Sentirsi come un newyorkese a New York City

Avete presente quando vedete qualcuno passeggiare per le strade della vostra città e capite subito che si tratta di un turista? Anche prima prima di sentire se parla un’altra lingua o ha un accento diverso da quello che sentiamo tutti i giorni. A volte è un dettaglio a tradirli: la macchina fotografica, la cartina della città o una Lonely Planet che spunta dalla borsa. In alcuni casi è l’abbigliamento: chi di noi, alla vista di una coppia in pantaloncini corti, cappello da pescatore e sandalo con calzino bianco non ha pensato a un forestiero teutonico? 

Non c’è niente di male a essere un turista in vacanza in una città sconosciuta, ma ammetto che preferirei essere vista come una del posto: una persona che i passanti fermano per chiedere dove sia la fermata della metropolitana più vicina o la strada più breve per arrivare a Bryant Park. E proprio a Manhattan, a differenza di Sting, ho provato la sensazione inebriante di non sentirmi un alieno a New York. Da cosa dipende? Come si fa a sentirsi un newyorkese a New York, anche se solo per pochi giorni?

Empire State Building.jpg

Sentirsi come un newyorkese a New York: l’abbigliamento

La mia conoscenza del settore della moda e delle tendenze è davvero limitata, ma di New York una cosa l’ho imparata: se si vuole passare per un newyorkese, bisogna essere street casual. Facile intuire il significato anche per chi come me è lontano anni luce dal pianeta fashion. Ma in cosa consiste lo stile newyorkese street casual? Innanzitutto è fondamentale essere molto informali: niente marchi o loghi in bella vista, niente accessori troppo vistosi, niente scarpe con tacco a stiletto.

New York City Blondie

La comodità è un aspetto fondamentale, soprattutto in una città dove le distanze sono enormi e per spostarsi da casa al posto di lavoro (o dall’albergo al museo/parco/attrazione che si vuole visitare) bisogna percorrere parecchie miglia. Andranno quindi benissimo un paio di jeans, una t-shirt o un pullover, magari sotto un blazer blu scuro o nero. Al look basta aggiungere un paio di scarpe da ginnastica o comunque calzature comode, e una shopping bag di tela all’interno della quale mettere un po’ di tutto: portafogli, cellulare, un libro, occhiali da sole e l’immancabile borraccia per l’acqua.

Sentirsi come un newyorkese a New York: usare i mezzi pubblici

Quello che cerco sempre di fare appena arrivata in una grande città è capire come funzionano i mezzi di trasporto, in modo da evitare, alla fermata della metropolitana, di perdere tempo studiando la mappa e sperando di prendere il treno nella direzione giusta. A New York può sembrare molto complicato innanzitutto perché la metropolitana ha un’estensione notevole, ma per sentirsi un vero newyorkese è importante utilizzare i mezzi pubblici conoscendoli come le proprie tasche, senza aver bisogno di consultare la cartina per ogni spostamento.

New York Metrocard

Innanzitutto la metropolitana arriva praticamente ovunque, ed è un risparmio notevole rispetto ai taxi, che si tratti di yellow cabs o di Uber. Un consiglio da newyorkese (che ho imparato sulla mia pelle dopo aver sbagliato anni fa): prima di prendere un treno della metropolitana è bene conoscere la differenza tra un local train e un express train. Il primo farà tutte le fermate previste sulla linea, mentre il secondo solo le più importanti. Per arrivare fino al capolinea andrà benissimo un express, mentre per andare da Union Square a Times Square conviene prendere un treno locale, altrimenti si corre il rischio di trovarsi nel Queens.

Sentirsi come un newyorkese a New York: il cibo

Per sentirsi come un vero newyorkese occorre anche mangiare come un vero newyorkese. Dunque non bisogna esitare a comprare il pranzo da un food truck. Se fino a qualche anno fa la scelta era limitata alle bancarelle che vendevano tristi hot dog serviti in una pagnotta avvizzita, ora la scelta è davvero ampia. I food truck che servono pizza, cibo messicano, lobster rolls, hamburger, insalate, o gelato si trovano un po’ ovunque. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche.

New York Ice Cream Van

Altrettanto importante se non si vuole essere scambiati per stranieri in vacanza è evitare le catene internazionali di cui non è necessario fare nomi. Prima di tutto perché la qualità non è mai ai massimi livelli, e poi vogliamo mettere il fascino di una caffetteria all’angolo di una strada? Mi viene in mente per esempio Bakeri a Williamsburg, o Ludlow Coffee Supply nel Lower East Side, dove bere dell’ottimo caffè accompagnato da un dolce o da una fetta di torta salata. Altro consiglio importante: si possono tranquillamente dimenticare i contanti, perché i newyorkesi sono abituati a pagare qualunque cosa, anche un caffè, con la carta di credito o con app tipo Apple Pay.

Sentirsi come un newyorkese a New York: la geografia della città

Per non essere presi alla sprovvista, soprattutto nel caso in cui un passante ci dovesse chiedere delle indicazioni stradali, è importante conoscere la geografia della città. Ma anche per noi stessi: non è una bella soddisfazione sapere esattamente in quale quartiere ci troviamo senza doverlo leggere su Google Maps? Per questo è fondamentale sapere che New York City è divisa in cinque boroughs, o distretti, e che Manhattan è soltanto uno di essi ed è a sua volta formata da tantissimi neighborhoods o quartieri. I nomi spesso ne rispecchiano la geografia, come Midtown, mente altri prendono il nome dalla popolazione che un tempo ci viveva, come Little Italy, e altri ancora sono acronimi, come NoLIta (North of Little Italy). 

Conoscere la geografia non è tutto, così come non è sufficiente sapere i nomi dei quartieri e dove si trovano. Altrettanto importante, per riuscire a localizzare una zona, è conoscere il significato dell’acronimo che indica quell’area della città. Non basta sapere che esiste un posto chiamato Tribeca se non si sa che il nome per esteso è Triangle Below Canal Street, ossia “il triangolo al di sotto di Canal Street”. Allo stesso modo, per essere un vero newyorkese bisogna conoscere anche la corretta pronuncia. Per esempio, Greenwich non si pronuncia come se dovessimo leggere separatamente le due parole green e wich, ma bensì grenich – senza una delle due “e” e senza la “w”. Potrebbe sorprendere anche la pronuncia di Houston Street: a New York la parola Houston non si pronuncia nel modo in cui siamo abituati a sentirla nella frase “Houston, abbiamo un problema”, ma piuttosto come se la grafia fosse howston – con il dittongo “au” e non “iu”.

Sentirsi come un newyorkese a New York: esplorare la metropoli

New York non è solo Manhattan, e per questo è importante ritagliarsi del tempo, soprattutto se non si tratta del primo viaggio in città, per esplorare anche altri quartieri. Da tempo sognavo di andare a Coney Island, ma non l’ho mai fatto per mancanza di tempo. Per raggiungerla bisogna prevedere più di un’ora in metropolitana, ma la possibilità di bagnarsi i piedi nell’acqua dell’Atlantico e pensare che anche i newyorkesi vanno in spiaggia vicino a casa non ha prezzo, in particolare per chi ha amato The Warriors.

Coney Island ruota

E poi non c’è niente di meglio che vedere lo skyline di Manhattan da un’altra prospettiva, come per esempio dal Brooklyn Bridge Park. O, ancora, passare del tempo in un altro neighborhood. Proprio per questo motivo, durante l’ultimo viaggio a New York ho deciso di trascorrere due notti a Brooklyn nel quartiere di Williamsburg. Ed è stata un’ottima scelta perché mi ha permesso di conoscere una dimensione diversa, più umana e molto meno turistica, rispetto a quella di Manhattan. Niente ragazzine alla ricerca del selfie perfetto, nessun gruppo di italiani alla ricerca del fast food più vicino, ma solo newyorkesi.

42 pensieri riguardo “Sentirsi come un newyorkese a New York City

  1. Il forestiero teutonico veste proprio una divisa, tra l’altro è all-season come le gomme 😛 Che belle queste righe Silvia, un po’ mi ci hai fatta sentire newyorkese, ho immaginato di prendere la metro, gustare un lobster rolls col naso all’insù ammirando i grattacieli, e poi rilassarmi in una caffetteria e godermi il passaggio delle persone dalla vetrata! Mi segno i consigli sui quartieri, non sapevo degli aronimi. Sul “niente italiani” sono rimasta basita… secondo me c’erano ed erano in modalità stealth 😛 E poi stavo pensando… considerando il mio abbigliamento turistico abituale (anfibi, pantaloni cargo, giubbetto in pelle), in quale città potrei passare tranquillamente per una del posto? 😀

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    1. Sì la divisa del forestiero teutonico va bene tutto l’anno e anche in qualsiasi meta!
      Lo giuro, niente italiani, anche se la gelateria era italiana e con canzoni ovviamente italiane (Carmen Consoli) quindi mi sa che hai proprio ragione tu 😉
      Fammi pensare… direi che la tua divisa invece starebbe bene a Berlino ma anche a Londra!

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  2. tutto verissimo! Anche io ho cercato di essere più newyorkese dei newyorkesi stessi, attraversando la strada di corsa senza guardare (ma a Milano mi sono allenata) reggendo in mano il bicchierone di caffé. Il risultato è che mi sono ustionata le mani. Però una cosa l’avevo imparata proprio a NY, ovvero lasciare le scarpe col tacco in ufficio e muovermi con le sneakers anche con il tailleur. E poi usare i mezzi pubblici è ormai un must in tutte le metropoli e io adoro osservare le persone sulle metropolitane, si impara tantissimo!

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    1. L’abilità di correre con la tazza di caffè bollente (o mangiando il panino con una mano tenendo il cellulare nell’altra) senza ustionarsi oppure rovesciare tutto addosso a un passante per me è irraggiungibile 😂
      Le sneakers con il tailleur fanno tantissimo New York!

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  3. Ottima idea la tua. Anche a me non piace essere scambiata per una turista della domenica. Se mi scambiassero per una newyorkese sarei super orgogliosa, così come lo sarei se mi scambiassero per una parigina. Concordo soprattutto sul cibo e sul non farsi vedere sprovveduti davanti alla fermata della metro 🙂

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  4. Onestamente non mi sono mai posta il problema in questi termini; quando viaggio vesto sempre come vestirei in Italia, cioè jeans, maglietta e scarpe da ginnastica, con qualche piccola variante a seconda della stagione o del luogo. Certo che mi piace sperimentare alcune delle abitudini dei locali, ma dipende dalle abitudini e dai posti. Non mangerei mai gli scorpioni per sentirmi una cinese a Pechino 🙂

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  5. Anche io vesto molto casual, ma penso che comunque noi italiani ci distinguiamo sempre per il nostro stile. Proprio a NYC un gioco che facevo con mia sorella era distinguere gli italiani dai locals dai vestiti. Adoro la loro praticità nell’indossare le sneakers con gli outfit eleganti per andare al lavoro, noi ci facciamo più problemi ad andare in giro così!

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  6. Mi piace l’idea di essere scambiata per una del posto, come hai detto tu a volte basta solo osservare quello che fanno gli abitanti e imitarli, l’articolo regala tante belle info per passare dei giorni come una newyorkese

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  7. Ormai penso lo sappia anche tu che New York è in cima alla mia lista di sogni di viaggio e ogni articolo che la riguarda lo divoro! Cosa invidio di più a un abitante del posto? L’uso perfetto della metropolitana senza dovere consultare continuamente la cartina (mi hanno detto che non è semplicissimo destreggiarsi la prima volta).
    Sullo street casual…camminando molto, in viaggio ho un abbigliamento super comodo, forse potrei confondermi tra la massa, anche se la.macchina fotografica mi tradirebbe! 😊

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    1. Sì sì lo so che è in cima alla tua lista e ormai è tornata anche in cima alla mia dopo due anni di assenza!
      È vero, la prima volta non è semplicissimo ma devo dire che in un paio di occasioni un paio di newyorkesi si sono fermati e ci hanno dato una mano. E poi si impara.
      Anche io sono sempre molto casual però purtroppo senza macchina fotografica 🙂

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  8. Anche se conoscessi a memoria tutte le linee della metropolitana o i nomi dei quartieri, mi beccherebbero subito, perché New York è una continua scoperta. Mi beccherebbero perché ho sempre quella faccia stupita e lo sguardo affamato. Aggiungiamo che fotografo sempre tutto… Sarei una pessima attrice! Ma pazienza!

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  9. Ogni volta che visito una città, soprattutto estera, tento di immergermi completamente all’interno dell’atmosfera che si respira in quel determinato luogo: a New York ad esempio ho partecipato al Gay pride e ho fatto foto con sconociuti in ciabatte e pigiama, o ad Heidelberg ho provato a frequentare solo locali in cui si riunivano i tedeschi, i famosi kneipe. Che dire, ogni esperienza mi ha arricchito!

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  10. Una boccata di aria fresca, questo tuo articolo!
    Avvo proprio bisogno di un po’ di New York City 🙂
    La gioia di sentirmi un pochino newyorkese, e non un “englishman in New York”, l’ho provata anche io… è proprio bello sentirsi preparati, ferrati, sul tema, e non come quei turisti che… Times Square-Empire-Fifth Ave e via.
    Non conoscevo però la corretta pronuncia di Houston e Greenwich, grazie!
    Proprio stamattina riecheggiavano in casa mia queste frasi: “andiamo sulla punta della penisola di Long Island?” “Ma dobbiamo anche ancora vedere Coney Island eh…”, e poi vedo il tuo articolo!!!

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    1. Mi fa piacere aver portato un po’ di “aria di New York” in casa! Anche se in questo periodo un po’ di aria di qualsiasi città diversa da quella in cui viviamo andrebbe bene 😉
      Io invece in questi giorni ho un po’ di nostalgia dell’Irlanda per cui se c’è qualche tappa che non hai ancora raccontato, questo è il momento di farlo!

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  11. Utilissima l’informazione sui local ed express train, non lo sapevo, anche se mi ricordano la linea Metropolitan di Londra. Alcuni treni fanno tutte le fermate ma hanno semplicemente la scritta “all strations” in sovraimpressione, altrimenti è automatico che ne salti qualcuna.

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  12. Ammetto che sentirsi un newyorkese a new york, almeno la prima volta, è un po’ difficile. É inevitabile farsi riconoscere perché dubito che i newyorkesi stiano sempre con il naso all’insu o con la faccia sorpresa hahaha. Così ero io a NYC. Però, dopo un po’ segui il ritmo e attraversi gli incroci esattamente come loro 😉

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  13. Bellissimo questo articolo! New York ha qualcosa di speciale che fa sentire a casa un po’ tutti! Io ci sono stata 3 mesi e la sensazione di sentirsi “newyorkese” è stata la più bella. Specialmente quando mangiavo in qualche food truck o esploravo la città conoscendo a memoria alcune strade! Spero di ritornarci ancora una volta!

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