La seconda giornata in Normandia prevede tanti chilometri lungo le spiagge e le scogliere che il 6 giugno del 1944 videro il più massiccio sbarco militare della storia, con oltre centocinquantamila soldati americani coinvolti nell’Operazione Overlord. Non temete: non voglio annoiare chi non fosse interessato, per cui non scenderò nei dettagli storici del giorno che ha reso protagonista questo tratto di costa normanna.
Come il giorno precedente, partiamo carichi di buoni propositi e con una lista lunghissima di posti da vedere: non solo spiagge, ma anche musei e monumenti costruiti per ricordare il giorno più lungo. Purtroppo però bisogna tenere conto di tanti fattori come il traffico, i tempi di percorrenza lungo le strade di campagna, e le attese per i parcheggi.

Alla fine, siamo stati costretti a fare una selezione dei posti da vedere: cosa non troppo grave per noi, visto che eravamo già stati qui in due occasioni.
I luoghi del D-Day: Longues-Sur-Mer
Longues-Sur-Mer è un piccolo comune di nemmeno mille abitanti lungo la costa della Normandia. Un luogo quasi idilliaco, affacciato sul Canale della Manica e sferzato dal vento, che però è stato uno dei protagonisti dello scontro tra il fuoco tedesco e quello americano. Per rendersene conto, basta incamminarsi lungo il sentiero che dal centro visitatori porta fino alla scogliera. Da un lato, il blu del mare e, dall’altro, il grigio del cemento delle casematte che facevano parte della batteria di difesa costiera del Vallo Atlantico.

Le quattro casematte, in buonissimo stato di conservazione, ospitano ancora i cannoni da centocinquanta millimetri, che potevano colpire bersagli fino a venti chilometri di distanza. In tanti potranno dire che non c’è molto da vedere, ma la passeggiata tra i bunker e da qui alla scogliera va fatta con calma per cercare di immaginare la portata di quello che è successo nelle poche centinaia di metri tra le fortificazioni e la spiaggia.
I luoghi del D-Day: Omaha Beach
Idealmente, il nostro itinerario avrebbe dovuto comprendere tutte le spiagge più note dello sbarco in Normandia: Juno Beach, Gold Beach, Utah Beach, Omaha Beach e Arromanches. Ma, come già detto, il tempo è tiranno per cui, dovendo fare una scelta, abbiamo optato per quella che in passato ci aveva colpiti maggiormente.

Omaha Beach è forse il luogo più rappresentativo del D-Day, con i suoi sette chilometri di costa che furono teatro degli scontri più sanguinosi e cruenti. Oggi rimangono una bellissima spiaggia dove passeggiare con la bassa marea, e il memoriale Les Braves, formato da tre elementi in metallo che simboleggiano la speranza, la libertà e la fratellanza.

Il tutto è molto toccante, se non fosse per le tre o quattro trappole per turisti alle spalle della spiaggia. Un pugno in un occhio e un colpo al cuore: fa male, in un posto così ricco di storia, vedere negozi che vendono souvenir e ristoranti che sfornano piatti di dubbio livello a prezzi non propriamente turistici. Un peccato, soprattutto per chi vede Omaha Beach per la prima volta.
I luoghi del D-Day: The Normandy American Cemetery
Sul promontorio di Omaha Beach, sul territorio di Colleville-Sur-Mer, si trova il primo e il più esteso cimitero americano di tutta l’Europa. Il sito del Normandy American Cemetery occupa una superficie di settanta ettari e ospita le tombe di quasi diecimila soldati americani che persero la vita durante il D-Day e nelle operazioni militari delle settimane successive.

Il percorso inizia dal centro visitatori e prosegue lungo il sentiero sulla scogliera, da cui purtroppo però, da qualche anno non è più consentito accedere alla spiaggia (su cui si gode comunque di una bellissima vista dal punto di osservazione). Si arriva poi fino alle croci e alle stelle di David perfettamente allineate, da qualunque parte si guardi, e si conclude al memoriale con la statua di bronzo dedicata allo Spirit of American Youth Rising from the Waves. Un luogo dove si respira pace, nonostante la presenza massiccia di visitatori.
I luoghi del D-Day: Sainte-Mère-Église
Trenta di chilometri ci separano dall’ultima tappa del giorno. Fa un caldo insolito per cui, appena arrivati a Sainte-Mère-Église, comune di nemmeno duemila abitanti, facciamo tappa in uno dei bar affacciati sull’unica piazza per rinfrescarci con una Coca-Cola. Da qui si vede benissimo il campanile della chiesa che ha reso famosa questa cittadina altrimenti abbastanza anonima.

Sainte-Mère-Église è infatti nota per due motivi, essenzialmente: innanzitutto, fu la prima città francese ad essere liberata dall’occupazione nemica dopo il D-Day. Il secondo motivo è il campanile della chiesa, che salvò il paracadutista americano John Steele. Durante le operazioni militari, il suo paracadute rimase impigliato alla torre campanari, e il soldato si salvò dai proiettili tedeschi fingendosi morto. Ancora oggi, c’è un manichino appeso al campanile per ricordare l’episodio.
Poche tappe ma intense: ricche di storia, con tanti chilometri percorsi in macchina ma anche a piedi sotto il sole che non ha mai dato tregua un attimo. Ancora un’ora di viaggio prima di raggiungere la zona del Cotentin, dove ci fermeremo per una notte.
