Meglio soli che male accompagnati: i peggiori compagni di viaggio

Qualche settimana fa ho letto alcuni articoli sui viaggiatori solitari che mi hanno fatto ricordare il periodo durante il quale viaggiavo spesso da sola. Per vari motivi, anche Sandra di Passaporto e Colori e Stefania del blog L’Ago nel Pagliaio esplorano il mondo in solitaria: grazie ai racconti delle loro esperienze mi sono tornate in mente tutte quelle volte che, in viaggio con altre persone, ho pensato che fosse meglio viaggiare da soli che male accompagnati.

Ma a chi non è mai capitato di trovarsi insieme a qualcuno che avremmo preferito lasciare a casa? Chi non ha un elenco dei peggiori compagni di viaggio? Anche se la migliore rimarrà sempre quella di Anna di Profumo di Follia, provo anche io a mettere insieme la lista di quelli che per me sono stati i peggiori compagni di viaggio…

Compagni di viaggio da incubo: il mio ex capo

La posizione numero uno spetta di diritto a lui, l’uomo più burbero del Nord Italia: il mio ex boss. Inutile dilungarsi in parole o descrizioni inutili, tanto c’è una rubrica interamente dedicata alla versione maschile di Miranda Priestley e alle sue richieste irrealizzabili.

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Compagni di viaggio da incubo: doppia coppia di conoscenti

In questo caso la colpa è del Prigioniero, il mio compagno di viaggi. Che, a ben vedere, meriterebbe di stare in questa lista, se non altro perché spesso in giro con lui si ha l’impressione di essere con Bernie di In Vacanza Col Morto: non sto esagerando e lo dimostro con questo collage che ritrae il suo entusiasmo appena arriva in albergo (o sviene, o controlla il cellulare).

Collage Bernie.jpg

Ma sto divagando. Dunque, la doppia coppia: due sorelle e i rispettivi fidanzanti, (ex) colleghi di lavoro del Prigioniero. Per non farci mancare nulla, le sorelle decidono di noleggiare una Multipla in modo da fare il viaggio tutti insieme. Al casello di Asti Est volevo già buttarmi dall’auto in corsa, ma sono stata costretta a sorbirmi tre giorni con questi personaggi degni di Scemo & Più Scemo. Non hanno smesso un attimo di fare scherzi tra di loro e agli sconosciuti. Immaginatevi due cretini (i due uomini della coppia) che in strada a Siena urlano “Buh!” a un povero passante. Ancora oggi rinfaccio al Prigioniero quel weekend.

Compagni di viaggio da incubo: i risparmiatori seriali

Non voglio sembrare arrogante, ma se non si è disposti a investire qualche spicciolo quando si è in viaggio, allora tanto vale rimanere a casa. Questa volta si tratta di una vacanza di Pasqua a Londra, insieme ad alcuni amici.
Al momento della prenotazione dell’albergo, selezionai strutture a prezzi diversi, e i futuri compagni di viaggio decisero per la più economica. Una volta bloccata la nostra stanza, invitai gli altri a fare lo stesso per non rischiare di non trovare disponibilità. A quel punto mi comunicarono di aver scelto un altro albergo perché “costava meno”. Peccato che fosse a 40 minuti di metropolitana dal nostro. Potreste pensare: ecchissenefrega, ma in realtà queste persone non avevano idea di come muoversi a Londra, per cui dovevamo incontrarli ogni mattina in un punto prestabilito e ogni sera per la cena, con lunghi ritardi da parte loro e snervanti attese da parte nostra.

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Ma non è finita: i risparmiatori seriali per giorni hanno cercato di convincermi a fare colazione, pranzo e cena nei vari outlet delle catene di fast food, dove secondo loro si mangiano “cose buonissime con pochi spiccioli”. Magari è un problema mio, ma quando viaggio non riesco proprio a rinunciare a provare la cucina del posto – l’allegro clown non mi avrà mai!

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La cosa più imbarazzante è stato vederli superare i tornelli della metropolitana senza strisciare l’abbonamento. Avete presente le stazioni in cui i varchi sono aperti? Gli inglesi forse in buona fede pensano che chiunque si fermerebbe per farsi addebitare la corsa, ma evidentemente non hanno tenuto conto della presenza dei miei compagni di viaggio, fieri di aver risparmiato una sterlina. Non oso immaginare la figura tremenda nel caso in cui un controllore in borghese se ne fosse accorto…

Compagni di viaggio da incubo: la cattocomunista

Ognuno di noi ne ha avuta una in classe al liceo: la compagna che fa la spesa solo al negozio solidale, indossa pantaloni ampi a fantasie afro e sandali tutto l’anno, in casa non ha la TV, non va dal parrucchiere ma a va a messa ogni mattina alle sei. Vuole almeno sei figli e un lavoro socialmente utile, però appena le giri le spalle diventa più velenosa della cicuta.
Uno di questi esemplari ha partecipato con me a un viaggio di lavoro che ci ha costrette a condividere mezzi di trasporto, pasti e camere. Non so chi delle due lo abbia odiato di più, so solo che dalla partenza fino all’arrivo in Sicilia ha parlato solo lei: del suo matrimonio con l’amico d’infanzia, delle bomboniere solidali e del viaggio di nozze in una missione da qualche parte in Africa. Il tutto infarcito di critiche e frecciatine indirizzate a colleghi e amici. Il peggio che possa capitare: la matrigna di Biancaneve travestita da attivista ciellina.

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Un paio di giorni con lei e già non ne posso più delle sue prediche sull’importanza dell’educazione cattolica in un mondo dove la famiglia tradizionale ha sempre meno peso. La seconda sera, siamo ognuna nel suo letto: lei non la finisce di parlare mentre io voglio solo chiudere gli occhi. Mi sporgo per spegnere la luce, sperando che il mio gesto venga interpretato come segno divino che è ora di dormire. Ma colpisco la bottiglia dell’acqua sul comodino che cade a terra e rotola sotto il letto. Per l’esasperazione mi scappa una bestemmia, una di quelle che farebbe arrossire anche un muratore veneto: una sfilza di parole che include divinità, animali e qualche professione disonesta.

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La cattocomunista mi invita a non nominare il nome di Dio invano.
“Ma vaffanculo va!” le rispondo dal mio lettino.
Non ci siamo più parlare per il resto della trasferta, se non per comunicazioni strettamente legate al lavoro.

Compagni di viaggio da incubo: la responsabile d’ufficio 

E alla fine c’è lei: la responsabile d’ufficio la cui unica soddisfazione è quella di infierire sui sottoposti. Per un certo periodo, prima di avere il “privilegio” di fare riferimento direttamente al boss, io e un gruppo di altri sventurati eravamo alle dipendenze di questa creatura ribattezzata con vari nomignoli. Il più diffuso era Sbirulino, per via dei suoi ampi pantaloni da clown. Quando finalmente lasciava l’ufficio, partiva un messaggio in codice su intranet: Sbirulino has left the building.

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Una trasferta insieme a lei era più temuta di un viaggio con il grande capo perché, se è vero che andare da qualche parte con il boss poteva finire in tragedia, comunque non lo faceva di proposito. Sbirulino invece era perfida: se sapeva che non ti piaceva fare una cosa, ti costringeva a farla. Qualche esempio? Sapendo quanto io detesti guidare, mi costrinse a portarla a Nizza con una Mercedes Station Wagon dell’anteguerra senza navigatore, rifiutandosi di darmi una mano a leggere le indicazioni stradali. Alla partenza per il primo viaggio in solitaria in cui avrei dovuto intervistare produttori di formaggio e allevatori, mi disse che non sarei mai stata all’altezza del compito. Ancora, fu lei a obbligare l’intero ufficio a partecipare alla festa dei suoi quarant’anni perché non aveva amici da invitare. E fu lei a stabilire che le nostre pause caffè erano troppo frequenti, inviando a tutta l’azienda una comunicazione intitolata Il balcone di Silvia e Simona fa vomitare: avevamo l’abitudine di spegnere le cicche in una tazza piena d’acqua, lo ammetto, ma non meritavamo di essere crocifisse per quello.

Viaggiare con lei significava telefonare (io) all’aeroporto di Bergamo per chiedere di ritardare il volo visto che eravamo imbottigliate nel traffico, partire (sempre io) con un trolley in più per portare materiale promozionale e dovermelo trascinare su per rampe di scale, dormire in due in un letto a una piazza e mezza per risparmiare qualche euro, salvo poi volare fino a Barcellona solo per partecipare a una cena.

La nostra piccola vendetta ce la prendemmo quando lesse i messaggi di intranet tra colleghi in cui condividevamo le sue cattiverie e la prendevamo in giro. Non diventò più buona, ma poco alla volta fummo tutti trasferiti in altri uffici…

Vi è capitato di viaggiare insieme a chi non si è rivelato un compagno di viaggio perfetto? Raccontatelo in un commento o in un articolo!

Cover photo by Suhyeon Choi on Unsplash

90 pensieri riguardo “Meglio soli che male accompagnati: i peggiori compagni di viaggio

  1. Silvia io concordo su alcuni aspetti che descrivi…specie il viaggio cn le coppie..se sn diverse da te x abitudini e gusti meglio lasciar stare.ci sn passata…
    Pero ammetto che in viaggio sn una risparmiatrice seriale(pure il mio compagno!)…caccia all hotel o ristorante piu economico…qdi tu mi odieresti!!!!!
    Esilarante post!brava

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  2. Oddio che bestiario (escludendo l’innocuo Prigioniero ovviamente)! Direi che il boss a questo punto era un agnellino al confronto di Sbirulino! Sai forse è per quello che non leghi con i McPanini, il clown ti ricorda troppo lei! hahahah psicologia da edicola 😛 La Cattocomunista era da soffocare col cuscino guarda, per fortuna non ho mai fatto amicizia con il genere mentre invece i risparmiatori seriali purtroppo “vivono intorno a me”: papà Orso detto braccino corto è uno di quelli 😀 😀 😀 E quando c’è qualche trasferta nell’aria che comprenda tutto il pacchetto famiglia parte anche a me quel famoso rebus! 😛
    Mi hai fatto fare due risate postprandiali Silvia! Grazie! ❤

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    1. Assolutamente, il boss in confronto a Sbirulino era un agnellino! Lei era proprio perfida, anzi sicuramente lo è ancora, visto che con l’età si può solo peggiorare.
      Ah ah il pensiero di papà Orso detto braccino corto mi fa morire 😂 Chissà perché ma lo immagino come un personaggio di GOT… con le braccia corte!
      Grazie come sempre e buona giornata 😍

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    1. Sicuramente ci sono ristoranti che fanno una cucina British. Non c’è solo il fish & chips ma così su due piedi mi vengono in mente piatti come la potted hare, o lo Yorkshire pudding, per esempio. Ma anche il fish & chips è un piatto simbolo dell’Inghilterra e ci sono tantissimi locali dove mangiarne un’ottima versione, che non è da mettere vicino a quella del McD 😉

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  3. Non so se mi ha fatto più ridere l’immagine di te che bestemmi davanti alla cattocomunista o i messaggi a tema Sbirulino. No, in realtà quello che mi ha fatto ridere più di tutti è il collage del Prigioniero. Grazie, a fine serata mi serviva davvero 🙂 ❤ fantastica!

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  4. Io sono un’asociale di me…ehm una ragazza riservata di mio, figurati quando viaggio! Fortunatamente non devo viaggiare per lavoro, e il partner per i viaggi di piacere è scelto oculatamente!

    Comunque la cattocomunista mi ha fatto ridere un sacco!

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    1. Infatti tra le cose che non mi mancano del mio vecchio lavoro c’è senza dubbio quella di non essere “costretta” a viaggiare con persone che non ho scelto: condividere aereo, macchina, pasti e stanza a volte è stato davvero pesante.
      Mi fa piacere averti fatto ridere 😃

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  5. Ummamma sto ridendo come un matto da due ore… Il bestemmione con la cattocomunista è da film dei fratelli Vanzina!
    Grande Silvia!
    Per quello che mi riguarda, per fortuna non devo fare viaggi (lunghi) con colleghi di lavoro. Il massimo che mi capita è andare a Bologna in treno, ma poiché ognuno si organizza per conto proprio, io lascio fare prima agli altri. Dopo che hanno prenotato, con falsa e calcolata indifferenza mi informo su quale carrozza siano e poi ne prenoto una all’altro capo del treno.

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  6. Avevo bisogno di te oggi Silvia! Ho riso dall’inizio alla fine (non è vero, sulla capoufficio ho pianto, perché pensavo che “Lui” fosse il male assoluto: ma questa era peggio della strega del romanzo di Biancaneve).
    Ammetto che per non avere problemi, evito come la peste compagni di viaggio, limitando a me e Daniele il “gruppo partenza”. Ma nel corso degli anni mi è successo di avere qualche persona accanto, soprattutto nei viaggi organizzati. I peggiori? Quelli che continuano a prendere parte a questo tipo di viaggio, ma non sanno stare in compagnia. I ritardatari. Quelli che si ostinano a romperti le palle parlando, quando tu vuoi solo guardare fuori dal finestrino o visitare in pace e scattare foto.
    Poi c’è lui… Daniele. Il mio perfetto secondo. Guarda, onestamente non potrei davvero lamentarmi ma, ti giuro, quando ho visto le foto del Prigioniero, ho capito che se facessimo un collage con la faccia di Daniele, avremmo praticamente le stesse posizioni! Uguale!!!
    Però voglio assolverlo visto che durante il giorno lo metto tanto sotto torchio!
    Un abbraccio,
    Claudia B.

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    1. Vedi che alla fine “LUI” non è il Male, certo non è il massimo ma quando uno non lo fa di proposito non te le puoi prendere più di tanto. Sbirulino invece era proprio cattiva. Sto pensando di dedicare una sottosezione di #InViaggioColCapo proprio a lei…
      I “gruppi partenza” vanno evitati a tutti i costi: ti capisco perché sono arrivata al punto in cui mi trovo bene solo con il Prigioniero o con mio fratello.
      Ma sì tutto sommato vanno perdonati perché è proprio come dici tu: durante il giorno li mettiamo decisamente sotto torchio in vacanza!
      Grazie Claudia 😍

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  7. Sto ridendo da sola come una matta!! Penso che con la coppia scemo & più scemo sarei sbroccata, idem con gli spilorci. Io per evitare tragedie di questo tipo, che poi inevitabilmente rovinano il viaggio, ho come compagno solo mio marito, che è sempre sulla mia lunghezza d’onda. Al massimo arrivo a fare un weekend con mia sorella e mio cognato, ma ho abolito le coppie di amici, per evitare di toglierci il saluto a fine viaggio, ahahhahaha!

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    1. L’ho appena scritto in un altro commento poco fa: alla fine mi trovo bene in viaggio con il mio compagno o con mio fratello (ma in quest’ultimo caso ci “sopportiamo” da sempre quindi è più facile 😉
      Con le coppie di amici c’è davvero il rischio di rovinare un’amicizia, soprattutto nel caso di quelli in cui ti contano fino all’ultimo centesimo!

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  8. Sono dell’idea che quando trovo il compagno di viaggio ideale non devi lasciarlo andare via perché è veramente difficile!
    Di risparmiatori seriali ne ho quanti ne vuoi, e dopo il primo errore mi guardo bene dal non partirci più ahahahah ancora ricordo la muffa sull’angolo della mia camera a Londra (dici che sarà la città ad essere cosi?) XD

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  9. Non è facile la convivenza in viaggio sopratutto perché tutti sono fuori la propria area di conforto. Anche a me in passato è capitato un viaggio che avrei preferito fare alla fine da sola. Per fortuna adesso ho trovato la compagnia perfetta per viaggiare (e non solo). 😉
    Buona giornata!!!

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  10. Intanto grazie per avermi nominata, pensa che sono passata di qui per caso e mi trovo questo succoso post! Ne avrei da raccontare a mia volta, ma per ora non posso, ma prima o poi farò una collazione di viaggiatori da incubo pure io…. Facendo la tour leader ho già qualche bello spunto, uno su tutti: colui che parte per cercare se stesso!! Ecco fallo da solo che è meglio!

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  11. Silvia, mi hai fatta morire dalle risate! Fantastico il vaffanculo finale alla cattocomunista! Comunque poverina, ne hai vissute di ogni sorta! Io mi ritengo abbastanza fortunata perché non sono mai stata obbligata a viaggiare con persone con cui ho poca confidenza e perché evito come la peste le altre coppie o gente che non mi ispira…quando si tratta di viaggiare divento una misantropa e una maniaca del controllo, ci sono delle mie care amiche con cui non vorrei mai andare in vacanza perché so che abbiamo modi completamente diversi di vedere le cose (del tipo che loro vanno allo sbaraglio senza avere una minima traccia di programma…non esiste proprio XD)
    Io per fortuna mi trovo bene a viaggiare con il mio compagno (che ormai si è abituato bene perché si trova tutto organizzato dalla sottoscritta) o da sola, non mi vengono in mente episodi particolari. Comunque una gran bella rassegna 😀

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    1. Ti capisco perché anche io ho una lista di persone con cui mi trovo benissimo a uscire, a organizzare cene e gite di un giorno… ma in vacanza no, nemmeno morta! E poi per troppi anni sono stata costretta a viaggiare con colleghi di lavoro che non potevo scegliere, per cui ora basta 🙂

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  12. Io per fortuna non ho questo problema, almeno adesso. Ho sempre viaggiato da solo, eccetto qualche volta che sono andato con cari amici. Quindi nessun problema per fortuna.
    Bisogna scegliere bene la persona con cui si viaggia, sennò la vacanza viene condizionata!
    Spero tu non abbia telefonato realmente per chiedere di spostare il volo… che figura!!! 😀

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  13. Ahahah Silvia mi hai fatto morire. il “bu” ai passanti è terrificante, ma quanti anni avevano? 10? Assurdo. La cattocomunista terribile e ipocrita fino al midollo, ma ancora peggio Sbirulino. Ho avuto anch’io dei colleghi come lei e capisco perfettamente. Per questo ora che lavoro da casa non rimpiango l’ufficio, ma forse sono capitata io in posti sfigati 😀

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  14. Io sono dell’idea che bisogni viaggiare solo con chi siamo in sintonia. Alcune delle categorie che hai citato non le sopporto proprio. Tempo fa avevo scritto un post simile e ci avevo messo dentro i lamentosi, quelli che qualunque cosa non va bene e che si sta sempre meglio in Italia. Allora mi chiedo, ma che viaggiate a fare! Quindi sono super d’accordo con te, meglio soli che male accompagnati!

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  15. Io ho fatto un paio di weekend con altre coppie, ma PER ME E’ NO!! Stiamo talmente bene io e mio marito (decidiamo insieme cosa visitare, dove mangiare… senza litigare e cercando di venire incontro a entrambi) che proprio non posso farcela a condividere una vacanza più lunga con qualcun’altro. Odio i ritardatari… quelli che vogliono risparmiare a tutti i costi… e quelli che non vogliono visitare nulla, ma guardare solo le vetrine!! Mi divertono un sacco i post come questi… sei stata troppo simpatica!

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    1. Grazie per le tue belle parole! Sul momento questo episodi mi hanno fatto arrabbiare, ma poi con il tempo uno ci ride sopra 😂
      Sono convinta anche io che si dovrebbe viaggiare solo con chi si conosce. Mamma mia anche quelli che guardano solo le vetrine sarebbero da prendere a schiaffi!

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  16. Io ormai viaggio spesso da sola se posso, da quando l’ho fatto per la prima volta. OMG! Io sono una di quelle nella tua lista che tende a riparmiare scegliendo ostelli e mangiando street food o al supermercato. Nelle catene ci entro solo per sedermi un attimo fingendo di essere lì da parecchio, sfrutto il wifi, il bagno e poi esco XD Non mi sognerei mai di non pagare i mezzi o robe del genere; quello no.
    Potrei fare una lista anche io ma credo che la più brutta esperienza l’ho avuta con un’amica (non ci ho più viaggiato infatti) che tende ad organizzare ogni minuto del viaggio. Ricordo che stavo facendo riposare i piedi massacrati, seduta ad una panchina, e dopo 5 minuti in cui non ha fatto altro che controllare quale fosse la prossima tappa, mi fa “possiamo andare ora? Altrimenti non rispettiamo la tabella di marcia”.
    Ok addio XD
    Nella tua lista non so cos’è stato peggio, se Sbirulino, la cattocomunista o la coppia…. Va a finire che il capo era il migliore di tutti! ahahha

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    1. No ma io capisco il risparmio e capisco “sfruttare” Starbucks per il wifi e la pipì in cambio di un espresso, ma il non pagare i mezzi mi fa venire la pelle d’oca.
      In effetti anche quelli con la tabella di marcia tipo esercito non fanno per me, sia perché a una certa età ho bisogno di riposarmi, sia perché non sopporterei il fatto di non potermi fermare in un posto che “non era previsto” ma che mi piace un sacco.
      Vero, probabilmente il capo non era il peggiore alla fine 😉

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  17. Sul nominare il nome di Dio invano, ti ho immaginare scattare fuori dal tuo letto, piombare sul suo e tentare lo strangolamento! il fanculo è stata una gentilezza immeritata. Oh maremma, ma te hai più sangue freddo nelle vene di Tom Cruise in Top Gun… guidare con il pulmino anteguerra, telefonare dietro lieve sollecitazione… nono da sbroccare di brutto.

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  18. No scusa Silvia, ma sulla bestemmia mi sono immaginata la scena e sono morta dal ridere!!! Certo che te ne sono capitate di compagnie spiacevoli…Povera…In confronto le mie sono esperienze da pivella…
    Mi è capitata la collega zavorra, quella che “prenota tu, ordina tu, portami tu, scegli tu” che mi ha rovinato un weekend a Madrid (tornata a casa ero più stressata di quando ero partita), ma anche la coppia in crisi, quelli che tra una visita e un’altra ti parlano dei problemi del loro rapport divisi rigorosamente per sesso (lei con me e il suo lui con Vale)..Serate di depressione e malumore quando tu volevi solo farti una birra in santa pace…Mi sono capitati anche i tirchi però, quelli che derubano la tavola della colazione per farsi i panini per il pranzo, per esempio…Grazie ma no grazie! 😉

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    1. Per fortuna la coppia in crisi non mi è capitata, ma posso immaginare! E poi la divisione “maschi e femmine”, quella è proprio il massimo…
      Quelli che saccheggiano il buffet nemmeno li ho mai avuti in viaggio insieme, ma è una tipologia molto diffusa che ho visto in giro in diversi alberghi: ma come si fa? Io morirei di vergogna 😱

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  19. Oddio che esperienzaccia! Mi ha fatto un po’ ridere .. soprattutto quando hai scritto che facenvano scherzi ai passanti . Ma essere incompetenti nel muoversi a Londra e scegliere un hotel diverso è allora anche da irresponsabili. Se non sai muoverti occorre stare vicino a chi si intende .. non allontanarsi . Mamma mia che scempio . E le lungaggini ??? Quelle a me fanno proprio venire le lacrime agli occhi .. anzi una volta mi sa proprio che sono corsa in bagno a piangere : fanno sprecare del tempo prezioso ! Non sempre si è in vacanza e rendersi conto di sprecare tempo prezioso e non poter vedere delle cose che probabilmente non avrai più occasione di rivedere mi da un fastidio inimmaginabile! Meglio sola , davvero meglio sola !

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    1. Ecco, hai detto bene: a volte viene da piangere. Con i risparmiatori seriali a Londra spesso mi sono sentita le lacrime agli occhi dal nervoso, come quando hanno voluto a tutti i costi andare da Harrod’s esplorando un piano contro l’altro. Non ho niente contro Harrod’s ma se sto tre giorni a Londra mi dispiace da matti perdere tre ore in un grande magazzino. Da ammazzarli 😉
      Decisamente meglio da sola!

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  20. Solitamente anch’io prediligo i viaggi in solitaria o al massimo con una o due persone di cui sono più che sicura di avere un ottimo feeling ad esempio con mio marito, mia madre e mia sorella. Quest’anno per la prima volta in vita mia ho deciso di sperimentare il viaggio di gruppo con delle persone che come me condividono la passione per i viaggi e per il trekking. Anche se in linea generale mi sono trovata bene questa esperienza mi ha fatto capire ancor di più che io sono fatta per i viaggi in solitaria perché ho i miei tempi, mi piace soffermarmi nelle cose, non amo le corse e del viaggio mi piace proprio gustarmi l’esperienza delle piccole cose. Ad ogni modo ogni esperienza è utile e ci insegna qualcosa quindi va bene anche aver fatto questa ma credo proprio che i viaggi di gruppo non siano per me 😂😅

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    1. Bene, allora mi hai convinta a lasciar perdere 😉 Ogni tanto mi lascio tentare da alcune offerte di un’agenzia di viaggi davanti alla quale passo ogni mattina per andare in ufficio: a volte le proposte sono davvero interessanti e i prezzi super competitivi. Tante volte sono stata sul punto di entrare e chiedere informazioni… ma poi temo sempre di non sopportare il viaggio in bus con quaranta persone che non conosco e con le quali dovrò condividere pasti e passeggiate per cinque giorni. Mi sa proprio che non proverò 😅

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  21. Una carrellata di compagni di viaggio da incubo (prigioniero escluso, poverino), mi hai fatta morire dalle risate! 🙂 Non saprei proprio dirti chi sia il peggiore, forse voterei l’odiosa capufficio…una vera strega! Direi che hai perfettamente sintetizzato i motivi per cui io e Enri viaggiamo sempre in due 😂

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  22. No, vabbè…sto morendo dalle risate!
    Il collage di esordio di Bernie è meraviglioso…voglio solo sperare che durante la giornata migliori! 😀
    Io, in generale, non amo viaggiare con nessuno; a volte (ma piccolissime volte), sento la nostalgia di qualche compagno di viaggio, poiché alcune località ben si presterebbero a una coppia in più, ma ben presto mi rallegro di essere sola con Aramis.
    Comunque, come te, odio chi vuole risparmiare per forza durante i viaggi: se non hai i soldi, resta a casa! Durante un viaggio in Austria, la mia ex cognata è rimasta tutta la giornata senza bere pur di non acquistare una bottiglietta d’acqua!
    Ma, ugualmente, odio chi spende e spande fino al rientro: non è che – solo perché siamo in vacanza – dobbiamo spendere tutta la carta di credito al ristorante per mangiare cose che, alla fine, non ci piacciono nemmeno!
    Conclusione? Meglio soli che male accompagnati! 😉

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    1. Anche a me capita a volte di sentire la nostalgia… ma poche volte, e dura solo qualche secondo!
      La (ex) cognata con il “braccio corto” mi manca, per fortuna, e immagino che sia ancora peggio di aver a che fare con amici o colleghi perché magari uno non può dire nulla per evitare litigi con fratelli/cognati 😅
      Sì: assolutamente meglio da soli!

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  23. uuuuuuh i risparmiatori seriali li odio! Che come dici tu, non è vero che sono solo fatti tuoi, sono anche fatti miei se poi mi metti nelle condizioni di rinunciare a qualcosa o di essere scomoda all’ennesima potenza…! Comunque al di là delle risate che mi hai fatto fare, il discorso compagni di viaggio è davvero delicato!!

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  24. Hai una bella sfilza di aneddoti! Io molti meno perché viaggiando quasi sempre in coppia da soli non abbiamo quasi mai dovuto dividere il viaggio con altri. Qualche aneddoto però ce l’ho anch’io, ora che mi ci fai pensare. Come quella volta nella foresta pluviale australiana che una tipa offre dei lychee colti direttamente dall’albero e la milanesina in viaggio di nozze risponde “no grazie, questi li trovo al supermercato quando mi pare”. Ecco, tornaci di corsa al supermercato.

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  25. Questo post mi ha fatto ridere tantissimo, non mi potrò più lamentare dei miei compagni di viaggio! Avrei voluto assistere alla scena della bestemmia con la cattocomunista che doveva essere leggerissimamente pesante come compagnia!!!
    Io invece ti posso raccontare di una mia collega con cui ho dovuto dividere la camera per una settimana a Parigi: dopo il lavoro questa arrivava in camera e lavava il suo unico paio di mutande che rimanevano appese in giro, poi stava nuda a mangiare kebab a letto facendo sgocciolare le salse sulle lenzuola. Infine passava la notte a telefonare a tutti i suoi parenti e amici con un tono di voce che poteva sentire anche un sordo. Non hai idea degli straordinari che ho fatto per riuscire a finire prima il lavoro e farmi mandare in fretta da qualche altra parte!!!

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    1. No ma questa è terribile! Se ci fosse un “premio” per il peggior compagno di viaggio vincerebbe sicuramente la tua collega 😂 La scarsa igiene è qualcosa di insopportabile – ma un paio di mutante per una settimana, come cavolo si fa? Mi torna in mente mia nonna che mi raccomandava sempre di indossare delle mutande “decenti perché se per caso finisci al pronto soccorso sei a posto”…
      Grazie Paola, buon weekend 😘

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  26. AHAHAAHAH SILVIA MUOIOOOOO!!!
    Tanta stima per te che sei riuscita a non compiere una strage.. non so chi tra questi sia peggio, è davvero una bella lotta. Ti salvo solo Bernie dai!
    Comunque sì, lasciamo perdere che ogni tanto sbuca qualche fenomeno da baraccone che non sa nemmeno come si sta al mondo, figuriamoci in viaggio. A noi è capitato con una coppia di amici per un fine settimana in Scozia, coppia che abbiamo tagliato da ogni viaggio futuro. Anche loro c’avevano provato a prenotare in culonia per rispiarmiare pochi euro, in un appartamento che su booking aveva tipo 5.4 come giudizio… non che la coppia con la quale viaggiamo di solito (anzi, lui) sia immacolata, ma almeno ho capito come prenderla! Un bacione!

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