Dublino all’improvviso: organizzare un viaggio ai tempi del Covid

È andata così: a metà giugno ho ottenuto il Green Pass, e il giorno stesso ho prenotato un volo. Non avevo in mente una meta precisa e ho scaricato l’app ReOpen dell’Unione Europea per capire in quale paese fosse possibile viaggiare senza obblighi di quarantena. Così ho scelto l’Irlanda, dove il lasciapassare vaccinale è accettato da luglio, e in particolare Dublino, raggiungibile con un volo diretto a un prezzo davvero basso.

Come è stato tornare a viaggiare dopo quasi due anni? È stato strano, perché l’ansia non mi ha mai abbandonata né prima, né durante il viaggio.

Dublino, dove ero già stata per mezza giornata in passato, non mi ha entusiasmata, per tutta una serie di motivi. In parte perchè l’ho trovata un po’ sporca e trasandata, in parte perchè tanissime attività non avevano ancora riaperto dopo la chiusura forzata, e la sensazione in certi momenti è stata quella di trovarsi in una città semi-deserta. Il fatto di averla visitata in un periodo non proprio dei migliori non ha aiutato, ma una cosa è certa: viaggiare non sarà più come prima, perchè la spensieratezza di una volta, almeno nel mio caso, non tornerà, o comunque non lo farà tanto presto.

Anche se non è più la stessa cosa, è possibile tornare a viaggiare rispettando alcune regole.

Visitare Dublino ai tempi del Covid: il volo e il check-in

Pur avendo prenotato con pochissimo anticipo, ho trovato un volo a/r con Ryan Air da Bergamo a Dublino a trenta euro a testa senza bagaglio da stiva. Al momento del check-in, effettuato cinque giorni prima del volo di andata, insieme ai dati del passaporto mi è stato chiesto di inserire anche la Covid Documentation, per cui ho allegato i pdf dei nostri Green Pass. Al momento della stampa è importante controllare che sulla carta di imbarco sia presente la dicitura Covid Documentation Uploaded.

Dicitura Boarding Pass

In fase di check-in, ho scelto i posti a sedere (con una maggiorazione di sei euro a testa) dato che questa informazione è indispensabile nella compilazione dei Passenger Locator Form. Per quanto riguarda la mascherina, sul nostro volo era sufficiente quella chirurgica, ma alcune tratte richiedono la FFP2.

Visitare Dublino ai tempi del Covid: il Passenger Locator Form, il Green Pass e l’assicurazione

Avevo letto tante storie dell’orrore riguardo il Passenger Locator Form, soprattutto nei giorni prima della partenza con le tante notizie dei viaggiatori che a Malpensa si sono visti negare l’imbarco. Anche per questo motivo ero un po’ preoccupata, ma le informazioni fornite sul sito ReOpen sono state chiarissime: obbligo di compilazione del PLF irlandese entro 72 ore prima dell’arrivo in Irlanda e della versione italiana del PLF per rientrare a casa. Questi sono stati i passaggi da seguire per ricominciare a volare.

Volo volare aereo

Bisogna avere a disposizione tutte le informazioni da inserire nel formulario: dati del passaporto, dati del volo (numero, data e ora di arrivo e partenza, posto a sedere), indirizzo di residenza e indirizzo dell’albergo nel paese di destinazione, oltre ovviamente alle informazioni personali come indirizzo email e numero di cellulare di tutti i passeggeri.

Sul PLF occorrerà indicare se si viaggia con Green Pass ottenuto dopo le due dosi di vaccino o tramite tampone. Noi abbiamo viaggiato con il Green Pass emesso in seguito al ciclo vaccinale completo, dunque è stato possibile entrare in Irlanda e tornare in Italia senza obblighi particolari. Chi non avesse il completato il ciclo vaccinale, dovrà invece sottoporsi a un test RT-PCR effettuato non oltre 72 ore prima dell’arrivo. In aeroporto ci è stato chiesto al gate di esibire il Green Pass e il PLF irlandese a Bergamo, e l’equivalente italiano al momento della partenza da Dublino.

Per maggiore tranquillità, ho stipulato un’assicurazione con EuropAssistance che prevedeva la copertura delle spese mediche nell’eventualità di un ricovero per Covid, e il rimborso dell’albergo fino a cento euro a notte nel caso di obbligo di isolamento in un Covid Hotel.

Visitare Dublino ai tempi del Covid: i mezzi di trasporto

Per via delle restrizioni governative ancora in vigore, le linee dirette dall’aeroporto al centro della città, come quelle fornite da Airlink Express e Citylink, sono ancora sospese fino alla fine del mese di luglio. Una tratta operativa al momento del nostro viaggio era quella servita dal bus urbano della linea 16, che parte direttamente davanti al terminal degli arrivi dell’aeroporto e garantisce un servizio continuativo, nel rispetto delle normative vigenti.

Dato che è un servizio urbano, effettua tutte le trenta fermate, impiegandoci poco meno di un’ora per raggiungere Dublino. La fermata più comoda per il centro città è quella di College Green, da cui è possibile raggiungere a piedi o in bus la destinazione finale. Il biglietto costa 3,30 euro a tratta e può essere acquistato sia dalle macchinette di fronte all’aeroporto che a bordo (in questo caso bisogna avere la cifra esatta perché l’autista non può dare resto).

Visitare Dublino ai tempi del Covid: l’albergo

Per il nostro soggiorno di due notti ho prenotato una stanza all’hotel Handel’s, in zona Temple Bar. Non è stata la mia prima scelta, ma purtroppo molte stutture non apriranno fino ad agosto, tra cui anche i due alberghi che erano in cima alla mia lista. Si è rivelato comunque un ripiego di tutto rispetto, con un ottimo rapporto qualità prezzo. Stanza spaziosa, pulita e confortevole, e posizione centralissima.

Handels Hotel Dublin

Occorre tenere a mente che in molte strutture alberghiere, alcuni dei servizi non sono ancora disponibili per via dell’emergenza sanitaria. Per esempio, la zona ristorante era ancora chiusa al pubblico durante il nostro soggiorno, ma siamo stati avvisati al momento della prenotazione. Non è stato un grosso problema perché gli ospiti dell’albergo possono fare colazione al Chorus Café, che si trova proprio accanto. Si tratta di un aspetto per me irrilevante ma da tenere in considerazione se la prima colazione è un elemento fondamentale per la scelta dell’hotel.

Visitare Dublino ai tempi del Covid: i pasti

Al momento del notro viaggio, ai ristoranti e ai pub era permesso servire pasti e bevande solo all’esterno, mentre dal 26 luglio ai possessori di certificato vaccinale è consentito pranzare o cenare anche all’interno. Siamo stati molto fortunati a trovare bel tempo durante tutto il soggiorno, per cui mangiare all’esterno dei locali è stato sempre piacevole, e non solo per il cibo di ottima qualità.

Ostriche oysters Dublin

Fondamentale la prenotazione, anche nella stessa giornata: nei casi delle cene del sabato e della domenica ho prenotato via email un paio di settimane prima della partenza, mentre per i pranzi ho telefonato in mattinata al locale, chiedendo di riservarmi un tavolo. In tutti i casi mi è stato chiesto un numero di cellulare al quale contattarmi nei quattordici giorni successivi (cosa che finora non si è verificata).

In un paio di locali a Temple Bar ci siamo visti rifiutare un tavolo anche solo per una semplice birra perché non avevamo prenotato, per cui è bene tenerne conto soprattutto negli orari con maggiore affluenza, come per esempio il sabato sera. Abbiamo risolto spostandoci a nord del fiume, in zona Smithfield, dove la presenza di turisti si riduce notevolmente.

Avete ricominciato a viaggiare? Quali sono state le vostre impressioni?

43 pensieri riguardo “Dublino all’improvviso: organizzare un viaggio ai tempi del Covid

  1. Dalle tue parole evinco che in Irlanda le restrizioni sono (e sono state) in vigore molto più a lungo che in Galles ed Inghilterra. Sicuramente viaggiare adesso non è facile, ogni giorno ci sono regole diverse e l’ansia cresce, anche io credo che avrò paura fino a quando non passerò i controlli a Malta! Una volta passati quelli, penso che mi rilasserò finalmente!

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    1. Sicuramente tutte queste restrizioni non hanno aiutato l’economia, e il fatto di vedere tutti i negozi chiusi mette non poca tristezza.
      Se hai compilato tutti i moduli stai tranquilla: nel nostro caso non hanno nemmeno letto quello che c’era scritto sui PLF ma hanno semplicemente controllato che li avessimo con noi!

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  2. Sono contenta che, nonostante tutti i dubbi e le incertezze, tu sia riuscita comunque a partire. Io, dopo aver rinunciato ad andare a Londra, ho dirottato per Bruxelles, ma non dovrebbero esserci grossi problemi e sono tranquilla: se qualcosa va storto, rimarrò lì a rimpinzarmi di cioccolata!

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    1. E che sia riuscita a tornare, perché a un certo punto in aeroporto al gate hanno rimandato indietro dei passeggeri!
      A Bruxelles non ci dovrebbero essere problemi con tutta la documentazione. Peccato per Londra: il fatto che non faccia più parte dell’UE sicuramente non aiuta.

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  3. Ho ricominciato a muovermi, ma solo tra Italia e Finlandia per il momento: ho fatto un paio di scappate a casa facendo transito su FRA e MUC. Ho il Green Pass e naturalmente ho compilato il PLF per andare in Italia, che pero’ non e’ richiesto per la Finlandia. Ho fatto anche qualche test, perche’ fino a poco tempo fa Lufthansa lo pretendeva anche per i passeggeri vaccinati completamente. Essendo andata a casa mia, non ho avuto ansia piu’ di tanto. Ho indossato la mascherina FFP2 tutto il tempo. Per me e’ stato bellissimo tornare a viaggiare perche’ mi piace tanto. In questo frangente e’ stato ancora piu’ bello perche’ ho riabbracciato la mia mamma dopo tanto tempo.
    Consiglio tutti di informarsi correttamente prima di partire, anche sui siti governativi.

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  4. No Silvia, non dire così dai! Hai solo beccato la città sbagliata nel periodo sbagliato, tutto qui. Non che Dublino non meriti, ci mancherebbe, ma il fatto che l’abbia trovata ancora in “riorganizzazione” credo che abba contribuito molto. Non permettiamo all’ansia di venire in viaggio con noi, anche perché il bagaglio da stiva costa un botto! 😛 Come mi manca la vista di quel corridoio giallo e blu! 🙂 Grazie per le informazioni dettagliate, ora aspetto i tuoi racconti dublinesi 😉

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    1. Ma, spero che tu abbia ragione perché la notte prima non ho praticamente chiuso occhio: continuavo a ripassare mentalmente l’elenco dei documenti – passaporto ok, green pass in molteplici copie ok, PLF irlandese ok, PLF italiano ok… Insomma un incubo! Magari dobbiamo solo ri-abituarci 🙂
      Grazie 😘

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  5. Sono davvero dispiaciuta di leggere questo racconto, in cui speravo di trovare toni entusiasti, per un viaggio atteso davvero tanto tempo… in realtà dalle sfumature leggermente deluse .
    Credevo che tornare a viaggiare, tornare a vivere un weekend all’estero, sarebbe stato idilliaco, invece mi rendo conto che ci sono ancora tante pecche, che forse ci dicono che è meglio restare a casa ancora un pochino… 😦
    Mi spiace Silvia!!!

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  6. Avevo pensato anch’io quest’anno l’Irlanda ma visto l’andazzo è saltato, quindi rimarrò in Italia. Ma l’articolo è interessante perché mi sono documentata sino all’ultimo per capire la possibilità di potervi andare ma la vedo difficile. Ma giro sicuramente ad amici che cercano qualcosa all’ultimo momento!

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    1. Con i due vaccini e il green pass non è impossibile, anche se ovviamente l’Italia rimane una meta più sicura. Più che altro in Italia uno evita la paura di non poter tornare a casa per via di qualche problema burocratico o per cambiamenti di normative dell’ultimo secondo!

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  7. Ti capisco benissimo Perchè la stessa situazione di chiusure e smarrimento le ho provate in Andalusia, viaggio da cui sono tornata da poco: moltissime strutture erano ancora chiuse, soprattutto musei e palazzi causa covid. Al che una domanda mi sorge spontanea… Cosa hanno fatto per riaprire in tutta sicurezza in questi mesi?

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  8. Io ricomincerò a viaggiare questa settimana, partendo dalla Grecia e devo dire che l’ansia non mi abbandona da qualche giorno. Nonostante io sia una persona organizzata, in questo momento non mi sento molto certa, ho sempre paura che qualcosa vada storto. Mi è stato molto utile il tuo accenno al sito ReOpen, che non conoscevo e di cui avevo bisogno!

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    1. Ti capisco benissimo perché pur avendo controllato mille volte tutti i documenti e pur avendo compilato con estrema attenzione tutti i moduli, la paura di aver sbagliato qualcosa non mi ha mai abbandonato! Poi in realtà nessuno controlla nel dettaglio, ma verificano che ognuno abbia tutta la documentazione.
      Buon viaggio 😍

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  9. Il Covid ci ha destabilizzato.. ancora. Noi abbiamo in mano un biglietto per LONDRA con partenza il 17 agosto, ma alla fine abbiamo deciso di non partire. Non ce la sentiamo. Le regole cambiano ogni giorno.. anzi ogni ora e non possiamo rischiare di prendere il covid in UK. Così abbiamo cambiato idea e restiamo in Italia .. va benissimo anche così.

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  10. Mi dispiace leggere della tua ansia e delle paure che sono totalmente comprensibili e giustificate.
    Il resto sono gusti personali e ci stanno ^_^ Piano piano ci riabitueremo a viaggiare, i documenti diventeranno una normalità e non ci faremo più caso. Lasceremo a casa anche l’ansia di rimanere bloccati all’estero o di dover prenotare ovunque, anche per una semplice birra. Pazientiamo anora un po’ ma hai fatto bene ad andare; bisogna sbloccare prima o poi. Io spero di tornare in primavera, incrocio tutto.

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  11. Io ho ricominciato a viaggiare a giugno e in quel momento, non essendo ancora in vigore il Green Pass, le regole per entrare in Spagna erano cambiate 48 ore prima della partenza, costringendoci a fare oltre al tampone molecolare 72 ore prima che avevamo già fatto, anche il test rapido perché i tempi del test erano stati spostati a massimo 48 ore prima. Ad agosto abbiamo optato per l’Italia, ma ora direi che con il Green Pass la burocrazia in parte è più snella, anche se occorre abituarsi a questo nuovo modo di viaggiare. Ottima scelta, Dublino!

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    1. Non sarà facile abituarsi, anche per via delle regole che tendono a cambiare molto spesso. Io prima di partire per Dublino guardavo in maniera quasi ossessivo-compulsiva il sito di ReOpen… Avevo già anche cercato una struttura nella mia città per fare un eventuale tampone prima della partenza!
      Ma probabilmente dobbiamo solo abituarci a questo modo di viaggiare. Dublino era un po’ triste per via dei negozi chiusi, ma è stato bello ripartire!

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  12. Purtroppo come dici tu viaggiare non sarà più la stessa cosa, di ciò mi rammarico molto ma l’evidenza dei fatti ce lo conferma. Lo spirito del viaggiatore però non si ferma e tra documenti, tamponi, Green pass si cerca comunque di provare nuovamente le emozioni che ben conosciamo e che vogliamo nuovamente scoprire in giro per il mondo!

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  13. Sicuramente viaggiare ora come ora non è come lo era due anni fa. Ma almeno voi in Europa potete farlo! Qui in Australia siamo ancora a frontiere chiuse, anche all’interno del paese i confini sono chiusi! Insomma, lì si viaggia forse con un po’ di fastidi ma almeno si viaggia!

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