Ultimamente mi sono resa conto che la geografia è una materia molto sottovalutata a scuola. Già immagino tante persone pronte a dire che non è così grave: meglio dedicare le lezioni allo studio di argomenti più utili come la matematica, l’italiano, la scienza e le lingue straniere. Per il resto c’è Google. In fondo, cosa c’è di grave nel confondere Budapest con Bucarest, o la Romagna con la Romania?
Magari non sarà grave, a meno di voler organizzare una vacanza in una di queste destinazioni e sbagliare clamorosamente ma, in questo caso (forse) ci verrà in aiuto Google Maps facendoci capire dove si trova la città o la regione che intendiamo visitare. Ma sono convinta che un minimo di conoscenza in tema di geografia ci possa aiutare, se non altro per evitare qualche figuraccia (e per saperci orientare una volta arrivati a destinazione). Ma forse non tutti la pensano così.

La geografia, questa sconosciuta: Malaga, quell’isola tra la Spagna e l’Africa
A una cena con amici, qualcuno inizia a parlare delle prossime vacanze: mete desiderate, idee irrealizzabili e via dicendo. Un mio amico esprime il desiderio di ripetere la stessa crociera di tanti anni fa, che lo aveva portato fino a quell’isola tra la Spagna e l’Africa di cui proprio non ricorda il nome. Ah, un’isola delle Canarie, dice qualcuno.

No, non quelle, risponde il mio amico. Cercando di venirgli in aiuto, provo con nomi specifici: Lanzarote? No. Tenerife? Nemmeno. Gran Canaria o Fuerteventura? Niente da fare. Ma ecco che gli torna la memoria: Malaga! Lo correggo, cercando di non essere troppo pignola, dicendo che in realtà Malaga si trova sì in Spagna, ma sulla terraferma. Lui è fermamente convinto di quello che dice, al punto tale che i presenti iniziano ad annuire, e io bisbiglio che, in effetti, forse mi sto confondendo. E credo davvero alle mie parole: non controllo nemmeno su Google Maps per paura di essere smentita.
La geografia, questa sconosciuta: in vacanza a Parigi, nell’arrondissement
Un collega poco abituato a viaggiare e, in generale, poco curioso nei confronti di tutto quello che sta al di fuori dei confini della città in cui vive, decide di accontentare la figlia che, per il suo decimo compleanno, desidera come regalo un viaggio a Parigi. Al ritorno, la buona educazione mi impone di chiedere come sia andata la vacanza. Esaurisco presto l’interesse quando finisce di descrivermi i pasti, tutti rigorosamente in ristoranti “italiani”.

Faccio un’ultima domanda sull’albergo, a quanto pare stupendo, domandando in quale zona di Parigi si trovasse. Non che io conosca bene la geografia della città, ma il mio collega, appena tornato dal weekend parigino, ne sa ancora meno di me: “Nell’arrondissement!” Non so cosa rispondere. Potrei insistere chiedendo in quale dei venti arrondissements di Parigi fosse l’albergo, ma non voglio infierire e poi non me ne frega niente.
La geografia, questa sconosciuta: Delhi o Mumbai?
Un episodio che non so se faccia ridere o piangere, capitato purtroppo a un’amica diversi anni fa. Un’amica, per di più, che aveva vissuto per quasi un anno in Germania e che era anche abituata a viaggiare, per cui non mi spiego come abbia potuto commettere un errore così terribile. Prima della partenza per un viaggio in India con il suo capo, aveva preparato un itinerario completo di voli, trasferimenti interni e alberghi. E si era premurata di prenotare un hotel relativamente vicino all’aeroporto di Mumbai, visto che il loro volo sarebbe arrivato molto tardi la sera.

Peccato che l’arrivo fosse previsto allo scalo di Delhi, quindi una volta usciti dal terminal si sono dovuti scontrare con la dura realtà: il tassista non conosceva quell’hotel, perché in effetti si trovava a millecinquecento chilometri di distanza. Si trattava di una sola notte, per fortuna, quindi niente di (troppo) grave, a parte la figuraccia con il suo capo.
La geografia: questa sconosciuta: cos’è il Belize?
Questo è l’episodio più recente e che mi ha fatto mettere in dubbio tante certezze, visto che con questa amica ho frequentato le scuole medie. Tanti anni fa, per carità, ma qualcosa ce lo avranno pure insegnato e una minima parte ci sarà rimasta impressa. Ma forse no. Chiacchierando con lei di un amico comune con tante idee ambiziose ma poca voglia di metterle in pratica, le racconto del suo nuovo “progetto” di aprire un’azienda in Belize.

E inizio a ridere, perché il nostro amico non riesce a ricordarsi di pagare in tempo il bollo dell’auto, figuriamoci lanciare un progetto in Belize! La mia amica mi guarda e, senza ridere con me, mi domanda: “Cos’è il Belize?” Le vorrei chiedere se stia scherzando, ma è evidente che non è così, perché non avrebbe senso. A questo punto l’assurdità del progetto del nostro amico non mi fa più ridere.
Come ve la cavate con la geografia? Spero meglio dei miei amici!

Davvero ! pensa che a me una coppia pure laureata, durante una lunga vacanza a Bali mi hanno chiesto indicazioni per andare in Indonesia …
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Poche idee e pure confuse 😂
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Potrei seriamente scoppiare a ridere in faccia a queste persone, ma poi mi ricordo che anche io ho fatto figuracce imbarazzanti in passato
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La cosa positiva è esserne consapevoli: queste persone invece sono convinte di avere ragione!
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Guarda anche io sono sempre stata una pippa in geografia, tant’è che mi sono comprata il mappamondo per avere sempre la situazione chiara e completa sottomano. Solo quando ho iniziato a viaggiare ho cominciato ad avere percezione delle città, delle nazioni di appartenenza e dei continenti che le ospitano.
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L’importante è provare a rimediare!
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Noooo a me la geografia piaceva da morire, passavo le ore sull’atlante, sulle cartine stradali e sulle mappe geografiche. Ancora adesso continua talmente a piacermi che passo le ore su GMaps anche se non devo cercare nulla di specifico. Budapest con Bucarest è un grande classico, pensa che successe anche a Michael Jackson (memorabile figuraccia) 😀 Anche a me sulla faccenda del Belize le risate mi sarebbero morte all’istante. Mi hai fatto venire in mente quell’inviata delle Iene che fermava i parlamentari chiedendogli dove fosse il Darfur. Non ricordo chi disse che il Darfur fosse uno stile di vita… risposte da antologia (geografica) 😛 Un minuto di silenzio anche per l’amica dello scalo a Delhi 😀
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Anche a me sembra stranissimo che sia una materia così trascurata! Sarà che a me è sempre piaciuta tantissimo, e già da piccola anche io sfogliavo atlanti e carte stradali pee rendermi conto delle distanze e dei posti.
Ricordo delle Iene ma non sapevo di Michael Jackson, che brutta figura 😂
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Aggiungo una cosa al concetto “tanto oggi c’è Google Maps”: una volta avevamo l’atlante geografico, fatto a libro sul quale se non sapevi dove si trovava il Belize, dovevi andartelo a cercare, continente per continente, carta dopo carta, pagina dopo pagina. Va’ che alla fine l’avevi imparato dove sta. Con Google Maps è diverso. Maps ti porta direttamente in Belize senza passare dal via, senza manco farti vedere i Paesi confinanti. Tu l’hai trovato, ti sei rasserenato, e passi oltre alla prossima svogliata ricerca: per esempio, dove sta il sultanato del Brunei?
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Poi per carità, google Maps è utilissimo ma non ci permette appunto di renderci conto di dove si trova un posto, né di avere le idee chiare su dove siamo, secondo me. Oltre a farci diventare molto più pigri! Ricordo ancora le vacanze in camper con i miei quando ero ragazzina, a fare a turno sull’atlante dell’Europa per dare indicazioni a mio papà che guidava…
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A scuola geografia non mi piaceva molto, ma viaggiare è il modo migliore per impararla! In casa ho una grande mappa e quando ho qualche dubbio mi piace cercare i luoghi alla vecchia maniera.
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Viaggiare sicuramente aiuta, soprattutto se prima di partire proviamo a capire su un atlante dove si trova il posto in cui vogliamo andare 😊
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La passione per la geografia me l’ha trasmessa mio padre: passavamo ore e ore a sfogliare il mega atlante e rimanevo (e rimango ancora) stupita di quanto bene conoscesse i fiumi italiani, i capoluoghi, l’Europa anche senza aver viaggiato molto.
Per quanto concerne la scuola due considerazioni:
Purtroppo spesso vedo ancora insegnare la geografia come l’hanno insegnata a me, quindi con il lucido per copiare la cartina e imparando a memoria confini, capitale, economia. Vero che tutto ciò ha a che fare con la geografia, ma quanto uno studio mnemonico riuscirà mai a dare i suoi frutti?
Per geografia c’è Google Maps, per matematica c’è la calcolatrice, per inglese Google traduttore, per scienze? Ah no quella non serve. Parola di alcuni miei alunni presenti e passati.
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Io non so bene da dove sia arrivata questa passione: forse dal fatto che con i miei abbiamo iniziato a viaggiare quando ero molto piccola e quindi c’erano solo mappe e atlanti. E poi forse il fatto che dai miei nonni c’erano volumi e volumi di enciclopedie!
Sullo studio mnemonico non saprei, ma forse un pochino aiuta almeno a mandare a memoria nomi e numeri? Poi non ho esperienze dirette con la scuola da secoli quindi non vorrei dire una cavolata…
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Sinceramente da docente ho sempre creduto molto poco allo studio mnemonico: se si tratta di una formula lo posso comprendere, ma prima di impararla a memoria ci vuole un’adeguata dimostrazione che, personalmente, mostro sempre ai miei ragazzi. Sulla geografia che cosa c’è da dimostrare? Temo molto poco. Alla fine come fai a ricordarti tutti i fiumi, le città, i confini e compagnia a memoria? Dopo l’interrogazione hai dimenticato tutto. Poi, per carità, io insegno matematica e scienze, quindi non metto becco sulle altre materie, però la riduzione delle ore di geografia e il metodo un po’ anacronistico di insegnare di certi colleghi mi lascia molto perplessa. Gli studenti poi ci mettono del loro…
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Questo è un argomento molto interessante, anche perché ho un’amica con due figli al liceo, e ogni mancanza sembra sempre essere colpa dei professori. Forse è un po’ la tendenza degli ultimi anni, o forse sono proprio certi docenti che, come hai detto tu, usano metodi anacronistici!
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a parte per evitare gaffe come queste di cui hai parlato, avere un minimo di conoscenza di geografia serve davvero per capire il mondo che ci circonda, le news etc
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Sono pienamente d’accordo! Almeno per non cascare dalle nuvole ogni volta che qualcuno nomina una città o un paese.
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Che sollievo leggere questo post! Mi consola sapere di non essere l’unico.
Ho visitato sia Bucarest che Budapest, eppure continuo puntualmente a confonderle. Per me hanno lo stesso identico effetto del “push & pull” sulle porte: so benissimo cosa significano, ma quando mi trovo davanti queste scritte la mente va in corto circuito! Per fortuna non mi succede con destra e sinistra 😂
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Bucarest e Budapest sono un grande classico – come push & pull 😂 Ma non aver mai sentito nemmeno nominare il Belize merita un bel quattro in geografia!
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Ho sempre adorato la geografia e da piccola passavo ore ad osservare il mappamondo per capire come le terre si possono raggiungere. Purtroppo l’elenco di imprecisioni e figuracce che hai appena descritto dimostra il basso livello culturale del nostro mondo. Andare in vacanza e non sapere dove si è…..a proposito anche senza controllare su Google.. Malaga non è un’isola!
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Io adoravo sfogliare l’atlante europeo della Michelin, che ho conservo tuttora. Ma a quanto pare c’è gente che non ha la minima idea di cosa sia la geografia – e anche i fatti di questi ultimi giorni purtroppo lo dimostrano…
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Fin da piccola mi piaceva la Geografia e si vede poi, con la passione per i viaggi! Sia dai tempi miei scolastici era un materia sottovalutata. Basti pensare che al liceo scientifico era presente solo un’ora a settimana il primo anno e poi mai più. Assurdo, veramente assurdo. Con la scuola di oggi non so sinceramente…
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Anche ai miei tempi al liceo scientifico avevamo solo un’ora di geografia in prima (e forse in seconda), ma mi ha sempre appassionato l’argomento, al punto da inserirla tra gli esami facoltativi all’università, anche nella versione più “noiosa” di geografia linguistica. Basta che ci fosse la geografia!
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