Musei insoliti: quali ho visitato

Quando si pensa ai musei insoliti, di solito vengono in mente i tanti musei delle illusioni che negli ultimi anni sono spuntati un po’ ovunque, oppure quelli immersivi, che vanno oltre l’esposizione statica e trasformano il visitatore in protagonista. Ho letto tanti articoli e recensioni di chi ha fatto esperienze di questo tipo, ma io ho non ancora avuto occasione di visitare posti del genere.

Ma mi è capitato di trovarmi tra gli spazi espositivi di alcuni musei diversi da quelli a cui siamo abituati: niente opere d’arte tra queste sale, ma elementi che intendono farci comprendere il passato totalitario di una nazione. Si tratta di un viaggio nel tempo, di un’esposizione di memorabilia di un’epoca che non c’è più, oppure di necessità di ricordare quello che è successo affinché non si ripeta più? Non sempre la risposta è scontata e lineare. Almeno non per me.

Museum Socialist Art Sofia

Musei insoliti: DDR Museum, Berlino

Si tratta di una delle tante tappe di un viaggio di diversi anni fa a Berlino: una tappa scelta un po’ a caso perché le opzioni erano il DDR Museum oppure il Duomo di Berlino. La decisione è ricaduta sul museo, che sicuramente è un’attrazione molto (troppo) turistica per certi versi, ma che permette di immergersi per un paio di ore nella vita ai tempi della DDR.

All’interno degli spazi espositivi è stato ricostruito fedelmente un appartamento del popolo, al quale si accede passando attraverso un ascensore immobile ma vero, proveniente proprio da uno dei palazzi di quella che era la Berlino Est.

Si intuisce cosa significasse vivere in un mondo in cui veniva imposto come vestire, cosa mangiare, come impegnare le giornate e cosa pensare. Dall’arredamento, alla scelta degli elettrodomestici ai cibi – scarsi – a disposizione. Forse è il pensiero che questa era la vita che si era costretti a condurre fino a poco più di cinquant’anni fa, forse sono gli abiti appesi nell’armadio della camera da letto, o la coperta gialla abbandonata sul divano, ma il messaggio è chiaro: la vita nella DDR è stata sinonimo di privazione, fame, repressione e terrore.

Musei insoliti: Museo di Arte Socialista, Sofia

Forse il posto più spiazzante di questa lista, a partire dalla difficoltà ad arrivare al Museo di Arte Socialista. Il tassista fermato per strada continuava a ripeterci: “Non c’è niente là”, per scaricarci poi senza troppe cerimonie in una strada senza uscita, con un campo incolto da una parte e un brutto palazzo dall’altra.

In effetti non c’era niente, a parte una sbarra con una guardiola e, all’interno, un uomo in divisa a indicarci svogliatamente il palazzo alle sue spalle, con una scritta in cirillico sulla facciata di quella che potrebbe essere la sede di qualche ministero. Si passa attraverso quello che sembra un passaggio di servizio, e si arriva in uno spiazzo seminascosto, con ciuffi di erba bruciata dal sole tra una statua e l’altra.

Museum Socialist Art Sofia Lenin

L’unica cosa che fa intuire di essere nel posto giusto è la stella rossa che un tempo svettava sulla sede del Partito Comunista. Tutto intorno, sparse nello spiazzo, statue celebrative del periodo socialista, che sembrano essere state buttate lì a caso. Vogliono trasmettere un messaggio che non ha bisogno di parole? Oppure questi busti sono semplicemente una raccolta di memorabilia di un’epoca? Anche all’interno del museo, dove sono esposte opere propagandiste che miravano alla creazione della figura dell’eroe, mancano le informazioni necessarie a capire veramente qualcosa.

Musei insoliti: Muzeum Komunismu, Praga

Nonostante quasi niente a Praga mi abbia colpita in maniera positiva, la visita al Muzeum Komunismu è una delle poche tappe che, secondo me, vale la pena di fare in città. Si trova in pieno centro, in quello che un tempo era l’edificio della dogana, con uno spazio espositivo di oltre 1.500 metri quadrati.

La visita tra le sale del museo si fa in autonomia e conduce attraverso una serie di allestimenti e di infografiche che ci accompagnano lungo i passaggi della storia del paese dal periodo che precede la Seconda Guerra Mondiale fino alla fine degli anni Ottanta.

Uno spaccato non solo sulla storia e sulla politica durante il regime comunista dell’allora Cecoslovacchia: vita quotidiana, politica, storia, sport, economia, istruzione e arte. Ho trovato molto interessante la sezione dedicata alla propaganda e al Realismo Socialista, che permette di capire come la comunicazione venisse manipolata dal regime (e che ci fa riflettere sull’attualità del tema). Ma non solo: altre parti del museo mostrano come funzionassero la milizia, l’esercito, la polizia e altri organi di controllo imposti durante totalitarismo, per arrivare fino alla Rivoluzione di Velluto del 1989.

Avete mai visitato musei di questo tipo?

25 pensieri riguardo “Musei insoliti: quali ho visitato

  1. C’è un filo conduttore che unisce questi musei insoliti che hai visitato ed è il periodo comunista dei tre Paesi. Un periodo che mi affascina perché se ne parla poco. In particolare trovo molto interessante l’appartamento di Berlino che è lo specchio di un’epoca ancora tanto vicina alla nostra.

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  2. Credo che i musei storici abbiano un grande compito, quello di ricordarci che siamo stati fortunati a non vivere determinati periodi e che non dovremmo mai più permettere che Si ripresentino. Io sono stata da poco al Museo della Guerra in Vietnam e ne sono uscita devastata. Eppure il mondo non ha imparato nulla dalle distruzioni passate. Siamo sempre punto e a capo.

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  3. Di questi musei di cui parli ho visitato recentemente il DDR Museum, di cui ho apprezzato la volontà di far immergere il visitatore nella vita dell’epoca, una vita che poi non è tanto distante dai giorni d’oggi. Secondo me è un allestimento ben riuscito, riesce a coinvolgere e a incuriosire. Mi incuriosisce molto il museo del comunismo a Praga!

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  4. Andai a Berlino che c’era ancora il muro e per passare dalla parte della Repubblica Democratica Tedesca (che nome inappropriato) facemmo un sacco di controlli. Ero una ragazzina ma quell’atmosfera cupa la sento ancora addosso, non solo nella tristezza dei palazzi ma anche e soprattutto in quel guardare cauto della gente, nel silenzio dei loro occhi.

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  5. Sul Comunismo ho visto poco anche se nei vari musei dedicati all’Occupazione o alla storia che ho visitato una parte rilevante, almeno per i Paesi dell’Est, è dedicata giustamente al periodo comunista. Varsavia e Riga sono i luoghi in cui questa “presenza del passato” si percepisce di più, almeno secondo la mia esperienza.

    Non ricordo Budapest sinceramente, sono passati troppi anni e in quell’occasione non avevo visitato musei a riguardo: sarà il caso di tornarci?

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  6. Tra questi ho solo visitato il DDR un paio di anni fa’ e mi è piaciuto parecchio. E’ un museo molto interessante ed interattivo. Ho scoperto diverse cose sulla Germania dell’est e che la scuola d’infanzia è stata inventata in URSS per permettere alle madri di lavorare. Lo consiglio!

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  7. Belli e interessanti! Ricordo di quando ci raccontasti dei musei dell’epoca cortina di ferro! È esattamente il tipo di museo che visiterei io da amante di storia (a prescindere dal tema ideologico). A Bucarest mi sarebbe piaciuto visitare il museo del kitsch rumeno, ma purtroppo era chiuso, mentre nel viaggio saltato (grazie Covid!) sull’isola di Wight avrei visitato il “museo della cacca”… non oso pensare con quale tipo di souvenir sarei potuta tornare da lì 😛

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  8. Questi musei citati non li ho visitati, però i musei storici sono davvero affascinanti, una vera immersione nella storia del paese. Ne ho visti diversi tra quelli che mi hanno più colpito il museo dell’apartheid a Johannesburg, il museo della guerra in Vietnam, il museo della Memoria e dei diritti umani di Santiago del Cile. Ogni volta ne resto molto colpita, ciò che ha creato l’umanità!

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  9. Ti manca all’appello il Museo della Jugoslavia a Belgrado con il mausoleo di Josip Broz Tito. Ci sta benissimo nella collezione di musei che hai citato in questo tuo articolo. 🙂 Mio grande rammarico: essere stata a Berlino e non aver visitato il DDR Museum. Motivo in più per tornarci!

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