Travel Blogger Italiane: posti insoliti dove dormire in Asia e Oceania

Mi è capitato di dormire in una prigione convertita in hotel a Oxford e in una riserva indiana tra Minnesota e North Dakota, e già credevo che fossero posti insoliti. Ma non mi ero confrontata con le amiche Travel Blogger Italiane che hanno avuto esperienze fuori dal comune sia in Europa che in America e in Antartide. Questa volta è il turno degli alberghi insoliti in Asia e in Oceania, tra bungalow sospesi sull’acqua, caravanserragli, capanne e ghost houses.

Come sempre, ringrazio Elena di Viaggio Dolce Viaggio che è stata la mia ispirazione per questi articoli perché ogni volta trova sempre sistemazioni che hanno qualcosa di speciale, come per esempio la yurta mongola… in Irlanda!

Bora Bora: l’overwater bungalow

Di Teresa – Nonni Avventura

Dormire in un overwater bungalow è un’esperienza speciale, ma se poi il bungalow in questione è situato nella splendida laguna di Bora Bora diventa addirittura magia.
Non parliamo dei costi; si sa che la Polinesia Francese è una delle destinazioni più care del mondo, ma se decidi di fare il gran passo, allora non badi alla spesa.
La laguna di Bora Bora, la famosa “perla del Pacifico”, è un incanto fatto da mille sfumature di blu; e nel centro il monte Otemanu che domina l’insieme.
Svegliarsi al mattino ascoltando il lento fruscio dell’acqua intorno a te, ti da un’energia inimmaginabile; si, perchè sei circondata dall’acqua da tutte le parti. Solo un piccolo pontile di legno ti collega alla terra ferma.

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Foto di Nonni Avventura

Non hai bisogno di vestirti per fare un bagno rigenerante; devi solo infilarti un costume da bagno, scendere la scaletta e lasciarti avvolgere dall’emozione di essere nell’isola più famosa al mondo.
Oppure puoi sdraiarti sulla tua terrazza, dove non ti vede nessuno, senza indossare vestiti, godendoti la vista più spettacolare che si possa immaginare.
L’interno del nostro bungalow, che pure non era enorme, era lusso allo stato puro; l’unica carenza era il wifi, costosissimo e inefficiente. Ma onestamente, in un posto così, vi preoccupereste del wifi?
Il contatto continuo con il mare è garantito anche senza guardare fuori; il bagno era pieno di pannelli trasparenti da cui era possibile vedere i pesci che nuotavano sotto al bungalow.
E nel centro del salottino era piazzato un tavolino; il piano era un cristallo scorrevole. Non vi dico quanto ci siamo divertiti a buttare briciole di pane e vedere gruppi di pesci coloratissimi, più o meno grandi, accorrere per mangiare.
Abbiamo trascorso tre notti in questo paradiso, godendoci il panorama, la tranquillità e il silenzio; ma non nego che ci saremmo rimasti ancora molto volentieri!

Australia: la ghost house

Di Anna – La Tartaruga Volante

La scelta dell’alloggio, nell’ambito di un viaggio, non è solo una componente necessaria ma a volte diventa anche l’obiettivo del viaggio stesso. Ed è ciò che è stato per me il viaggio nella zona della Goldfields Region nel Western Australia.
L’idea del viaggio era di seguire le orme dei cercatori d’oro, scoprire le loro città e dormire in una casa abbandonata, avevamo letto che ce n’erano alcune in zona, il problema è stato trovarla.
Lungo la strada che porta alla città di Kalgoorlie, dove si trova la miniera d’oro più grande al mondo, c’è una fattoria semi-abbandonata, bisogna seguire le indicazioni per Bullabulling Farm Station, dove si può alloggiare in una vecchia fattoria abbandonata.

Ghost House Australia Tartaruga Volante
Foto di La Tartaruga Volante

Per raggiungerla ci vuole un po’ di fortuna e una macchina robusta. La strada infatti è sterrata, piena di buche e immersa nel bush australiano, ovvero cespugli, caldo torrido e mosche, tante mosche. Dopo circa venti chilometri appare una piccola staccionata di legno smunto e dietro ad alcuni cespugli c’è lei, la Ghost House. La porta è chiusa, ma sulla finestra c’è la chiave e un cartello “Benvenuto viaggiatore, se vuoi dormire, riposarti o farti da mangiare, qui trovi tutto il necessario. Ti chiedo solo di lasciare il posto pulito così che il prossimo viaggiatore possa godere di queste mura”. Ecco fatto il check-in.
La casa è semplice, con i muri scrostati ma pulita. Le finestre erano così impolverate che nemmeno i ragni ci avevano fatto la ragnatela, ma all’interno era tutto perfetto. C’era un divano, una piccola cucina, due camere e… niente bagno. Ah il bagno, ovviamente all’esterno, sotto le stelle.
All’inizio non ero proprio tranquilla nel dormire lì, da soli, in mezzo al nulla, senza nessuna connessione, chissà cosa poteva accadere. Ma ora dopo ora, mano a mano che il buio iniziava a fare la sua comparsa, non so perché ma ero serena. Non faceva più caldo torrido, l’aria era fresca, la luce delle candele ci faceva compagnia, assieme ai miliardi di stelle che, nel mezzo del deserto rosso, sembravano ancora più luminose.
Al mattino ci siamo svegliati e davanti alla casa c’erano canguri ed emu che facevano colazione.
La Ghost House è stato il posto più bello in cui abbiamo dormito, non mancava nulla, anzi mi sono sentita una principessa, dove il lusso erano i suoni della notte, le stelle e il silenzio così rumoroso da farti compagnia. Ah, e di fantasmi nemmeno l’ombra.

Oman: una notte nel deserto

Di Virginia & Leonardo – Travel Gudu

Una notte nel deserto è già di per sé un’esperienza unica. Ma trascorrerla in una capanna di rami e fronde di palma con la sabbia come pavimento è indimenticabile. 
Siamo nel deserto Rub’al-Khali, in Oman. All’orizzonte a 360° gli occhi incontrano solo sabbia e cielo. Abbiamo guidato fino a qui con il nostro fuoristrada, in carovana dietro alla guida beduina – impossibile altrimenti trovare il campo in mezzo alle dune.
Il nostro campo è fatto da una manciata di tende e da una manciata di barasti: il barasti è una capanna beduina, costruita con rami e fronde di palma. All’interno, il barasti è un rettangolo scuro grande quanto basta per accogliere un letto e un baule. All’esterno c’è una piccola “veranda” con due sedie, un tavolino ed una lanterna. Niente elettricità, niente internet. La famiglia beduina che gestisce questo campo prepara per noi attorno al fuoco la cena, cuoce il pane nella brace e ce lo serve appena tolto dal fuoco. Sediamo a piedi nudi su un tappeto buttato sulla sabbia, mangiamo pollo e datteri e beviamo il tè speziato mentre aspettiamo che scenda la notte.

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Foto di Travel Gudu

Nel deserto, è il cielo stellato il grande indiscusso protagonista. Trascorrere la notte in un barasti, così lontani dalla modernità e così immersi nella natura, permette di svegliarsi nel cuore della notte, cercando a tentoni la porta nel buio della capanna, e, usciti, farsi inondare dal cielo stellato. Ma significa anche godersi gli attimi di vita del sole, vederlo morire sfumando nel rosso aranciato della sabbia all’orizzonte e vederlo rinascere la mattina dopo in riflessi rosati mentre la sabbia sotto i piedi si intiepidisce sempre più scaldata dai raggi.
La notte trascorsa nel barasti beduino nel deserto dell’Oman rimane per noi una delle più autentiche ed emozionanti mai vissute.

Iran: il caravanserraglio lungo la Via della Seta

Di Valeria – Mente in Viaggio

Tra i luoghi più affascinanti in cui ho dormito vi è sicuramente il Caravanserraglio Zein-o-din, in Iran. I Caravanserragli erano luoghi di sosta e di ristoro posizionati su antiche rotte commerciali: servivano appunto affinché le carovane di cammelli o di cavalieri potessero fermarsi per la notte nei viaggi tra terre lontane, spesso attraverso deserti e aree impervie e disabitate, per trasportare spezie, tessuti e preziosi.
In particolare quello di Zein-o-din risale al XVI secolo ed è stato uno dei 999 Caravanserragli fatti costruire, ogni 40-50 chilometri circa, sotto il regno di Shah Abbas I per facilitare il commercio. Questa è una delle poche strutture costruita con solide torri circolari ed era una delle meglio conservate. L’edificio è stato poi comprato da privati che l’hanno ristrutturato e che ne hanno fatto una sorta di ostello “chic”. Si dorme come si faceva un tempo: sui grandi tappeti persiani. Nelle nicchie della costruzione sono state create piccole stanze, separate da tendaggi per garantire la privacy, dove troverete ampi materassi appoggiati ai tappeti e tutta la biancheria da letto.

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Foto di Mente in Viaggio

La struttura si trova a circa un’ora di strada da Yazd, nel mezzo del nulla. Probabilmente era una tappa per i viaggiatori che arrivavano dal deserto, dall’Afghanistan o dall’Asia Centrale e dalla famosa Samarcanda.
Il fascino di cui è impregnato deriva da più elementi. Mentre ero tra le sue possenti mura, mi sono sentita davvero al centro della storia, non la storia fatta di battaglie, ma il passato fatto di quotidianità e di piccole conquiste. Mi sono fermata a immaginare le notti di un tempo qui, dove si concentravano persone provenienti da vari luoghi.
La posizione è, inoltre, magica. Nonostante l’autostrada passi non molto lontano, il Caravanserraglio è in un luogo silenzioso e isolato. Se si sale sulla sua terrazza, la vista spazia su distese semi desertiche, interrotte solo da pochi greggi di capre, e sulle rosse montagne in lontananza. Il basso inquinamento luminoso e il clima asciutto garantiscono una bellissima stellata che potrete scoprire con l’aiuto di un telescopio e di un astronomo in loco.

Avete voglia di partire dopo aver letto queste esperienze fuori dal comune? Quale vorreste provare?

Cover photo: Anna – La Tartaruga Volante

62 pensieri riguardo “Travel Blogger Italiane: posti insoliti dove dormire in Asia e Oceania

  1. Una proposta, davvero, più affascinante dell’altra! Forse la mia preferita sarebbe la ghost house australiana, anche se, in questo momento in cui mi sento leggermente esaurita, scendere una scaletta e ritrovarmi in acqua (non nell’acqua del acquazzone che imperversa oggi a casa, intendo…!) sarebbe un vero toccasana!

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  2. questa volta vi siete superate! tutti posti magnifici dove dormirei volentieri. Se proprio devo fare una scelta, ma oggi è veramente difficile, sceglierei il bungalow in Polinesia ma solo perchè è una delle destinazioni dei miei sogni.

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  3. Con questa bella rassegna di posti insoliti dove dormire ci hai fatto sognare ad occhi aperti e, soprattutto, hai allungato a dismisura la nostra lista del “voglio andarci/voglio farlo”!
    ps. Grazie per averci ospitato sul tuo blog ☺️

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    1. Destinazioni da favola oltre che alloggi… In questo momento darei non so cosa per ritrovarmi circondata dai pesci di Bora Bora, ma ammetto che prima d’ora non avevo mai sentito parlare di ghost house così, in mezzo al deserto australiano, dove poter alloggiare… WOW!!! 😍

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  4. Per questa volta (ma solo per questa volta e in esclusiva per te), voglio mettere in pausa il desiderio di dormire tra ghiacci del Nord sotto la luce dell’Aurora, per abbandonarmi qui, stasera, alla magia della notte stellata del deserto. Secondo te potrebbe piacermi? Non lo so, come ti suona “Orsa d’Arabia”? 😂😂😂

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  5. Ho dormito anch’io una notte nel deserto in Oman ed è stata un’esperienza indimenticabile! Tutti luoghi fantastici, mi sarebbe interessato il caravanserraglio quando sono stata in Iran, comunque ho trascorso la notte in tenda con i nomadi sui monti Zagros, anche quello meraviglioso!

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  6. No vabbè, tutto meraviglioso. 😱😍 Il mio sogno da sempre è l’overwater, ma non credo che mi capiterà mai perché oggettivamente forse preferisco spendere meno per stare altrove più a lungo. Però mai dire mai, quei cosi sono incredibili!!
    E poi, beh, da dove scrivo non posso che tentare di capitare nella Ghost House. Sono stata in un posto simile in Tasmania (con le dovute differenze di ambientazione) e non riuscivo a dormire perché era tutto così isolato e silenzioso che temevo ci fossero gli assassini pronti a sbucare da un eucalipto 😅

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  7. Io ho dormito in un campeggio nell’Outback australiano, vicino ad Uluru. Non so dove ho trovato il coraggio dato che non avevo mai fatto campeggio in tutta la mia vita. E’ stata un’esperienza bellissima: il buio, il silenzio e le stelle che si toccavano con un dito. La prossima volta vorrei provare anche nel Sahara. Sarebbe bellissimo!

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