Londra, arrivo! Un viaggio nella lingua inglese

All’università ho studiato letteratura inglese: da allora sono passati secoli e anche se il mio lavoro non ha nulla a che fare con la linguistica, trovo che lo studio delle lingue straniere sia molto affascinante. Prima di partire per un paese cerco sempre di imparare qualche frase di sopravvivenza: saluti, ringraziamenti – cose semplici e possibilmente facili da ricordare. In particolare mi incuriosiscono le espressioni idiomatiche, che in inglese tendono a essere molto più pittoresche che in italiano.

Prima di partire per Londra, anziché di condividere il programma del weekend o il contenuto della mia valigia, questa volta ho pensato di fare un viaggio tra i British idioms. La prima cosa che salta all’occhio di questi modi di dire è che, se tradotti in maniera letterale, non avrebbero senso. La seconda è che molti sono legati al cibo, anche se poi il loro significato non ha nulla a che vedere con la gastronomia.

Pronti per un breve viaggio tra le parole e le frasi?

The kettle calling the pot black

Le prime testimonianze scritte di questa frase idiomatica risalgono al 1620, quando comparve in una traduzione in inglese del Don Quixote. Un’espressione di origine spagnola, diventata nel corso dei secoli di uso comune nel Regno Unito. Don Quixote fu forse il primo a utilizzare quest’espressione, in risposta alla critiche sempre più insistenti del suo servitore Sancho Panza: “Sei come il bollitore che dice alla padella che è nera”. Un modo fantasioso per contrastare le accuse da parte qualcuno che ci attribuisce dei difetti che possiede egli stesso.

kettle pot black

L’origine spagnola sembra essere accreditata dall’esistenza di un idioma simile anche in italiano – principalmente in ligure e in piemontese – dove però non ha nulla a che fare con la cucina: qui da noi, è il corvo ad accusare il merlo di essere nero.

Not my cup of tea

Se qualcosa non è my cup of tea, allora non mi interessa o non mi piace per niente. Potrei quindi tranquillamente dire che soccer is not my cup of tea, visto che nel calcio non distinguo il Manchester City dal Manchester United, mentre invece viaggiare è la mia tazza di tè. Nel British English sembra essere stata proprio la seconda versione, quella positiva, a diffondersi a partire dalla fine del 1800: gli inglesi iniziarono a utilizzare l’espressione my cup of tea per indicare qualcosa che incontrava il loro gusto.

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E c’è di cosa meglio del tè per un suddito della regina per esprimere il suo gradimento e di conseguenza la sua antipatia verso qualcosa?

Bring home the bacon

In questo caso, anche l’equivalente italiano ha a che fare con il cibo, ma mentre noi portiamo a casa la pagnotta, gli inglesi si guadagnano il bacon. Il motivo che ha fatto sì che uno degli ingredienti principali della full English breakfast venisse associato ai soldi risale, secondo alcuni, al 1100. In un remoto villaggio dell’Essex, la chiesa locale istituì un premio: ogni anno veniva regalato un taglio di maiale all’uomo che poteva dimostrare di non aver litigato con la moglie per dodici mesi consecutivi. Il vincitore che riusciva quindi nell’impresa di bringing home the bacon, ossia di portarsi a casa il bacon, veniva considerato un modello da seguire.

Bring home the bacon.jpg

Per estensione, la frase idiomatica è poi diventata di uso comune per indicare anche le persone che hanno avuto successo nel lavoro.

Don’t put all of your eggs in one basket…

… altrimenti fai una bella frittata! Anche in questo caso la lingua inglese ci consiglia di non mettere tutte le uova nello stesso paniere, mentre l’italiano per esprimere lo stesso concetto fa ricorso al gioco e ci invita a non puntare tutto su una carta sola. In entrambi i casi, il significato è chiaro: meglio evitare di avere solo un piano, perché così si rischia di perdere tutto.

do_not_put_all_your_eggs_in_one_basket.jpg

Quale sarebbe l’origine dell’espressione? Per la seconda volta mi sono imbattuta in una teoria che vedrebbe in Cervantes il responsabile: nel Don Quixote, sarebbe Sancho a consigliare al suo padrone di non correre un grosso rischio mettendo tutte le uova nello stesso paniere.

You have bigger fish to fry 

Tra tutte le espressioni, questa è quella che trovo più divertente. Quando la sento, non posso fare a meno di immaginare una persona alle prese con la friggitura di un pesce gigantesco, più grande della padella. Come tante frasi idiomatiche inglesi, rende bene l’idea perché è molto colorita e di impatto: quale modo migliore per dire che si hanno cose ben più gravi o più pressanti di cui occuparsi? O per consigliare di pensare ai problemi seri invece che alle banalità?

giphy5

Le origini sono incerte e si perdono nella notte dei tempi dell’Old English, ma la frase idiomatica sembra aver avuto un riscontro molto pratico fin dall’inizio, e soprattutto molto “casalingo”: quando si deve cucinare per delle persone affamate, è meglio friggere un merluzzo intero che tante sardine. Si guadagna tempo e c’è di più da mangiare. Ancora una volta gli inglesi danno importanza al common sense, insegnando una lezione: lascia perdere i pesci piccoli quando ne hai uno più grande di cui occuparti.

Conosci delle espressioni idiomatiche curiose? Scrivilo in un commento o meglio, per rimanere in tema: spill the beans!

 

44 pensieri riguardo “Londra, arrivo! Un viaggio nella lingua inglese

  1. Adoro questo post! Mi piace scoprire l’origine delle espressioni tipiche di una lingua, che affondano nelle tradizioni del Paese in questione. A volte, trascinata dall’entusiasmo, le uso parlando con gli studenti stranieri… e quando mi guardano straniti, capisco che sono americani. Allora provo a infarcire il discorso con “It was a piece of cake”, che per loro sta a significare che una cosa è stata facile, o “He’s as cool as a cucumber”, per dire che è impassibile, o “as flat as a pancake”, completamente piatto. Non so da dove vengano queste espressioni ma le trovo golose 🙂

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  2. Appena ho letto Londra, mi sono fiondata! Ho una tale voglia si tornare nella bella capitale inglese, che a volte pare persino viva. Poi in questo periodo deve essere bellissima 😍!
    Ti ringrazio per aver deciso di raccontare la tua prossima partenza con questo post, mi è piaciuto un sacco. Ma tanto! Mi incuriosisce tutto ciò che ha a che fare con il British Style, compresi i modi di dire. Mi sono molto divertita a scoprire da dove provengono, riscontrando tante analogie anche con la mia Romagna. Anche se noi siamo meno eleganti nei modi, rispetto ai sudditi di Ely The Second…
    Ad esempio il classico “E calder dis’dla padela” (il calderone critica la padella per la sua larghezza), mi ha ricordato tanto il bollitore che dice alla padella di essere nera. Bè, alla fine è sempre la povera padella a rimetterci però 😂!
    Invece non conoscevo il detto sulla tazza di tè. Lo amo! Da oggi lo userò quotidianamente!
    Un abbraccio e buon viaggio!
    Claudia B.

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  3. Bellissimo questo articolo Silvia, adoro le espressioni idiomatiche, mi piace impararle per sembrare più “local” 😅
    Io di solito uso “it’s a piece of cake”, per indicare che una cosa è molto facile. Non conoscevo invece quella del bacon, che mi ha decisamente fatto sorridere! Effettivamente paese che vai, usanza che trovi.
    Buon viaggio nella splendida Londra, che è sempre la mia tazza di the preferita in Europa! 😊

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  4. Avevo già sentito solo quella della cup of tea, le altre non le conoscevo e sono divertentissime! Però ne conosco altre due, sempre inglesi, che hanno a che fare col cibo: una è “a piece of cake” e l’altra è “easy peasy lemon squeezy” (oppure solo “easy peasy”) entrambe per dire che una cosa sarà molto facile da fare 🙂

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    1. Chissà perché poi in inglese hanno un altro suono, molto più divertente ed immediato: cosa c’è di più facile e piacevole di una fetta di torta?
      Quella che trovo più bella in assoluto non l’ho inserita perché non ha a che fare con il cibo: to kill two birds with one stone, l’equivalente del nostro prendere due piccioni con una fava ma molto più cruento!
      Grazie Anna ❤️

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  5. Scusa Silvia, ma non riesco a smettere di ridere dopo aver visto quel pesce gigante dimenarsi tra le braccia del pescatore…ahahaha
    Nella mia immensa ignoranza dell’inglese, le uniche espressioni che ho imparato nel tempo sono quelle utilizzate nei momenti di…diciamo…disappunto…per il resto non avevo mai letto nulla di simile prima! Molto divertente l’espressione “portare a casa il bacon”, e devo dire assolutamente geniale l’idea della parrocchia dell’Essex per riportare la calma nel villaggio! 😉

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  6. Accidenti, con questo post si vola molto alto e con un registro linguistico davvero curioso.
    Mi è piaciuto talmente tanto che ora inizierò a dire not in my cup of tea per qualsiasi cosa
    Io qualche espressione curiosa in inglese la conosco, il problema è che spesso non riesco a fare conversazioni elementari!!

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  7. Sfiziosissimo questo articolo Silvia! Mi ha fatto morire la versione inglese del nostro “Il bue dice cornuto all’asino”! Decisamente esplicativo per un inglese considerare qualcuno o qualcosa una “tazza di te”. Non sono inglese ma considero lo stesso Angela la mia bella tazzona di te, posso? 😛
    Invece non avevo mai sentito il luogo comune sul bacon…così non ho mai sentito dire a nessuno di non aver litigato per 12 mesi consecutivi con la propria moglie hahahah 😉 Ma il tizio nella gif è Siffredi o è la mia mente bacata che vede la sua somiglianza 😀 e anche oggi ho toccato il momento-pensiero top!
    Buon viaggio Silvia salutami Londra, la tua Cup of Tea! :**

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    1. Il bue che dice cornuto all’asino mi piace da matti! Dalle mie parti in dialetto qualcosa del tipo “il maiale dice alla scrofa che puzza” 😂
      Angela è decisamente un’ottima cup of tea, non ci sono dubbi!
      Oddio, Siffredi, dici? L’ho trovato su un sito canadese ma tutto è possibile. Magari quando era più giovane e più grasso 🤣
      Grazie, un bacione 😘

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  8. Io per queste cose impazzisco letteralmente, in realtà di quelle che imparo poi non me ne ricordo nemmeno mezza, la mia memoria ed i miei piaceri evidentemente non vanno nella stessa direzione. Io non ne conoscevo nemmeno una di queste espressioni, però ti prometto che me le studio così la prossima volta che torno a Londra gliene sbatto un paio in faccia, così tanto per sentirmi un po’ cittadina del mondo

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  9. Vado pazza per queste espressioni e trovo il tuo articolo piacevole e geniale! Tra le altre “until the cows go home” per dire che una cosa potrebbe succedere tra molto tempo, anche mai…Ho sempre trovato curiose espressioni tipo “monkey business” per parlare di qualcosa di confuso e “underdog”per dire se uno è sfavorito…Vale mi suggerisce “once in a blue moon” per dire “una volta ogni morte di Papa”, cioè una cosa che succede molto di rado 🙂

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  10. Non mi aspettavo questo post. Ho letto Londra e ho subito cliccato…
    Non ho mai sentito nessuna di queste frasi! Ma quella sulla tazza di tè mi piace un sacco, immaginandomela pronunciata in un inglese perfetto!
    Mi viene in mente un video dove il famoso mister Trapattoni diceva in conferenza stampa “No say the cat is in the sac when you have not the cat in the sac” 😀 😀

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  11. Le espressioni sono una più divertente dell’altra. Ci aggiungo che la prima in versione napoletana verrebbe : il bue dice cornuto all’asino. ahahah siamo molto colorati qui al sud! 😉 Però quella che mi ha fatto impazzire di più riguarda il pesce da friggere. Ma dove l’hai “pescata” la GIF? Sto ancora rotolandomi dalle risate giuro, non potrebbe essere più azzeccata! Io comunque adoro scovare questi modi di dire. Si dice sempre che gli inglesi abbiano un umorismo tutto loro però chiamali stupidi, invece della pagnotta a casa portano il bacon. Niente male! Devo prendere esempio da te e andare alla ricerca di queste frasi prima di partire così da poter capire al meglio le espressioni che usano e soprattutto così dal ridere a crepapelle ogni qualvolta che qualcuno mi dirà che ho un pesce troppo grande da friggere ahahha. Bellissima idea la tua! 😉

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    1. La GIF del pesce gigante l’ho trovata su un sito canadese dopo aver quasi perso le speranze perché nessuna immagine mi sembrava adatta 😉
      Gli inglesi sono veramente fantastici da questo punto di vista perché i loro modi di dire di solito sono molto più diretti ed efficaci dei nostri. E spesso molto più divertenti!
      Grazie mille, buona serata 😘

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  12. Adoro gli idioms e ne faccio intere lezioni facendo morire dalle risate i miei studenti che si divertono a capirne i corrispettivi in italiano. Quello che mi piace di più è un idiom che ho imparato tantissimi anni fa parlando di una persona, come dire, parsimoniosa: “Look after the pennies and the pounds will look after themselves”.

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    1. Non la ricordavo più questa! Mi sa che dovrei andare a recuperare gli appunti dell’università e farmi due risate.
      La mia prof di inglese del liceo diceva sempre a due miei compagni che facevano casino in classe, ridevano di cose stupide che facevano ridere solo loro ecc ecc che “birds of a feather flock together”: mi piace ancora un sacco!

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  13. Stupende queste frasi 🙂 io amo le lingue e il gioco che con esse si può fare.
    anch’io non ho studiato linguistica ma negli anni son stata felice di averne studiate diverse, molte delle quali come autodidatta come il Portoghese. 😉
    Come te quando viaggio mi piace imparare qualche frase, non ti dico per il Marocco. Ovviamente, le ho scritte come si pronunciavano hahahahah
    “Shukran” (grazie) per questa bella descrizione sulle frasi idiomatiche inglesi. Buona giornata!

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  14. Ahah fantastico questo post, adoro le curiosità linguistiche! Da noi invece si dice “Il bue dice cornuto all’asino” 🙂 anche a me fa sempre ridere quella sui pesci. Altre espressioni idiomatiche inglesi che mi vengono in mente sono “It’s not rocket science” per dire che non è niente di complesso, “it’s raining cats and dogs” per dire che piove a catinelle, “the elephant in the room” per dire un problema bello grave che tutti evitano e poi la divertentissima “go on a wild goose chase” ovvero “stai facendo qualcosa di inutile” 😀

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    1. In effetti credo che quella del bue e dell’asino si dica anche dalle mie parti: dovrei chiedere a mia nonna perché lei ne conosce veramente tante.
      It’s not rocket science è bellissimo, sarebbe bello usarlo tale e quale in italiano ma non so se si capisce traducendo letteralmente 😉 Anche gli altri sono bellissimi, sempre più divertenti dell’italiano!

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