I passeggeri che nessuno vorrebbe incontrare

Negli ultimi due anni ci siamo abituati a una triste routine che prevede di acquistare un biglietto aereo, prenotare l’albergo, immaginare di essere a destinazione e infine cancellare tutto per via di nuove restrizioni, di cambiamenti di colore delle regioni o per chissà quale altro motivo. Pur di tornare a viaggiare come prima, saremmo disposti a tutto, anche a tollerare quelle situazioni che fino a qualche tempo fa ci avrebbero fatto accapponare la pelle: dalla gente che salta la coda al gate al vicino di sedile che applaude all’atterraggio.

Tutti odiamo quelli che reclinano il sedile senza chiedere, i bambini che urlano, i passeggeri che cercano a tutti i costi di infilare un baule nella cappelliera. Ma credo che ognuno di noi sarebbe disposto a sopportare personaggi del genere pur di tornare alla normalità.

In un articolo molto divertente, la mia amica blogger Orsa nel Carro ha descritto una serie di passeggeri molesti che ha avuto la sfortuna di incontrare in tanti anni di viaggi in treno. Il suo post mi ha fatto tornare in mente alcuni compagni di viaggio in cui mi sono imbattuta ma che non avrei mai voluto incontrare. Ho provato a mettere insieme qualche aneddoto: si tratta di casi molto specifici, non di esempi generali. Ma potrebbero capitare a chiunque.

I passeggeri che nessuno vorrebbe incontrare: la collega chiacchierona

In aereo vorrei dormire, o almeno provarci, soprattutto per non essere completamente devastata una volta arrivata a destinazione. In particolare se si tratta di un volo intercontinentale. Purtroppo non è della stessa idea la collega con la quale devo partire per una trasferta a New York. Dopo un paio di ore di calma apparente durante il volo da Torino a Monaco, si sveglia all’improvviso come un jack-in-the-box umano e parla ininterrottamente dallo scalo tedesco fino all’atterraggio al JFK. Senza quasi respirare. Senza fermarsi nemmeno per mangiare il pollo con salsa gialla servito nei vassoi di polistirolo della Lufthansa.

A nulla serve fingere di dormire, mettere le cuffie per provare a guardare un film, aprire un libro con aria interessata: la chiacchierona mi racconta per filo e per segno tutta la sua attuale storia d’amore, dal momento del primo incontro fino alla proposta di matrimonio. All’arrivo conosco più dettagli io sulla loro relazione che il fidanzato stesso.

I passeggeri che nessuno vorrebbe incontrare: il bambino che viaggia da solo

Per fortuna non sono io la protagonista della disavventura: questa volta tocca al Prigioniero che, durante uno dei viaggi di lavoro in Giordania, si ritrova di fianco a un bambino che viaggia da solo. Uno di quelli che vengono accompagnati dagli assistenti di volo, dal momento in cui vengono lasciati in aeroporto fino alla consegna a un parente. Ho sempre immaginato questi bambini come dei piccoli viaggiatori un po’ spaventati e quindi molto tranquilli, per ricredermi subito dopo il racconto del Prigioniero.

Per tutta la durata del volo da Amman a Istanbul, il piccolo passeggero non fa altro che muoversi nel sedile troppo stretto per la sua mole, dare gomitate e calci e mangiare dolcetti confezionati in continuazione. Ma, soprattutto, ogni cinque minuti chiama l’assistente di volo con l’apposito pulsante per sbarazzarsi dell’incarto delle merendine o delle caramelle. Accompagnando il gesto alla parola rubbish a un volume troppo alto per le orecchie umane.

I passeggeri che nessuno vorrebbe incontrare: il veterinario esperto di gruppi sanguigni

Non ho mai approfondito l’argomento, per cui non so se il sedicente veterinario seduto accanto a me nel volo da Torino ad Amsterdam sia un cialtrone oppure no. Quello che è certo è che non capisce segnali chiarissimi come l’apertura del libro e la faccia incollata alla pagina. Perché troppo spesso la gente fa fatica a capire che non tutti vogliono parlare con uno sconosciuto, anche se per un paio di ore siamo costretti a condividere uno spazio ristretto?

Sta di fatto che il mio vicino di sedile mi impedisce di arrivare in fondo al paragrafo perché si sente in dovere di raccontarmi delle sue ricerche sui gruppi sanguigni, prima sugli animali e poi sugli esseri umani. Ricerche che lo hanno portato alla scoperta, a suo dire, della connessione tra antigeni dei globuli rossi e alimentazione. Appartieni al gruppo A positivo? Evita la carne. Se invece sei AB negativo, meglio stare lontano dagli zuccheri. Sciocchezze totali senza fondamento scientifico? Non ne ho idea e non mi interessa nemmeno. All’arrivo, getto nel primo cestino il suo biglietto da visita e il depliant della sua clinica.

I passeggeri che nessuno vorrebbe incontrare: il baccagliatore seriale

Il fatto che io non dia confidenza agli sconosciuti non significa che le persone che viaggiano insieme a me si comportino come me. Purtroppo. La mia amica Simona è molto loquace, al punto che riuscirebbe a parlare anche con una pietra. Nonostante questo, decido di partire ugualmente con lei per un weekend a Londra, con la speranza che riesca a trattenersi. Ovviamente non ce la fa e, prima ancora del decollo da Torino, sa già come si chiama e dove è nato il suo vicino di posto. Antonio è siciliano, fa il cameriere sulle navi da crociera e ha un passato come animatore nei villaggi turistici.

Avete presente il tipo? Sulla trentina, belloccio, abbronzato, coi capelli scuri un po’ troppo lunghi e lo sguardo che sembra dire: sono un uomo che non deve chiedere mai. Mentre sorvoliamo la Francia sfoglio con finto interesse la rivista di bordo, e sento Simona ridere scioccamente alle battute del baccagliatore seriale, che non perde occasione per strizzare l’occhio all’assistente di volo mentre si avvicina con il carrello, e a guardarle il lato b quando risale lungo il corridoio. All’atterraggio, saluto educatamente Antonio e lo osservo atterrita mentre, rivolto alla mia amica, mima con il pollice e il mignolo avvicinati all’orecchio l’inequivocabile gesto della cornetta del telefono.

“Ma sei scema? Gli hai dato il numero di cellulare?” le domando mentre ci allontaniamo lungo il corridoio. Già ho la pelle d’oca all’idea di dover passare del tempo con quel tizio. “Sì, ma falso!” sghignazza Simona voltandosi indietro per fare un’ultima volta ciao ciao con la mano al bell’Antonio.

Avete mai incontrato personaggi simili in aereo o in treno?

32 pensieri riguardo “I passeggeri che nessuno vorrebbe incontrare

  1. Hai detto bene, pur di tornare alla normalità io mi offrirei anche di fare da guida a questi soggetti (nell’intenzione, poi magari una volta scesi a terra me la darei a gambe hahahaha) 😀
    I chiacchieroni li conosco bene, il guaio è che ti agganciano proprio gli occhi, non solo pretendono di essere ascoltati, ma pure di subire attentamente tutte le loro espressioni facciali. Vedo che anche tu hai il tuo bel repertorio di disgrazie in forma di passeggero, e la cosa che mi atterrisce è il pensiero di trovarli peggiorati dopo la pandemia! Non oso immaginare quali tipologie di viaggiatori molesti abbia potuto generare questo periodo! Prepariamoci a incontrare i pericolosissimi virologi, farinologi e lievitologi, e ora anche i gasologi e zelenskology laureati all’accademia del Twitter! 😛 Grazie per avermi citata e grazie per le risate 🙂

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    1. Probabilmente anche io sarei disposta a fare da guida a questi soggetti, ma solo a piccoli gruppi e per non più di mezz’ora 😅 E pensa che spesso gente del genere me la ritrovo pure in ufficio quando sono costretta a chiedere di mostrarmi il green pass: tutti esperti di diritto, costituzione e violazione della privacy! Grazie a te per l’ispirazione 🥰

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    2. Io sono tendenzialmente tollerante in aereo…tollero chi batte le mani, chi tenta di infilare un SUV nella cappelliera, tollero anche chi salta la coda a volte perché tanto qualcuno lo rimprovera sempre …. Ma proprio non sopporto quelli che parlano ad alta voce, magari per tutto il lungo viaggio e pure di notte ! Ho trovato spesso gruppetti seduti agli angoli opposti dell’aereo che urlano per comunicare e ridono in modo sguaiato…

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  2. Beh guarda in quest’ultimo mese abbiamo ripreso a fare qualche week end fuori, in Italia. La peggiore categoria di viaggiatore è proprio il weekendista|villaggiatoreturistico italiano. Non rispettano le file, scavalcano anche i diversamente abili, Si buttano sul buffet come se avessero fatto una stagione nella steppa deserta.. per non parlare delle telefonate a voce altissima e con viva voce negli spazi comuni. Sono tornata da ogni viaggio sempre un pò più sconfortata.

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  3. Uso il treno spesso per lavoro e non sopporto quelli che guardano i video su cellulare o tablet senza auricolari e col volume al massimo. È una categoria in aumento, non solo nei ragazzini ma anche nelle persone di mezza età.

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  4. Io sono una di quelle persone che appena si siede in aereo mette le cuffie e apre un libro, per far capire subito che sono impegnata e non sento niente di quello che cercano di dirmi. Sinceramente lo faccio anche quando sono in spiaggia o in treno, sono una asociale qualificata 🙂

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  5. Ho fatto la pendolare per anni e in treno me ne sono capitate di ogni colore, usi e costumi.
    Tra tutti ricordo con immenso piacere, la gentilissima famiglia calabrese che ha addirittura apparecchiato con la tovaglietta nello scompartimento, rimpinzandomi di vino salamino e pecorino

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  6. Ahahahahahha mi hai fatto fare una sonora risata, per quanto io rispetto alla questione bambini mi trovi ormai dall’altra parte della barricata…dopo aver passato anni a maledire tutti i bambini in volo, ora sono io quella che è guardata con disprezzo ogni volta che mi imbarco con mio figlio xD Faccio sempre mille scongiuri e preghiere affinchè si comporti bene e devo dire che per ora è stato sempre abbastanza bravo :D!

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  7. Ho adorato il bambino che chiama ogni volta l’assistente di volo per sbarazzarsi della spazzatura!! Sempre meglio di quelli che riempiono la tasca del sedile con ogni sorta di avanzi e bicchieri di carta!

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  8. Io sono una taciturna e in viaggio amo così tanto leggere che appena qualcuno provo anche solo a intavolare una minima conversazione con me, rispondo a monosillabi e di solito funziona a scacciare i parolieri!

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  9. Come sempre mi piacciono molto le tue osservazioni in situazioni varie. Quella dei compagni di viaggio fastidiosi l’abbiamo provata tutti, io aggiungerei in questo periodo quelli che in volo continuano a mangiare pur di non mettere la mascherina. Mi è capitato su un volo per la Giordania ti assicuro un maleducato all’ennesima potenza

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  10. Che carrellata di persone poco simpatiche! Io aggiungerei, anche se risulterò impopolare, le famiglie che si ostinano a portare per viaggi di lunga percorrenza bambini estremamente piccoli che non fanno altro che piangere, loro malgrado: non dò la colpa ai bimbi, per carità, però tutti abbiamo diritto di viaggiare in santa pace.

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  11. Mi hai fatto davvero divertire con questo articolo e devo dire che hai centrato in pieno i tipi di passeggeri che nessuno vorrebbe avere vicino. Io personalmente in viaggio sono abbastanza asociale e molto molto paziente, indispensabile per sopportare questo tipo di personaggi!

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  12. Ogni volta che leggo questi post mi rendo conto di quanto io sia stata fortunata fino adesso!!! L’unica passeggera fastidiosa è in realtà la mia amica che non smette mai di parlare! Solitamente non mi dà fastidio, anzi, però ricordo un viaggio in pullman Londra Cardiff dopo le 22:00 dove qualcuno le ha detto di zittirsi perché volevano dormire e parlava a voce troppo alta!

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  13. Ho viaggiato molto per lavoro e quasi sempre da sola. Odio i provoloni, quelli che appena lasciano a casa moglie e figli si sentono come bambini in gita scolastica e si sentono autorizzati a provarci con chiunque respiri. Una donna sola in viaggio è considerata una preda facile e mi sono sentita spesso oggetto di tante e viscide attenzioni. Preferisco avere di fianco 10 bambini soli!

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