Una domenica a Mosca: il VDNKh e il Museo della Cosmonautica

La domenica mattina lasciamo l’albergo prima del solito perché finalmente, dopo due giorni di nuvole, freddo e neve nel mese di giugno, sembra che Mosca voglia regalarci una giornata soleggiata. L’intenzione è di lasciare il centro della città e di spostarci verso la periferia, nel quartiere di Ostankinskij, a nord-est della capitale. Il distretto si trova tra due parchi: quello di Ostankino e quello Sokolniki. Ci si arriva in poco più di mezz’ora di metropolitana dal nostro hotel in zona Tverskoj, scendendo alla fermata VDNKh sulla linea 7. Dalla stazione si cammina per dieci minuti scarsi fino all’ingresso del Vystavka Dostizheniy Narodnogo Khozyaystva, più conosciuto con l’acronimo VDNKh. Il Centro Espositivo Panrusso è un’esposizione permanente voluta da Stalin per celebrare i successi raggiunti dal paese in diversi settori: dall’agricoltura, alla scienza all’architettura.

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La leggenda sovietica narra che migliaia di scultori, architetti e ingegneri parteciparono alla realizzazione dell’impresa: 250 edifici e oltre trenta padiglioni sparsi su una superficie di 2,4 chilometri quadrati – circa 330 campi da calcio.
Si accede attraverso un arco trionfale e si procede lungo un viale fino a raggiungere la Fontana dell’Amicizia dei Popoli, circondata dai venti padiglioni, ognuno dei quali rappresenta i paesi che facevano parte dell’URSS.

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Dall’inaugurazione nel 1939, lo spazio espositivo ha subito un lento declino legato alle vicissitudini economiche e politiche del paese. Solo negli ultimi anni è stato privatizzato; recentemente è tornato a essere una delle destinazioni preferite dei moscoviti durante il fine settimana. Ora vengono organizzati eventi, fiere ed esposizioni, e dal 2015 è attiva una fattoria didattica, dove bambini e adulti partecipano a lezioni e dimostrazioni sull’agricoltura e l’allevamento.
Ci si potrebbe passare una giornata intera, passeggiando tra un padiglione e l’altro. Noi ci fermiamo un paio di ore, poi ci incamminiamo verso Prospekt Mira, il Viale della Pace.

Il quartiere è anche una celebrazione dei risultati raggiunti dall’Unione Sovietica nel settore aerospaziale. Non avremmo forse notato l’ingresso al Museo della Cosmonautica se non avessimo visto il Monumento ai Conquistatori dello Spazio: una sorta di obelisco che riproduce il lancio di una navicella spaziale. Fu inaugurato nel 1981, a vent’anni di distanza dal giorno in cui Yuri Gagarin orbitò per primo nello spazio intorno alla Terra.

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L’ingresso al museo meno di dieci euro a testa e, nonostante sia domenica, siamo fortunati e non c’è coda. Lo spazio espositivo si sviluppa su due piani e raccoglie immagini, tute spaziali, missili e navicelle che raccontano la storia e i successi della scienza sovietica.

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Ormai è mattino inoltrato e non abbiamo una meta precisa. Domani si rientra in Italia, per cui decidiamo di dedicare un po’ di tempo agli acquisti: abbiamo promesso di portare a casa una matrioska, qualche copia dei poster della propaganda stalinista e un paio di t-shirt.

Come fare Mosca cover

Torniamo quindi in centro, verso Stary Arbat. È una delle strade più antiche di Mosca, che percorriamo partendo dalla fermata della metropolitana di Smolenskaya. Facciamo una piccola deviazione fino al palazzo del Ministero degli Esteri, uno dei grattacieli in stile stalinista, più conosciuti con il nome di Sette Sorelle. Il palazzo ministeriale non è molto diverso dagli altri visti finora: è imponente e lugubre, probabilmente anche per lo stile gotico che imita quello di altri grattacieli come l’Empire State Building.

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Lungo la Ulitsa Arbat cambia tutto: sembra di essere in un altro mondo, con le casette a due piani dai colori vivaci, i cortili con gli alberi di ciliegio e i negozi che vendono matrioska e gioielli di ambra. A prima vista tutto sembra molto caratteristico ma si tratta di una via molto turistica e commerciale, con venditori di souvenir un po’ ovunque e negozi di grandi catene internazionali che a quanto pare hanno superato la cortina di ferro. È comunque una passeggiata rilassante, tra gallerie d’arte e musei e case in stile art nouveau.

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La cosa più importante è che Arbat non è molto distante da quella che è la nostra meta per il pranzo. Ugolëk si raggiunge in una decina di minuti a piedi, passeggiando tra strade che questa domenica sono quasi deserte. Abbiamo già pranzato qui una volta durante il nostro viaggio, e ci siamo trovati talmente bene da decidere di tornare, nonostante sia un po’ tardi per pranzare.
Ma è domenica e nemmeno le altre persone sedute ai tavoli del ristorante sembrano avere fretta. Anche se non abbiamo prenotato, possiamo scegliere se sederci lungo la vetrata che si affaccia su una strada poco trafficata o vicino alla cucina.

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Come in altri ristoranti di Mosca, non posso dire che il personale sia simpatico, ma ormai ci siamo abituati a non essere accolti con un sorriso. Inizio a pensare che sia una caratteristica di questo paese, quella di non mostrarsi accoglienti nei confronti dei turisti, forse proprio come quando dici grazie e anziché rispondere con un equivalente russo di prego, la gente si limita ad annuire e a emettere un suono tipo “mhmm”.

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Ma è per il cibo che siamo qui, non per la simpatia. Iniziamo a ordinare da bere: due birre prodotte da un birrificio di San Pietroburgo, poi scegliamo dell’hummus da dividere e, come piatto principale, dei crostoni di pane con pomodoro e mozzarella. Sono piatti semplici, senza troppi fronzoli. Di solito, per me sono quasi sempre i migliori: con pochi ingredienti di qualità, dai sapori non troppo elaborati. Per finire ordiniamo un dolce che è molto simile al nostro tiramisù: strati alternati di biscotti e crema, ricoperti da cacao in polvere.

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Ci attardiamo ordinando due caffè a testa, cercando di prolungare la permanenza da Ugolëk. Ma dopo un’altra mezz’ora non abbiamo scelta: paghiamo il conto e usciamo, diretti per un’ultima volta verso la Piazza Rossa. Chissà quando vedremo di nuovo le cupole colorate di San Basilio, con quel cielo minaccioso nonostante sia ormai estate.

Questo articolo è stato pubblicato in origine su Non Solo Turisti.

27 pensieri riguardo “Una domenica a Mosca: il VDNKh e il Museo della Cosmonautica

  1. Che peccato per quelle impalcature 😦 Silvia ma quando citi i prezzi lo fai traducendo in Euro per noi oppure li accettano proprio come moneta? Che meraviglia i poster della propaganda stalinista*_* starebbero da dio nel mio salottino brandizzato Ikea hahahah 😛 E’ vero che il palazzo del Ministero degli Esteri è lugubre ma dai è meravigliosamente-lugubre! 😉
    Mi fa impazzire l’idea concettuale del “trionfo” della Santa Madre Russia che trasuda in ogni scultura del modernismo sovietico, ci riempirei giga e giga di micro-SD!
    Buon fine settimana, un bacio!

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    1. Sì, è un peccato vedere tutte quelle statue e alle spalle… un’impalcatura!
      Ho comprato un blocchetto intero di poster: se vuoi te ne mando un paio tanto non riesco ad appenderli tutti nel mio salotto!
      Le due sorelle che ho visto sono lugubri ma è proprio come dici tu: è quel fascino un po’ gotico che ha del bello.
      No, niente euro! Traduco i prezzi perché in rubli sembra tutto carissimo, poi fai la conversione in euro e ti rendi conto che sono pochi 😉
      Buona domenica 🙂

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  2. I piatti semplici sono decisamente i migliori 🙂 Certo che la simpatia non regna da quelle parti… la Russia continua a darmi l’impressione di un luogo austero, rigido, e in effetti i nuvoloni grigi non aiutano a far cambiare idea. Però mi piace curiosare insieme a te nelle viuzze con le casette a due piani e i ciliegi, che mi suonano più familiari. Fantastico scoprire che hanno l’hummus anche lì!

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  3. Sento fortemente il richiamo della Russia, ma non mi piacerebbe addentrarmi in periferia, come invece faccio spesso quando mi trovo in una città straniera.
    Immagino che già il rapporto con la città “viva” sia impegnativo, figuriamoci le zone più nascoste.
    Certo, se la passeggiata comprende anche la sosta in un ristorante da urlo, il discorso cambia parecchio…baciusky! :*

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  4. Queste sette sorelle sono un incuboooo, ogni volta che vedo una foto mi prende l’ansia… se riesco vado a fotografare quella di Praga! Comunque il centro espositivo sembra davvero molto interessante,e credo che il museo della cosmonautica sia una sorta di must durante la visita a Mosca. Mi hai proprio incuriosito con i tuoi racconti sulla capitale russa!

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  5. Bellissima Mosca! Ci sono stata un paio di anni fa per passare il Primo Maggio in Piazza Rossa. Un’emozione unica!
    Il VDNKh me lo ricordo con molto piacere. Ci andai una mattina e scoprii che la sera c’era la festa di primavera nel quale venivano messe in funzione le fontane con uno spettacolo di luci e un concerto, cos’ non me lo sono fatto sfuggire e sono tornata di sera.
    Anche il museo dei cosmonauti…Quanti ricordi mi hai fatto tornare in mente!!! 🙂

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  6. Grazie a te sto imparando un sacco di cose sulla Russia e su Mosca in particolare. 🙂 Mi ispira molto lo spazio espositivo del VDNKH, sembra perfetto per una gita giornaliera. E mi hai fatto venire l’acquolina con il tuo pranzo, d’accordissimo con te che spesso i piatti semplici sono i più buoni! Peccato solo che il personale non sia il massimo della simpatia 🙂

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  7. Affascinante questa domenica a Mosca. Non so se sbaglio io Silvia, ma percepisco un forte senso di pace. Il piacere forte di essere lì. Una domenica di scoperta, visiva e culinaria, semplice eppure così tipica.
    Il centro espositivo ed il museo della cosmonautica sono mete che mi segno. Mi sembrano molto interessanti, soprattutto il secondo mi incuriosisce tanto. Forse perché tendiamo a dare per scontato che tutto ciò che ha a che fare con lo spazio, sia tendenzialmente legato agli USA. Invece no, la realtà è un bel po’ diversa!
    La questione ristoranti a Mosca, che mi ha fatto tanto ridere nel post precedente (a voi di certo meno), la ritrovo anche qui. Simpatia no, grugniti tanti…ma almeno questa volta vi hanno portato ciò che avete ordinato, giusto? Cioè lo avete scelto voi???
    PS: so che sto per dire una cosa che mi taglierà fuori dai commenti qui sul blog…ma le Sette Sorelle, non è poi così orribile! Magari è ‘tanto’, troppo… però si lascia fotografare dai 😂
    A presto Silvia!
    Claudia B.

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    1. Esatto Claudia, è proprio quello che ho provato: la sensazione di essere nel posto in cui avrei voluto essere. E in effetti non mi è capitato tante volte.
      Il museo della cosmonautica è stato una bella sorpresa proprio perché ho imparato che gli americani non sono sempre i primi e i migliori. Un’altra cosa che ho apprezzato è che a differenza di altri posti a Mosca non ho avuto l’impressione che si volesse dimostrare quanto siano stati bravi i russi, mentre invece al VDNKh tutto sembrava dire “ehi, siamo i più fighi; guarda: abbiamo il padiglione più grande” 😉
      Da Ugolek abbiamo scelto tutto noi… tranne la birra che a quanto pare era finita!
      D’accordo con te sulle Sette Sorelle: sono lugubri, sono una dimostrazione (di nuovo) di quanto siamo potenti qui in Russia ecc, ma ti dirò che hanno il loro fascino!
      Grazie Claudia, buona serata 🙂

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  8. Che bella! Mosca continua ad essere una meta consigliata da molti e per quanto io sia un po’ restia non posso che farmi affascinare da certi scatti e certe parole ed ammettere che sì, sicuramente presto o tardi anche io partirò alla scoperta della Russia.

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  9. Che bella questa domenica a Mosca, il museo della Cosmonautica è sicuramente interessante, ma come al solito la mia attenzione si sofferma sul cibo. Peccato che un locale così buono non metta in conto anche la simpatia, ma se è una caratteristica russa noi che ci possiamo fare? Quanto mi piacerebbe visitare Mosca!

    P.s. il Ministero degli Esteri è veramente lugubre!

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  10. Teletrasporto direzione birrificio di Mosca, adesso! A quest’ora, vedere quei piatti e confrontarli con il proprio pranzo, non fa bene allo spirito, affatto! Ho scoperto il museo della Cosmonautica un paio di anni fa, quando uscì il documentario su Samantha Cristoforetti e devo dire che ne sono rimasta affascinata; in generale è l’attenzione-ossessione russa per la conquista dello spazio che è un mondo a sè estremamente affascinante. Certo che passare dalle 7 sorelle ad Ulitsa Arbat è un viaggio nel viaggio, si passa dall’austerità monocromatica alle villette dai colori sparafleschanti “quasi caraibiche”, quasi da non credere che possano coesistere nella stessa città.

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    1. Se guardo le foto e penso al mio pranzo – mezzo panino Camogli in autogrill – mi sento svenire 😉
      Io invece pensa che non avevo mai sentito parlare del museo della cosmonautica, nemmeno sulle guide che avevo comprato. Lo abbiamo scoperto proprio passandoci davanti. Ed è interessante perché pensavo che fossero soprattutto gli americani ad avere ottenuto risultati importanti in quel settore.
      Il bello di Mosca è anche quello: i contrasti che trovi appena girato l’angolo.
      Grazie per essere passata 🙂

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