Come fare a organizzare un viaggio attraverso l’Irlanda del Nord

Quest’anno si celebra il Northern Ireland Year of Food and Drink: ogni giorno del 2016 è dedicato alla promozione del cibo, dei produttori, e delle ricette locali. Ogni mese ha un suo tema: a gennaio la colazione, a febbraio gli artigiani locali, e a marzo le tradizioni. Per di più, oggi si festeggia St. Patrick’s Day, per cui approfitto dell’occasione per ricordare il mio mio viaggio in Irlanda del Nord di un paio di anni fa.

Abbiamo programmato la vacanza per il mese di dicembre, poco prima delle vacanze di Natale. Non il massimo dal punto di vista del clima, generalmente freddo, ventoso e piovoso, ma non avevamo altra scelta per cui ci siamo dovuti adattare.

Un mese prima della partenza avevo iniziato a cercare dei voli che permettessero di arrivare a Belfast senza spendere un patrimonio, ma non ho avuto fortuna. Avrei preferito partire da Torino, ma tutti i voli richiedevano un cambio: al di là della spesa maggiore per via delle tasse aeroportuali, avremmo perso buona parte della giornata in qualche aeroporto tedesco o francese. Da Milano la prospettiva non era migliore, per cui alla fine ho prenotato un volo da Linate a Dublino con Aer Lingus, per circa 100 euro a testa. In questo modo avremmo dovuto spostarci da Dublino all’Irlanda del Nord, ma in fondo si tratta di una distanza di appena 100 chilometri.

Ho poi proceduto al noleggio auto: dal sito di EuropCar con una spesa di un centinaio di euro ho prenotato un modello base. Non ho scelto nessun optional, e questo mi ha permesso di non far lievitare i costi al momento del ritiro della Polo in aeroporto. Ho scelto l’assicurazione base CDW (limitazione di responsabilità per danni, furto e incendio, sperando che non mi capitasse nessuna di queste cose), l’opzione di un unico guidatore e nessun navigatore satellitare (il mio vecchio TomTom sta comodamente in borsa).

A questo punto ho fatto una bozza di itinerario, prenotando per ogni sera un hotel vicino alla destinazione che avrei voluto conoscere. In linea di massima ho evitato le strutture nelle grosse città, privilegiando piccoli alberghi in zone rurali, in modo da non avere il problema di dove parcheggiare la macchina la sera.

E finalmente si parte.

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Primo giorno

All’arrivo in aeroporto di Dublino ritiriamo la Polo e prendiamo la M1 diretti a Nord, verso Belfast. L’ora di pranzo è passata da un po’, e in aereo i biscotti e il tè non ci hanno sfamati, per cui facciamo una sosta per un panino in un’area di servizio. Dopo aver messo qualcosa sotto i denti ci rimettiamo in marcia verso la nostra destinazione, la città di Newry, subito dopo il confine tra la Repubblica Irlandese e l’Irlanda del Nord. Raggiungiamo Belmont Hall, un albergo a conduzione familiare. Situato appena fuori dal centro di questo paesone di 30.000 abitanti, Belmont Hall è una casa georgiana che ospita una gueshouse con 14 stanze, tutte con bagno privato e arredate in maniera classica. Ci sistemiamo nella nostra camera e ci incamminiamo verso il centro, che si snoda lungo il fiume Newry e ospita alcuni edifici come la cattedrale di St. Patrick, la chiesa di St. Mary e il Palazzo del Comune. Ceniamo al Brass Monkey, un pub dal menu un po’ confuso. Tuttavia, la birra è ottima e anche gli hamburger di Angus Beef.

Secondo giorno

Dopo colazione partiamo per Belfast, a poco più di un’ora di auto. Lasciamo la macchina in un parcheggio vicino alla stazione, e di qui parte la nostra esplorazione. Forse un giorno non è abbastanza per una città complessa come Belfast, tant’è che a parte il Cathedral Quarter, il City Hall e la Cattedrale di St. Anne non riusciamo purtroppo a vedere i Murals del periodo dei Troubles. Questo forse perché perdo tantissimo tempo tra al St. George’s Market ad ammirare il cibo esposto sulle bancarelle dei contadini.
Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo verso il Ballyrobin Country Lodge, albergo di campagna a circa 30 miglia dal centro di Belfast. Quando arriviamo a destinazione ci troviamo di fronte un piccolo cottage bianco ristrutturato. La nostra stanza è piccola e tradizionale ma, soprattutto, si trova proprio sopra al pub Ballyrobin, dove ceniamo. Il menu natalizio prevede tacchino con salsa di cranberry e roastbeef, entrambi ottimi. Il tutto è reso ancora più particolare dal camino acceso e dalle canzoni di Natale – un po’ tacky, come direbbero gli inglesi, ma molto christmassy.

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Terzo giorno

La nostra prima destinazione è il Giant’s Causeway, lungo la costa della contea di Antrim. Il selciato del gigante è un insieme di oltre 40.000 colonne basaltiche a base esagonale riaffiorate dal mare dopo un’esplosione sotterranea avvenuta milioni di anni fa. Ma le varie leggende sono molto più suggestive: una di queste narra che il gigante Finn McCool avesse costruito il sentiero per raggiungere la Scozia dove si trovava la sua amata. Sia quel che sia, il Giant’s Causeway merita una sosta e una lunga passeggiata.
A poche miglia si trova la cittadina di Bushmill, che ospita l’omonima distilleria di whiskey, attiva del 1784. Dopo un pranzo veloce in un cafè sulla piazza del paese ci spostiamo verso la distilleria, un imponente edificio di pietra grigia all’interno del quale vengono prodotte le sei tipologie diverse di whiskey vendute in tutto il mondo. Il tour costa poco meno di dieci sterline e dura quasi due ore, durante le quali la guida accompagna i gruppi attraverso le varie fasi di produzione, fino alla degustazione finale.
Per la notte abbiamo prenotato una stanza al The Smugglers Inn, la locanda dei contrabbandieri: si tratta di un piccolo hotel situato ad appena un miglio dal Giant’s Causeway, in una posizione che garantisce una vista panoramica della costa. Ceniamo nel ristorante dell’hotel perché siamo stanchi e non abbiamo voglia di spostarci.

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Quarto giorno

Lo dedichiamo alla città dei due nomi: Derry/Londonderry, nota per la sua storia sanguinosa all’epoca dei Troubles, quando la tensione tra cattolici e protestanti esplose nel Bloody Sunday del 1972. Nonostante il suo passato, ora Derry è vivace e colorata: la città vecchia, racchiusa tra le mura e i bastioni merita una visita, come anche la St. Columba Cathedral e il quartiere di Bogside, conosciuto per i Derry Murals. Purtroppo non è giorno di mercato, altrimenti non ci saremmo sicuramente persi il Walled City Market, che si svolge il primo sabato del mese sulla Guildhall Square.
La cosa più memorabile è però il B&B in cui passiamo la notte. Lasciata la città, partiamo per Eglinton, piccolo paese a nemmeno venti minuti di macchina da Derry. Parcheggiamo nel cortile interno di un’imponente casa georgiana, e veniamo accolti dal padrone di casa che ci fa entrare in un corridoio buio, con pesanti tende di broccato alle finestre. In ogni angolo, lungo il percorso che ci porta alla nostra stanza al primo piano, c’è una carrozzina con una bambola di porcellana dagli abiti polverosi e gli occhi vitrei. Cerco di convincermi di non essere finita nella casa degli orrori, ma la stanza non è meglio del resto della casa. Fa freddissimo e lo dico al padrone, ma lui scuote la testa e mi dice che in questa stagione fa freddo. Lasciamo le valigie e usciamo immediatamente per cercare un posto dove cenare, nonostante sia presto. Quando torniamo veniamo accolti da quattro pareti ancora più fredde di quanto ricordassimo. Dalla doccia esce solo un filo di acqua ghiacciata, e gli asciugamani puzzano di patatine fritte. Il materasso è sottile e pieno di bozzi, e le lenzuola umide. Inutile dire che non chiudiamo occhio.

Free Derry corner, Northern Ireland by Giuseppe Milo (www.pixael.com), on Flickr

Quinto giorno

Il mattino lasciamo il B&B all’alba, senza neanche fare colazione. Avevamo già pagato in anticipo con la carta di credito: diversamente credo che non sarebbe stato male andarsene lasciando il conto da pagare.
Superiamo Derry e ci fermiamo in un’area di servizio sulla N13 per prendere un caffè e decidiamo di sconfinare nel Donegal, contea della provincia dell’Ulster che però fa parte della Repubblica Irlandese e non dell’Irlanda del Nord. È una zona dal paesaggio estremo, con le sue spiagge battute dal vento e le scogliere a picco sul mare. Ci dirigiamo verso Malin Head, la punta più settentrionale dell’Irlanda e, da qui esploriamo la penisola di Inishowen.
Arriviamo a Letterkenny, colorata città di circa 20.000 abitanti, nel primo pomeriggio. Entriamo in uno dei locali della Main Street e ci scaldiamo con una zuppa di verdure e una birra.
Nel tardo pomeriggio arriviamo al Cedars Guesthouse di Irvinestown: tiriamo entrambi un sospiro di sollievo quando vediamo è un piccolo hotel di campagna, per nulla simile al B&B della notte precedente. La nostra stanza e accogliente e pulita, il bagno è riscaldato e gli asciugamani sono asciutti e profumati. La sera ceniamo nel ristorante dell’hotel.

 

Along the coast 13-46-38_600x400

Sesto giorno

Il mattino successivo non abbiamo fretta: facciamo colazione tardi e poi ci mettiamo in viaggio. Ci aspetta una lunga giornata: passeremo la notte a Donabate, non lontano da Dublino, poiché il nostro volo per Milano parte presto al mattino. Guidiamo con calma ammirando il paesaggio della contea di Fermanagh, fino ad arrivare a Enniskillen. Passeggiamo per le vie della piccola città attraversata dal fiume Erne. È famosa per il castello di Enniskillen e per la cattedrale, e purtroppo anche per la bomba dell’IRA che nel 1987 causò la morte di undici persone.

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Nel pomeriggio facciamo una deviazione per la cittadina di Bambridge: avevo letto dell’esistenza di un centro sulle sorelle Brontë, nate nella contea di Down. Nel piccolo villaggio di Rathfriland, a poche miglia da Bambridge, si trova infatti i Brontë Homeland Interpretation Centre: una volta arrivati scopriamo che è aperto solo tra Pasqua ed agosto, per cui ci dirigiamo verso l’hotel.
Il Waterside Hotel è un albergo di medie dimensioni in riva al mare: un po’ malinconico d’inverno, come anche la piccola città di Donabate. L’atmosfera giusta per l’ultima sera della nostra breve vacanza.

 

12 pensieri riguardo “Come fare a organizzare un viaggio attraverso l’Irlanda del Nord

  1. Bello il tuo racconto on the road. E’ un’esperienza che purtroppo mi è preclusa perchè, non possedendo una carta di credito, non posso noleggiare un’auto!
    Le prepagate solitamente queste grandi agenzie internazionali di noleggio non le accettano 😦

    Quanto mi piacciono questi posti, soprattutto le zone rurali dove hai passato le notti.
    Dimmi, è più un freddo umido o secco?
    Mi interessa perchè probabilmente farò una puntatina “parallela” scozzese nei mesi invernali di bassa stagione.
    Ma può un volo Napoli-Edimburgo toccare punte estive di 350 euro a persona solo andata ??!!!
    Alla faccia della compagnia LowCost!

    L’albergo degli orrori con la bambola dagli occhi vitrei meriterebbe un post monografico!

    Un grosso abbraccio
    Daniela

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    1. Effettivamente credo che senza carta di credito possa essere un problema, anche se alcune compagnie forse accettano le prepagate.
      Per quanto riguarda il clima abbiamo preso pioggia quasi tutti i giorni, con vento abbastanza forte: detto questo, a essere sincera fa più freddo qui in Piemonte a dicembre 🙂
      In Scozia in inverno ci sono stata una volta a febbraio: ero a North Berwick, ma anche lì i bambini che andavano a scuola passeggiavano per strada con i capelli bagnati… Per i prezzi sono d’accordo: l’ultima volta con Easy Jet da Milano ho speso una cifra vergognosa!
      Ah, grazie per l’idea: forse dovrei proprio farlo un post dedicato interamente al B&B degli orrori 🙂

      Liked by 1 persona

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