Ho letto un articolo qualche tempo fa, ma non ricordo con esattezza né dove né quando. Non la migliore delle premesse, ma il tema mi ha colpito: come essere viaggiatori più responsabili? Secondo l’autore, per raggiungere questo scopo, non dovremmo prendere l’aereo, non dovremmo spostarci in taxi, dovremmo scegliere solo alberghi a impatto ridotto sull’ambiente, e non dovremmo contribuire a peggiorare l’overtourism.
Praticamente sarebbe meglio stare a casa o, al massimo, viaggiare a piedi o in bicicletta. Non voglio dare l’impressione di non avere a cuore queste tematiche, al contrario. Sono le soluzioni che mi fanno sorridere, visto che alcune di quelle proposte sono davvero impraticabili.

Ma c’è qualcosa di concreto e soprattutto facile da mettere in pratica quando visitiamo una meta?
Come essere viaggiatori più responsabili: non cercare i dieci posti da vedere assolutamente a xyz
Essere ossessionati dai “dieci posti da vedere assolutamente a xyz” non fa altro che peggiorare la situazione già drammatica, in tanti posti, dell’overtourism. Il promontorio da cui guardare il tramonto, la scultura sul porto accanto alla quale farsi una fotografia: sono davvero posti che meritano di essere visti? Quante volte mi è capitato di arrivare in una città e scoprire che i posti segnalati come “imperdibili” si potevano tranquillamente perdere? Per esempio a Edimburgo, con il Dean Village, che per me non è stato niente di speciale.

Oppure, ancora, il Big Fish a Belfast, che è un’opera d’arte nemmeno tanto big. E che dire del bellissimo Macca-Villacrosse Passage di Bucarest? Puzza di urina, è sporco e buio. Chissà cosa c’è, davvero, dietro all’hype che si viene a creare intorno a certi posti. Per me, la soluzione è ignorare le liste con i posti da vedere assolutamente, e cercare angoli poco noti e meno affollati.
Come essere viaggiatori più responsabili: non illudersi di riuscire a vedere “tutto”
Ogni volta che torno a Barcellona o a Londra, immancabilmente trovo qualcuno che mi chiede: “Ma non hai già visto tutto?” No, ho visto solo una minima parte, e forse non vorrei neanche vedere tutto. Che senso ha partire per un viaggio con una lista infinita di posti da vedere? Verosimilmente non sarà possibile e, in ogni caso, il rischio è quello di passare pochi minuti in ognuna delle tappe con l’illusione di vedere tutto. Alla fine della giornata probabilmente non ci ricorderemo niente.

A volte si ha l’opportunità di conoscere meglio un posto prendendosi del tempo, magari senza nessun programma. È quello che abbiamo fatto in occasione del nostro viaggio tra Normandia e Bretagna: dopo un paio di giorni abbastanza intensi, ci siamo fermati per tre notti sulla penisola di Quiberon, senza niente di particolare in mente. Abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio e per tre giorni abbiamo fatto passeggiate sulla spiaggia, trascorso del tempo sulle sdraio del bar del porto, e cenato con vista mare. Non abbiamo visto tutto, ma siamo stati benissimo.
Come essere viaggiatori più responsabili: non focalizzarsi sui posti perfetti per Instagram
Mi viene sempre un po’ da sorridere e a volte proprio da ridere quando vedo le drogate di social in coda, spesso in uno dei dieci posti da vedere a xyz di cui sopra, mentre aspettano il loro turno per lo scatto perfetto. I colori dell’outfit che fanno pendant con il paesaggio o con i palazzi, e la posa assolutamente naturale. Di recente, ho assistito a una scena emblematica alla Carturesti Carusel, la libreria di Bucarest spesso definita tra le più suggestive al mondo.

Siamo arrivati subito dopo l’orario di apertura, quindi siamo riusciti a curiosare indisturbati tra gli scaffali ma, mentre uscivamo, non abbiamo potuto evitare di fermarci a osservare la fila di ragazze in attesa di farsi immortalare sulla scalinata di legno. Ognuna di loro faceva una fotografia identica a quella della ragazza precedente, nello stesso punto, nella stessa posa. Perché volere tutti lo stesso scatto “perfetto” da condividere su Instagram, anziché godersi la bellezza della libreria e sfogliare i volumi esposti?
Come essere viaggiatori più responsabili: non dimenticare che siamo ospiti
Da un po’ di tempo vanno per la maggiore i reel che propongono i posti o le esperienze “che conoscono solo i local”. Che di per se è un po’ un controsenso perché se tutti andiamo a pranzo o a cena in un locale frequentato solo dai local, presto diventerà un posto turistico. E forse la gente del posto inizierà a non sopportare più i turisti, come a Barcellona.

Quello che non dovremmo mai dimenticare quando visitiamo una città è proprio il fatto che siamo visitatori: siamo temporaneamente ospiti, e come tali ci dobbiamo comportare. Più che cercare a tutti i costi di sentirci “del posto”, dovremmo impegnarci a essere educati e rispettosi nei confronti della città e della popolazione che per qualche giorno ci ha tra i piedi.
Ci sono, secondo voi, dei modi per essere viaggiatori più responsabili?

Invidio molto i tuoi tre giorni a Quiberon tra sabbia e frutti di mare. Detto questo condivido ogni tua singola riga. E’ vero che se i posti sono belli tutti li vogliamo vedere ma questa ossessione per determinati luoghi promossi dai social sta diventando imbarazzante. Dovremmo un pò rallentare e soprattutto scegliere in autonomia i luoghi che ci parlano e che magari non sono famosi ma ci piacciono e ci fanno stare bene
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