Viaggi invernali: cosa mettere in valigia per difendersi dal freddo

I mesi che vanno da ottobre a febbraio sono quelli che preferisco per organizzare un viaggio. Purtroppo non è sempre possibile perché con il lavoro non ho molta scelta e spesso mi trovo a partire insieme ad altre migliaia di persone la settimana di Ferragosto. Se dipendesse solo da me, prenoterei i miei viaggi in inverno, preferibilmente verso qualche paese del nord.

Immagino il centro di Stoccolma con le vie di Gamla Stan ricoperte di neve e le luci di Natale alle finestre, o il porto di Bergen con le barche che ondeggiano nel vento e nella pioggia ghiacciata. Non sono stata in Islanda, ma posso immaginare il piacere di una sauna nella Laguna Blu.

Uno dei posti più belli in cui sia mai stata, e chissà se avrò occasione di tornare. Non è semplice da raggiungere nonostante sia in Europa: ricordo che ci impiegammo due giorni per arrivare all’isola di Sørøya, tra scali aerei e spostamenti in autobus. Ma la fatica in questi casi di solito è ripagata da uno spettacolo incredibile. C’era tanta neve, che arrivava fino alle finestre delle case. E faceva freddissimo, ma la bellezza del paesaggio (e la tuta termica presa in prestito) ha fatto sì che quasi non mi accorgessi della temperatura estrema. ❄️❄️❄️❄️❄️❄️❄️❄️❄️ I viaggi più belli per me sono stati quelli al Nord, nei mesi invernali. E voi cosa preferite: viaggiare verso mete fredde o calde?

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Le temperature rigide possono essere un problema, soprattutto per chi ama il caldo torrido, ma io non mi lascio spaventare. Anche perché, come mi disse il mio amico norvegese Terje, There’s no such thing as bad weather, only bad clothes. All’epoca ero convinta che fosse un’esagerazione: possibile che non esista il brutto tempo e che sia tutta una questione di vestiti? Ma alla fine ho dovuto ammettere che i norvegesi hanno ragione. O gli svedesi, dato che anche in Svezia ho affrontato temperature simili a quelle della vicina Norvegia: 30 gradi sotto zero, aria gelata che ti taglia la faccia e aghi di neve che si infilano ovunque.

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Quali consigli quindi per lasciare a casa i bad clothes quando si prepara la valigia per una destinazione fredda?

Al di là degli accorgimenti più ovvi – non portare più del necessario, vestirsi a strati, indossare maglioni di lana, non dimenticare guanti e berretta – ci sono alcune cose che in base alla mia esperienza (soprattutto dopo non pochi errori di valutazione) sono indispensabili per viaggiare in inverno.

Valigia, trolley o zaino?

Ormai mi sono convertita allo zaino da un paio di anni e non riuscirei più a separarmene, indipendentemente dalla stagione. Quando ho viaggiato in treno lungo la Flåmsbana, non avrei potuto immaginare niente di più scomodo di un trolley alla stazione di cambio di Myrdal, dove i marciapiedi lungo i binari erano coperti di ghiaccio. Al capolinea, la classica valigia con le ruote mi avrebbe creato non poche difficoltà, lungo il breve tratto di strada dalla stazione all’hotel.

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© Alexandre Godreau

Lo zaino garantisce più stabilità, permette di avere le mani libere e di fare meno fatica grazie al peso distribuito in maniera più uniforme. Io ne ho di due misure, uno da 16 litri e uno da 19, entrambi con apertura frontale con zip su tre lati, secondo me preferibile all’apertura superiore.

Intimo tecnico

I completi di pizzo o seta rientrano decisamente nella categoria dei bad clothes se la nostra destinazione è il nord. Meglio mettere in valigia qualche maglietta tecnica (preferibilmente a manica lunga) abbinata a una calzamaglia, quella che gli Alpini dalle mie parti chiamano SuperPippo, ma rivisitata in chiave moderna. Recentemente ho scoperto Canadian, azienda italiana che dal 1988 propone capi tecnici adatti a chi, come i fondatori di questa piccola catena, ama viaggiare. Fanno indumenti con un aspetto adatto alla città che sono realizzati con materiali tecnici, traspiranti, termici, isolanti, antivento, impermeabili – adattabili a seconda dei casi.

Tra questi una versione moderna della SuperPippo: si chiama Red°Hot ed è un completo formato da maglia e calzamaglia termiche, traspiranti e da portare come primo strato a contatto con la pelle per avere il massimo comfort al freddo. Si usano per lo sport e sono perfetti per viaggiare perché sono leggeri, occupano poco spazio in valigia e addosso, si lavano facilmente anche nel lavandino in hotel, asciugano in fretta (basta strizzarli nell’asciugamano per ridurre i tempi). La maglietta ha anche il polsino scaldamano con il buco per il pollice, e viene venduta insieme a una bustina impermeabile.

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Quando sono a casa uso sia la t-shirt che la calzamaglia per le camminate domenicali tra le colline del Roero.

Creme idratanti

Non esco mai senza burrocacao e non potrei mai partire per una destinazione dal clima quasi artico senza una protezione per labbra, viso e mani. Non solo per questioni estetiche, ma anche per proteggere la pelle dal freddo. A casa uso diverse creme specifiche, ma in viaggio per praticità e per le restrizioni sul bagaglio mi limito a due pezzi. Per l’idratazione di viso, mani e corpo mi trovo molto bene con la Charity Pot di Lush: nutriente e delicata, è disponibile in una confezione da viaggio da 45 grammi. Inoltre viene prodotta senza l’uso di conservanti chimici e non è testata sugli animali.

Poi un buon burrocacao, non in stick ma di quelli nel vasetto, in modo da poter raccogliere la quantità desiderata senza il rischio che il bastoncino infame si spezzi.

Scarpe e calze

Qualche anno fa sono partita per la Svezia con un paio di ballerine di Marc Jacobs. Non scherzo. Arrivata a Stoccolma, prima di salire sull’aereo che mi avrebbe portata nella Lapponia svedese, ho aperto lo zaino, riposto le ballerine e indossato gli scarponi. Non so perché avessi deciso di partire con delle scarpe così inutili, ma tant’è.

Ora viaggio con un paio di scarpe di scorta, perché non si sa mai, ma soprattutto porto sempre un paio di scarponi da trekking o di stivaletti caldi, impermeabili e con la suola di gomma. Questi ultimi sono stati utilissimi lo scorso anno a Berlino, dove anche se non c’erano temperature polari, i miei Blundstone consumati mi hanno permesso di tenere i piedi asciutti.

Quando si devono fare chilometri a piedi, non bisogna sottovalutare nemmeno le calze: un paio in tessuto tecnico dovrebbero essere presenti in qualsiasi valigia, in ogni stagione. Tenete presente che in Norvegia e in Svezia vi verrà chiesto di togliervi le scarpe una volta entrati in casa, e un paio di calzini di nylon o cotone lunghi fino alla caviglia non saranno molto utili.

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Se poi le calze tecniche sono anche disponibili in diversi pesi, lunghezze e colori come quelle della Canadian, tanto meglio. Sono pensate per chi cammina, scia e viaggia, ma io le utilizzo anche in città nei mesi freddi, insieme a un paio di anfibi.

Pigiama caldo e versatile

A casa dei miei genitori c’è un cassetto dell’armadio riservato ai pigiami da ospedale, dove mia madre custodisce: una camicia da notte per lei, un pigiama per mio padre, uno per mio fratello, uno per me e addirittura uno per il mio compagno. Capirete dunque che per me il pigiama è un accessorio indispensabile, senza il quale non potrei andare da nessuna parte. In viaggio, si intende.

Non sono paranoica al punto da tenere un outfit per le emergenze mediche, ma nel mio zaino non manca mai il pigiama, perché è comodissimo svegliarmi in albergo e scendere a colazione senza dovermi cambiare. Non sopporterei l’idea scendere da letto, togliermi il pigiama, indossare dei vestiti, scendere a colazione, tornare in camera, togliermi i vestiti, fare la doccia e rivestirmi. Molti la chiamano pigrizia, per me è ottimizzazione dei tempi: essenziale per chi sta male al pensiero di dormire cinque minuti in meno.

Tutto ciò non sarebbe possibile con un pigiama decorato con Winnie the Pooh o Puffetta. Mi sento più a mio agio con un semplice paio di leggings di cotone, insieme alla camicia da notte di flanella di Canadian, lunga fino il ginocchio, a quadrettoni rossi e neri. Va benissimo per dormire, oppure come capo d’abbigliamento da utilizzare negli spazi comuni degli alberghi e anche fuori, con un maglione di lana.

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Sia questa camicia che gli altri capi di Canadian che ho provato hanno il vantaggio di essere estremamente versatili: occupano poco spazio in valigia e si possono utilizzare in diversi contesti nello stesso viaggio.

Avete altri consigli da condividere? Cosa non potrebbe mai mancare nella vostra valigia per un viaggio invernale?

Cover photo © Pigoff PhotographY

33 pensieri riguardo “Viaggi invernali: cosa mettere in valigia per difendersi dal freddo

  1. silvia viene proprio al momenti giusto il tuo post.
    forse lunedi andrò in val pusteria in montagna, è prevista una gita a veder le renne quindi montagna vera (per me mai vissuta così da vicino lo ammetto!). pensavo anch io di partire con una scarpa comoda invernale ma di mettere nello zaino gli stivali da neve per capirci..che dici?

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  2. Effettivamente è un pigiama passe-partout che non sfigura minimamente nelle aree comuni degli hotel! Io di caldo e non troppo voluminoso come il pile trovo solo pigiami per bimbeminkia quindi non oso scendere a fare colazione conciata così! Devo cercare un modello con stampa mimetica 🙂 L’intimo tecnico fino a qualche tempo fa lo acquistavo da Decathlon però ora sono curiosa su questa tua nuova scoperta: Canadian. Non lo conoscevo questo brand…già il nome poi mi gusta un sacco. Grazie per il suggest Silvia vado subito a spulciare sul sito!
    Ps: Mitico il cassettone di tua madre! 😛
    PPS: mi è salita una nostalgia pazzesca sulla foto dei calzini…quel piccolo particolare a sinistra che purtroppo non trovo più sui miei vestiti da molti anni 😥
    Un bacione!

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    1. Eh infatti, i pigiami da bimbeminkia non mi sembra il caso, soprattutto alla mia età 😉 Ne ho anche uno carinissimo con delle stampe di quei cani di cui non ricordo il nome e che ha la regina d’Inghilterra, ma temo che al di fuori delle British Isles nessuno apprezzerebbe!
      Anche io fino a qualche tempo fa compravo l’intimo tecnico di Decathlon ma o sbaglio io i lavaggi, o tende a diventare “stopposo” dopo un po’, mentre invece la maglie e i pantaloni di Canadian rimangono morbidissimi.
      Un bacione a te, e mi sa che domani i calzettoni li uso per uscire di casa in mezzo alla neve ❄️

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  3. Non conoscevo la Canadian! Devo comprarmi qualcosa, non sono freddolosa ma quando scende sotto zero meglio stare caldi! Uso la lush già da un po’ di tempo ma non ho provato la charuìity pot, prossima volta la prendo così la provo! Io di solito ho una crema mani che uso per ogni parte del corpo, sempre per risparmiare sul peso, ma questa piccolina me la prendo o la grande e la metto nei contenitori dove la lush mette i campioni da provare 😀
    Grazie per le info, ti faccio sapere se compro qualcosa e come mi ci trovo! ^_^

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    1. Io ho consociato Canadian ultimamente e mi trovo bene perché i materiali sono di qualità e i prezzi sono davvero buoni. Poi mi piace questa cosa che i capi non hanno quell’aspetto troppo “sportivo” per cui possono essere usati in diversi contesti.
      Anche io di Lush uso le scatoline formato mini che danno per i campioncini e travaso dentro le creme!
      Grazie Ilaria 😍

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  4. Io sono una di quelle indecenti persone che si presenta a colazione in ciabatte e pigiamone di pile antisesso… Sarà anche che frequento sempre ostelli dove i compagni di area comune certo non brillano per eleganza. Ad ogni modo quella camicia è bellissima!!! Per il resto non sono mai stata in posti realmente freddi, quindi non mi resta che prendere appunti su tutto. 😀

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  5. Il grande cruccio della mia vita: combattere il freddo in generale, ma in particolare durante il viaggio, dato che si passano ore ed ore all’aria aperta! Certo, anche a me piacerebbe avere più margine di scelta, per i mesi in cui viaggiare, peccato che per lavoro possiamo muoverci solo ad agosto e dicembre. E dicembre, a volte, è un cruccio.
    Sai, è vero: tutto dipende dall’abbigliamento. Hai idea di quante volte ho sbagliato a scegliere i vestiti, rovinandomi parte del viaggio? E ti giuro che è una cosa terribile, perché anche in movimento, il freddo trova il modo di farsi sentire…
    Ora cerco di stare più attenta, spesso però cado ancora in piccoli errori. Ecco perché voglio andare subito a vedere sul sito, quel bellissimo completo intimo termico, per me sarebbe di grande aiuto. In particolare per le gambe, dove soffro tantissimo il freddo.
    E grazie per il suggerimento del burrocacao in vasetto. Sono stanca di vederlo spezzarsi e restare senza ogni volta che mi serve!
    PS: amo i pigiami “non pigiami”, li uso sempre anche io😍
    Buona serata,
    Claudia B.

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    1. Sembra una cosa da poco ma arrivare con i vestiti inadatti può essere un bel problema: quando sono andata in Svezia con le ballerine ho anche preso in prestito un maglione di lana da un collega alto 1,90 perché con la mia felpa morivo di freddo (era giugno e per gli svedesi era estate ma ha pure nevicato…).
      Io invece sopporto meglio il freddo alle gambe ma non quello alle braccia, quindi l’abbinamento maglia termica + camicia + maglione di lana mi aiuta molto!
      Grazie Claudia, buon weekend ❤️

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  6. Purtroppo non è che abbia fatto questi grandi viaggi in inverno, quindi non saprei cosa rispondere alla tua domanda. Ma in Nuova Zelanda le parole del tuo amico norvegese non potevano essere più azzeccate… Sul posto abbiamo comprato degli abiti tecnici favolosi e dopo non abbiamo più temuto freddo o pioggia. Non conosco la Canadian, lì abbiamo trovato una marca probabilmente simile che si chiama Kathmandu. I migliori pantaloni antipioggia della mia vita 😉
    Ciao Silvia, un bacione!
    PS: le ballerine di Marc Jacobs vanno sempre messe in valigia, a prescindere da dove si è diretti! 😉

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    1. Ricordo i post in cui parlavi del freddo e della pioggia neozelandesi! Io tendenzialmente sopporto poco il caldo e il sole e preferisco il freddo, nel senso che mi piacciono di più i mesi autunnali e invernali, ma senza l’abbigliamento giusto sarebbe impossibile anche solo pensare di muoversi! Non conosco la marca Kathmandu, chissà se c’è anche in Europa.
      Le ballerine di Marc Jacobs le adoro: sono talmente vecchie che cadono quasi a pezzi ma ogni tanto le metto ancora 😉

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  7. Cara Silvia, non devo aggiungere altro! Fino all’anno scorso queste cose per me erano del tutto sconosciute, ma dopo il mio viaggio in Lapponia Finladese sono diventata una grande esperta anche io 🙂 i calzini, l’intimo termico, scaldacollo, cappello e muffole non posso MAI mancare nel mio zaino (eh già, anche io per i viaggi al nord utilizzo lo zaino).
    PS Comunque è vero, il periodo invernare ispira viaggi esclusivamente al nord *_*

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    1. Mi vengono i brividi al pensiero di uscire di casa in Lapponia senza un’imbottitura tipo Gabibbo! Purtroppo però a volte si impara dagli sbagli e ci si ritrova a morire di freddo in felpa, giacca sottile, e ballerine 😉
      Sì, questa stagione mi ispira tantissimo per i viaggi al nord!
      Grazie e buon weekend ❤️

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  8. Come sai, condividiamo la passione per il Nord anche in versione invernale, con neve, freddo, buio, cioccolate calde e dolci calorici svedesi. Al caldo torrido preferisco mille volte il freddo polare, ma con l’abbigliamento giusto: infatti adoro i negozi dove vendono maglioni super caldi, stivali con il pelo dentro, calzettoni… Devo ammettere però di non avere mai considerato le creme. Mi sono segnata quella che suggerisci. Sarà una scusa per fare un giro da Lush, che è sempre invitante 🙂

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    1. Gli stivali con il pelo dentro li ho messi questa mattina! C’erano pochi centimetri di neve, ma ogni scusa è buona per indossare qualcosa di nordico 😉 Aggiungi freddo, buio, cioccolata calda e cannella, e il gioco è fatto.
      La crema è davvero ottima, ma i prodotti di Lush mi piacciono praticamente tutti!
      Buon weekend ❤️

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  9. No, vabbè: tu sei un genio!!!
    Io ho sempre pensato che se fossi un’imprenditrice con tanti zeri sul conto, darei il via a una catena di hotel dove la colazione viene servita rigorosamente soltanto a chi indossa il pigiama…ma tu così mi fai risparmiare un sacco di soldi!
    Un bel pigiama “mimetico” et voilà, soluzione trovata!
    Anche se io ho un’altra fissa: non mi metto nel letto con addosso abiti che siano stati “in giro”. 😦
    Per tutto il resto dell’abbigliamento tecnico, ti trovo preparatissima e in parte seguo anche io questi consigli.
    In più, porto sempre un para-orecchi, preferibilmente in pile, perché non saprei stare senza.
    Ora spero di volare presto verso destinazioni freddissime, perché queste tue foto mi hanno fatto venire l’acquolina in bocca…
    Buon sabato, cara! :*

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    1. Ah ah te li immagini i manager in viaggio di lavoro, che al posto del completo scuro e la cravatta scendono a colazione con il pigiama con le renne??? Ecco, così mi immagino come sarebbe stato fare colazione con il mio ex capo: probabilmente in pigiama sarebbe stato meno “terribile”, forse 😉
      Anche mia mamma è come te e non si siede nemmeno sul letto con i vestiti che sono stati in giro. Addirittura in hotel dove c’è la moquette si toglie subito le scarpe appena entrata in camera e si infila le ciabatte.
      Buon sabato anche a te 😍

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  10. non sai quanto mi hai aiutata con questo articolo!
    il primo viaggio del 2018 sarà in uno di questi paesi dove il freddo e il gelo la fanno da padrone, e sto già iniziando ad avere l’ansia sul cosa mettere in valigia.
    è la prima volta che andrò così a nord, e ancora non ho niente nell’armadio di adatto. ok, ci sono ancora un paio di mesi davanti, ma sto già facendo una piccola lista di cosa comprare.
    Oltre ad un giubotto da neve usato in Svizzera non ho molto, quindi prenderò questo tuo articolo e mi farò guidare nello shopping! 🙂

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  11. Devo dire che per questo viaggio a Cracovia ci siamo organizzati bene e ho ritrovato nella tua lista tutti gli accorgimenti giusti! Io però faccio la doccia prima di cena quindi poi la mattina mi alzo, mi lavo al volo mi vesto e scendo a fare colazione! Anche perché io sono per i pigiami di pile con i cuoricini e gli orsetti! Ahahahah un bacione ❤

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  12. Ho in programma due toccata e fuga nel prossimo mese, entrambi in posti non polari ma abbastanza freddi, e sto ufficialmente entrando in paranoia. Ho già l’intimo tecnico per fortuna, gli scarponcini li ho presi l’anno scorso per andare a Varsavia, però non ho mai pensato ai calzini adatti che, effettivamente, nel mio caso sono quasi sempre quelli alla caviglia o al massimo un paio di collant. Geniale il pigiama multitasking, io e Massimo di solito ci svegliamo un bel po’ prima del check-out per prepararci e andiamo a fare colazione vestiti e con la valigia già pronta. Se invece vogliamo stare qualche minuto in più, rinunciamo direttamente alla colazione.

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    1. Coi calzini alla caviglia o con i collant io potrei morire o sicuramente prendermi la polmonite! Pensa che in questi giorni che ha nevicato ho messo gli scarponcini quelli con l’imbottitura di pelo perché anche se non nevica più mi sembra che solo a camminare sulla neve ghiacciata mi si congelino i piedi.
      Non vedo l’ora di scoprire quali saranno le tue destinazioni fredde ❤️

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  13. Non mi sono mai trovata in situazioni di gelo estremo, anche se per il capodanno di due anni fa a Potsdam ho temuto il peggio. -11 fissi, nebbione, gelo puro. Non ero minimamente preparata ad una situazione simile, io che ho i piedi congelati quasi quasi anche d’estate. Il tuo post mi sarà davvero utile per prepararmi ad eventuali situazioni simili, anche se le calze termiche me le sono comprate subito dopo!

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  14. Ora voglio anch’io il pigiama multi-uso!! Devi sapere, cara Silvia, che pur amando la neve e l’inverno, detesto il freddo!! E non parlo di freddo lappone, ma di temperature che il resto del mondo riesce a gestire.. e la mattina non c’è nulla di peggio che abbandonare il tepore del letto per dei vestiti freddi! Quindi in viaggio questa è un’ottima soluzione per rimandare il tragico momento e avere magari già sorseggiato un bel the caldo!

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    1. Il pigiama multi-uso è la più bella invenzione dopo lo Scaldasonno 😉 Io in questa stagione la sera metto i vestiti per il giorno dopo sulla mensola del termosifone, in modo che al mattino siano già caldi, e pensa che a me piace il freddo!
      Una bella bevanda calda è comunque un’ottima soluzione 🙂

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  15. Io ODIO il freddo! In ogni sua forma e manifestazione. Ricordo bene il capodanno a Praga a -14, onestamente non credevo che avrei riportato a casa le penne. Effettivamente quella maglia con polsino termico e foro per il pollicino sembra molto calduccina, sarebbe da farci un pensierino. Invece il mio grande problema da sempre, in assoluto il più grande per l’abbigliamento anti gelo, sono le calze e le scarpe; non ho mai il paio adeguato all’occasione.

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    1. I piedi sono un problema, ti capisco benissimo! Gli scarponcini UGG sono una soluzione valida: io li trovo orribili a vedersi e in più mi danno sempre l’impressione di avere i piedoni di un orso polare, però con un buon paio di calze termici sono veramente caldi (e pure comodi).
      Buon weekend 😘

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