Cinque cose che non sapevo di Helsinki

Quest’anno ho aspettato fino a maggio per la mia prima partenza, per cui dopo mesi di attesa ero leggermente in ansia. Avevo scelto Helsinki senza averla davvero scelta: in realtà volevo andare a Riga, ma il biglietto costava troppo. Devo ringraziare Google Flights e la sua mappa delle destinazioni che mi ha mostrato Helsinki tra le località “vicine”. A un centinaio di euro in meno rispetto a un volo per la Lettonia, la capitale finlandese ha vinto a mani basse.

Mi aspettavo molto ma allo stesso tempo temevo di rimanere delusa da questo viaggio. Forse perché in giro si trovano davvero poche guide su Helsinki: la Lonely Planet che doveva uscire ad aprile non è mai arrivata sugli scaffali della mia libreria di fiducia, dove ho rimediato uno striminzito libretto con qualche consiglio sulle cose trendy. L’ho lasciato a  casa e sono partita con i consigli di Anna di Profumo di Follia, che avrei voluto avere con me come guida e come compagna di viaggio perché lei questa città la ama.

Helsinki cattedrale.jpg

Sono stata poco tempo a Helsinki, e in tre giorni ho visto una città piccola e compatta, ma con un carattere forte e deciso. Dove può fare davvero caldo anche a maggio e dove c’è una grande attenzione verso il cibo e la cucina tradizionali.

Ma ho anche scoperto una serie di cose curiose che non mi aspettavo prima di partire…

Dov’è la gente?

Avete presente quando arrivate all’aeroporto di Londra e non riuscite a muovervi? Coda al controllo passaporti, per prendere il treno, per muoversi in città, per camminare lungo i marciapiedi e per attraversare la strada. Invece se penso a Helsinki, la parola che non mi viene in mente è sovraffollamento. C’è poca gente in aeroporto, poca gente sul treno che porta in città, poca gente lungo i viali che abbiamo attraversato di sabato pomeriggio per raggiungere l’albergo. Forse ci sono pochi turisti, se si escludono i giapponesi che a intervalli regolari vengono scaricati dalle navi da crociera, fatti salire sui bus come vitelli al macello e nuovamente scaricati per una sessione fotografica di cinque minuti davanti alla cattedrale.

Ma dove sono i finlandesi? C’è poca gente in giro, al punto che a tratti le strade di Helsinki mi hanno ricordato quelle di Cuneo, il capoluogo della mia provincia.
Forse a causa del caldo atipico per la stagione: chissà se gli abitanti della città avevano lasciato la capitale per trascorrere il weekend al fresco, in riva a qualche lago? Non ho una risposta, magari qualcuno di voi ce l’ha. Sta di fatto che questa cosa della città poco affollata mi è piaciuta parecchio: mi ha permesso di passeggiare per le strade senza fare a gomitate con altre persone, di trovare sempre posto a sedere ai banchi del mercato, di non fare la fila per ordinare da bere.

Lo sport nazionale finlandese

I nordici di solito sono sportivi, abituati all’attività all’aria aperta, temerari e coraggiosi. O almeno questo è quello che ci si aspetta. Mi immaginavo gli abitanti di Helsinki intenti a percorrere chilometri di corsa nei parchi, con pantaloncini corti e magliette fluorescenti. In effetti gli helsinkiniani (si dice così?) di tempo nei parchi ne trascorrono parecchio, o almeno così è stato nei giorni in cui io sono stata in città.

Non so se Alberto Angela sia mai stato in Finlandia, probabilmente no, perché altrimenti avrebbe dedicato una puntata alla curiosa abitudine degli abitanti di Helsinki di passare ore nei parchi cittadini dedicandosi allo sport nazionale: stappare bottiglie di Prosecco, versarlo in bicchieri di plastica e bere come se non ci fosse un domani. Lo abbiamo visto un po’ in tutti i parchi: da quello centrale tra i viali delle Esplanadi a quello della chiesa Vanha Kirkko (letteralmente: vecchia chiesa), dove persone di tutte le età – bambini esclusi – si incontrano per bere vino tiepido.

Helsinki parchi.jpg

Non ne sono certa, ma magari la spiegazione sta nel fatto che comprare alcolici nei bar o nei ristoranti ha prezzi molto elevati per via del monopolio, quindi rifornirsi di bottiglie al supermercato e berle al parco può essere un’alternativa più economica per passare del tempo con gli amici.

Il clima imprevedibile

Prima di partire per qualsiasi destinazione salvo sempre tra i preferiti i siti delle previsioni meteo del paese che devo visitare e li controllo con una certa regolarità. Non perché penso che il brutto tempo possa rovinarmi la vacanza, ma perché viaggio solo con il bagaglio a mano e porto con me solo quello che è indispensabile. Non posso permettermi di partire con un unico maglione di lana, arrivare a destinazione e scoprire che fa un freddo polare.

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Così avevo tenuto sotto controllo la situazione meteorologica: fino a qualche giorno prima della partenza la minima era scesa a quattro gradi e la massima non aveva superato i dieci. E le previsioni per il mio weekend a Helsinki davano temperature intorno ai 13-15 gradi. Dunque nello zaino avevo messo una maglia leggera di lana, un paio di jeans, camicie a maniche lunghe, una giacca antivento con imbottitura di pile. Ma purtroppo l’istituto meteo finlandese ha proprio sbagliato i conti. Un sole rovente, temperature di 24 gradi, vento tiepido e un calore che nemmeno a maggio in Italia ti aspetti. E niente, per fortuna avevo infilato tra le calze di scorta e il sacchetto dei liquidi un paio di t-shirt a manica corta che sono state la mia salvezza nella torrida estate finlandese.

Anche di domenica il dio dei finlandesi si è riposato

La domenica è tutto chiuso a Helsinki. Se pensate di arrivare in città e dedicarvi a una maratona di shopping tra i negozi – davvero belli, tra l’altro – della capitale finlandese, vi sbagliate di grosso. Perché il settimo giorno insieme al Signore si riposano anche tutti i negozianti e quasi tutti i baristi, i ristoratori e i camerieri di Helsinki.

La cosa non ci ha turbati più di tanto perché la domenica abbiamo pensato bene di prendere il traghetto e andare a Tallinn, in Estonia, per tornare in Finlandia solo nel tardo pomeriggio. E tutto sommato decidere di non aprire negozi e locali la domenica forse è un segnale del fatto che la città non è schiava del turismo e che la gente del posto non si sente costretta a rinunciare al suo turno di riposo settimanale soltanto per vendere qualche oggetto a un visitatore di passaggio. Trovo che sia un modo un po’ sfacciato e molto coraggioso di fregarsene – un’altra cosa che conferisce carattere a Helsinki.

Con un po’ di organizzazione si risolve tutto: nel bellissimo negozio di cappelli E.R. Wahlman che ci aveva colpito appena arrivati, siamo tornati lunedì mattina, all’orario di apertura.

Attenzione dunque ai pasti: prima della partenza dall’Italia avevamo prenotato un tavolo per cena in uno dei pochi ristoranti aperti la domenica: una decisione saggia perché non c’era un posto libero e la gente che continuava ad arrivare chiedendo se ci fossero dei posti si sentiva dire di no.

I tatuaggi

Nove abitanti di Helsinki su dieci sono tatuati. Forse esagero, ma sta di fatto che una percentuale altissima delle persone che abbiamo visto per strada, nei negozi, nei locali aveva almeno un tatuaggio. Gente più avanti con gli anni e anche ragazzi molto giovani. Alcuni sembravano addirittura ragazzini delle medie, ma può essere che i finlandesi, con la loro pelle diafana e i capelli biondissimi, sembrino molto più giovani della loro età. In ogni caso, la maggior parte di queste persone ha tatuaggi bellissimi: non il classico tribale che da noi andava per la maggiore fino a qualche anno fa, né la rosa con i petali blu che spesso spunta sulle spalle di tante donne. Tatuaggi con soggetti soprattutto naturalistici, di aurore boreali, di foreste, a tema botanico, a colori e in bianco e nero.

In alcuni casi ho avuto la tentazione di fermare le persone per strada e chiedere loro “dove lo hai fatto?” ma non ho osato. Ho però cercato i nomi di alcuni tatuatori di Helsinki ma, senza un minimo di organizzazione, l’idea di farsi tatuare così due piedi è praticamente impossibile da realizzare. Ma a questo ho rimediato con il prossimo viaggio: non è stato semplice, ma se tutto va secondo i piani, la seconda partenza di quest’anno mi vedrà tornare a casa con un nuovo tatuaggio.

Siete stati a Helsinki? Qualcosa vi ha colpito in maniera particolare?

23 pensieri riguardo “Cinque cose che non sapevo di Helsinki

  1. Ciao Silvia, il fatto di bere nei parchi e’ dovuto a questa estate improvvisa e bellissima che ci ha sorpresi a maggio! Dopo il lungo inverno alla gente non e’ parso vero… L’alcool, lo dico per i tuoi lettori, non si trova nei supermercati, ma in negozi specializzati a cui non vendono ai minori (e che sono chiusi la domenica): nei market si trova al massimo la birra di gradazione 5. Il tattoo e’ molto bello, anche se rappresenta solo un semplice pino…Sono contenta che tu abbia trovato bel tempo e che ti sia piaciuta Hel. Grazie per la pubblicita’! Buona giornata.

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    1. Infatti i finlandesi con cui abbiamo parlato erano stupiti perché non si aspettavano un caldo tale così presto!
      Riguardo il monopolio mi sa che la stessa situazione si applica più o meno al contesto di altri paesi come Norvegia, Svezia e Danimarca. E noi infatti abbiamo sempre preso birra e mai vino perché i prezzi nei ristoranti erano davvero alti (e in un certo senso è comprensibile in quei paesi che non producono vino ma lo esportano).
      Grazie come sempre e buon weekend ❤️

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  2. Io ho adorato camminare nelle strade non affollate. Mi veniva quasi voglia di correre, se non fosse che anch’io sono stata in un periodo di caldo anomalo e mi trascinavo sudando (ovviamente ero vestita in modo sbagliato). Secondo me scappano tutti nelle loro casette sui laghi, nei boschi a cercare mirtilli, attività meravigliosa che se fossi in Finlandia occuperebbe ogni mio weekend!

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  3. Che meraviglia la storia dei tatuaggi! E che strameraviglia la storia dellaggente latitante per strada! Sarebbe un paradiso per me! Un po’ meno piacevole la chiusura domenicale, hai ragione un menefreghismo sfacciato rivolto al turismo, un po’ come dire: se vieni a casa mia ti abitui alle mie usanze e basta. Mi ricorda il Trentino anche lì coprifuoco alle 18 di sera e domenica attività chiuse. Ma diciamo che se così non fosse stato non avresti attuato il pianoB di andare a Tallinn no? 😉
    E adesso vado a sognare sull’immagine che mi hai fornito di Alberto Angela accostato al profondo Nord *__*

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    1. La cosa della domenica tra l’altro pare essere comune anche a Firenze (dove sono ora per il weekend): anche qui per trovare un ristorante aperto per domani (domenica) sera e che non fosse la classica trappola per turisti mi sono dovuta impegnare non poco! Ma forse è proprio meglio così alla fine.
      Sogni d’oro con Mr Angela 😉

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  4. Una città che ancora non ho visitato. Sicuramente nei Paesi nordici, una volta passato l’inverno, quando vedono un raggio di sole vanno via per il fine settimana, gli piace proprio stare all’aria aperta. Poi comunque non credo sia una metropoli e vuoi mettere soprattutto il piacere di visitarla con quella pace? La chiusura domenicale la capisco. Purtroppo noi vorremmo sempre la botte piena e la moglie ubriaca 😀 Sicuramente per il turista che sta solo un fine settimana è un po’ un disagio, soprattutto se già al sabato si è visitato e non si sa cos’altro fare.

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    1. Eh sì, appena fa un po’ caldo devono accumulare sole e calore dopo i mesi freddi e bui, li capisco!
      Visitare una città riuscendo a muoversi tra le strade è un privilegio: proprio lo scorso weekend ero a Firenze e in certi punti era quasi impossibile muoversi.
      Grazie di essere passato 🙂

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  5. Noi ci siamo stati l’estate scorsa e di turisti ce n’erano ma molto composti ed educati e non si creava mai sovraffollamento caotico nelle vie della città. Può essere che in periodi diversi dell’anno ce ne siano di meno e si possa avere la sensazione che i finlandesi siano scomparsi, del resto la Finlandia ha una densità abitativa molto esigua in rapporto alla sua estensione geografica, ma proprio questo è il bello. Se vi capitasse di attraversare la Lapponia potrete assaporare una natura immensa incontaminata di cui le renne sono le padrone. Infine se opterete per l’estate sappiate che ad agosto il clima è mite e molto piacevole.

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    1. Questa cosa dei turisti composti ed educati mi piace molto perché è un segno di rispetto verso la città e i suoi abitanti, che sono anche loro molto composti e a modo (cosa che non avviene in altre città, soprattutto da parte di chi le visita…)
      La Lapponia finlandese purtroppo mi manca: per il momento ho visitato solo quella svedese e ne ho un ricordo bellissimo.
      Grazie e buona serata!

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  6. Helsinki me la immagino come una piccola città ma dal forte carattere. Me ne sto pian piano innamorando, io che non l’avevo mai davvero granché considerata. Adoro il fatto che tu abbia visto poca gente in giro e la loro sfacciataggine nel voler restare chiusi di domenica… Ma non mi sorprende sai? Nei Paesi del Nord Europa, secondo me, ancora sanno cosa significhi non essere schiavo del lavoro.
    Adesso però sono curiosa di sapere dove te ne andrai a fare il tatuaggio nuovo…😉

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    1. In effetti è proprio una piccola città dal carattere forte: non mi viene in mente un’altra capitale in cui i negozi siano chiusi di domenica, e il fatto di fregarsene è una gran bella cosa. A Tallinn invece, dove abbiamo trascorso buona parte della domenica, è tutta un’altra storia.
      Sono andata a Firenze a fare il nuovo tatuaggio (non ci sono andata apposta, ma ne ho approfittato per accompagnare il Prigioniero e mio fratello che andavano a un concerto) ❤️

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  7. Penso che tu abbia individuato l’elemento chiave che io invece non riuscivo a tramutare in parole: Helsinki non è schiava del turismo.
    Io l’ho notato di meno perché era quasi Natale e in quel periodo c’è frenesia ovunque, ma è proprio come dici tu.
    Ma, onestamente, non credo che sia stato nemmeno questo che non mi ha convinto molto…qualsiasi sia stata la ragione, in ogni caso, non mi ha consentito di aprire bene gli occhi e di notare tutte queste cose.
    Un solo particolare ricordo vivamente: i bimbi “finnici” potevano essere tutti testimonial della Mattel…che spettacolo!
    Un bacio Silvia!

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    1. Chissà, magari nel periodo di Natale a Helsinki non ci sono nemmeno i mercati perché gli abitanti della città magari vogliono “distinguersi” dalle altre capitali 😉
      A volte poi non si riesce bene a individuare di cosa si tratti, ma per qualche ragione ci sono delle città che proprio non ci fanno innamorare (a me è successo con Parma e con Dublino, anche se so benissimo che hanno tantissimo da offrire ma a me non hanno detto molto).
      Non solo i bimbi, pure gli adulti sembrano dei Ken & Barbie 😍

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  8. Io Helsinki non me la immaginavo. Proprio per niente, perchè onestamente non sono una grande fan delle capitali nordiche, anche se ovviamente non posso che constatare quanto siano splendide. Però il fatto della chiusura domenicale, della gente che latita e poi la vedi spuntare nel parco a bivaccare mi conferma la mia impressione sui paesi del nord: che se ne fregano delle convenzioni. E questo non posso che apprezzarlo infinitamente.

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    1. Sì, se ne fregano alla grande, e non sono nemmeno troppo “cerimoniosi” nei confronti dei turisti. Tutti parlano inglese, se chiedi un’informazione non te la rifiutano, ma diciamo che non considerano i visitatori come gente che sta facendo a quel paese un enorme favore. Non lo dico come una cosa negativa, anzi, proprio come dici tu secondo me è perché se ne fregano delle convenzioni.
      Buona giornata 😍

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  9. Poca gente in giro? Sport Nazionale che prevede bollicine e relax? Chiusura domenicale? Okay, la Finlandia è la mia terra ideale. Anche il clima piacevole gioca a suo favore, soprattutto se consideriamo che qui la primavera è stata praticamente inesistente…
    Curiosa anche la questione dei tatuaggi: ora, ammetto di non essere particolarmente amante di questo tipo di arte, ma proprio perché la considero arte, apprezzo di certo un buon lavoro e un soggetto particolare. Quindi non ciò che vedo spesso intorno a me, dove tutto sembra ‘omologato’. Ma a quanto pare i finlandesi hanno qualcosa di interessante da raccontare!
    Quindi Silvia, se tu non fossi stata lungimirante, il Prigioniero sarebbe rimasto senza mangiare dopo una dura giornata di visite? Giammai!
    A presto,
    Claudia B.

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    1. Eh ora è anche la mia terra ideale, soprattutto dopo aver conosciuto nella mia città una ragazza per metà finlandese che mi ha parlato benissimo della campagna e della regione a nord: da voler partire subito con un biglietto di sola andata!
      Sai che mi è andata bene perché il Prigioniero aveva una gara in bici quindi questa volta ho portato con me mio fratello che cammina più di me e non si sarebbe lamentato di andare a dormire senza cena 😉
      Grazie Claudia 😘

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  10. Nooo, anche ad Helsinki le navi da crociera con i giapponesi??! Forse i finlandesi escono solo quando gli squadroni nipponici sono rientrati a bordo…chissà! 😊
    Molto curiosa la predilezioni dei finlandesi per il prosecco nei parchi, credo proprio che la spiegazione sia da ricondurre al costo elevato dei pasti al ristorante e, in parte, al fatto che ai nordeuropei piaccia godersi il più possibile il sole, visto che ne vedono poco durante l’anno. In ogni caso, dopo Stoccolma, vorremmo dedicarci un po’ di più alla scoperta della Scandinavia: Helsinki è una delle mete in programma, quindi ci segniamo tutti i tuoi preziosi consigli! Buona giornata!

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    1. Ah, ecco svelato il segreto: i finlandesi escono solo quando i giapponesi sono tornati in alto mare 😂
      In effetti la capisco la cosa dei parchi: immagini vivere in un posto dove per un aperitivo devi spendere quasi quanto la cena? Poi i parchi sono veramente ben tenuti.
      Vi auguro di vedere presto Helsinki!

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