Come fare a organizzare il viaggio on the road perfetto

Se penso ai viaggi che mi piacerebbe fare mi rendo conto che hanno una caratteristica in comune, al di là della destinazione: si tratta in tutti i casi di viaggi on the road. Tra quelli che sogno da tempo c’è un tour in macchina che tocchi le città di Santander, Bilbao, San Sebastián, Biarritz e Bordeaux, a cavallo tra Spagna e Francia. Poi tornerei sempre volentieri in Scozia, per dedicare più tempo all’isola di Skye e alle Ebridi.

In cima alla mia lista e nei travel dreams di sempre c’è il giro dell’Islanda lungo la Statale 1, magari seguendo le tracce dell’Atlante Leggendario delle Strade d’Islanda.

Sono i viaggi che preferisco perché garantiscono più libertà rispetto ad altri tipi di vacanza. Il rovescio della medaglia, se così si può dire, è la maggiore organizzazione che richiedono, già a partire dalla fase di pianificazione. Nulla di impossibile o di troppo complicato: basta seguire qualche indicazione.

Quali sono le cose da sapere per organizzare il viaggio on the road perfetto?

Come organizzare un viaggio on the road: i documenti

Al di là dei documenti strettamente necessari al viaggio, come carta di identità, passaporto, eventuali certificati di vaccinazione, visti e assicurazioni, occorre sapere se servirà o meno la patente internazionale. In linea di massima, in tutta Europa è sufficiente la patente italiana. Negli altri paesi è necessario il permesso internazionale di guida, che è semplicemente una traduzione vidimata dalla Motorizzazione di competenza.

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© Google Images

Può essere richiesta in qualsiasi agenzia di pratiche auto o alla Motorizzazione Civile della provincia in cui si risiede, presentando una copia dei documenti di identità, una fotografia e dei versamenti postali. I tempi necessari per ottenerla variano da una sede all’altra: per esempio, qui in provincia di Cuneo sono necessarie un paio di settimane. Ha una validità che può essere di uno o tre anni, a seconda degli accordi esistenti tra l’Italia e il paese che intendiamo visitare.

Come organizzare un viaggio on the road: noleggiare la macchina

Fino a qualche anno fa, prima di partire per un viaggio on the road cercavo i prezzi delle compagnie di noleggio, ma ora preferisco affidarmi a chi fa questo lavoro al posto mio, come NoleggioAuto.it. Si tratta di un motore di ricerca che confronta le tariffe di centinaia di compagnie permettendo di scegliere l’auto più adatta alle nostre esigenze, esattamente come faremmo per la scelta di un albergo.
Fondamentale selezionare la dimensione dell’auto che vogliamo noleggiare, in base al numero di persone che prenderanno parte al viaggio.
Per i nostri on the road abbiamo sempre scelto auto compatte visto che i modelli “mini” erano sufficienti per due persone con pochi bagagli (uno zaino a testa), ma per più persone conviene prendere in considerazione una macchina più spaziosa.
Altrettanto importante è la scelta del tipo di auto adatto alla destinazione: se mai dovessi riuscire a organizzare il viaggio on the road in Islanda vorrei noleggiare un fuoristrada o una macchina 4×4 per percorrere anche le strade più dissestate – praticamente tutte, a parte la Statale 1.

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© Photo by Calvin Chou

Altri due aspetti da non trascurare sono l’assicurazione e il rimborso in caso di annullamento. Per quanto riguarda la parte assicurativa, il portale NoleggioAuto.it fornisce una serie di opzioni incluse nella tariffa di noleggio come furto e incendio e CDW, che esonera da ogni responsabilità finanziaria in caso di incidente. In caso si fosse costretti ad annullare il viaggio, è possibile cancellare la prenotazione gratuitamente fino a 24 prima.

Come organizzare un viaggio on the road: pianificare il percorso

La prima volta che siamo partiti per la Scozia avevamo un programma di viaggio che includeva tutti i posti che volevamo vedere, senza preoccuparci delle distanze. Tra una tappa e l’altra è necessario guidare per 100 miglia? Nessun problema, si può fare! Quello che non avevamo tenuto in considerazione era il fatto che per percorrere una distanza simile lungo le strade a una sola corsia delle Highlands scozzesi ci avremmo impiegato ore. Alla fine ci siamo ritrovati a passare più tempo in macchina che a vedere i paesaggi, nemmeno fossimo stati alla 24 Ore di Le Mans.

La volta successiva abbiamo ridotto la lista delle destinazioni, cercando di valutare molto attentamente i tempi di percorrenza, rinunciando a vedere dei posti ma dedicando più tempo a ciò cui tenevamo maggiormente. Un viaggio più lento, ma che ci ha permesso di apprezzare le tappe lungo il nostro itinerario.

Come organizzare un viaggio on the road: scegliere gli alberghi

In realtà la scelta delle strutture alberghiere dipende molto dalla pianificazione del percorso. Durante l’organizzazione del secondo viaggio in Scozia abbiamo preferito non cambiare albergo ogni sera, trascorrendo invece due notti in ogni struttura. Per esempio per la zona delle Highlands orientali abbiamo scelto un albergo nel villaggio di Melvich, non lontano da Thurso, che si è rivelato perfetto come base per esplorare la zona.

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È anche importante scegliere una struttura che abbia a disposizione un parcheggio, soprattutto nelle città, per evitare di dover fare chilometri a piedi per raggiungere l’hotel o il B&B, con il rischio di dover pagare multe salate per divieto di sosta.
Per noi un altro criterio per la scelta dell’hotel nella fase di organizzazione di un viaggio on the road è la presenza del ristorante all’interno della struttura, o comunque di locali raggiungibili a piedi, perché dopo aver passato la giornata a guidare e a camminare non avremmo la forza di salire nuovamente in macchina per andare a cena.
Se poi, come noi si viaggia principalmente nei mesi di alta stagione, conviene prenotare con anticipo per non correre il rischio di dover dormire in macchina.

Come organizzare un viaggio on the road: preparare cartine e mappe

Da quando è stato abolito il roaming internazionale possiamo utilizzare internet in Europa senza limitazioni e senza danni ingenti al portafoglio (non in Svizzera però, per cui attenzione se volete partire per un viaggio in terra elvetica). Si può quindi consultare una guida online e usare l’applicazione delle mappe del cellulare come navigatore, ma nonostante questo io preferisco portare con me anche le mappe cartacee, quelle grandi come un lenzuolo matrimoniale, impossibili da richiudere per chi non padroneggia l’arte dell’origami.

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Se per caso la connessione internet non dovesse funzionare o se dovessimo ritrovarci in una zona senza copertura telefonica, allora le cartine sarebbero fondamentali. Per ogni evenienza io salvo anche le mappe offline e ne stampo una copia da tenere nello zaino – non si sa mai. Anche perché essendo nata nell’epoca precedente ai navigatori satellitari, prima di partire preferisco confrontare il percorso suggerito da Google Maps con la mappa cartacea, dato che non sempre la strada più breve suggerita da TomTom e simili è la più agevole.

Quali sono i vostri accorgimenti per organizzare un viaggio on the road? Fatemi sapere se avete dei consigli da aggiungere ai miei!

Cover photo © Nathan Anderson

47 pensieri riguardo “Come fare a organizzare il viaggio on the road perfetto

  1. noi siamo degli esperti di vaiggi on the road …. ma abbiamo un vantaggio il nostro mitico furgoncino ….. un consiglio su tutti non abbiate paura di chiedere alla gente ….. allimite vi risponderà di no … ma potrà aiutarvi tantissimo …. bell’articolo … buon viaggio

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  2. DI solito per l’auto, quando volo oltreoceano, mi affido ad Alamo, compagnia di auto molto affidabile e economica (importanti le coperture assicurative che deve garantire la compagnia, NON DIMENTICATELE!); per gli hotel, invece, per risparmiare tempo e soldi, se il volo è intercontinentale, mi affido ad hotel vicino agli aeroporti, per una notte.

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    1. Sì, sono d’accordissimo, le copertura assicurative sono fondamentali! Io poi tendo a immaginare scenari catastrofici del tipo “e se mi rubano la macchina oppure prende fuoco oppure il freno a mano non tiene e finisce in un dirupo?” Forse esagero ma se dovesse succedere voglio essere tranquilla 😉
      Ottima l’idea dell’hotel vicino all’aeroporto!
      Grazie di essere passato 🙂

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  3. Gli on the road non si battono in quanto a fascino, scarica di adrenalina e senso di totale libertà! Sono quelli che mi fanno sognare ad occhi aperti, che mi spingono a cercare informazioni su informazioni per cercare di cucire l’itinerario perfetto (semmai esista)… E che ti fanno sentire in crisi di astinenza (come nel mio caso) quando sono passati anni dall’ultima volta che ne hai affrontato uno… Sogno di visitare i Paesi Baschi, l’Islanda, il Portogallo, l’Inghilterra, il sud degli Stati Uniti d’America… Articolo utile è bello, soprattutto per gli spunti che regala…ora starò beatamente con la testa tra le nuvole tutto il pomeriggio 😍

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  4. Quanto mi mancano, i viaggi on the road. Macchina, musica, strada, tramonti pazzeschi all’orizzonte, natura. Uno dei più belli che ho fatto è stato in Bretagna, sotto quei cieli mutevoli e tra i prati di erica. Potendo sognare, vorrei farne uno in Islanda: non riesco a immaginare di vederla in alto modo 🙂

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  5. Articolo e suggerimenti interessantissimi Silvia! Io adoro pianificare un viaggio, e mi piace farlo nei piccoli dettagli. La parte che preferisco è in assoluto la ricerca degli alloggi, passo ore su google maps a cercare quello perfetto, che dia un tocco speciale al viaggio. Anch’io sogno tantissimi on the road, primi fra tutti Irlanda, Normandia, Provenza (ok, la Francia in generale!), Portogallo e Inghilterra (non solo Scozia, eh 😉 ). Nel 2016 ho fatto quello in Islanda, spettacolare a dir poco, dei paesaggi mozzafiato e incredibili. Se deciderai di organizzarne uno ti consiglio di prenotare gli alloggi con moooooolto anticipo, addirittura l’anno prima. E’ una meta che va sempre più di moda! Un abbraccio!

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    1. Anche a me la parte della scelta degli alberghi è quella che mi piace di più e anche quella che mi mette maggiormente in difficoltà perché a volte scegliere un solo hotel tra tanti è difficile. E quando tornerò in Scozia vorrei stare nel b&b in cui lavoravo tu!
      Un anno in anticipo per l’islanda? Buono a sapersi, grazie 😍

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  6. Condivido tutto quello di cui parli. Cartine enormi incluse 🙂 Anche se negli ultimi tempi in situazioni di emergenza mi sono affidata molto a maps.me. Probabilmente lo conoscerai già ma è un’app per mappe offline che davvero mi ha soddisfatto, include anche i sentieri nella natura e le fonti d’acqua! Davvero speciale.
    Qualcosa che forse avrei aggiunto riguarda l’abbigliamento da viaggio, vestiti comodi, il più possibile leggeri e poco ingombranti, e soprattutto le scarpe, versatili ma robuste. Questo ovviamente dipende dalla destinazione e dal genere di viaggio che stiamo intraprendendo!

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    1. Non conoscevo maps.me e lo sto scaricando proprio ora, grazie per il suggerimento! Anche perché se include i sentieri mi sarà molto utile nella bella stagione quando ricomincerò a camminare in montagna.
      Non avevo pensato all’abbigliamento, è un consiglio utilissimo a prescindere dalla meta perché per me è importantissimo avere scarpe e abiti comodi e leggeri.
      Grazie per essere passata 😍

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  7. Silvia sul “dormire in macchina” mi si è accesa la lampadina 😀 La barbona che è in me ha subito pensato al risparmio su Booking.com hahah! Scherzo però è un’esperienza, quella del dormire in auto, che non ho mai fatto in viaggio…mentre invece durante i terremoti in Umbria si 😦
    Anche io salvo le mappe offline e pianifico il percorso, spunto persino l’Autogrill dove fermarci che tanto li conosco quasi tutti bene 😉
    Altri suggest? Mh…vediamo una bella playlist (anzi una discografia completa di qualcuno) in caso di Le Mans 😉
    Buona serata :**

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    1. Sì un risparmio notevole dormendo in macchina 😉 Sai che comunque una mia amica per un po’ di tempo è stata fidanzata con un tizio molto “attento” al risparmio e si sono fatti una vacanza in Puglia dormendo in macchina…
      Ah la playlist! Non ci avevo pensato ma è fondamentale soprattutto durante i viaggi in quelle zone dove o non si sente la radio o ci sono solo programmi noiosissimi!
      Grazie e buon weekend 😘

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  8. Confermo, il Tom Tom non sceglie MAI la strada migliore, il rischio sarebbe la fine del mondo. Anche quando ti fa credere che sta seguendo quella più corta, in realtà si è appena infilato in un labirinto col Minotauro.
    Mi sento molto tirata in causa in questo post, visto che sto organizzando il viaggio on-the-road negli USA, per cui devo praticamente seguire l’intero elenco che hai fatto. Compresa la patente internazionale.
    Ma sai Silvia che quest’anno, anche io avrò la mia mega mappa cartacea? Con Daniele ci divertiamo come pazzi perché, ogni volta che dobbiamo chiuderla, sembra che stiamo piegando le lenzuola dopo aver fatto la lavatrice.
    Lista perfetta, consigli anche, l’unica cosa che di recente ho aggiunto (per rispondere alla tua domanda finale), è la tessere Aci, nel caso in cui dovessimo usare la nostra auto. Ma non ti nego che Dani, vorrebbe iniziare a noleggiare anche per gli on-the-road con partenza dall’Italia!
    Un bacione,
    Claudia B.

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    1. Secondo me infatti il Tom Tom è dotato di un’intelligenza perversa per cui si diverte ogni tanto da dietro lo schermo a mettere in difficoltà le persone. E il risultato è sempre lo stesso: io che dico che dobbiamo cambiare strada, e il prigioniero Bernie che si arrabbia con me perché ne voglio sapere di più del navigatore 😕
      Un viaggio on the road negli USA deve essere una figata pazzesca – vero che prima di partire scriverai un’anteprima delle vostre tappe???
      Vero, la tessera ACI andrebbe fatta sempre, e forse converrebbe fare l’equivalente nei paesi in cui si viaggia.
      Grazie Claudia, buon weekend 😘

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  9. Ah gli On the Road, sono la mia vacanza preferita. Spostarsi in continuazione, cercare i luoghi, perdersi, ritrovarsi…li adoro. Devo dire che da quando è possibile usare internet anche all’esterno si sono semplificati di parecchio (tranne per me, perchè se imposto di portarmi nel posto X, il mio cellulare mi guiderà in qualsiasi altra parte del mondo tranne che nel punto X, anche se cambio cellulare il risultato non cambia), soprattutto quando ci si trova a girare per città assolutamente sconosciute. Tra tutti quelli che ho fatto, la top 3 del mio cuore è: Usa costa west, indimenticabile ed insostituibile; Andalusia, potessi mi ci trasferirei anche adesso; Portogallo/Spagna da Lisbona a Siviglia, nelle sue sventure ed assurdità, è stato il viaggio che mi ha insegnato cosa sia la libertà.

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    1. Ah ah, vedi? Come ho scritto a Claudia è perché i Tom Tom hanno vita propria e a questo punto anche lo spirito del tuo cellulare, che si trasferisce da un modello all’altro e si diverte a farti perdere 😂
      Bellissime le mete della tua top 3! L’Andalusia e il Portogallo non li conosco per niente e Siviglia l’ho vista per poco tempo (ma mi è piaciuta da matti).
      Grazie e buona domenica 😘

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  10. La mia tipologia di viaggio preferita *_* Di solito, però, ci affidiamo alla nostra fedele auto, carichiamo la tenda da campeggio e partiamo! Mi piace il senso di libertà che si ha viaggiando su strada secondo i propri ritmi, amo cambiare meta, vedere paesaggi differenti e, lo ammetto, pianificare le tappe prima della partenza armata di guide, cartine e notebook 🙂 Un abbraccio! Serena

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    1. Quello che mancava a me finora era proprio quello: la mia fedele auto 😉 nel senso che il mio compagno ha ancora una macchina che spesso fa dei rumori sospetti, e la mia vecchia macchina… lasciamo perdere. Ma da un mese ho una Panda 4×4 nuova fiammante quindi niente ci impedirà di partire direttamente da casa con quella senza temere guasti lungo il percorso. Ho già in mente un paio di idee.
      Grazie e buona domenica 😘

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  11. Noi abbiamo fatto il nostro primo on the road l’estate scorsa proprio in Scozia (giusto per scegliere di iniziare facile buttandoci subito con la guida a destra e le strade single track!) e ci siamo letteralmente innamorati di questo modo di viaggiare, tanto che due mesi dopo abbiamo scelto di affittare la macchina anche in Romania! Diciamo che io con gli on the road ho trovato la mia vera dimensione, perchè viaggiare mi è sempre piaciuto ma mai così tanto… La libertà che ti dà il fatto di poterti muovere per conto tuo, quando decidi tu, essendo libero di improvvisare e cambiare programma è impagabile!
    Proprio per questo il mio consiglio aggiuntivo è di preparare più che un vero programma giornaliero una lista di posti interessanti che si incontreranno lungo il tragitto che si deve fare ogni giorno o comunque in zona, segnando per ogni posto orari di apertura, costi, magari qualche commento. In questo modo si può decidere anche sul momento cosa vedere e dove dirigersi di preciso, senza dover perdere tempo a cercare informazioni sui luoghi e senza essere costretti in un programma rigido che toglie gusto al viaggio. Magari se si decide di godersi di più un posto si può riarrangiare il programma al volo per avere più tempo, o se ci si ritrova in una giornata di pioggia si hanno già segnate delle alternative al chiuso su cui ripiegare!
    Certo, bisogna riuscire a entrare nell’ordine di idee che tutto non lo si può vedere (a meno di avere veramente tanto tempo a disposizione!) ed avere la disposizione d’animo giusta in questo senso, ma noi fino ad ora abbiamo sempre fatto così e ci siamo trovati benissimo!

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    1. Sono d’accordo: la possibilità di cambiare programma, aggiungendo o togliendo delle tappe è impagabile! Certo non siete partiti da un viaggio facile con la guida “al contrario” – pensa che io non ho mai guidato in UK e ogni tanto sudavo freddo pur essendo dal lato passeggero 😉
      Ottima idea quella dell’elenco con appunti e orari di apertura: se lo avessi fatto non mi sarei ritrovata a fare miglia e miglia per arrivare fino al museo di Beatrix Potter dopo l’orario di chiusura…
      Grazie di essere passata 😘

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  12. Ciao Silvia, ottimo ed interessante post!
    Anche noi adoriamo i viaggi on the road!
    Abbiamo da poco finito di organizzare tutte le tappe del tour nel South West USA previsto a maggio, un vero lavoraccio! 🙂
    Per l’auto ci siamo affidati a Rentalcars che fa da intermediario, l’abbiamo già utilizzato in passato e siamo rimasti soddisfatti! Questa volta tra le varie compagnie di autonoleggio proposte sul portale ho scelto Alamo, perché in America sembra essere tra le migliori.

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    1. Sì sono d’accordo con te: viaggi on the road tutta la vita! Non solo durante ma anche durante la fase di pianificazione delle tappe.
      Una mia amica è stata in Islanda qualche mese fa e ha noleggiato una macchina tipo fuoristrada per vedere anche le zone più interne: ho visto le fotografie e sono dei posti stupendi!

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  13. Ah, gli on-the-road, che meraviglia! Ricordo con molto piacere quello in Scozia, niente roaming internazionale e niente navigatore, solo mappa cartacea. Te lo devo proprio dire che arrivati a Dundee e Edimburgo ci siamo, diciamo così, persi? 😂Ma anche questo fa parte del fascino di questo tipo di viaggio. Alla tua lista aggiungerei solo una bella playlist in tema destinazione e una bella copertura assicurativa per la macchina a noleggio (io sono certa che se mai dovessi fare quella base potrebbe succedere qualunque cosa…)

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    1. A noi era successo di perderci a Dublino anni fa: praticamente un pomeriggio intero a girare in tondo senza riuscire a trovare l’uscita dalla città…
      Alla playlist non ci penso mai e poi in effetti ci ritroviamo ad ascoltare programmi radiofonici noiosissimi e soporiferi (almeno quando siamo un in un paese in cui capiamo la lingua perché in Croazia è stato terribile 😉

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    1. (Mi è partito il commento, ops!) dicevo, ad ottobre ho fatto esplorato proprio quella parte di Spagna, con un viaggio in camper! Ho pubblicato pochi giorni fa l’articolo riguardante l’itinerario con le tappe più importanti toccate! Te lo lascio qui se ti va di darci un occhio 🙂

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        1. Anche per me da un anno a questa parte ormai il viaggio in furgoncino era diventato un sogno, e poi, puff, magicamente si è avverato. Bello, bellissimo. Sicuramente il mio spiccato senso di adattamento ha aiutato avendo vissuto in due in un minivan senza bagno ne doccia per quasi due settimane!
          Però quella tratta è davvero davvero bella!

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  14. Purtroppo non ho mai fatto viaggi intercontinentali, ma devo dire che gli on the road in Europa regalano sempre delle bellissime sorprese. Più che altro, da quando abbiamo sperimentato per la prima volta, è difficile tornare indietro, anche perché paradossalmente i luoghi che mi rimangono più impressi sono i paesini irraggiungibili se non in auto. Mi sto preparando per il prossimo, brevissimo, per il ponte di Pasqua e non vedo l’ora!

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