Tornare a viaggiare in Europa con il Green Pass

Qual è la prima cosa che avete fatto dopo aver ottenuto il Green Pass? Io ho immediatamente prenotato un volo per Dublino, una della destinazioni raggiungibili già da luglio senza obbligo di quarantena per i titolari di certificazione verde. Viaggiare non è sicuramente la cosa più importante, ma per me e per tanti altri la possibilità di ricominciare a organizzare una vacanza è stato un passo importante lungo il percorso che poco alla volta ci permetterà di tornare alla normalità.

Di cosa si tratta, in concreto? Il Green Pass, o più precisamente EU Digital COVID Certificate (Certificazione Verde in italiano) è un certificato emesso dagli stati membri dell’Unione Europea che permette di viaggiare senza restrizioni tra i paesi che ne fanno parte. Il certificato indica che il titolare è stato vaccinato (o è guarito, oppure è risultato negativo a un test), permettendo di spostarsi liberamente oltre i confini nazionali.

Il vaccino

Vaccinarsi è il primo passo per ottenere un Green Pass non provvisorio, con validità per i nove mesi successivi alla seconda dose (o alla prima, nel caso di vaccino che non prevede il richiamo). Non voglio innescare un dibattito sull’importanza dei vaccini, anche se ho le idee molto chiare su questo tema e un parere preciso su chi decide di tirarsi indietro per motivi del tipo “non so cosa c’è dentro” oppure “non è stato testato”. Penso solo che dobbiamo fidarci dei medici e di chi ne sa più di noi, perché il vaccino a questo punto è l’unico strumento che abbiamo a disposizione per provare a uscire da questo incubo.

Avevo paura, lo ammetto, anche perché sono stata vaccinata con Astra-Zeneca proprio nel periodo in cui ogni cinque minuti si sentiva un racconto dell’orrore sul prodotto di questa casa farmaceutica. Ma non mi sono tirata indietro perché credo che sia un dovere di ognuno di noi proteggerci e proteggere chi ci sta intorno.

Come ottenere il Green Pass

Qualche giorno dopo la somministrazione della seconda dose ho ricevuto via email un AUTHCODE da inserire sul sito ufficiale insieme al numero della tessera sanitaria per scaricare il pdf della certificazione verde, disponibile in più lingue. Chi avesse perso l’AUTHCODE o non lo avesse ricevuto lo può facilmente richiedere online.

Dopo aver ottenuto sia il pdf che l’immagine del QR Code, ho salvato entrambi i file sul cellulare, in modo da averli sempre a disposizione. Inoltre, dato che è meglio abbondare, ho scaricato anche la versione digitale tramite l’app Immuni, in pochissimi semplici passaggi.

Quali informazioni sono contenute nella certificazione? Innanzitutto il nostro nome, cognome e data di nascita. Poi il tipo di vaccino somministrato e la denominazione, la data della seconda dose e il numero identificativo unico. Prima di partire per l’Irlanda, ho stampato un paio di copie del Green Pass in modo da averlo sempre con me in versione cartacea oltre che digitale.

Quali siti ufficiali consultare prima di partire

Non fidatevi dei “sentito dire”, o degli amici che “lo hanno letto su Facebook”, ma consultate sempre i siti ufficiali per sapere con esattezza quali documenti occorrono per entrare in un certo paese, e soprattutto per avere la certezza che non vi siano altre restrizioni o ulteriori adempimenti. Prima di partire per l’Irlanda e prima di aiutare mio fratello a organizzare un viaggio in Francia, ho consultato ReOpen, il sito ufficiale dell’Unione Europea. Si inseriscono il paese di partenza e quello di arrivo, e si richiede il piano di viaggio.

ReOpen

Nella schermata successiva verrà elencata la documentazione necessaria per entrare nel paese di destinazione (Green Pass, eventuali PLF…) e quella per rientrare in Italia. Una valida alternativa è il questionario di Viaggiare Sicuri sul sito del Ministero degli Affari Esteri, ma per i paesi europei trovo che ReOpen sia molto più chiaro e completo.

È bene leggere con attenzione e controllare costantemente gli aggiornamenti prima della partenza, soprattutto perché alcuni paesi, come per esempio l’Islanda, oltre al Green Pass richiedono comunque a chi proviene dall’estero di presentare l’esito negativo di un test effettuato entro 72 ore prima della partenza.

I Passenger Locator Form

La maggior parte dei paesi europei, oltre al Green Pass, richiede la compilazione di un modulo di localizzazione dei passeggeri (Passenger Locator Form o PLF). Ogni paese ha una sua versione nazionale, ma le informazioni richieste sono all’incirca le stesse: dati anagrafici e contatti, indirizzo di soggiorno nel paese di destinazione, indirizzo di residenza in Italia, dati dei voli e posto a bordo. Se si viaggia all’estero, è necessario compilare due PLF: nel mio caso, quello irlandese per entrare in Irlanda, e quello italiano per rientrare a casa. Per trovare le versioni dei vari paesi è sufficiente fare una ricerca su Google.

Per quanto riguarda il PLF per rientrare in Italia, si può compilare direttamente online dopo aver fatto la registrazione con email e password. Subito dopo aver inserito le informazioni richieste, si riceverà via email un QR Code da mostrare al personale adibito ai controlli.

I controlli delle compagnie aeree e alle frontiere

Ho sentito tante persone dire che la compilazione del PLF è assolutamente inutile perché “tanto nessuno controlla”. In realtà, sia alla partenza da Bergamo che al rientro da Dublino, il personale dell’aeroporto mi ha chiesto il Green Pass e il PLF. Un gruppo di quattro persone in coda al gate si è visto negare l’imbarco perché la documentazione non era completa. Già al momento del check-in sul sito di Ryan Air, insieme ai dati del passaporto, ho dovuto inserire la Covid Documentation, allegando i pdf dei nostri Green Pass. Si tratta di un passaggio richiesto dalla maggior parte delle compagnie aeree, per cui al momento della stampa è importante controllare che sulla carta di imbarco sia presente la dicitura Covid Documentation Uploaded.

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Foto di Tumisu da Pixabay

Dimentichiamoci i tempi in cui per gli spostamenti tra paesi dell’Unione Europea non c’erano praticamente controlli di nessun tipo. Ora bisogna prevedere un ulteriore passaggio per il controllo della documentazione di viaggio (carta di imbarco, documento di identità, certificazione verde e PLF). Può sembrare un’ulteriore scocciatura, ma preferisco di gran lunga “perdere del tempo” per permettere a chi di dovere di fare le verifiche necessarie, per tranquillità mia e per la sicurezza di tutti quelli che viaggiano insieme a me, sia che si tratti di miei famigliari, sia che si tratti di sconosciuti.

Siete già stati all’estero con il Green Pass? Avete altri consigli da condividere?

38 pensieri riguardo “Tornare a viaggiare in Europa con il Green Pass

  1. Io invece ho paura e continuo ad averla e lo ritengo un vaccino altamente inutile, se comunque posso prendere il virus e trasmetterlo non proteggo ne me stessa ne chi mi sta vicino. E non è detto che Si prenda in forma lieve una volta vaccinati, ultimamente ci sono casi di terapie intensive anche tra vaccinati. Aspetterò finche non riuscirò più a sostenere questo ricatto sociale.

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    1. Io penso invece che noi non abbiamo gli strumenti per valutare né tantomeno per dire se sia inutile, per cui ci dobbiamo fidare. Se continuiamo ad aspettare non ne usciremo mai più e trovo che sia sbagliato anche nei confronti di chi invece ha deciso di vaccinarsi (anche perché una percentuale altissima di ricoverati non e vaccinata…)

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      1. Ricatto sociale secondo te sarebbe il vero nome? Mamma mia, sono senza parole. E triste, perché vedo che in tantissimi non si rendono conto che questo è un incubo e che per uscirne non dobbiamo fidarci di quello che leggiamo su Facebook ma seguire quello che ci viene detto dai medici e di chi ne sa di più.

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  2. Io non ho fatto niente non farò niente una volta ottenuto un certificato, perchè non ho intenzione di limitare le mie libertà a causa di altri. Non saprei neanche dire cosa avrei scelto di fare come prima cosa, perchè nel mio eremitismo sto anche bene ultimamente!!

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    1. Guarda, permettimi di dire come la penso: io trovo invece che non sia per niente giusto che le libertà di chi ha un po’ di buon senso vengano limitate da quelli che invece decidono di mettere a rischio gli altri per una qualche assurda questione di principio. Veramente, espressioni come ricatto sociale e limitazione delle libertà mi fanno venire la pelle d’oca ma soprattutto mi fanno capire che finché c’è gente che la pensa così non usciremo mai da questo incubo.

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  3. Sono tornata da pochissimo da un viaggio tra Francia e Spagna del Nord e devo dire che, pur avendo il Green Pass, ho dovuto usarlo solamente in pochissime occasioni, e sempre in Francia. In ogni caso io rispetto le opinioni di tutti, ma penso che la necessità di vaccinarsi sia reale, visto che è in ballo la salute di tutti!

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  4. Ma che ci doveva capitare… 😦
    La questione controlli mancati purtroppo è vera, mi riferisco sia agli spostamenti sia all’ingresso nei ristoranti ecc (true story), c’è sempre chi non rispetta le regole e chi non le fa rispettare. Per fortuna non è così ovunque. Vaccino o non vaccino, secondo me sono venute meno le regole basilari che avevamo imparato a inizio pandemia, se esci per strada sembra che non sia mai successo niente… lo sbraco totale! Personalmente cerco di non abbassare mai la guardia, nel rispetto delle regole, della sicurezza mia e di quella degli altri. Grazie per aver spiegato i passaggi in modo chiaro! 😉
    PS: immagino la tua ansia! ❤

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    1. Finora devo dire che in base alla mia esperienza finora i controlli ci sono stati, tranne che in un ristorante della mia città dove tra l’altro nessuno indossava la mascherina… Ma come dici tu, anche secondo me sono venute meno certe regole, e a volte sembra che la gente si sia dimenticata di tutto!
      Ma sì, dai, l’importante è che poco alla volta ci permettano di nuovo di tornare a viaggiare 🤞🏻

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  5. Avevo prenotato un volo con Scandinavian (che poi hanno cancellato), ma non mi avevano chiesto il Green Pass: meno male, perché l’avrei avuto solo al momento del volo, due mesi dopo; ma allora era in fase embrionale. Non sapevo del plf, non era citato in nessun sito di compagnie sree o nazionali turistici che avevi visto. Sono stato in Germania e Austria in auto e la precisione dei controlli sul Green Pass è stata variabile: dalla non richiesta allo sguardo veloce alla lettura più attenta (mai usate le app).

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    1. Mi dispiace per il tuo volo cancellato! All’inizio il Green Pass lo chiedevano solo al momento del volo, ma quando sono partita io (a fine luglio) era in vigore già da quasi un mese. E forse non c’erano nemmeno tutte le informazioni utili sui vari moduli!
      Per quanto mi riguarda, oltre ad avermelo chiesto per l’Irlanda, controllando i fogli con attenzione, è stato richiesto anche al mio compagno in Francia. Probabilmente dipende molto dalla persona addetta ai controlli.

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  6. Sono stata in Francia questa estate. Il green pass è obbligatorio anche per prendere un caffè all’aperto ma dopo le solite polemiche iniziali è diventata una routine.
    In auto non ci sono controlli alla frontiera e nessuno ha chiesto il PLF

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    1. Anche il mio compagno è stato in Francia qualche settimana fa per un solo giorno, e anche a lui hanno chiesto il Green Pass all’aperto. Tra l’altro è anche stato fermato in strada per un controllo da parte dei Gendarmi, che gli hanno chiesto di vedere il certificato di vaccinazione. A volte si fanno tante polemiche per niente, quando in realtà basterebbe fermarsi a pensare un secondo per rendersi conto che è per il bene di tutti.

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  7. Come ben sai, io non ho accesso al Green Pass almeno finché non torno in Sicilia e vado all’asl per richiedere la validità del mio vaccino a livello Europeo… Sono però appena tornata da Malta e ho visto gente essere rifiutata all’entrata perché aveva un vaccino che richiedeva una sola dose (non so quale fosse perché non ho mai sentito di un vaccino anticovid con una sola dose) così come ho visto gente doversi fermare e compilare il PLF e rifare la fila per passare i controlli.
    Devo però dire che al mio rientro in UK, nessuno mi ha chiesto nulla. Ora, non so se perché a Malta avessero controllato tre volte la documentazione o semplicemente non hanno stretti controlli ma mi è sembrato molto strano.

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    1. Ero convinta che a questo punto il Green Pass Europeo e il certificato di vaccinazione del Regno Unito fossero reciprocamente riconosciuti.
      Curioso il fatto che a Malta alcune persone siano state respinte: per esempio mia mamma ha fatto il vaccino Jonhsson, che prevede una sola dose, e ha ricevuto il green pass. Chissà, magari questi tizi non avevano fatto un vaccino riconosciuto a livello europeo.
      Io mi auguro che è comunque i controlli vengano fatti regolarmente, negli aeroporti, sui mezzi di trasporto e nei locali, in modo da convincere anche gli indecisi e uscire poco alla volta da questo incubo.

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      1. In teoria lo sono da un mese, ma sento sempre più storie dell’orrore che preferisco riuscire ad avere entrambi se posso.
        All’aeroporto di Malta il ragazzo infatti era furioso perché ripeteva che il suo vaccino non prevedeva la seconda dose, ma a questo punto penso non fosse riconosciuto dal governo maltese.
        Anch’io spero che si sveglino tutti quelli che sono contro.

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  8. Sono stata in Spagna a inizio luglio e non mi hanno chiesto greenpass e nemmeno il loro locator obbligatorio. Al momento del rientro dalla Spagna mi hanno chiesto il greenpass e il PLF. Stendo un velo pietoso sui controlli poi in Italia dall’obbligatorietà del greenpass ad oggi… Ben pochi me lo hanno chiesto.

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    1. Mi chiedo se ai confini a volte non ci siano controlli perché magari è già stato compilato il modulo online? Nei ristoranti è capitato anche a me: non mi è stato chiesto e per di più titolari e camerieri erano senza mascherina. Capisco che tutti abbiano bisogno di lavorare, ma in posti del genere non ci vado più.
      Potrei aver bisogno di consigli sulla compilazione del PLF spagnolo a breve 😉

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  9. Cara Silvia, anch’io a leggere certe affermazioni rimango a dir poco basita. Possibile che dobbiamo, sempre, a tutti i costi, mettere in dubbio e criticare tutto? Possibile che vogliamo essere sempre dei “tuttologi”? Io credo che, a volte, sia importante informarsi (scegliendo le fonti più autorevoli), ma sia ancora più importante fare un atto di fiducia e di responsabilità. Io ho perso delle persone care a causa di questo virus e non voglio sentire più parlare di patologie pregresse, cure tardive,… Basta! Per questo mi sono vaccinata, per me stessa ma soprattutto per chi mi circonda e devo ringraziare la sanità italiana perché, nonostante io sia residente all’estero, mi ha permesso di farlo in Italia. Le tue informazioni sui requisiti per viaggiare di questi tempi mi sembrano molto chiare e mi continuo a stupire quando qualcuno mi contatta per sapere cosa serve per viaggiare in Spagna (torniamo al discorso di affidarsi alle fonti informative più autorevoli!), ma soprattutto mi chiede se ci siano o meno controlli. Possibile che si sia sempre più concentrati sul modo di aggirare i divieti senza chiedersi cosa stia alla base di questi divieti?

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    1. Hai ragione al 100%. Come te penso che sia necessario fidarsi di chi ne sa di più, e anche assumersi le proprie responsabilità per proteggere noi stessi e gli altri. Possibile che queste persone non abbiano avuto parenti o amici che siano ammalati? Nel mio caso nessun famigliare, ma tanta gente che conosco e alcuni purtroppo non ce l’hanno fatta. Per cui sentir dire “non mi fido”, “è sperimentale” ma soprattutto “è una dittatura” mi fa andare in bestia. Poi quando a dirlo sono delle blogger abituate a viaggiare e quindi in teoria con una certa apertura mentale…

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  10. Ancora non ho viaggiato con il green pass, ma sto programmando di portare mia mamma in una capitale europea, quindi scoprirò presto questa nuova realtà.
    Stavo pensando, tra l’altro, proprio a Dublino, perché mi sembra una delle più “facili” da raggiungere.

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  11. Silvia, grazie per quest’articolo chiaro e utile, ma soprattutto grazie per la tua chiara presa di posizione. Rimango allibita di fronte a certe dichiarazioni, soprattutto quando a farle sono persone che, come dici giustamente tu, “in teoria” dovrebbero avere una certa apertura mentale, dato che sono abituate a viaggiare e girare per il mondo. E purtroppo ho dovuto riscontrare che persone così ci sono anche tra alcuni miei amici viaggiatori, cosa che non mi sarei mai aspettata.

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    1. Anche io non posso fare a meno di rimanere allibita davanti a certe dichiarazioni e a certe prese di posizione basate per lo più su pregiudizi e ignoranza. Non so proprio come facciano a non capire che la loro “libertà di scelta” limita quella di tutti gli altri.

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  12. Non voglio dilungarmi troppo sui vaccini. Come te, sono stata vaccinata con AstraZeneca, ma per fortuna qui in UK la campagna mediatica nei confronti dei vaccini è stata sempre piuttosto coerente. Inoltre a me piace andarmi a leggere i dati per farmi un’idea reale, a prescindere dai titoli di “certi” giornali. I dati per chi vuole capirli, sono inequivocabili. Detto ciò, viaggiare all’estero mi mette un pò d’ansia e non ti nego che tutti questi controlli ( e tanta burocrazia in più) non aiutano a farmi tornare la voglia di viaggiare oltre confine.

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    1. Qui purtroppo in tanti si fidano solo di quello che leggono su Facebook, e in tanti pensano al vaccino (e al Green Pass) come a uno strumento per limitare la libertà, anziché uno strumento che potrà restituircela.
      Viaggiare all’estero mi ha messo non poca ansia, te le confesso!

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  13. Sono del parere che la vaccinazione, per quanto un atto di responsabilità civile per il bene comune, debba essere una scelta personale. Ciò però impone dei limiti a chi decide di non farla. Ho viaggiato in Grecia e i controlli ci sono stati: devo però riconoscere che mi sono sentita più al sicuro a salire su un aereo di “greenpassati”. Credo sia un modo efficace per riprenderci gli spazi persi e recuperare i viaggi perduti.

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    1. In parte la penso come te, però penso anche che in una situazione come quella che stiamo vivendo, la vaccinazione non è solo più una scelta personale ma un dovere perché purtroppo chi non è vaccinato limita non solo la sua libertà ma anche quella degli altri. E anche io come te mi sono sentita più al sicuro su un aereo di passeggeri “grenpassati”. Sì, in generale è un modo per tornare a vivere in maniera più o meno normale.

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