essendo costretti viaggiare nel periodo più caldo dell’anno sia dal punto di vista del clima che da quello dei prezzi, siamo partiti con larghissimo anticipo per la prenotazione dei voli. A inizio gennaio avevo già nella casella della posta due biglietti per New York con Alitalia.

Sembra ovvio ma potrebbe non esserlo: verificate sempre, anche per un volo intercontinentale, quale tipo di bagaglio è ammesso. Per esempio, la nostra tariffa Economy Light prevede solo un bagaglio a mano da otto chili e una borsetta. Molto importante informarsi anche sul check-in, che nel nostro caso non potrà essere fatto ai desk dell’aeroporto ma solo online, tramite app oppure ai banchi del self check-in. Meglio essere preparati in partenza per evitare brutte sorprese e vedersi negare l’imbarco.

I documenti: passaporto e patente internazionale 

Assicuratevi di avere un passaporto elettronico con validità residua di almeno sei mesi. Se avete intenzione di guidare, potrebbe servirvi la patente internazionale, che consiste essenzialmente in una traduzione vidimata dalla Motorizzazione di competenza. Attenzione, perché non è necessaria in tutti gli stati.

New York Passport

L’autorizzazione ESTA

I cittadini italiani possono soggiornare negli Stati Uniti per un massimo di novanta giorni. Prima di partire serve richiedere l’ESTA, ossia l’autorizzazione al viaggio per i cittadini di quei paesi – come l’Italia – ai quali è consentito entrare sul territorio americano senza visto, purché rispettino i requisiti previsti dal Visa Waiver Program. La richiesta dell’ESTA va fatta prima di partire sul sito ufficiale. Online si trovano parecchie agenzie che vi proporranno la loro assistenza. Dov’è la fregatura? Nel prezzo: tramite il sito del governo degli Stati Uniti la procedura ha un costo di quattordici dollari a persona, mentre i siti delle agenzie arrivano fino a settanta.

Esta customs USA

Richiedere l’ESTA è semplice e veloce, a patto di avere a disposizione le informazioni necessarie: dati del passaporto, indirizzo e numero di telefono del primo albergo in cui farete tappa, indirizzo e numero di telefono del vostro datore di lavoro in Italia e nome e cognome dei genitori (è scontato, ma potrebbe non esserlo nel caso in cui compiliate la richiesta per eventuali accompagnatori). Dopo aver fornito tutti i dati, potete pagare con carta di credito o PayPal. A pagamento avvenuto, riceverete un’email con il numero della pratica. La conferma non è immediata perché il governo degli Stati Uniti ha settantadue ore di tempo per approvare o rifiutare la richiesta. Non verrà inviata nessuna comunicazione, per cui sarà vostra cura controllare lo stato della richiesta. Ricordate di stampare una copia dell’ESTA da portare con voi e da presentare alla dogana all’arrivo.

L’assicurazione medica

A differenza di tanti paesi, per gli Stati Uniti l’assicurazione medica non è obbligatoria. Vi consiglio però di non pensare nemmeno per un attimo di partire senza, dato che l’assistenza sanitaria non è gratuita. Non oso immaginare la cifra esorbitante che dovrei pagare per un eventuale ricovero di emergenza: non per essere catastrofica, ma le disavventure possono capitare.

Nella mia ricerca online sono partita da due punti fermi: il massimale illimitato e la copertura anticipata delle spese mediche. Alcune assicurazioni infatti offrono solo il rimborso delle spese, e questo significa che per un polso rotto vi trovereste costretti a pagare una parcella ospedaliera da 20.000 dollari, che poi l’assicurazione vi rimborserà. Fondamentale quindi trovare una polizza che preveda il pagamento anticipato. Dopo varie ricerche ho optato per il pacchetto di coppia di Allianz con copertura di otto giorni a un centinaio di euro.

L’itinerario e la scelta degli hotel

Viaggiando in un periodo di altissima stagione, non me la sono sentita di correre il rischio di non prenotare in anticipo gli alberghi. È importante avere le idee chiare su dove andare e quanto tempo rimanere. Con i biglietti prenotati, ho fatto diverse ipotesi prima di decidere le tappe del viaggio e quindi prenotare gli alberghi. Per me questa è una parte molto importante perché un hotel non è un semplice tetto sopra la testa, ma una parte essenziale di ogni viaggio: in certi casi può davvero fare la differenza.

Ho evitato con cura Booking, con il quale non vado molto d’accordo, soprattutto dopo il viaggio a Cracovia, scegliendo di prenotare direttamente tramite i siti degli alberghi. Questa è un’opzione che sovente non viene presa in considerazione, anche se in molti casi permette di ottenere offerte particolari.

I trasporti

Abbiamo deciso di non noleggiare una macchina per spostarci da New York a Philadelphia perché ci sarebbe servita solo per il trasferimento da una città all’altra e avrebbe comportato un costo notevole. Su suggerimento di altre travel blogger, ho comprato due biglietti sul sito di Megabus. Ci impiegheremo un’ora e mezza circa, ma con meno di venti dollari ci siamo assicurati due posti sul bus che ci porterà fino a Philadelphia.

Rispetto all’ultima volta che sono stata a New York, il costo del taxi dai terminal del JFK a Manhattan è aumentato parecchio. La metropolitana è un’ottima alternativa, ma considerando che arriveremo la sera tardi, ho preferito prenotare un servizio di minivan condiviso. Direttamente dal sito del JFK ho trovato diverse compagnie che offrono questo servizio, e alla fine ho scelto Supershuttle, a quaranta dollari per due persone.

Le app da scaricare prima di partire

Per il momento ho scaricato l’app di Alitalia per fare il check-in e per avere le carte di imbarco anche sul cellulare. Poi NYC Subway, che permette di trovare il percorso più veloce in metropolitana, con l’indicazione della linea e delle fermate, anche offline.

NY Metro Map.jpg

Di recente ho scoperto Resy, un’app attraverso la quale cercare e prenotare ristoranti in tantissime città degli Stati Uniti. L’ho utilizzato già ora, sia per New York che per Philadelphia, e ha una funzione molto utile che permette di trovare tavoli in diverse città americane nel corso della giornata. Le prenotazioni vengono elencate in una sezione apposita del profilo, con dettagli di orario e indirizzo del ristorante.

Dimentico qualcosa di fondamentale? Se ho tralasciato qualche aspetto fatemelo sapere in un commento in modo che io possa rimediare prima di partire!

Nonostante abbia citato diversi fornitori (assicurazioni, compagnie di trasporti locali, ecc.) ci tengo a precisare che questo non è un post sponsorizzato poiché tutti i servizi acquistati e/o prenotati sono stati pagati di tasca mia.

27 pensieri riguardo “Cosa fare prima di partire per gli Stati Uniti

  1. Ciao Silvia, ho molto sorriso leggendo il tuo articolo, non solo perché mi sembrava di leggere le mie ossessioni organizzative ma anche perché, proprio a gennaio anche noi abbiamo comprato i biglietti per partire in agosto e la seconda meta candidata per le ferie era… proprio New York! 🙂
    Buon viaggio!

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    1. Ah ah mi consola non essere l’unica! In effetti forse gennaio è un po’ presto però ieri sera per curiosità ho guardato quanto mi sarebbe costato comprare i biglietti ora, e il prezzo in economy saver equivale a quello di una piccola utilitaria di seconda mano 😉
      Sono curiosa di sapere quale è stata la vostra meta prescelta!

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      1. Andiamo in Nepal quest’anno 🙂
        Adesso ti svelo anche questo allora: dopo aver comprato i biglietti quest’anno mi sono decisa (mi riproponevo di farlo almeno da 2 o 3 anni!) a monitorare i prezzi dello stesso volo fino a maggio! Volevo capire anche io quanto eravamo riusciti a risparmiare.
        So che è da pazza maniaca ma che ci vuoi fare… ognuno ha le sue! 😉

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  2. Il dettaglio del pagamento anticipato “in caso di” (sto facendo gli scongiuri) non lo conoscevo! Caspita era una voce che non avevo mai preso in considerazione e d’ora in poi dovrò accertarmi della presenza di questa fondamentale clausola! Comoda l’app che indica il percorso metro più veloce, trovo che con una selva di linee del genere sia utilissima. Parlavo dell’ESTA proprio ieri sera con una conoscente e mi diceva che ora la caricano direttamente sul chip del passaporto elettronico e così si può evitare di stamparla. Mi confermi o mi ha detto una cavolata? Anche io avrei bloccato gli hotel in anticipo considerando il periodo “hot” 😉 Buon viaggio Silvia! ❤

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    1. Questo dettaglio del pagamento anticipato l’ho scoperto proprio leggendo gli articoli di una travel blogger, perché altrimenti nemmeno io ci avrei fatto a caso. Secondo me è fondamentale perché se dovesse succedermi qualcosa poi dovrebbero curarmi anche per l’infarto alla comunicazione della cifra da pagare 😅
      La richiesta dell’ESTA l’ho fatta un mese fa però l’indicazione era ancora di stamparla e conservarla – magari è una novità che sarà implementata a breve? Certo sarebbe comodissimo, meno carta da portare con sé!
      Grazie 😘

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  3. Ho letto tutto con attenzione perché New York è uno dei miei sogni di viaggio! Monitoro sempre i voli, ma caspiterina questo fatto di non sapere mai se io ed Enri avremo ferie in comune non gioca a favore del fattore tempo 😦 Comunque non demordo, prima o poi… Utilissima la app della metro che funziona anche offline, come sempre consigli preziosissimi!

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    1. Nemmeno noi sapevamo con esattezza il periodo delle ferie, ma non siamo riusciti a trattenerci 😉 Alla fine è andata bene perché la tariffa è davvero buona, anche se praticamente è come una low cost perché abbiamo solo il bagaglio a mano.
      Spero che la app funzioni davvero perché la metro di New York è davvero un casino!

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    1. In effetti l’avversione per gli aerei non aiuta! Però una mia ex collega americana che viveva in Italia è tornata a casa in nave perché nel frattempo aveva adottato due cani che non voleva mettere in stiva. Quella sì che deve essere un’esperienza incredibile.

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