Bagaglio: la mia top 5

Lo so, sono ripetitiva. Ma con l’età non si può che peggiorare per cui perdonatemi se torno a dire che una delle cose che più mi soddisfa del mondo del blogging è l’opportunità di conoscere altre persone che hanno interessi simili. Con alcune di queste ho provato immediatamente affinità e, anche se sembra assurdo, so che se avessimo la possibilità di incontrarci di persona andremmo sicuramente d’accordo. Una di queste persone è l’autrice di Passaporto E Colori.

Con Sandra abbiamo in comune l’anno di nascita (ahinoi) e la conversione al bagaglio a mano. Il mio passaggio dal trolley allo zaino, che risale a più di un anno fa, è merito di Orsa, la cui rubrica #IlMioBagaglioPer meriterebbe di diventare un libro: Mastering the Art of Packing Light.

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La conversione di Sandra al backpack è più recente, ma questo non significa che sia meno esperta di tanti veterani. Lo dimostrano i suoi consigli su cosa mettere in valigia e, in particolare, la sua Top 5. Oltre a essere molto organizzata, Sandra è anche molto generosa, perché quando le ho scritto chiedendole il permesso di aderire compilando la mia personalissima lista, lei mi ha risposto con entusiasmo. Per cui grazie Sandra, per avermi lasciato prendere in prestito la tua iniziativa.

Ecco dunque la domanda alla quale rispondere:

“Se potessi portare in viaggio con te solo 5 cose cosa sceglieresti? A prescindere dalla destinazione e dal tipo di viaggio, cosa non può mancare nel tuo bagaglio?”

Partendo dal presupposto che “non vale” elencare passaporto, carte di credito, chiavi della macchina e soldi, ecco le cinque cose senza le quali non potrei mai partire:

1. Un paio di scarpe di scorta

Più che per vanità, per comodità. Se cammino per ore, dopo chilometri in pianura, in salita e in discesa, il giorno successivo ho bisogno di mettere un paio di scarpe diverse, perché me lo chiedono i piedi. Mi è capitato di tornare in albergo la sera con le vesciche sui talloni: cambiando scarpe si evita di infliggere altra sofferenza ai punti doloranti. In linea di massima non porto mai scarpe a punta o troppo scollate – ma come disse il mio ex boss in occasione di uno dei nostri viaggi di lavoro, io sono una contadina, mica porto i tacchi – e prediligo sempre scarpe comode.

E poi potrebbe sempre piovere, o la suola potrebbe scollarsi, o potrebbe succedermi di infilare il piede nella cacca di un cane, quindi lo spazio tolto ad altre cose per portare un paio di scarpe di scorta è sempre un buon investimento.

2. Oki Task

Non sarei sincera se dicessi che porto SOLO un farmaco in viaggio, perché non si mai cosa può succedere. Cistite? Tracheite? Diarrea del viaggiatore? Ferita infetta? Basta chiedere e ho quello che serve. Ma l’Oki Task da qualche mese è diventato un fedele compagno. Me lo ha fatto scoprire un amico che lo usa un po’ per tutto e, in effetti, funziona per qualunque cosa: dolori cervicali, mal di testa, mal di denti, crampi. Fa effetto in fretta e viene venduto in bustine monodose da versare in bocca, senza acqua. Ha un sapore terribile, ma ha un effetto miracoloso. Ci tengo a precisare che non ricevuto nessun compenso dalla casa farmaceutica che lo produce: questa è la mia opinione dopo aver provato la loro pozione magica.

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3. Spazzola o piastra per capelli

Come avevo già raccontato in un altro post, un anno e mezzo fa mi sono trasformata in una pecora Shetland dopo una permanente mal riuscita. Da allora i capelli sono cresciuti, ma a tratti tendono ancora a voler rivelare a tutti i costi la loro natura ovina, soprattutto se c’è umidità o se non li domo per bene.

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Fino a quando non saranno completamente ricresciuti, non posso viaggiare senza una spazzola. Quando avanza più spazio nello zaino allora metto anche la piastra per capelli. A questo proposito: avete suggerimenti su una buona piastra travel size? La mia è piccola e leggera ma per avere un effetto decente devo passarla almeno tre-quattro volte su ogni ciocca.

4. iPad

Una volta mettevo in valigia tanti libri, più di quelli che una persona potrebbe avere la forza di leggere dopo una giornata trascorsa al sole/vento/pioggia/neve a seconda della vacanza. E taccuini, dove annotavo le cose da fare, quello che avevo visto, i nomi dei ristoranti e dei piatti provati.

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Da un lato mi dispiace aver messo da parte i blocchi per gli appunti e i libri cartacei: sono sicuramente più affascinanti, ma molto meno comodi in viaggio. Ora il mio iPad contiene tutto quello che mi serve: prenotazioni, itinerari, biglietti, programmi, appunti, fotografie, libri.

5. Shopper di stoffa 

Vi è mai successo di dover chiudere lo zaino (o la valigia) al ritorno e scoprire che i vostri vestiti hanno aumentato il loro volume? Oppure di non riuscire a resistere alla tentazione di fare un po’ di shopping prima di tornare a casa?

Non mi va di caricarmi di borse di carta che rischiano di rimanere impigliate tra le porte della metropolitana e riversare tutto il contenuto sui binari o nel corridoio dell’aereo. Per evitare scenari apocalittici, porto sempre con me questa shopper di stoffa:

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La foto fa schifo e farebbe venire il voltastomaco alle fashion blogger, ma ci tenevo a mostrarvi la mia shopper da viaggio 😉 Una volta ripiegata non occupa più spazio di un paio di calze, e può essere lavata in lavatrice una volta tornati a casa.

Mi permetto di approfittare della generosità di Sandra, chiedendo ad altri blogger di rispondere alla domanda:

Non ci sono regole, tranne quella di citare Sandra e il suo blog Passaporto E Colori.

Quali sono le cose che voi non lascereste mai a casa? Scrivetelo in un commento!

Cover Photo by Crew on Unsplash

42 pensieri riguardo “Bagaglio: la mia top 5

  1. Ciao Silvia!! Anche io sono tipa da bagaglio a mano, anzi, dall’anno scorso sono proprio passata allo zaino da 50 litri XD Vediamo, cinque cose alle quali non potrei proprio rinunciare… mmmh…eliminando la macchina fotografica ed i vari suoi accessori perchè ormai siamo una cosa sola, direi:
    – Un piccolo asciugamano da bidet. Lo uso per appoggiarlo sulla federa del cuscino se non mi convince molto
    – Burro di cacao naturale. Ho le labbra troppo sensibili a qualsiasi agente atmosferico
    – Enterogermina viaggi (il perchè è abbastanza chiaro xD)
    – Taccuini; per scrivere pensieri e nomi delle cose visitate, altrimenti non ricordo nulla
    – Cuffiette. Spesso ascolto musica o recupero serie tv in streaming mentre sono fuori e, se sono in ostello, non mi pare carino svegliare tutti 😀

    ps: anche io adoro oki task ma cerco di non usarlo molto perchè mi da un po’ fastidio allo stomaco. La shopper è fighissima!! 😀

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    1. Ah, è vero, in effetti la macchina fotografica è un po’ come il cellulare 😉
      I taccuini mi piacerebbe molto portarli con me, ma alla fine mi ritrovo sempre a scrivere sul blocco appunti del cellulare, anche se vorrei tanto tornare alla carta, almeno per qesuto!
      Ottima l’idea dell’asciugamano, magari modello decathlon, di quelli sottili e leggeri – e molto versatili.
      Grazie di essere passata ❤️

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  2. Silvia ma che bella la clipart dell’orsa viaggiatrice con la “mappatella” come si dice dalle nostre parti! 😀 Me la salvo per direttissima nella mia ormai smisurata collezione di immagini orsesche! Oddio sai che non ho mai pensato all’utilità di un secondo paio di scarpe? La filosofia del “e se…” è più roba da Orso…lui sarebbe capace di portarsi la casa intera (compreso kit per il cucito e cose del genere).
    Lo conosco l’Oki Task e dovrò decidermi a provarlo perchè la comodità dell’acquaLess è perfetta in viaggio: ma davvero fa passare anche i crampi? Io acquistai una mini piastra da Lidl, non ricordo la marca ma periodicamente sono cose che rimettono in offerta. Funzionerebbe anche bene se non fosse per il fatto che i capelli bianchi (ho deciso di non tingerli) sono ancora più indomabili del capello che ama l’umido! 😛
    Grazie per le tue parole sulla mia rubrica e per avermi nominata, appena torno posterò anche io la mia Top5, Sandra ha avuto un’idea carinissima 😉
    A presto :*

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    1. Anche noi abbiamo un nome per la “mappatella” ma in questo momento non mi viene proprio in mente, anzi più ci penso più mi sfugge! Comunque mi fa piacere che ti piaccia l’immagine! Orso, mi sa che ci capiamo al volo: io il kit da cucito (quello piccolo, sottile come una scatola di cerini) lo porto sempre con me in borsa: metti che in ufficio ti si strappano i jeans? Che fai? Per fortuna che c’è il kit con ago & filo 😉
      L’Oki Task è comodissimo se non hai problemi di stomaco perché ad alcuni potrebbe dare fastidio, ma io non patisco nulla e lo trovo ottimo anche per i crampi e i dolori cervicali.
      Grazie per la piastra, il Lidl c’è vicino a casa mia, per cui posso andare a vedere.
      Un bacione 😘

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  3. A parte l’oki task che io sostituisco con il mio fedele momendol, non ho mai pensato alle scarpe di scorta (tra l’altro anni fa ero rimasta con uno stivale senza la suola… quindi sono pure scema a non pensarci) nè alla shopper e quant’altro… ma trovo le tue considerazioni effettivamente molto valide!

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  4. Ciao Silvia! Anch’io mi sono convertita allo zaino in occasione dell’ultimo viaggio! Ci ho messo dei mesi a scegliere il modello da acquistare, ma ne ho trovato uno molto comodo e super pratico! Devo dire che lo zaino è molto meglio del trolley, perchè ho potuto portarmelo in giro ovunque, per città, spiagge e boschi scozzesi. Nonostante il peso che, a volte, mi ha messo davvero alla prova. Con il minimo indispensabile lo zaino per 10 giorni pesava 7kg e camminare per ore ed ore con quel peso sulla schiena non è stato molto piacevole….ma del resto con il trolley appresso non avrei potuto visitare i posti che invece ho esplorato con lo zaino in spalla 🙂 Anch’io porto sempre varie medicine, che non si sa mai, ma per fortuna per ora credo di non averne mai usata nemmeno una… a parte la Xamamina per il viaggio aereo (grazie a chi l’ha inventata!!). Per il resto, una borsa non manca mai nemmeno nel mio bagaglio, io però opto per una sacca impermeabile – indispensabile in Scozia – tipo zainetto..che riempio all’inverosimile quando rientro! I miei capelli non potrebbero essere più lisci – ho fatto la permanente una volta e mi è durata 2 giorni! – quindi non ho problemi di piastra per fortuna. Ah, e non sono ancora così tecnologica come te…mi porto ancora libri cartacei e quadernetti per gli appunti 🙂
    Un abbraccio!
    Beatrice

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    1. Anche tu convertita allo zaino? Io ricordo ancora le ricerche infinite che avevo fatto per trovare il modello “giusto”, confrontando pesi, misure, colori ecc. Alla fine poi mi sono buttata e il modello che ho scelto è perfetto!
      La sacca in effetti è anche molto utile perché puoi metterci dentro tante cose e sicuramente è più facile da portare rispetto alla shopper: grazie per l’idea, mi sa che questo weekend faccio un salto da decathlon!
      Buona giornata 😍

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      1. Uguale Silvia, ci ho messo dei mesi a scegliere! Ero indecisissima! Alla fine ho optato per un modello che si chiama, guarda caso, Edinburgh 😉 È molto comodo perché si apre tipo a valigia e le due metà sono separate, così le cose non si ammucchiano tutte sul fondo quando lo metti…e trovi tutto subito quando lo apri!

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  5. Ciao Silvia! Grazie per la nomination!
    Sulle scarpe di scorta hai trovato una compagna di merende, non parto mai senza! L’idea della shopper di stoffa è geniale, mi sa tanto che farò come te al prossimo viaggio! Quanto ai capelli….ho la fortuna di averli abbastanza lisci quindi niente piastra, li lego e passa la paura! Alla faccia delle fashion blogger 😂😂😂

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  6. Scarpe di scorta? Presente! Mi hanno salvato la vita (anzi i piedi!) più volte, soprattutto se la meta è una città in cui so che macinero’ chilometri.
    Oki task idem, oltre che in valigia è anche sempre in borsa.
    E mi hai dato un’idea bellissima con la shopper di stoffa, in California ne ho comprate tre (ripeto tre!!) per farci stare tutto 😊

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  7. Alle scarpe di scorta non ci avevo mai pensato, geniale. Forse ho avuto solo fortuna con le cacche. Mi piace un sacco anche l’idea della borsa di stoffa, non me ho mai usate ma sono comode e non avevo pensato che si possono lavare facilmente. Permettimi di dire che la tua è meravigliosa con quell’alce!

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  8. Ho letto curiosissima quest post come al solito e poi alla fine ho trovato la bella sorpresa di essere stata nominata: quanto mi piace rispondere a questi tag!!!!!!!!!!!!!
    Devo dire, però, che io non sono affatto una bagaglio a mano addicted, ma su una cosa inizio a concordare con te: mai, e poi mai, lasciare la piastra per capelli a casa!!!!
    E’ vero che non ho velleità di essere chic in viaggio, ma sarei proprio arrabbiata se avessi dei brutti capelli! 😀
    Allora mi organizzo e pubblico quanto prima…intanto grazie! :*

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    1. È vero che tu non sei una fan del bagaglio a mano! Anche tu mai senza piastra? Pensa che un paio di anni fa in Svizzera mi è caduta la mia fedele piastra e si è rotta la spina, così sono stata costretta ad andare in giro per due giorni conciata come un fungo 😱
      Non vedo l’ora di leggere il tuo post!

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  9. concordo con il secondo paio di scarpe. Spesso perché, ogni volta mi si rompono! praticamente lascio scarpe in ogni posto. Forse cammino troppo! 🙂
    Una cosa che dovrei riprendere a portare con me è la piastra per i capelli. Da un po’ li tengo wild, e ammetto che, magari, dovrei curarmi un po’ di più! 🙂

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  10. La foto è bellissima, le “Fassion Blogher” (scritto alla maniera romagnola), devono solo imparare 😉 Sapessi quante volte avrei voluto la fedele borsa di stoffa, a supportare i miei viaggi. Avrei affrontato tanto disagio in meno.
    E delle scarpe ne vogliamo parlare? Perché se ho riso (con bontà), quando ho letto il momento clou del tuo viaggio con l’ex boss, contadinotta o no ammetto che io ho gli stessi tuoi problemi. I piedi mi si rovinano con facilità, che poi se consideriamo gli straordinari che fanno in viaggio, hanno pure ragione loro. Le scarpe spesso sono un cruccio per me. Avrei bisogno di diverse paia, ma non per un discorso estetico, semplicemente per sopravvivere.
    Mi accorgo con orrore, di essermi persa l’evento funesto in cui si sono trovati coinvolti i tuoi capelli. Vorrei dirti: corro a leggerlo così mi faccio due risate, ma temo che potresti decidere di punirmi con cattiveria, visto che già rido a sufficienza nelle tue avventure col boss.
    PS: per la piastra non posso esserti d’aiuto. Io ne uso una che avevo a casa e, quando il filo ha iniziato a fare capricci, l’ho messa fissa in valigia. Nonostante l’inghippo, devo dire che funziona alla grande, in una passata fa tutto. Ma questo penso dipenda dall’orribile tipologia di capello che mi ritrovo, più simile ad una tela di ragno, che ad una chioma….
    PPS: grazie per la nomination, adoro questo tag 🙂
    Baci,
    Claudia B.

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    1. Ah ah ah le fassion blogger ci fanno un baffo 😂😂😂 Poi siccome non è troppo femminile riesco anche a rifilarla al mio compagno in aeroporto senza che lui si lamenti troppo (la precedente era a fiori, tipo Miss Marple).
      Alle scarpe non rinuncio mai, anche a costo di portare un capo di abbigliamento in meno. Meglio andare in giro con la maglia lavata nel lavandino e un po’ stropicciata che con i piedi rotti 😉
      Mi sa che farò anche io così e metterò fissa in valigia la vecchia piastra per evitare teste a nido di uccellino.
      Allora aspetto di leggere il tuo post 😘

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  11. Quanto ti capisco, anche io non posso rinunciare alle cose che hai indicato! In particolare però io porto la tachipirina invece dell’oki, e forse al posto delle scarpe di ricambio inserirei la macchina fotografica, inseparabile per me!

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    1. La tachipirina la uso anche io tantissimo, soprattutto a casa e in ufficio, o comunque dove ho dell’acqua sempre a disposizione. Ecco, se la facessero orosolubile rimpiazzarebbe subito l’Oki!
      Io mi vergogno un po’ perché negli ultimi viaggi ho lasciato a casa la macchina fotografica, usando il cellulare per le foto (tanto sono negata quindi…) 😅
      Grazie di essere passata!

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  12. Anch’io ormai uso solo lo zaino, il trolley giusto quando torno a Roma da miei per riempirlo di cibo (ebbene sì!), per il resto ho un 30 litri comodissimo che funge anche da bagaglio a mano, il 50 litri per i viaggi più lunghi. Io non potrei mai rinunciare a una crema per il viso per la mia pelle super delicata (e pure un po’ rompiscatole) e il mio Kindle, ormai fedele compagno da più di 4 anni. Concordo, w l’Oki, è una mano santa, ho persino convertito il mio compagno al fido medicinale (qua in Ungheria non si trova). Pensa che io ho i capelli talmente lisci e “spaghettosi” che a volte potrei anche non pettinarmi, come li metto stanno. Peccato però che abbiano 0 volume, se non portassi la frangetta perenne sembrerei Morticia Addams o Maria Maddalena 😀
    Un abbraccio!

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    1. Come darti torto? Sono sicura che in Ungheria si mangi benissimo, ma vuoi mettere il cibo italiano, soprattutto quello di casa?
      Anche il vorrei comprarmi un 50 litri ma ho paura di non riuscire a reggerne il peso. Potrei provare la prossima volta che vado da qualche parte con il mio compagno o con mio fratello così al limite lo passo a loro 😉
      Come vorrei avere i tuoi capelli dopo questi mesi di chioma indomabile!
      Un bacione 😘

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  13. W l’arte di vestirsi a strati per fare stare tutto nel bagaglio a mano 🙂 (Non sono bravissima in questo, forse è per questo motivo che quando viaggiamo in auto invece mi sbizzarrisco e porto sempre più cose di quante mi serviranno). Io non potrei rinunciare alla spazzola (capelli lunghi=nodi stile marinaio), mentre non porto mai medicine, anche se sarebbe coscienzioso farlo…Troppo ottimista? 😉

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  14. Uuuh sfiziosa da morire questa cosa della top5! Che bella idea ha avuto Sandra e grazie a te per averci chiesto di rispondere ❤️ A presto con la lista allora! Un bacio!!
    Ps: l’okitask adesso è anche in compresse, se dovesse esserti insopportabile il sapore delle bustine orosolubili (scusa, deformazione professionale questa del consiglio…)

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  15. Per molti versi il tuo bagaglio a mano è come il nostro. O meglio, come quello di Chiara. Lei ha sempre tutte le medicine che servono, e l’oki non fa eccezione. Io sono quello più sprovveduto: mi basta avere capi d’abbigliamento per ogni occasione e sono contento. E naturalmente alimentatori vari. Una cosa da non scordare mai è il caribatterie portatile carico al 100%: riesce a fare fino a 4 cariche di smartphone e pure 2 alla volta… un salvavita, in pratica!
    Ah sì! Le borse di tela non ce le portiamo mai perché di solito le collezioniamo proprio in viaggio ahah 😀

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  16. Ciao Silvia… io non so a cosa proprio non rinuncerei… ma so cosa puntualmente compro perchè mi dimentico di metterla in valigia: la crema mani!!! Se posso portare solo 5 cose direi: una sciarpa, le infradito, il detergente intimo, lo smartphone e… i moment! 🙂

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