I passeggeri che nessuno vorrebbe incontrare (secondo capitolo)

Ho deciso di essere più tollerante. Di non arrabbiarmi e di chiudere un occhio in certe circostanze. Gli ultimi due anni hanno messo tutti a dura prova, privandoci di abitudini e libertà che davamo per scontate. Ora che stiamo tornando alla normalità, voglio provare a non innervosirmi di fronte a quelle situazioni che prima sopportavo poco. A partire dai passeggeri che non vorresti mai incontrare, quelli che vorresti far sparire dall’aereo, dal treno, dal gate, oppure dall’autogrill.

Anche questa volta ringrazio Orsa nel Carro e i suoi passeggeri molesti per l’ispirazione di questo articolo, e in parte i personaggi che ho incontrato da quando è stato possibile ricominciare a viaggiare: non solo in aereo, ma anche nelle fasi prima e dopo.

I passeggeri che nessuno vorrebbe incontrare: in attesa al gate

Siamo in coda da oltre mezz’ora quando eccolo che arriva: il gruppetto di amici che non si cura della fila e passa davanti a chi è pazientemente in attesa. Nessuno protesta perché sappiamo che saremo gli spettatori di una scenetta divertente. I quattro – due ragazze e due ragazzi – sono vestiti come se fossero appena scesi dagli autoscontri e hanno loghi dorati su ogni superficie. Quasi quasi ho bisogno di indossare gli occhiali da sole per non farmi abbagliare.

L’addetto al gate chiede i documenti al primo della fila, facendogli notare che non ha l’imbarco prioritario. Il tizio non capisce quale sia il problema, e lo dice con aria di sfida allo steward. Il problema sono i bagagli: ognuno dei quattro ha una borsa (le ragazze) o uno zaino (i ragazzi) di Gucci Vuitton D&G Balenciaga, più un trolley a testa, più un borsone a spalla.

“Amo’, fagli vedere a questo che tu hai la priorità!” urla il capobranco a una delle donne, che mostra con orgoglio la sua carta di imbarco prioritario. Non funziona così, cerca di spiegare l’addetto: il fatto che una persona del gruppo compri il priority boarding non autorizza quelli che viaggiano con lei a portare tutto il set di valigie. Iniziano a discutere, chiedendo di parlare con un responsabile, perché “hanno sempre fatto così e nessuno gli ha mai fatto storie”. A quel punto li sorpassiamo, abbandonandoli al loro destino. Non saprò mai come sia finita perché fortunatamente a bordo non sono seduta vicino a loro.

I passeggeri che nessuno vorrebbe incontrare: prima del decollo

Quanto sono fastidiosi quelli che devono sempre telefonare a qualcuno? Per qualunque sciocchezza, senza aspettare di vedere l’amico, la mamma, il fratello e dire tutto di persona. Mi danno ancora più noia prima del decollo, quando continuano a parlare al telefono nonostante l’invito del personale di bordo a utilizzare la modalità aereo. Trovo che sia una mancanza di rispetto nei confronti degli assistenti di volo e anche degli altri passeggeri. Perché continuare a chiacchierare come se fosse questione di vita o di morte, quando magari stanno telefonando alla zia per parlare della ricetta della parmigiana di melanzane?

Prima della partenza del mio volo più recente, la ragazza seduta dalla parte opposta del corridoio viene invitata ben tre volte a chiudere la chiamata: parla di unghie e di smalto semi-permanente e, nonostante questo, ha il coraggio di rispondere allo steward: “It’s business”. Forse è un’estetista, quindi si tratta proprio di lavoro? Con i suoi tempi, quando ormai l’assistente di volo sta controllando gli oggetti per la dimostrazione di sicurezza, la tizia chiude finalmente la chiamata. Non senza commentare ecccheppalle ad alta voce.

I passeggeri che nessuno vorrebbe incontrare: in volo

Impossibile non notarlo perché di solito, un paio di file più avanti oppure dietro di voi c’è l’italiano sulla quarantina che viaggia per lavoro. Lo riconoscete perché indossa i jeans stirati con la piega, le Hogan alte e la camicia sartoriale, ma con l’ultimo bottone sbottonato, perché è sì in viaggio di lavoro, ma in aereo vuole essere smart casual. Sa un po’ di inglese perché ai tempi dell’università è stato obbligato a sostenere il Preliminary English Test e, per questo, crede che il suo accento sia simile a quello di Hugh Grant. In realtà parla inglese come Alberto Tomba.

Però non lo sa, e inizia una conversazione con la nonnina nel sedile accanto al suo. Lei, essendo British, gli risponde con educazione anche se non gliene frega niente di quello che il passeggero molesto le sta dicendo. Lui infarcisce le frasi con you know e in my opinion buttati a caso qua e là, con un accento che più italiano non si può. Ma, soprattutto parla a voce altissima per pavoneggiarsi con tutti. Probabilmente anche gli assistenti di volo in coda all’aereo lo sentono (e ridono di lui).

I passeggeri che nessuno vorrebbe incontrare: dall’aeroporto al centro

All’inizio di questo post avevo detto di voler essere più tollerante, ma sento già che questa è una missione impossibile. Quando vedo l’allegra famigliola felice mi viene l’orticaria. Capite immediatamente che si tratta della famiglia della Casa nella Prateria perché sono vestiti tutti uguali: il figlio è la versione Mini-Me del papà, la figlia la fotocopia in miniatura della mamma. Stesse scarpe, stessa giacca sportiva, stessa pettinatura. Sul treno occupano il posto da quattro sedili, quello con il tavolino, e la sfortuna vuole che voi siate proprio dalla parte opposta del corridoio.

Non sopportate tutte le smancerie e gli sguardi compiaciuti dei genitori per aver creato dei cloni così intelligenti e così a modo? La soluzione è quella di scendere alla prima fermata e di aspettare il treno successivo. Ma se decidete di sopportare l’allegra famiglia per tutto il viaggio, probabilmente una volta a destinazione conoscerete i nomi di tutti i compagni di classe dei due bambini e dei colleghi di mamma e papà. Oltre al loro programma di viaggio dettagliato.

Avete mai incontrato personaggi simili durante i vostri viaggi in aereo o in treno?

22 pensieri riguardo “I passeggeri che nessuno vorrebbe incontrare (secondo capitolo)

  1. Ho incontrato spesso il gruppetto senza il priority, ma anche i viaggiatori singoli non scherzano sul non leggere cosa possono e non possono portare in cabina. Così come l’italiano medio che parla inglese con non solo un accento improbabile ma anche inventandosi alcune parole alla Aldo, Giovanni e Giacomo. Ricordiamo tutti “marciapaisis”? ahahah

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  2. “A partire dai passeggeri che non vorresti mai incontrare, quelli che vorresti far sparire dall’aereo, dal treno, dal gate, oppure dall’autogrill” e dalla faccia della Terra aggiungerei.
    Silvia ti presto mio marito, alias l’uomo più tollerante del mondo che in vacanza non si stressa nè si preoccupa se viene rapito da un commando di ribelli filippini. Io il Grinch, lui parla con tutti. Ma ….guai a lui se dà corda ai cafoni. Sai quelli che all’estero urlano per farsi sentire che sono italiani? Sai quelli che prendono per il culo i camerieri in italiano perché “tanto non capiscono un cazzo” ? Ecco li odio. fine del commento ahahahahah

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  3. Noooo avranno speso almeno 500 euro per imbarcare le borse! 😀 Cercavo disperatamente di alzare la voce per ascoltare l’inglese di Tomba, ma poi mi sono accorta che era solo una gif, dopo vado assolutamente a cercarlo su YouTube 😀 Il guaio è che per il futuro le cose andranno di male in peggio, proprio oggi ho sentito che le compagnie sono a corto di personale di bordo e di terra, e che taglieranno un sacco di tratte. Questo significa che torneremo ai treni. E ci torneremo insieme a passeggeri virologi, esperti di geopolitica, di gas e di siccità! 😛
    Poveri i nostri fegati… però quanto mi mancano quei sedili giallo blu! 🙂 Grazie per la citazione ❤

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    1. Sì, avranno speso di più per imbarcare i trolley che per l’intera vacanza 😂 Ma mi sembra il giusto prezzo da pagare per l’arroganza!
      Purtroppo non ho trovato degli audio di Tomba che parla inglese, ma ti assicuro che le interviste erano uno spettacolo.
      Già temo per le cancellazioni delle tratte perché ho da poco prenotato un volo e i biglietti dei treni – tutto ad incastro!
      Grazie a te per l’ispirazione ❤️

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  4. Alcuni giorni fa ho incontrato la passeggera che, consapevole di dover pagare all’imbarco per il bagaglio aggiuntivo 50 euro e che per farlo avrebbe dovuto usare la carta, ha comunque chiesto al personale della compagnia di volo di pagare in contanti scatenando una conseguente polemica finchè una ragazza non si è offerta di pagare con il suo bancomat per la signora e prendere i contanti

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  5. Ne abbiamo incontrato tutti di cafoni che si sentono padroni del mondo in tutte le situazioni ed effettivamente durante il viaggio spesso ci sono vicini ingombranti incuranti di dare noia oppure scene come tu hai descritto per l’imbarco, mi sa che bisogna davvero armarsi di pazienza ed essere tolleranti così va il mondo in tutte le situazioni!

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  6. Io ne ho trovata una sul volo per Osaka che si è “messa comoda” con pigiama e pantofole e ogni tanto si alzava per fare ginnastica nel corridoio. Un’altra cosa che mi infastidisce molto è quando ti ritrovi con quelli che dietro al tuo sedile non stanno mai fermi tanto da far muovere lo schienale su cui sei appoggiato e magari vorresti schiacciare un pisolino.

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  7. Come sempre a leggere i tuoi racconti mi fai ridere e tornare con la mente a tanti viaggi passati.
    Eccome se ne ho incontrata di gente che avrei buttato giù dall’aereo, dal treno o dalla nave, dove ero la settimana scorsa per lavoro, in un tripudio di cafonaggine (purtroppo) galleggiante… ci vuole tanta pazienza. E io non ne ho! 😀

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  8. Dai Silvia, mi aspettavo qualcosa di più da te in te in questo articolo! 😉 La lista dei casi umani in volo potrebbe essere infinita! Bambini (e genitori) menefreghisti dei vicini? Gente che ti mangia il paninozzo accanto, sbriciolando ovunque? E della puzzetta di sudore del vicino di posto che mi dici? Vogliamo parlare di chi ha un approccio aggressivo ai braccioli, come se fosseto solo suoi e ti sgomita addosso?

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    1. È perché sono già stata più cattiva in altre occasioni quindi questa volta mi sono trattenuta un po’ 😂 I bambini urlanti e scalcianti con genitori menefreghisti, quelli che mangiano cibi puzzolenti – tutti film già visti! E quelli che si tolgono le scarpe e infilano i piedi sul tuo bracciolo???

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