Quando fa schifo Capodanno, fa schifo tutto l’anno

Questo è il periodo dell’anno in cui si prepara l’articolo sui travel dreams, dove si fa il bilancio dei mesi passati: dei viaggi fatti, dei progetti realizzati e dei piani per il futuro. Invece sono stati mesi di negozi chiusi, di ristoranti chiusi e di tutto il mondo chiuso in casa. Insomma un anno da dimenticare. Avrei dovuto immaginarlo, già alla fine del 2019. Ma andiamo con ordine, partendo proprio da dove tutto ha avuto inizio (no, non dal papa che ha schiaffeggiato la cinese).

Chi mi conosce sa che odio il Capodanno, e nel mio palmarès ho una collezione notevole di feste di San Silvestro da dimenticare. L’ultimo tra tutti, quello dell’anno scorso, a casa di una odiosissima conoscente di una mia amica. In origine i piani erano diversi, ma siccome la tizia indigesta aveva da poco avuto una bambina, non se la sentiva di uscire per partecipare a un cenone di Capodanno. Così, anziché restare a casa da sola come avrebbe dovuto fare, l’amica dell’amica ha invitato tutti da lei. Niente di terribile, si potrebbe pensare, ma la padrona di casa è una persona insopportabile. Parla a voce alta, si veste in maniera vistosa, si avvicina troppo quando ti parla, ride in maniera sguaiata: troppo loud, per i miei gusti.

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Non voglio scendere nei dettagli, ma vi basti sapere che sulle pareti del suo salotto ci sono almeno tre gigantografie che la ritraggono insieme al marito. E i loro nomi uniti da un cuoricino rosso sono praticamente ovunque: incisi sulle palle dell’albero di Natale, ricamati sugli strofinacci da cucina e sugli asciugamani da bagno. Come avevo immaginato a inizio serata, è stato un evento da dimenticare. E da allora, non posso fare a meno di pensare che tutte le sciagure del 2020 siano iniziate proprio quella sera.

Nelle settimane precedenti avevo provato a inventare delle scuse per non accettare l’invito, ma ero stata prontamente minacciata dagli altri nostri amici invitati. O tutti o nessuno è diventato il loro motto nella chat comune. Per me sarebbe andata benissimo la seconda opzione, ma il Prigioniero e i nostri amici non ne hanno voluto sapere per paura di sembrare ingrati e maleducati.

La sera del 31 dicembre 2019, con l’entusiasmo di un gruppo di condannati al patibolo, ci presentiamo alle sette a casa di tizia-odiosissima, insieme ad altre coppie mai viste prima. Gli ospiti arrivati prima di noi ci baciano e ci abbracciato e l’idea di baciare e abbracciare qualcuno che non conosco mi fa venire i brividi.

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Non posso nemmeno contare sull’alcol, perché le bottiglie sono gentilmente fornite dal papà del padrone di casa che nel tempo libero si diletta a produrre prosecco. Di qualità terrificante. Avrei dovuto immaginarlo, ma arrivare con la mia bottiglia di bollicine e non condividerla con nessuno sarebbe stato poco gentile. Nemmeno il cibo è una consolazione perché chissà come mai in queste occasioni si punta sulla quantità e non sulla qualità. La padrona di casa, tra una risata assordante e l’altra, porta in tavola antipasti, primi e secondi già pronti, comprati in qualche gastronomia parecchio scadente. Mangiamo male in piatti di carta e beviamo ancora peggio in bicchieri di plastica: non sono snob, sul serio, ma trovo ci siano poche cose più tristi di una cena con stoviglie e posate finte. A meno di essere a un picnic in montagna o al lago.

Plastic cutlery
Foto di Jasmin Sessler da Pixabay

Intanto, tra una portata e l’altra, la nostra ospite passa l’aspirapolvere sotto le sedie e sotto il tavolo per raccogliere le briciole e per evitare che la sporcizia si accumuli. Le va riconosciuto un pregio: è una persona molto pulita. Ma immaginate questa tizia che ogni dieci minuti si alza da tavola, compare con l’elettrodomestico e ti sanifica il pavimento sotto i piedi. A un certo punto, stanca di sentir parlare della sua tamarrissima bambina di pochi mesi che cerco in tutti i modi di non prendere in braccio perché non mi importa niente né di lei né della madre, decido di uscire insieme alla mia amica per prendere una boccata d’aria. Lei, la padrona, ci raggiunge dopo un secondo per fumare e inizia, con nonchalance, a criticare meschinamente una delle sue amiche sedute a tavola. Il tempo di una sigaretta, e torna dentro ad abbracciare e baciare la poveraccia.

Quando finalmente arriva l’ora che tutti stavamo aspettando, la TV da mille pollici viene accesa e si parte con i grandi classici del Capodanno, da YMCA a Brigitte Bardot. Se fanno il trenino mi ci butto sotto, penso. E un attimo dopo la tizia e i suoi amici si mettono in fila cantando a e i o u y.

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Non potendo fare come il maestro Canello, poco dopo la mezzanotte salutiamo e abbandoniamo il party. Tornando a casa, ricordo di aver detto al Prigioniero che con un inizio del genere, il 2020 sarebbe stato un anno di merda. La mia previsione non poteva essere più azzeccata: una pandemia mondiale che non accenna a dare tregua, viaggi cancellati uno dopo l’altro, dall’Irlanda alla Romania ai Paesi Baschi per finire con Catania. E varie sciagure minori ma non meno deprimenti che non sto a citare. Un anno durante il quale in tanti hanno imparato qualcosa, hanno saputo godere del tempo trascorso in casa e hanno capito davvero cosa non andava in loro e stronzate New Age di questo tipo. Io non ho imparato niente: non mi è piaciuto stare chiusa in casa per tre mesi, anzi da allora convivo con l’ansia, e ho capito che la mia pazienza e la mia speranza sono ormai esaurite.

Ma una cosa positiva in questo 2020 c’è, senza dubbio: tra un paio di giorni non ci sarà nessun cenone e nessuna festa mesta a cui partecipare.

52 pensieri riguardo “Quando fa schifo Capodanno, fa schifo tutto l’anno

  1. Ahahahaha! Credo che io, al tuo posto, sarei tornata a casa piangendo o facendo scenate si rabbia. Odio questo genere di feste, ma in generale odio Capodanno, che per me fa rima con ansia. Comunque mi sarebbero bastati i nomi uniti dai cuoricini per vomitare prima ancora di mangiare e bere.

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  2. Ahahaha! 🙂
    Vedila però cosi: la padrona di casa è stata decisamente lungimirante a pulire e sanificare casa ogni 10 minuti, ben prima che le parole sanificazione e igienizzazione entrassero nel nostro vocabolario quotidiano!

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  3. Io come te odio il capodanno e tutte le feste dove ci si deve per forza divertire e come te sono felice che quest’anno non si debba organizzare nulla di “speciale”. Certo che la tua amica che passa l’aspirapolvere durante la cena proprio non si affronta!

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      1. Ricordavo altri tuoi racconti “horror di Capodanno” e quella serata sembra essersi guadagnata un posto d’onore sul podio! Se penso che l’anno scorso festeggiavo l’arrivo del nuovo anno facendo il conto alla rovescia da una spiaggia di Cayo Largo…Quest’anno piumone e un buon libro, ma visto l’andazzo, sono già contenta di esserci arrivata in salute! Un abbraccio 😘

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  4. Io non so se all’ennesima passata di aspirapolvere sarei stata zitta. Passo da estrema tolleranza a tolleranza zero 😅
    Aiuto che orrore le gigantografie, non le ho mai sopportare.
    Anch’io mi ricordo un capodanno di alcuni anni fa veramente brutto.
    Non riesco a ricordare come l’ho passato l’anno scorso ma penso a casa come farò quest’anno.

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  5. Mi hai fatto morire con questo post!! L’aspirapolvere durante la cena non si può sentire ….. Io solitamente lo trascorro con cari amici in casa di uno o dell’altro, quest’anno sarà particolare ma speriamo comunque che sia diverso l’anno, la serata importa a pochi.

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  6. Ma qui tocchiamo livelli altissimi di tamarraggggine! Silvia, e poi dici che dalle tue parti non accade mai nulla? 😂 😂 😂
    Mentre leggevo nella mia mente risuonavano le note di Raf “you take my self control” sei stata veramente eroica a non soffocarla con i suoi orribili cuscini ricamati (perché sono sicura che li avrà avuti anche in camera da letto) 😂
    Dai, se come sospetti il Covid ti ha regalato ‘sta sciagura… lo stesso Covid te l’ha risparmiata dopodomani. Un bacione! ❤

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    1. Dalle mie parti non accade mai nulla di bello 😂 Sono d’accordo: io e le mie amiche abbiamo avuto un self control da fare invidia a Raf!
      Ci hai proprio preso sui cuscini perché la tizia ha un negozio di divani, poltrone ecc ecc – secondo me leggi nel pensiero!
      Un bacione anche a te 😘

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  7. Ahahah… Anche io non amo particolarmente il capodanno! L’anno scorso ero a Petra, in Giordania, e nonostante la mancanza di grandi festeggiamenti per me è stato perfetto! Comunque anche io penso di non aver imparato nulla da questi mesi in casa e non vedo l’ora di poter uscire, esplorare e scoprire il mondo… Speriamo in un 2021 migliore o almeno diverso da questo 2020! 🤞

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  8. Ahahahaha non ci posso credere!!!! Ho letto l’articolo tutto d’un fiato come se fosse un romanzo e sperando nel lieto fine ma, ahimè, sappiamo tutte che il lieto fine non ci sarebbe stato. Chissà se la padrona di casa leggerà mai questo articolo e si riconoscerà in tutti questi bizzarri comportamenti.

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  9. O mio Dio, non so proprio come sei riuscita a resistere….mi sembra un po’ esagerato pulire con l’aspirapolvere quando ci sono degli ospiti. Ma poi i piatti e forchette di plastica a capodanno…inaccettabile! Il tuo racconto è stato molto divertente anche se quello che hai vissuto è stato tremendo.

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  10. Come te odio il Capodanno: immancabilmente succede sempre qualcosa che va a scombinare i piani e anche quest’anno non è da meno. Non solo il covid ma anche una bella contrattura alla nuca e al collo avuta sta notte. L’anno scorso è stato abbastanza monotono mentre l’anno prima ero ricoverata in ospedale con 39 di febbre e la mononucleosi… Insomma, un vortice spaventoso (e dire che quest’anno sarei dovuta essere in Sicilia!).

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  11. Evito di criticare le persone, perché sono consapevole di avere mille difetti più degli altri. Ma essendo molto meno paziente di te, e anche meno polite, non sarei neppure lontanamente finita in questa situazione. Per me non ha alcun senso passare serate con persone con le quali proprio non mi trovo, e non ne ho mai fatto mistero. Al diavolo se c’è anche il resto della compagnia! Purtroppo non sono mai riuscita a convivere con certi momenti di disagio sociale, per cui li evito a priori, senza dover mascherare un finto entusiasmo che proprio non reggerebbe. Gli ultimi due Capodanni li ho trascorsi con il mio compagno in solitudine (per fortuna all’estero), perché abbiamo detto NO alla socialità di facciata. E comunque il 31 dicembre è una serata che fa schifo sempre, a prescindere. Espressione di degrado umano è una definizione troppo colorita?

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  12. Alla fine si è scoperto che non è stato il Papa che ha schiaffeggiato la signora asiatica, ma in realtà è stata la conoscente della tua amica!! Ovviamente si scherza e si spera che l’anno prossimo vada un po’ meglio, senza feste da questa tizia!

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  13. Non so cosa sia peggio tra il passare l’aspirapolvere mentre gli ospiti sono ancora presenti e il brindare al Nuovo Anno con i bicchieri di plastica, ahahahahahah!!!
    Ora non ci resta che puntare tutto sul 2021, penso sia impossibile scendere più in basso rispetto a dove siamo purtroppo arrivati.

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  14. Che bello vedere quanti siamo a odiare il Capodanno! 😀
    Leggere il tuo racconto mi ha sicuramente tirato su il morale, non perché goda delle disgrazie altrui, tutt’altro, ma perché è scritto davvero bene e in modo brillante! Del resto se non ce la ridiamo un po’ su, cosa ci rimane da fare in questo anno disgraziatissimo?! 😉
    E non farmi pensare ai viaggi saltati nel 2020, era l’anno della Polinesia, non dico altro… Confidiamo in un 2021 almeno un po’ meno peggio! 🙂

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  15. Nessun cenone neppure da me. Il mio desiderio è che quest’anno finisca nel silenzio e nella vergogna. Voglio che se ne vada come un ladro e che il nuovo anno capisca che non siamo persone con cui si può scherzare. Tante e troppe aspettative pesano sul 2021. E’ meglio che cominci ad impegnarsi da subito.

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  16. Mi hai fatto proprio morire dalle risate. Ma dai, le cose belle si trovano sempre! E questo capodanno di apertura del 2021 mi è proprio piaciuto, con la gioia di abbracciare e baciare marito e cucciolina nell’intimità familiare e senza obbligo di fare il trenino con estranei. Che sia un anno all’insegna delle cose semplici e vere! Auguri e in alto i cuori

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  17. Il mio Capodanno 2020 è stato uno dei pochi trascorsi fuori casa. In un piccolo ristorante, pochi tavoli, poca gente. Clima ideale per chiacchierare allegramente del più e del meno. A mezzanotte in punto ho stappato prontamente la mia bottiglia di spumante mentre gli altri due tavoli erano in difficoltà… mi sa che la sfortuna è iniziata da quella bottiglia…

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  18. Mi hai fatto morire dalle risate con il tuo racconto, sembrava il Capodanno di Fantozzi! Non oso immaginare “la simpatica tipa con l’aspirapolvere” al tempo del covid, sai che paranoie…
    E visto che abbiamo passato tutti un capodanno 2021 più tranquillo e “normale”, speriamo che sia tranquillo e “normale” tutto l’anno…

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  19. Oh my God! Che Capodanno terrificante! Molto peggio del mio peggior Capodanno, festeggiato sul divano reduce da un violentissimo virus gastrointestinale e in compagnia del mio ex, con cui non stavo più bene (e che infatti avrei lasciato qualche giorno dopo). L’aspirapolvere passata ogni dieci minuti è veramente l’apice di orrore, al culmine di un escalation cominciata dai nomi cuoriciosi della coppia incisi ovunque, dal prosecco home-made (io non credo avrei retto!) e dal cibo scadente offerto in piatti di plastica. Non mi meraviglio affatto che questa persona parli alle spalle della gente, e che sia partito l’ansioso trenino a mezzanotte :O Strano solo che non ci fosse la TV accesa su programmi a caso per l’intera durata della serata!

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