Ritorno a Londra: cosa è cambiato in due anni

In realtà sono passati quasi due anni e mezzo da quando sono stata a Londra l’ultima volta. Mi mancava camminare tra le strade di questa città, sentirne l’odore inconfondibile e immaginare, per qualche giorno, di vivere qui. Alcune cose sono rimaste immutate rispetto a quel lontano gennaio del 2020, a partire dal fascino un po’ grezzo di alcune parti di Shoreditch, che anche questa volta ho scelto come base.

Ma c’è stato il Covid, ci sono stati innumerevoli lockdown e mesi interminabili di restrizioni che hanno demoralizzato chi a Londra ci vive, e impedito a chi la ama di rimetterci piede. Così, appena è venuto meno l’obbligo di quarantena per viaggiare nel Regno Unito (e anche di sottoporsi al tampone), ho prenotato il volo. Attualmente non ci sono limitazioni particolari, e anche l’obbligo di indossare la mascherina è decaduto. 

E poi c’è stata la Brexit, che ha decretato l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, con conseguenze più o meno immediate per residenti e viaggiatori. Personalmente, come turista che si è fermata nel paese per pochi giorni, non c’è stato nessun disagio. Ma ho notato qualche cambiamento rispetto a due anni fa – o magari era già così e non me ne ero accorta.

Cosa è cambiato in due anni: i documenti di viaggio

Questa è la novità più ovvia: la carta di identità italiana non è più ammessa per passare la frontiera. Chi è residente in un paese dell’Unione Europea deve necessariamente essere munito di passaporto, anche se scade entro sei mesi. È infatti sufficiente che il documento abbia una validità pari al periodo di tempo che intendiamo trascorrere nel Regno Unito.

Passport
Photo by ConvertKit on Unsplash

All’aeroporto di Stansted, i controlli sono quasi interamente automatizzati, con postazioni dove scansionare il passaporto elettronico. La procedura non è comunque velocissima per via dell’afflusso costante di gente, per cui occorre preventivare quasi un’ora di tempo tra l’atterraggio del volo e l’uscita dal terminal.

Non serve il visto, a patto che il soggiorno non abbia una durata superiore ai sei mesi. Sarà invece necessario richiedere l’emissione di un visto per tutti quelli che intendono lavorare o studiare nel paese.

Cosa è cambiato in due anni: farewell, Uber

Purtroppo il mio amato Uber è morto e sepolto. Chi ha trascorso un po’ di tempo a Londra sa quanto sia difficile trovare un cab libero, soprattutto in una buia serata di pioggia. Uber era una certezza da questo punto di vista: sceglievi la destinazione, indicavi la tua posizione et voilà, nel giro di cinque-dieci minuti arrivava un’auto pronta a portarti dove volevi. Senza bisogno di spiegare niente e senza dover pagare la corsa in contanti o con la carta di credito perché il pagamento veniva effettuato tramite l’app.

Black cab
Photo by JJ Ying on Unsplash

Ora c’è Free Now, che in teoria funziona come Uber, ma che in pratica mi ha lasciata a piedi in un paio di occasioni. Mi è capitato di cercare un taxi tramite app, di ricevere la conferma ma di veder cancellare la corsa da parte dell’autista dopo qualche minuto. Non so se si sia trattato di due episodi sfortunati o se invece Free Now lasci proprio a desiderare. Sta di fatto che con Uber non mi era mai capitato.

Cosa è cambiato in due anni: il contante, questo sconosciuto

La prima tappa appena arrivata a Londra di venerdì sera, dopo aver lasciato lo zaino in hotel, è al Ten Bells, storico pub di Shoreditch, per un paio di pinte. Ordiniamo da bere al banco e porgo la banconota alla cameriera, che mi guarda come se avessi tre occhi. No cash, sorry. Nessun problema: uso la carta. Il giorno dopo, provo a pagare il primo caffè della giornata con le monetine che mi appesantiscono le tasche e, anche in questo caso, il barista le rifiuta. Altro pagamento di quattro sterline con la carta. E avanti così per il resto della giornata.

Pounds
Photo by Josh Appel on Unsplash

Forse è semplicemente una cosa alla quale non sono abituata, o forse è un discorso generazionale: non uscirei mai di casa senza contanti in borsa perché potrei sempre averne bisogno, per cui l’idea di pagare tutto, anche una cifra piccolissima, con il bancomat o la carta è un po’ strana. Poi se vogliamo anche prendere in considerazione l’aspetto economico, sia l’American Express che la Visa applicano a ogni transazione una maggiorazione per il cambio di valuta.

Cosa non è cambiato in due anni: internet e telefono

Per fortuna, nessun peggioramento da questo punto di vista. Prima di partire, avevo letto notizie contrastanti sul roaming internazionale dopo la Brexit: alcuni dicevano che non era cambiato nulla, altri invece sostenevano che le compagnie telefoniche italiane avessero aumentato le tariffe, dato che il Regno Unito non fa più parte dell’Unione Europea. Prima di partire avevo chiamato l’assistenza clienti di Vodafone, ed ero stata rassicurata: da questo punto di vista, gli accordi tra Italia e UK non sono venuti meno.

Ed è stato proprio così: in tre giorni ho telefonato e utilizzato internet senza problemi e, soprattutto, senza aumenti di tariffe.

Siete stati a Londra o nel Regno Unito di recente? Avete notato differenze sostanziali rispetto a qualche anno fa?

23 pensieri riguardo “Ritorno a Londra: cosa è cambiato in due anni

  1. Londra mi manca tantissimo e ho proprio voglia di tornare. Noto con piacere che le cose non sono cambiate moltissimo nonostante la Brexit e due anni di pandemia. Il pagamento con carta di credito anche per piccole somme per me è comodissimo perchè anche a casa io non ho mai contanti in tasca !

    Piace a 1 persona

  2. Io non uso mai la carta di credito per me sarebbe devastante pagare anche un caffè in quel di Londra. Le cose più che cambiate sembrano stravolte, ma nonostante tutto rimane una meta da tenere in considerazione.

    Piace a 1 persona

  3. Caspita, non sapevo di Uber, ma è una cosa solo di Londra oppure proprio europea? Peccato, l’ho sempre trovato comodissimo e affidabile, non mi hanno mai lasciata a piedi! Anche le monetine cadute in disgrazia? La trovo una cosa abbastanza noiosa, voglio dire, non è che sia contro il pagamento con carta, anzi, ma un caffè dove rischi di pagare più di commissione che di quantitativo di caffeina… Per fortuna hai chiuso con una notizia positiva, anch’io mi sarei aspettata un roaming con tariffe proibitive… dai diciamo due batoste e mezza (il passaporto) e una carezza 😀

    Piace a 1 persona

    1. Penso che sia una cosa in generale del Regno Unito, forse una conseguenza della Brexit? Perché ho provato a fare una ricerca anche in altre aree del paese e il risultato è sempre lo stesso “service unavailable”.
      Per quanto riguarda i pagamenti, visto che ci torno in agosto, sto pensando di farmi una carta prepagata perché ho l’impressione che in questo modo riuscirei a tenere più sotto controllo le spese, forse.
      Per fortuna internet è sempre free!

      Piace a 1 persona

  4. Ti dirò, sulla sparizione del contante non sono stupita più di tanto. Vedo anche in Italia, precisamente a Bologna, dove abito, che molti escono di casa spesso senza. Io stessa lo adopero pochissimo.

    Piace a 1 persona

  5. Trovo davvero assurdo non esista più Uber, mentre il pagamento con carta ormai è diventato un must per i paesi europei. La Francia aveva fatto da apripista, mentre l’Italia secondo me ancora non è pronta a mettere da parte i cash. Che poi io mi chiedo sempre:”E se succedesse qualcosa?”

    Piace a 1 persona

  6. Sono appena tornata dalla Scozia e confermo la “problematica” del contante, sarà che non sono abituata a pagare cifre piccole con la carta e, come te, non esco mai senza contante. Persino nei villaggi più sperduti e isolati nel nord. Avevo portato del contante avanzato da vecchi viaggi ma l’ho usato solo in qualche negozietto di souvenir, come deposito in ostello e per gli artisti di strada.

    Piace a 1 persona

    1. Mi sono chiesta se fosse una cosa solo delle grandi città, invece vedo che riguarda un po’ tutte le zone. Buono a sapersi, così mi preparo per agosto per il sud dell’Inghilterra. Questa volta preleverò solo un po’ di contante e per il resto mi toccherà abituarmi al pagamento con le carte!

      "Mi piace"

        1. Io sono stata ad Edimburgo qualche settimana fa e ho notato anch’io che preferiscono i pagamenti con la carta di credito comodo ma sicuramente più costoso. Non sapevo di Uber, peccato non ci sia più, anch’io mi ero trovata bene le volte che lo avevo utilizzato.

          Piace a 2 people

  7. Mi fa piacere capire che dopo la Brexit non è cambiato molto dal punto di vista turistico, mi fa sempre piacere tornare a Londra e temevo non fosse più come prima. Uber devo dirti che non l’ho mai usato molto, sul contante penso sia inevitabile ormai

    Piace a 1 persona

  8. Uber non funziona più a Londra?! Non l’ho mai preso nella capitale perché mi sono sempre mossa con i mezzi pubblici ma a Cardiff funziona ancora benissimo. Forse a Londra va più Bolt o Ola adesso?
    Per quanto riguarda i contanti, io ho il problema opposto al tuo: non uso contanti da anni e ogni volta che torno in Italia e mi sento rispondere che non posso usare la carta, provo del disagio fortissimo. Probabilmente è una cosa del paese e non generazionale.
    Infine, sono grata agli accordi del roaming perché posso tornare in Europa e usare i miei dati senza problemi o costi aggiuntivi!!

    Piace a 1 persona

    1. Guarda spero che sia solo una cosa temporanea quella di Uber! Quindi se a Cardiff c’è ancora non ha nulla a che vedere con la brexit. Google Maps mi indicava solo FreeNow, magari la prossima volta proverò Bolt!
      Dai se per i contanti non è una cosa generazionale ma di paese mi fai sentire meno vecchia 😂

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.