Shopping online prima di un viaggio: qualche consiglio

Devo partire per la Norvegia e la mia giacca anti-pioggia è a brandelli, oppure devo andare al mare e non ho un paio di ciabatte decenti. Siccome inizio a pensare a cosa portare con me in vacanza solo qualche giorno prima della partenza, mi capita spesso di rendermi conto in zona Cesarini di non avere a disposizione un capo di abbigliamento fondamentale per quel viaggio. Quando succede, si tratta di solito di cose che difficilmente troverei nei pochi negozi della mia città, dato che per la maggior parte si tratta di centri commerciali, di negozi esclusivi, oppure di catene di fast fashion.

So bene che l’ideale è comprare nei negozi fisici, ma purtroppo non sempre è fattibile, e quindi l’opzione dell’acquisto online è l’unica percorribile, soprattutto se si tratta di un acquisto dell’ultimo minuto. È importante quindi, in linea di massima, cercare di evitare le grosse multinazionali favorendo realtà più sostenibili.

Shopping online prima di un viaggio: la sostenibilità

Oltre alla sostenibilità ambientale di un brand, è importante prestare attenzione alle materie prime usate e alle politiche aziendali nei confronti dei dipendenti. Nel settore degli articoli di lana, per esempio, bisognerebbe verificare che il sito da cui stiamo comprando utilizzi materia prima ricavata con tecniche mulesing free e certificata RWS (Responsible Wool Standard). Per quanto riguarda il trattamento equo dei lavoratori della filiera produttiva, possiamo verificare su Good On You, un sito indipendente che effettua valutazioni sugli standard etici ed ecologici di tantissimi marchi internazionali.

Responsible wool logo
Textile Exchange

Ma non è abbastanza. È importante ricercare anche quelle aziende che si distinguono dalla fast fashion per qualità e quantità di produzione. Case che producono pochi capi in tessuti e materiali di qualità, con pezzi essenziali destinati a durare nel tempo. Una filosofia che va contro la tendenza dello spreco e degli abiti a basso costo. E i prezzi? Ormai tantissime aziende, a gestione famigliare (ma non solo), si impegnano nella realizzazione di quello che è noto come lusso sostenibile. L’idea è semplice: se compro un cappotto di The Curated, per esempio, mi costerà di più di un articolo simile di un marchio di fast fashion, ma se calcolo il cosiddetto cost per wear, alla fine avrò risparmiato, perché verosimilmente il cappotto di qualità sarà destinato a durare nel tempo.

Shopping online prima di un viaggio: le spese di spedizione, i dazi doganali e le tasse

Se acquistiamo da un sito italiano o dell’Unione Europea, non ci sono grossi problemi perché le spese di spedizione spesso sono offerte o comunque molto basse ma, soprattutto, non occorre pagare dazi doganali o altre tasse. Un aspetto da non tralasciare per chi, come me, fa shopping nel Regno Unito. Le cose sono cambiate dalla Brexit e, da un anno a questa parte, occorre aggiungere al costo dell’articolo quello dell’IVA, dei dazi doganali e delle tasse di importazione. Se possibile, è bene scegliere i negozi che spediscono in regime di DDP (Delivery Duty Paid): in questi casi tutte le tasse vengono già pagate all’origine e incluse nel prezzo totale, come fa la ditta scozzese The Tartan Blanket.

Shipment
Photo by Sticker Mule on Unsplash

In altri casi, in molti siti al di fuori dell’UE, al momento dell’apertura della homepage compare una finestra in cui ci viene chiesto se vogliamo visitare il sito europeo (o addirittura italiano). Molte ditte hanno infatti dei magazzini in Europa, e questo permette di ridurre le spese di spedizione e di azzerare i dazi doganali, che di solito ammontano a circa il 20% del costo totale dell’articolo.

Attenzione anche a cosa acquistiamo: mi è capitato di comprare una giacca di pelle da un sito inglese e, al momento dello sdoganamento, mi è stato chiesto di compilare un modulo in cui dichiaravo che il pellame utilizzato per la realizzazione del capo non era di né cane né di gatto (giuro), né di altre razze animali a rischio di estinzione.

Shopping online prima di un viaggio: la taglia giusta

Tabelle di conversione, misure di vita e fianchi, lunghezza delle maniche: è tutto utilissimo ma niente è come provare un capo di abbigliamento dal vivo. Ci sono però delle soluzioni alternative. Io parto sempre dalla tabella con le misure disponibile sul sito. Voglio comprare una maglia? Ne prendo una che ho già, misuro spalle, maniche, circonferenza e lunghezza e faccio il confronto con le misure fornite dal negoziante. In molti casi le informazioni sono molto dettagliate, in altri un po’ meno.

Measuring tape
Photo by patricia serna on Unsplash

Ci vengono in aiuto altri strumenti come Fitfinder, servizio fornito da molti siti di abbigliamento online, ma anche i social network. Sovente mi è capitato di vedere su Instagram dei capi indossati e di chiedere alla blogger il nome del modello e le misure, e scegliere la mia taglia di conseguenza (a differenza delle loro colleghe italiane, le inglesi e le americane rispondono alle domande). Ma la cosa che trovo più utile in assoluto è YouTube, dove ci sono video di praticamente qualunque cosa si voglia comprare. Recensioni dettagliate di scarpe, maglie, borse, cappotti e vestiti, con informazioni su taglie, vestibilità e qualità del prodotto.

Un’attenzione maggiore va ai capi made to order: è vero che sono fatti su misura, ma dobbiamo essere molto meticolosi nel prendere le misure perché, essendo articoli realizzati su ordinazione, ovviamente non è possibile chiedere rimborsi o resi. Non ho esperienze in merito ma sto tenendo d’occhio un negozio di Londra da cui vorrei farmi fare una giacca di montone su misura.

Shopping online prima di un viaggio: i resi

Chi è abituato a fare shopping online sa che il rischio di sbagliare taglia o colore, o di scoprire che le scarpe che abbiamo comprato non ci piacciono proprio è molto alto. Errori di valutazione o ripensamenti: a chi non è successo? Per questo è importante verificare, prima di ogni acquisto, che l’azienda dalla quale stiamo acquistando consenta sempre di effettuare i resi, e che la spedizione sia a carico del negoziante. Solo qualche settimana fa ho comprato dei jeans online, scegliendo lo stesso modello e quindi la stessa taglia di un paio che possiedo già, cambiando solo il colore. Quando li ho provati, ho scoperto che erano troppo stretti e troppo corti.

giphy

Ho fatto subito la richiesta di reso, e mi è stata inviata l’etichetta di spedizione. Potevo scegliere tra il rimborso della cifra spesa e la sostituzione con un’altra taglia: ho scelto la seconda opzione e ho ricevuto il nuovo paio senza spese aggiuntive. In un altro caso, mi è capitato di ordinare una giacca ma quando l’ho indossata ho capito subito che non l’avrei mai messa: troppo lunga, taglio sbagliato, spalle cadenti. Ho aperto la pratica di reso ma ho dovuto pagare le spese di spedizione per restituire l’articolo. Ovviamente è stata colpa mia perché non avevo letto con attenzione i termini e le condizioni. Ma fortunatamente sono stati velocissimi con il rimborso.

Shopping online prima di un viaggio: la lista dei desideri

Se non si tratta di un articolo da comprare all’ultimo minuto e se avete tempo per pensarci su, allora la cosa migliore è fare una lista dei desideri per non correre il rischio di fare un acquisto dettato dall’impulso. Quando ero più giovane, mi è capitato di vedere qualcosa in vetrina (reale o virtuale) e comprare senza pensarci troppo per poi scoprire di aver sbagliato alla grande. Immagino di essere in viaggio a New York e mi visualizzo tra i grattacieli, indossando proprio quei bellissimi sandali visti online. Li metto nel carrello, nel giro di due giorni li ricevo ma dopo mezz’ora che li indosso mi sembra di aver infilato i piedi in due mattoni.

A questo punto è impossibile non farsi assalire dai sensi di colpa, come un goloso che non ha saputo resistere di fronte all’ennesimo pasticcino alla crema. Per fortuna è una fase che ho superato, innanzitutto perché ho imparato a comprare meno e meglio, ma anche perché compilo una lista dei desideri. Vedo un paio di scarpe che mi piacciono? Le salvo nella wishlist e le lascio lì, insieme a tante altre cose. Periodicamente spulcio la lista e mi rendo conto che in fondo quelle scarpe non le volevo davvero. Via dalla lista!

Quali sono i vostri consigli? Come vi comportate quando fate shopping online?

33 pensieri riguardo “Shopping online prima di un viaggio: qualche consiglio

  1. dopo una scorpacciata di acquisti on line perfettamente inutili e dettati solo dal desiderio compulsivo di avere quella determinata cosa subito, adesso mi sono calmata e organizzata. Acquisto on line solo se proprio non trovo il prodotto vicino a casa, e solo mai da brand di fast fashion per ragioni etiche. Bello il tuo suggerimento di fare la lista e lasciarla lì per qualche giorno, di molte cose non abbiamo affatto bisogno

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  2. proprio per aver più volte sbagliato a causa della fretta ormai metto i prodotti in lista e li valuto periodicamente, confrontando anche le recensioni. Non ho mai pensato però a controllare la filiera… ottima dritta.

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  3. Faccio regolarmente shopping on line, ma quando si tratta di viaggi preferisco comprare nei negozi. Ho sempre paura che ci sia un ritardo nella spedizione o che mi mandino l’articolo sbagliato e magari non ho il tempo per fare il reso.

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  4. Fortunatamente (o piuttosto sfortunatamente) il mio armadio è una sorta di caserma come quelle dove una volta si faceva il CAR e ti consegnavano la divisa 😀 Ho tutto in serie: dai pantaloni cargo di vari colori agli anfibi (invernali e estivi). Sono molto femminile hahahhaha 😛 Quindi quando se ne rompe o se ne affina uno, vado diretta ad acquistarne un altro uguale. Mi salva il fatto che vivendo in una mansarda non ho un armadio regolamentare, per cui non potrei proprio ma proprio per niente abbandonarmi allo shopping selvaggio. Sai che quando ho letto “Devo partire per la Norvegia” a me invece sono partiti gli occhi a cuoricino? Pensavo stessi davvero partendo! ❤ La filiera, giusto… ora vado a vedere se i marchi da cui acquisto regolarmente facciano i bravi 😉

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    1. Ho presente gli indumenti del CAR perché tempo fa avevo uno stock di t-shirt verdi da recluta 😂 Ti capisco perché anche io mi vesto praticamente sempre allo stesso modo: jeans e maglia, con qualche variazione solo sulle scarpe (ma tendono a essere più o meno tutte uguali).
      Eh no, purtroppo la partenza per la Norvegia era solo un esempio. In realtà ne avevo un programma una per Riga ma di questo periodo non se ne fa niente…

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  5. Io faccio parte di quelle persone che hanno bisogno di provare gli abiti primi di acquistarli e quindi ho apprezzato molto la tua dritta sulle tabelle con le taglie perché potrà tornarmi molto utile.

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  6. Io sono una di quelle persone che comprano prevalentemente online, se posso evitare di andare in un centro commerciale sono felice.
    Ormai ho i miei siti di fiducia, dove conosco taglie e modelli, poi sono una molto sportiva perciò vivo di tute, leggings e sneakers!

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  7. Se si tratta di abiti preferisco sempre acquistare dai negozi fisici per provare direttamente i capi ma ammetto che mesi fa per la Norvegia me la sono vista brutta!
    Mi è saltata la Giordania all’ultimo e ho optato per la Lapponia ad una settimana dalla partenza (nonché ad una settimana da Natale)….trovare un paio di scarpe adatte è stato un incubo!
    Alla fine le ho trovate in negozio ma non c’era il mio numero ed è stato proprio l’acquisto online a salvarmi!

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  8. Uso abbastanza spesso lo shopping online: per il vestiario cerco di utilizzare marchi che conosco e so come vestono, come Uniqlo che non ha negozi a Roma, o che posso facilmente rendere in negozio. Per fortuna ho dovuto fare un reso solo una volta senza nessun problema. Comunque sto cercando di darmi una calmata perchè spesso sono acquisti compulsivi fatti solo per compensare le frustrazioni!!

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  9. Io ancora faccio fatica a fare acquisti online. Mi piace guardare fisicamente la roba!
    E il mio compagno, al contrario, comprerebbe tutto online, qualsiasi cosa! A volte anche roba che effettivamente non gli serve, quindi mi ritrovo spesso a fare resi!

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  10. Preferisco comprare l’abbigliamento nel negozio fisico ma ammetto, soprattutto negli ultimi mesi, di aver ceduto alla tentazione dell’online. Sono comunque stati tutti acquisti ben ponderati e selezionati accuratamente. Erano esattamente i capi di cui avevo bisogno.

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  11. Io utilizzo molto lo shopping online, ma non ho mai acquistato abiti o scarpe perchè mi piace provarli e vedere come mi stanno. Però quando utilizzo i vari portali la prima cosa che guardo sono le recensioni degli altri utenti per capire se il sito è affidabile o se il prodotto è buono. Come piattaforma utilizzo principalmente Amazon, guardo molto la dicitura Venduto e Spedito da Amazon perché mi fido di più del servizio che offre. Soprattutto se una cosa non va bene loro te la sostituiscono o ti fanno il reso a loro spese.

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  12. Io acquisto volentieri capi di marchi inglesi come Boden o Joules che fanno attenzione alla sostenibilità, ma soprattutto hanno prezzi accessibili e un’ottima durata. Purtroppo come dici tu ora c’è da pagare la dogana e a me è capitato di dover sdoganare pure un regalo di modico valore inviato per posta con scritto chiaramente “gift” sulla busta. Il mio trucco è provare e scegliere i capi in viaggio nel Regno Unito, quindi acquistarli là oppure da Vinted o Amazon (quasi tutti i brand sono presenti) così da pagare poco o non pagare affatto le spese di spedizione e i dazi doganali perché se ne occupano direttamente i corrieri.

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    1. Sì, Boden e Joules mi sono sempre piaciuti molto e ultimamente per via della Brexit non avevo più comprato niente. Non sapevo che ci fossero anche su Amazon!
      Su Vinted invece non mi ci metto perché sono durata due giorni e poi ho cancellato l’account 😂

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  13. Il consiglio della lista è preziosissimo, infatti anche io ho una lista su qualche sito che spulcio sempre prima di fare un acquisto e spesso elimino molte cose. Dovrei però imparare a compare meglio ed in maniera più sostenibile.

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  14. Il mio shopping è davvero diviso a metà: online e locale. Ogni volta che acquisto online cerco però di essere sempre sicura di quello che so acquistando, cercando materiali non impattanti, bio, solidali, così come quando acquisto in loco. Se poi devo acquistare prima di un viaggio l’attenzione è ancora maggiore!

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