Scarpe e viaggi: Adidas Stan Smith Lux

I viaggi sono spesso fonte di ispirazione anche per lo shopping. Per esempio, lo scorso ottobre a Madrid avevo visto in un negozio di scarpe un paio di Adidas, ma non avevo trovato la combinazione di colori che mi piaceva nella mia misura, nemmeno nel flagship store lungo la Gran Vía. Poco male, perché avevo visto che comunque erano disponibili online.

Appena rientrata le ho comprate, e dopo due giorni ho ricevuto a casa le mie Stan Smith Lux.

Adidas Stan Smith Lux: il brand e il modello

Il brand tedesco ormai famoso in tutto il mondo non ha sicuramente bisogno di presentazioni, e forse nemmeno le scarpe Stan Smith. Ciò che non conoscevo fino a qualche mese fa era la storia di questo iconico modello da tennis ideato per la prima volta nel 1965 e intitolato al francese Robert Haillet. Solo nel 1978 il nome venne sostituito con quello del tennista americano Stan Smith.

Il modello è molto lineare, con la tomaia bianca e la suola dello stesso colore. A differenza di altre scarpe Adidas, le Stan Smith non hanno le tre strisce laterali colorate, che sono state sostituite da altrettante linee perforate. Anche il branding è molto minimal, con il logo Adidas stampato sulla linguetta o sul tallone, a seconda delle versioni dello stesso modello.

Adidas Stan Smith Lux: il design e le differenze rispetto al modello Stan Smith

Il design molto semplice è pressoché sempre lo stesso dai tempi del mio primo paio di Stan Smith all’epoca delle elementari. La suola è bassa e bianca, e la tomaia è senza fronzoli. Il nome ufficiale della combinazione di colori che ho scelto io è Cream White / Royal Blue, ovvero tomaia color panna e dettaglio sul tallone blu elettrico.

Il modello non è quello tradizionale, ma nel mio caso è il Lux, che presenta una differenza sostanziale: nel Lux la tomaia è interamente in pelle, mentre in quello classico è realizzata con materiali riciclati. Plastica ricavata da scarti di altre produzioni e quindi con una particolare attenzione all’ambiente, ma pur sempre plastica. E poiché ho avuto una brutta esperienza con le Veja, ottenute con materiali di recupero della produzione di bottiglie in PET, ho preferito evitare di commettere di nuovo lo stesso errore. Prima di comprare le Stan Smith Lux in pelle, ho comunque deciso di voler dare una possibilità al modello tradizionale in materiali riciclati, provandole in un negozio di articoli sportivi vicino a casa, ma erano scomodissime anche solo rimanendo fermi davanti all’espositore.

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Per cui la composizione in questo caso è stato un fattore determinante nella scelta. Ma quali sono sostanzialmente le differenze, oltre alla vera pelle da un lato e la plastica dall’altro? Davvero minime, ma un occhio attento non se le lascerà sfuggire. Innanzitutto, le Lux sono caratterizzate dalla scritta Stan Smith in caratteri dorati sul lato esterno della scarpa, dettaglio che manca a quelle tradizionali. Inoltre, queste ultime hanno il logo Adidas stampato in bianco sul rinforzo in (finta) pelle del tallone, mentre nella versione Lux il logo è impresso sulla pelle del rinforzo, e dunque non si nota se non guardando attentamente. Personalmente preferisco l’aspetto delle Lux rispetto alle tradizionali, perché anche a prima vista si nota la differenza tra quelle in pelle e quelle in plastica.

Adidas Stan Smith Lux: la taglia e il prezzo

La scelta della taglia potrebbe essere un po’ complicata per chi come me porta il 39, perché la maggior parte delle scarpe Adidas sono disponibili o nel 38 e 2/3, oppure nel 39 e 1/3. Anche in questo caso, prima di comprarle online sul sito ufficiale, le ho provate in negozio nel modello tradizionale (l’unico disponibile) e mi sono resa conto che la misura adatta a me era la più piccola, ovvero il 38 e 2/3. Ho incrociato le dita, sperando che la calzata della versione Lux fosse la stessa e mi è andata bene. In ogni caso, sul sito Adidas ci sono le tabelle di riferimento per trovare la taglia più adatta.

Il prezzo è contenuto, soprattutto in confronto ad altre scarpe che ora sono sempre sold out sui maggiori siti, come le Jordan o le Dunk. Considerando che sono realizzate interamente in pelle, il costo di centotrenta euro è assolutamente accettabile. Un po’ meno quello della versione in materiali riciclati, che costa centodieci euro. Vale la pena, secondo me, di investire venti euro in più per il modello in pelle.

Adidas Stan Smith Lux: la mia opinione

Siccome il design ricorda molto quello delle Veja Esplar, che per me sono tra le scarpe più scomode al mondo, temevo che anche alle Stan Smith Lux sarebbe toccata la stessa sorte (messe in vendita su Vestiarie Collective dopo pochi giorni). Invece no.

Adidas Stan Smith Lux

Le Adidas si sono rivelate abbastanza confortevoli fin dal primo giorno. Comode sì, ma non comodissime, soprattutto se paragonate alle Autry Medalist con cui ho camminato per chilometri a New York e a Praga. Se dovessi dare un voto alla comodità, allora direi sette su dieci. In pratica, non credo che le metterei se dovessi camminare tutto il giorno. La pelle della tomaia è comunque morbida e si adatta in fretta alla forma del piede, così come la pianta leggermente larga. Le ho indossate finora in giornate sia più calde che più fredde, sostituendo le calze di cotone con quelle di lana.

Le Stan Smith Lux per me sono approvate: ottimo rapporto qualità prezzo, materiali di qualità, e design lineare che le rende versatili e facili da abbinare a qualsiasi look.

20 pensieri riguardo “Scarpe e viaggi: Adidas Stan Smith Lux

  1. IO le adoro, ma indosso agli altri. Avendo la curva del piede molto, troppo arcuata, ho bisogno di indossare scarpe che non abbiano il plantare basso. Restano comunque un modello iconico, a cui è difficile resistere!

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  2. Mi sono divertita molto a leggere questo articolo che mi è sembrato anche un ottimo esercizio di scrittura, come dare valore e argomentare partendo da un paio di scarpe. Le scarpe esteticamente mi piacciono molto ma non ho mai acquistato per questioni di comodità legate alla conformazione del mio piede.

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  3. Sei sempre una fonte di informazioni e curiosità, neanche io ne conoscevo la storia, per me sono sempre esistite, nate con il pianeta terra praticamente 😛 Ti ricordi che per sbiancarle usavamo il classico rimedio della nonna con una noce di dentifricio? Sto notando un ritorno al minimal da parte di molti brand storici di moda, forse un tentativo per disintossicare gli occhi da tutto il bombardamento di colori e modelli improponibili che vanno di questi tempi? No perché io approvo in pieno! Anche per me vale il tuo discorso “chilometraggio limitato”, ma va bene così, inoltre le trovo un’ottima alternativa agli anfibi 😛

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  4. Questo è fashion puro! Io le ricordo da ragazzina, quando erano un paio di scarpe “da ginnastica” come tante e anche poco considerate. Ovviamente le avevo, bianche e blu, poi sono passata alle Converse sempre basse con la stella verde. Che ricordi che mi hai sbloccato!

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  5. Scelta perfetta della combinazione di colore! Il blue royal illumina la scarpa che altrimenti sarebbe davvero molto neutra. Sulla comodità delle Stan Smith concordo con te, ci sono scarpe decisamente migliori per camminare però queste non hanno paragoni in fatto di must have della stagione!

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