Cosa cercano i lettori in un blog – seconda puntata

Se volete una risposta alle vostre domande e se sperate di scoprire cosa spinge davvero un lettore a cercare di risolvere i suoi dubbi grazie a un blog, allora siete nel posto sbagliato. Se invece avete voglia di una breve lettura semiseria e volete scoprire quali sono alcuni dei termini di ricerca più assurdi che hanno fatto approdare le persone a questo blog, allora siete nel posto giusto.

Non mi stupisco più di nulla, perché già qualche mese fa avevo trovato, nella pagina delle statistiche, delle ricerche a dir poco insolite. I guru del blogging sostengono che per avere successo sia necessario, tra le altre cose, scrivere dei post che rispondano alle domande dei loro lettori, ma forse è perché non sanno quali combinazioni di parole sono state cercate tra le pagine del mio blog. Però mi consolo, perché questi casi, seppur divertenti, sono rari. La maggior parte dei lettori cerca cose serie. Più o meno.

Cosa portare in Svezia (ma anche scarpe per andare in Svezia)?

Una domanda complicata, che va ben oltre le mie conoscenze. Sono stata in Svezia in qualche occasione, ma non mi ritengo affatto un’esperta di questo paese. Mi piacerebbe avere la possibilità di contattare la persona che ha digitato queste parole nella barra di ricerca: dove vai di preciso, in che periodo vai, e cosa vai a fare in Svezia? Personalmente, sarei più interessata a sapere cosa portare a casa da un viaggio in Svezia: carne di renna, dolci alla cannella, birra artigianale, panini con aringhe affumicate.

Stoccolma hamburger

Per quanto riguarda le scarpe, l’unico consiglio che mi sento di dare è quello di partire sempre con un paio di scarpe di scorta, a prescindere dalla meta. Ma poi per quale motivo ci si dovrebbe porre il problema di portare delle scarpe particolari proprio per la Svezia?

È meglio soli o accompagnati non si sa se bene o male e magari te li fai andare bene?

Se fossi al Milionario, chiederei l’aiuto del pubblico. Immagino che in italiano la domanda suonerebbe più o meno così: “Meglio viaggiare soli o in compagnia? Non saprei quale delle due opzioni sia la migliore, e nel caso in cui dovessi partire in compagnia, non sarebbe meglio farsi andare a genio gli eventuali compagni di viaggio?”
Nemmeno in questo caso mi sento preparata per dare la risposta giusta: odio i viaggi di gruppo, non partirei mai con qualcuno che non conosco, non sopporto di stare in mezzo alla gente. No, non penso proprio che “magari me li farei andare bene”. Sono certa che riuscirei a sopportare la compagnia di eventuali compagni di viaggio per dieci secondi al massimo.

Gli inglesi ora mangiano il pollo?

Qualche tempo fa, un temerario viaggiatore gastronomico era approdato al mio blog per scoprire quale pesce si mangiasse in Inghilterra. Forse significa che sto diventando un punto di riferimento per quanto riguarda il cibo e le tendenze culinarie delle isole britanniche? O forse, più realisticamente, si tratta sempre della stessa persona che per qualche motivo non osa avventurarsi oltre al pollo o al pesce per via di qualche assurdo timore legato alla cucina britannica.

Cosa mettere nello zaino della Kanken?

Questa domanda mi turba per via dell’eccesso di dettaglio. È vero, ho scritto un post dedicato alle varie tipologie di zaino che uso quando viaggio, e tra tutte ho parlato del Kanken, descrivendone pregi e difetti.

Processed with VSCO with m3 preset

Ma perché uno dovrebbe focalizzarsi proprio su cosa mettere in uno zaino Kanken e non, che so, North Face? La mia fervida fantasia da lettrice di gialli mi fa subito pensare a un lettore serial killer che sta pianificando nel dettaglio un omicidio, zaino compreso. Non chiedetemi perchè. Forse la domanda potrei averla fatta io stessa in un momento di sonnambulismo dopo aver finito l’ultimo libro di Jo Nesbø.

Skyway Monte Bianco meglio mettere gli occhiali?

Pensandoci bene, questo potrebbe essere uno spunto interessante per un altro post sulla Skyway del Monte Bianco. Finora ci sono stata due volte e le ho dedicato altrettanti articoli, ma evidentemente non hanno risposto alle domande ricorrenti sull’abbigliamento più idoneo per visitare questa attrazione.

Infatti, versioni simili della stessa domanda compaiono nella pagina delle mie statistiche più volte durante l’anno: cosa mi metto per andare sulla Skyway, serve il piumino leggero in estate, servono le scarpe da trekking e via dicendo. Per rispondere alla domanda del lettore: se come me sei miope, allora mi sento di consigliarti di metterti gli occhiali. 

Perché certe persone non amano viaggiare?

Se avessi la risposta, avrei forse anche tante altre risposte a domande di natura metafisica. Tempo fa ho avuto la sfortuna di trovarmi a cena con un gruppo di persone che non hanno fatto altro che farmi sentire in colpa per i miei viaggi (parliamo dell’anno scorso, quando le programmazioni e le partenze erano il pane quotidiano), come se chiedessi i soldi a loro per comprare i biglietti dell’aereo. Ma soprattutto, questo allegro gruppo di commensali non ha smesso nemmeno per un attimo, dall’antipasto al dolce, di elencare tutta una serie di motivi per NON viaggiare e per NON vedere il mondo.

Si tratta, come quasi sempre in questi casi, delle scuse più classiche: non viaggio perché costa troppo, oppure con i bambini non possiamo perché a loro non interessa e via dicendo. Ma la verità è nelle parole del lettore: certe persone non amano viaggiare. Il motivo purtroppo non lo conosco e sicuramente non si trova tra le pagine di questo blog. 

Ristoranti di topi Irlanda

E con questo termine mi arrendo e rinuncio a capire cosa speri di trovare davvero un lettore in un blog. Inserisco lo screenshot perché io stessa ho dovuto rileggere la domanda due volte e nonostante tutto continuavo a non crederci. Ma potete vederla con i vostri occhi questa stramba ricerca.

Termini di ricerca

Qual è la domanda esattamente? Non capisco –  e credo di non volerlo sapere, in fondo – se il lettore sia alla ricerca di un ristorante dove si mangiano topi. O magari vuole solo essere rassicurato del fatto che in Irlanda si possa tranquillamente cenare fuori senza il rischio di vedere dei topi che corrono tra i tavoli? Forse si tratta di un bambino che, dopo aver visto Ratatouille, spera di trovare un locale dove è un topo in carne e ossa a occuparsi della cucina?

Lettore, se ci sei batti un colpo, lascia un commento, scrivimi, ma ti prego fammi capire cosa vuoi sapere sui ristoranti irlandesi.

Non fatemi sentire sola e ditemi che anche i vostri lettori cercano risposte a domande bizzarre tra le pagine dei vostri blog!

Photo by Christin Hume on Unsplash

 

53 pensieri riguardo “Cosa cercano i lettori in un blog – seconda puntata

  1. Fantastici i tuoi lettori, soprattutto quella del pollo mi ha fatto morire… Eheh! Certo che la domanda sul perché la gente non viaggi potrebbe aprire un dibattito e potremmo stare qui fino a domani a parlarne… Altro che metafisica 😉

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  2. Mi hai fatto ridere perché anche per me, quello di cosa cercano i lettori sul blog, è un mondo meraviglioso. Il mio ultimo articolo sulla Turchia prende proprio spunto dal termine di ricerca più gettonato “perchè i turchi si toccano i denti quando hanno paura”
    Roba da 650 visite in un giorno, forse in concomitanza con qualche serie turca in tv.
    Ma abbiamo anche perchè i turchi si passano i soldi sul viso :O e come trovare escort a Budapest 😀

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    1. Sì, ricordo la cosa dei denti! Tu sei stata bravissima a usare quello spunto per rispondere a una domanda di un lettore, ma io mi vedo un po’ in difficoltà a fare un post sui topi e sui ristoranti irlandesi. O magari potrei pensare a qualcosa del tipo “non è vero che in Irlanda si mangia male” 😉
      Escort a Budapest – ma perchéééé 😂

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  3. Silvia, ci sarebbe materiale per ospitare addirittura una rubrica fissa!
    Quella dei ristoranti di topi è veramente esilarante… la gente non sta bene! Ricordavo di Gigi ma sempre bello scoppiare a ridere nel rileggerlo! 😂😂😂
    Per curiosità sono appena andata a sbirciare da me e ho trovato fresche fresche:
    “io voglio rimanere in questo luogo” (ma per carità, resta pure dove sei) e la più romantica “forse il lupo si è innamorato” (ma certo, vieni a sfogarti da Orsa tua) 😂
    Grazie per avermi fatto sorridere un po’ 😉

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    1. Ma poi perché i topi proprio in Irlanda? Come dicevo prima a Simona, forse dovrei fare un post in cui racconto le mie esperienze culinarie positive in Irlanda? Della serie “tranquilli, mangiate senza preoccupazioni”.
      Chissà se i miei lettori poi passano da te o viceversa? No perché il lupo si è innamorato è davvero il top 😂

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  4. Mi piacerebbe creare una challenge con i termini di ricerca più assurdi approdati nei blog di viaggio. Anche io sono spesso perplessa da alcune bizzarre ricerche e soprattutto come possano approdare nei miei post. Ma mi turba di più che qualcuno non ami viaggiare. Io non credo sia possibile: è come non amare il cioccolato. E’ un difetto genetico, una disfunzione…

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    1. Quella della challenge mi sembra un’ottima idea perché con alcuni commenti sto iniziando a capire di non essere sola!
      Ti giuro che invece c’è della gente che proprio non ne vuole sapere di viaggiare: la cena alla quale mi sono ritrovata io e il mio compagno eravamo forse l’unica eccezione in una tavolata di una trentina di persone 😅

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  5. Già con la prima puntata avevo riso tantissimo, ancora ricordo i rantoli con gigi il troione!😂 Però quella dello zaino pure è bellissima, certo che io mi considero un’indecisa ma qua c’è gente che proprio boh!
    Ps: a Parigi ho lavorato in un ristorante di topi! Esistono davvero! 😂

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  6. Hai ragione: quello dei topo in Irlanda li batte tutti 😂😂😂😂

    Cmq sai che io, che in Svezia andai per lavoro in pieno inverno, avevo l’incubo scarpe ler paura di avere freddo ai piedi? Alla fine presi degli stivali Geox caldissimi, imbottiti e impermeabili (che a Roma sono inutilizzabili 😅).

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  7. In effetti da queste analisi vengono fuori le domande più strampalate ma vogliamo parlare dei risultati della Google Search dove un mio articolo dell’Alsazia viene proposto dal nostro amato Google alla richiesta “simona passeggia nel bosco in direzione nord per 500 m”. Già che mi domando chi possa fare una ricerca simile, ma che poi google proponga il mio articolo è ancora più misterioso.

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  8. Quella del pollo in Inghilterra mi ha schiantata ahahaha On the opposite side, ricordo con ribrezzo la cena raccontata in un articolo con la gente che inventavano scuse per non viaggiare. Così come ribrezzo mi ha fatto il pensiero di un ristorante di topi. O li volevano mangiare, i topi? Bleah.
    Io oggi ho scoperto che da me cercano “vicini rompicoglioni” e questa è tutta “colpa” di Rainbow ahahah

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  9. Ragazzi, il tuo lettore-tipo è una gran bella stramba persona, sai?!
    Vorrei quasi conoscerla…!
    Tralasciamo il ristorante di topi in Irlanda, che non mi interessa più di tanto… Ma, toglimi una curiosità, che non mi fa dormire la notte: gli Inglesi, ora, lo mangiano il pollo?

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  10. Per me leggere i tuoi articoli è sempre molto piacevole 🙂 Complimenti per questo post che ho trovato molto divertente e curioso.
    Ti commento il punto dedicato a chi non ama viaggiare: sinceramente neanche io ho la risposta e condivido la filosofia che il mondo è bello perché è vario… quindi c’è chi ha la passione per viaggi come noi e chi, invece, preferisce non esplorare il mondo. All’università – e pensa che ho studiato lingue straniere – avevo una compagna di corso che non è mai uscita dall’Italia e nemmeno aveva l’interesse (anche lei come me ha studiato inglese e spagnolo) di conoscere le realtà straniere. Alle mie ripetute domande “come mai non ti piace viaggiare?” lei mi rispondeva “perché è troppo stressante: organizza il viaggio, prepara la valigia, spostati con i mezzi,…”. Io rimanevo sempre senza parole.

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    1. Grazie Valentina, mi fa piacere ☺️
      Quello che scrivi sulla tua compagna di corso è davvero incredibile: mi chiedo come facciano certe persone ad avere un interesse per le lingue straniere senza però essere interessate a conoscere i paesi o le culture dei posti in cui si parla quella lingua. Capisco lo stress, però c’è un limite a tutto 😂 Immagino che ti lasciasse senza parole!

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  11. Interessante il gruppo di persone che non ama viaggiare, io proprio non riesco a capirli come non comprendo chi si reca sempre negli stessi posti anno dopo anno senza mai cambiare (ne conosco qualcuno) ma come io non capisco loro lo stesso fanno loro con me.

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    1. Anche io conosco chi va sempre in vacanza nello stesso posto, da anni. Per carità, anche a me piace tornare nei posti che amo, ma non tutti gli anni più volte all’anno. Insomma, la casa al mare d’estate non fa per me 😉
      Hai ragione, probabilmente loro non capiscono chi invece vorrebbe vedere posti nuovi.

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  12. Io amo viaggiare ma allo stesso tempo lo trovo stressante. Soprattutto fare la valigia, sistemare le cose dentro borse e zaini, cercare di non dimenticare nulla, fare la fila in aeroporto, alzarsi prestissimo per prendere il volo o tardi la sera, cercare posti dove si possa mangiare cibo del posto ( perchè ormai sono introvabili) e poi girare e girare a piedi, e diventi stanca dopo qualche giorno e vorresti tornare a casa ma ti piace quel posto, è stimolante. I nostri gatti e il cane non li abbiamo mai portati, sia perchè son abituati in giargino e quindi soffrirebbero a stare in albergo e sia perchè abbiamo di solito qualcuno a cui lasciarli che si prende cura di loro. Non mi piace andare sempre negli stessi posti ma mi piace scoprire luoghi diversi.

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      1. A me è successo durante yna vacanza ad Amsterdam. Stavo al Fashion Hotel, scelto per via della piscina interna perchè dovevo allenarmi, che faceva servizio in camera con un menù di pasta italiana e cibo italiano. Poi fuori in giro c’erano solo ristoranti greci, di kebab, vari fast food e niente di tipico. Ho cercato ma i ristoranti a menù olandese erano tutti lontani e noi andavamo in giro a piedi e in tram. Altra esperienza negativa in Canada dove speravo di mangiare del salmone fresco e inveve tutti i supermercati erano pieni di salmone importato dalla Cina e pure i ristoranti. Inoltre non c’erano ristoranti a menu canadese ma dei fast food americani. Per questo dico che ormai è difficile trovare cibo del posto. Persino qui dove vivo io ci sono molte pizzerie ma pochissimi ristoranti e solo un paio fanno cucina veneta originale. 😐

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        1. Spesso le zone più turistiche delle grandi città sono piene di locali con menù più turistici, appunto. E’ una realtà sempre più comunque un po’ ovunque e serve spostarsi un po’ dai percorsi più noti per trovare i posti dove mangiare la gente del posto. Anche i supermercati spesso sono luoghi dove trovare cibo più standardizzato, come avviene anche da noi del resto. Per quanto mi riguarda per comprare cibo locale mi trovo bene nei mercati 🙂

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