I proverbi spagnoli e il cibo

Qualche mese fa avevo deciso che la Spagna sarebbe diventata la mia destinazione preferita per l’inverno e per la prossima primavera. Dopo Valencia, l’idea era quella di vedere Siviglia (viaggio cancellato per via delle ennesime restrizioni), e poi Madrid, tanto per cominciare. Avevo iniziato anche con una full immersion nello spagnolo, guardando serie TV in lingua originale, leggendo libri e iscrivendomi a un corso per migliorare la conoscenza della lingua.

Ma ormai ci siamo abituati a veder andare in fumo i nostri progetti dall’oggi al domani. Così mi sono ritrovata con un pugno di mosche, e con alcuni modi di dire spagnoli legati al cibo che, ancora una volta, mi hanno fatto innamorare un po’ di più di questo paese, dove la storia e la cultura sono indissolubilmente legate al cibo.

Lentejas, si quieres las comes y si no, las dejas

Letteralmente: lenticchie, se vuoi le mangi, altrimenti le lasci. Un po’ come diceva mia nonna: o mangi questa minestra, o salti dalla finestra. Verosimilmente le lenticchie, come la minestra, non sono considerate particolarmente stuzzicanti dal punto di vista del gusto, ma quando si ha fame, bisogna sapersi accontentare. Non solo a tavola, ma in generale.

Lentils
Photo by Frédéric Dupont on Unsplash

Pare che l’origine di questo detto sia da collegare al fatto che le lenticchie fossero considerate un piatto per anziani e, dunque, poco appetibili per i più piccoli. Facile immaginare la cucina di una nonna spagnola, e un piatto di zuppa di lenticchie davanti a un bambino che non vuole saperne di mangiare. Ma la nonna, in questo caso è minacciosa e irremovibile: o la mangi, o rimani senza cena.

Ni al estómago eches grasa, ni tengas a la suegra en casa

La maggior parte di noi non potrà non essere d’accordo con questo detto spagnolo, soprattutto con la seconda parte. Non mangiare (letteralmente: non ingrassare lo stomaco) cibi grassi, né tieni la suocera in casa. Perché è chiaro che entrambe le cose possono causare una terribile acidità di stomaco, che nemmeno una cisterna di Brioschi riuscirebbe a far passare.

A questo punto, il cinghiale sullo stomaco sarebbe ancora leggero da sopportare. Purtroppo non ho trovato informazioni sulle origini del proverbio, ma direi che si spiega benissimo da sé.

Comer sin apetito hace daño y es delito

Un modo di dire che mi piace molto perché va contro le parole che mi sono sempre sentita rivolgere da bambina. Sarà capitato anche a voi, da piccoli, di non volerne sapere di mangiare quello che avevate nel piatto, e di sentirvi dire qualcosa del tipo: “Non ti alzi da tavola finché non hai finito”. Le nostre nonne sembravano proprio non capire che non avevamo più fame. Per fortuna la saggezza spagnola ci viene in aiuto perché secondo questo detto, mangiare senza fame fa male ed è addirittura un crimine. Se lo avessi saputo da bambina, avrei forse evitato di sprecare tempo inutile davanti a un piatto che non mi andava proprio.

Un proverbio che probabilmente nasce dall’idea che aver fame è un sintomo di buona salute, dunque se non abbiamo fame e non stiamo bene, rischieremmo di fare del male al nostro stomaco sforzandoci di mangiare a tutti i costi. Per quanto riguarda il crimine, immagino che si riferisca al fatto che mangiare quando non si ha fame (magari per golosità?) priva del cibo chi ne ha veramente bisogno.

Juegos y risas, esas son mis misas; comidas y cenas son mis novenas

Giochi e risate sono le mie messe, pranzi e cene le mie novene. Per me, non c’è da aggiungere altro. Non credo ci sia un equivalente di questo proverbio in italiano, e un po’ la cosa mi stupisce perché sia la Spagna che l’Italia sono paesi cattolici dove, soprattutto in passato, frequentare la chiesa per messe e novene era importante quanto andare a lavorare.

Un modo di dire che sembra quasi voler sfidare l’opinione comune, un po’ come a dire: a messa andateci voi, perché io devo mangiare. Il cibo passa al primo posto, assumendo un ruolo anche più importante di quello rivestito dalla religione.

Conoscete altri probervi spagnoli legati al cibo?

Cover photo by Jon Tyson on Unsplash

19 pensieri riguardo “I proverbi spagnoli e il cibo

  1. È incredibile, proprio oggi a pranzo mi sono sparata un piattone fumante di lenticchie (con questo caldo… per la serie facciamoci del male) 😛 Perché a noi sono toccate le nonne italiche, non potevamo meritarci le nonne spagnole? È inutile che io ti parli della micidiale triade cibo + nonna + meridione, vero? Per la nonna meridionale ingozzare i nipotini fino alla morte è una fissazione maniacale, altro che operazione militare speciale! 😀 Ogni volta che una nonna meridionale invita a pranzo un nipotino, da qualche parte nel mondo muore un nutrizionista. Hai mai sentito frasi tipo “bello di nonna, se non ce la fai più mangia senza pane”, oppure “ti vedo troppo sciupato” (e tu magari ti stai accarezzando il doppio mento)? Mia nonna se ne veniva alle 4 del pomeriggio con una fetta di pane e cioccolata dicendomi “tieni, non hai mangiato nulla oggi”, dove per nulla era sottinteso un menu domenicale capace di sfamare una portaerei! In tutto questo il cinghiale suona quasi come un digestivo… mi sento male hahhaah 😀 Non li conoscevo questi proverbi, è bello viaggiare anche così! 😉

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    1. Mia nonna è piemontese ma ci ingozzava come due capponi: iniziava a cucinare alle tre del pomeriggio e prima delle sette, con l’inizio del TG regionale, ci mettevamo a tavola a mangiare “due cosette”: minestrone, polpettone con patate, budino al cioccolato 😂 Mio fratello aveva i rotoli ovunque e lei diceva sempre che era “il ritratto della salute”!
      No, ma la zuppa calda in questo periodo???

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  2. La mia condanna non era la nonna, ma ce l’avevo proprio in casa… mio padre! Non sai quante volte sono rimasta seduta a tavola col piatto davanti, senza riuscire a mangiare. E non che fossi una bambina difficile: poche cose non mi piacevano, e tra queste il fegato.
    Quanti stratagemmi per non mangiarlo! Dal nasconderlo nel tovagliolo a… lanciarlo giù dalla finestra!

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    1. A me questa cosa capitava all’asilo: odiavo la lattuga (e la odio ancora adesso) e le maestre volevano costringermi a mangiarla. Come te le inventavo tutte: la nascondevo in tasca, la buttavo a terra, la tiravo nel piatto di qualche altro bambino… ma niente da fare!

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  3. Sono sempre molto incuriosita dai proverbi perché rispecchiano usanze e saggezza popolare. Tempo fa ho fatto una ricerca sui proverbi sui viaggi nel mondo ed ho scoperto usanze antiche e sorprendenti. Io le lenticchie le finirei sempre: le adoro!

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  4. La famiglia di mamma ha origini spagnole e quando ho letto il proverbio del “comer sin apetito” è un danno, mi sono ricordata le parole di nonna che diceva sempre che senza appetito non c’è piacere a mangiare.
    Gli altri non li conoscevo ma sono d’accordo sul non tenere a casa la suocera che se no sta sullo stomaco! ahahha Dopotutto, come diciamo noi italiani: “dopo tre giorni il pesce puzza”.

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  5. Non li conoscevo affatto questi proverbi! Non sapevo nemmeno che esistessero dei proverbi spagnoli legati al cibo! Quello dei grassi e della suocera è il mio preferito: anche se vado d’accordo con mia suocera direi che bisogna sempre “prenderla a piccole dosi” come i grassi!

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