Viaggi e sostenibilità: cosa mettere in valigia

Non preparo una valigia da non so quanto tempo e chissà quando potrò di nuovo pensare a cosa portare in viaggio con me, ma in questi mesi senza partenze e senza zaini da riempire non sono rimasta con le mani in mano. Ho fatto ordine nel mio armadio e ho cercato di migliorare il mio modo di fare acquisti rendendolo più responsabile. Così, la prossima volta che riesumerò il mio fedele zainetto da viaggio, le cose che metterò al suo interno rifletteranno scelte più sostenibili rispetto a quelle che facevo fino a qualche tempo fa.

Si trovano tante informazioni su questo tema, sia per quanto riguarda i cosmetici naturali sia per quanto riguarda l’abbigliamento eco-friendly, e io non ho la pretesa di dire cose nuove o diverse. Mi limito a raccontare le scelte che sto facendo per decidere cosa portare in viaggio, precisando che non si tratta di un post sponsorizzato e che tutti gli articoli descritti sono stati regolarmente acquistati.

La sostenibilità nel mio caso parte dallo zaino. Da tempo ormai ho abbandonato il trolley a favore di uno zaino Cotopaxi: un modello ergonomico che si adatta alla schiena e non affatica troppo, e che oltretutto è realizzato con materiali di recupero. Non supero mai, per nessun motivo al mondo, i dieci chili di peso, sia perché non sarebbe sostenibile per il mio fisico, sia perché in questo modo non è necessario imbarcare il bagaglio.

Di solito prediligo le mete fresche rispetto a quelle torride, e comunque in estate in tante grandi città l’aria condizionata può costringerci a indossare capi più caldi anche con quaranta gradi all’ombra. Per questo nel mio zaino non manca mai una maglia di lana, in qualunque stagione. È un’ottima idea anche per i viaggi intercontinentali, visto che in aereo spesso si possono raggiungere temperature che nemmeno in una cella frigorifera. Una maglia di lana leggera può “salvarci” in tante situazioni e ha il vantaggio di occupare pochissimo spazio nella borsetta. Quando si acquista la lana, è importantissimo leggere l’etichetta e controllare la composizione, scegliendo se possibile cashmere oppure lana al 100%.

Fino a qualche tempo fa non avevo l’abitudine di controllare la composizione dei capi di abbigliamento ma ora lo faccio sempre, anche quando acquisto online. In questo modo, evito il più possibile di comprare cose sintetiche: hanno il grosso vantaggio di asciugare in fretta e di non aver bisogno di essere stirate, ma puzzano in tempo zero. Il risultato è che dopo dieci minuti che indosso una maglietta in poliestere sembro una puzzola avvolta nella plastica.

Per quanto riguarda la lana, ho due negozi di riferimento. Il primo è Rifò Lab, un’azienda italiana che realizza capi di abbigliamento utilizzando fibre tessili rigenerate: in pratica, trasformano i vestiti usati in un prodotto nuovo. Mi piace molto l’idea di poter inviare i capi che non metto più e sapere che verrano utilizzati per creare altri indumenti. Una scoperta più recente è stata From Future, azienda francese che crea capi in cashmere a prezzi super competitivi e in tantissimi modelli e colori. Acquistano lana di qualità direttamente dagli allevatori, eliminando così il costo degli intermediari. E soprattutto hanno deciso di ridurre il loro margine di guadagno offrendo comunque un prodotto di alta qualità, realizzato nel rispetto degli animali, dell’ambiente e delle persone coinvolte nella filiera.

Un altro elemento che non manca mai nel mio bagaglio è la t-shirt, che indosso al lavoro come in viaggio, in tanti colori diversi. Al momento non ho ancora trovato un marchio italiano che realizzi questo capo secondo i criteri che cerco: vestibilità comoda, fibre naturali e design lineare. Al momento sto cercando di “smaltire” le vecchie t-shirt in cotone comprate negli anni passati dalle catene più note di fast fashion. Per i prossimi acquisti da portare in viaggio con me ho intenzione di provare Colorful Standard, che realizza capi molto essenziali. Non ho invece idee o spunti per quanto riguarda l’abbigliamento intimo, dato che il mercato italiano è dominato da due o tre grossi brand che non lasciano molto spazio a realtà più piccole. Se avete suggerimenti, fatevi avanti.

Sono una persona molto noiosa per quanto riguarda le scarpe, per cui la maggior parte dell’anno porto modelli diversi di un paio di scarpe di una marca scoperta durante un viaggio a New York. Le Sabah Shoes sono disponibili in due soli modelli ma in tantissimi colori. Sono disegnate nell’East Village e fabbricate a mano in un laboratorio in Turchia. La pelle morbidissima fa sì che queste siano le mie scarpe preferite in ogni occasione, dall’ufficio alla grande città alla spiaggia. E poi sono perfette per quasi tutti l’anno: io le indosso da marzo fino a inizio novembre, sostituendole con un paio di stivaletti solo nei mesi più freddi. Per me sono quasi una droga, al punto che non dirò mai, nemmeno sotto tortura, quante ne ho (ma potrei quasi ricreare l’arcobaleno).

Mentre scrivo mi rendo conto che la descrizione del mio bagaglio sostenibile potrebbe essere anche la descrizione del mio guardaroba, che contiene un altro capo fondamentale anche nella mia vita quotidiana. Non potrei mai vivere senza jeans, per niente al mondo. Non indosso vestiti né pantaloni classici o gonne, per cui ho un’ampia selezione di jeans ai quali in viaggio applico la regola del tre: un paio addsso, due in valigia. Purtroppo ho scoperto che un noto brand italiano da cui ero solita comprare sempre lo stesso modello di jeans in colori diversi non rispetta gli standard etici e ambientali, così una volta arrivati a fine carriera, non verrano rimpiazzati. Il loro posto poco alla volta viene preso dai jeans Nudie, brand svedese che ho scoperto a Londra. I capi vengono realizzati basandosi sui principi della sostenibilità (con metodi di produzione eco-friendly) e della durabilità. Utilizzano tessuti rigenerati e ogni capo può essere portato in uno qualsiasi dei loro negozi in giro per l’Europa per essere riparato gratuitamente.

Ultimo capitolo sulle borse, che amo collezionare. Adotto la regola del one in, one out, comprandone una solo quando ne ho venduta un’altra. Non si tratta quasi mai di borse nuove, dato che le acquisto di seconda mano su Vestiaire Collective, contribuendo alla moda circolare.

Poichè solitamente uso borse molto piccole, porto sempre con me una shopper di stoffa che occupa poco spazio in valigia e che è perfetta in viaggio per metterci dentro quello che capita: la borraccia con l’acqua, un libro, un souvenir. Un paio di mesi fa su Instagram ho scoperto Atelier Habibi, una bottega artigianale gestita da una ragazza (piemontese come me) che durante il lockdown dello scorso anno si è reinventata e ha intrapreso una nuova carriera. Da lei ho comprato una shopper in un bellissimo tessuto stampato e che non vedo l’ora di mettere in valigia.

Come preparate la valigia? Prestate attenzione alla sostenibilità dei capi di abbigliamento che acquistate e che portate in viaggio con voi?

Cover photo by Sarah Shull on Unsplash

42 pensieri riguardo “Viaggi e sostenibilità: cosa mettere in valigia

  1. Anche io ormai da anni sto molto attenta ai miei acquisti, sia che si tratti di vestiario che di prodotti di bellezza, per utilizzare il più possibile prodotti che siano poco impattanti sia per il pianeta che per il mio corpo. Uso maglie e magliette solo in cotone o lana 100%, in estate poi il lino è perfetto: mi sto trovando molto bene con Oviesse che negli ultimi anni si sta muovendo bene in questo senso con capi di ottima qualità a buoni prezzi.

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    1. Anche io ho iniziato da qualche anno a fare attenzione ai prodotti di bellezza, e fino a poco tempo fa non avevo idea di quanti brand noti facessero i test sugli animali.
      Sai che c’è un negozio Oviesse nella mia città ma non ci sono ancora stata? Me ne ha parlato molto bene anche una mia amica, devo assolutamente andare a vedere. Per quanto riguarda il lino, ti consiglio anche Not Perfect Linen, un’azienda finlandese che vende sia tramite sito internet che su Etsy: hanno delle cose molto carine!

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  2. Silvia, ma sei fantastica!!! *_*
    Non ho ancora sviluppato questa consapevolezza sull’abbigliamento, mentre man mano la applico ad altre piccole cose…sperando che un giorno tutti potremmo avere un’inversione di tendenza!
    Sarebbe davvero bello sovvertire le regole che dominano ora…
    Su una cosa, però, non migliorerò mai: partire solo con lo zaino! XD
    Posso mettere quintali di capi di abbigliamento sostenibile in una mega valigia???

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  3. Per i prodotti cosmetici e d’igiene personale ti consiglio l’app di INCIbeauty: scansionando il codice a barre, ti dice gli ingredienti e da un punteggio a seconda della nocività….. Ho scoperto cose bruttissime anche su prodotti che si definivano eco, Green, bio, ecc!

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    1. Grazie per il consiglio! Uno strumento simile per l’abbigliamento è Good On You: inserisci il nome del brand e ti fa vedere il rating dal punto di vista dell’ambiente, della manodopera e dei tessuti usati – anche qui ho scoperto che almeno due o tre marchi che si vantavano di essere green non lo sono per niente…

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  4. Mi piace il piglio etico che stai regalato al tuo blog! 🙂 Sapessi quanto sono utili i consigli e i nomi delle aziende che citi, perché una persona come me non saprebbe proprio come cercale e dove trovarle! Come fai ad esempio a scoprire che un’azienda non rispetta la sostenibilità e, cosa fondamentale, è cruelty free? Io avevo la fortuna di avere un negozietto di cosmetici bio propio sotto casa, e con la pandemia è stato costretto a chiudere. A questo proposito segno anch’io l’app che consiglia Martina!
    “Nemmeno sotto tortura” hahahah! 😀 😀

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    1. Non è per niente semplice sapere se un’azienda è cruelty free o meno anche perché tantissimi brand si “spacciano” per green, eco ecc quando invece non lo sono. Di solito faccio affidamento sul sito Good On You, che ti fornisce il rating dell’azienda. E da oggi userò anche INCIbeauty per i cosmetici!
      Grazie e buona giornata 😘

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  5. Da qualche anno non compro più mille capi come facevo prima. Adesso preferisco prenderne di nuovi solo quando mi servono davvero, pecco ancora di fare ordini su siti fast fashion, però cerco anche di riciclare i miei capi rivendendoli o donandoli a second hand shop, dove si trovano delle vere chicche.

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    1. Anche io faccio come te ma ammetto che c’è stato un periodo in cui sono stata davvero shopaholic: ogni scusa era buona per comprare qualcosa, e tutto mi sembrava bellissimo nelle vetrine… poi arrivavo a casa piena di sensi di colpa!
      Rivendere e regalare le cose fa bene a tutti! Purtroppo nella mia città non ci sono negozi di vestiti second hand, ma per fortuna online si trova di tutto.

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  6. Mi è piaciuto moltissimo questo post perchè anch’io, pian pianino, sto cercando di cambiare alcuni miei comportamenti. Non sono mai stata una che spende e spande, ma è ancora meglio spendere per cose fatte bene e che durano nel tempo. Sto cercando di fare anche qualche cambiamento nei prodotti di pulizia per la casa e cosmetici… comunque, i marchi che hai indicato me li sono segnata: andrò a sbirciare i loro siti. Grazie mille!

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    1. Sono d’accordo con te: è meglio spendere magari qualcosa in più per cose fatte bene e che durano nel tempo.
      Sui prodotti per la pulizia della casa sono molto impreparata: a parte il detersivo per la lavatrice (compro una marca eco-friendly) per il il resto non saprei da dove iniziare!

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  7. Per me fare la valigia è sempre un incubo, non so mai cosa mettere e ho sempre paura di dimenticare qualcosa. In ogni caso, non porto mai con me cosmetici e da anni uso la stessa borsa a tracolla dove metto di tutto, oltre al mio trolley stipato fino allo spasimo!

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  8. Ottimo articolo che mi salvo più che volentieri! Ecco una cosa a cui devo stare maggiormente attenta è la qualità degli indumenti: non amo fare shopping e non amo acquistare vestiti quindi non è difficile vedermi con pantaloni anche di 10 e più anni fa… Però questi brand sono proprio quelli che cerco! Grazie delle dritte!

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  9. Io sono partita con un’attenzione particolare al beauty, make up compreso e alla detergenza di casa.
    Ho studiato gli INCI per imparare a riconoscere i prodotti veramente green e amici della pelle e dell’ambiente e ho un po’ di marchi di fiducia da cui non mi stacco mai. Ormai sono circa 10 anni che mi documento in merito.
    Solo per fare qualche esempio, per la cosmesi Sante, Lavera, Alkemilla, Fitocose… per il make up soprattutto Benecos, Neve Cosmetics, Everyday Minerals, per la detergenza di casa Officina Naturae, Tea Natura o Almacabio…
    Ho iniziato recentemente a occuparmi anche del vestiario, eliminando il fast fashion, ma io sono avvantaggiata dalla mia passione per il cucito, compro solo le stoffe!

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    1. Alcuni di questi marchi li riconosco perché li uso anche io, come per esempio Alkemilla, Benecos, Neve Cosmetics, e Officina Naturae. Al contrario di te, io invece ho iniziato prima dall’abbigliamento e poi da prodotti per la casa e per la cura della persona, ma direi che l’importante è raggiungere lo scopo che ci siamo prefissate 🙂

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  10. Assolutamente d’accordo sulla scelta dello zaino – ci entra tutto quello che mi serve e poi si lava. Oddio leggere di lana in questo momento mi fa un caldo 🙂 Qui ci sono più di 30 gradi…comunque si, fai super bene a controllare i materiali.

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  11. E’ una vita che mi batto per i viaggi consapevoli e salutistici! Siamo gli unici a non essere mai entrati in un Mc Donald ad esempio, favorendo i locali a conduzione familiare che incontriamo in viaggio. il beauty case poi contiene solo prodotti solidi naturali non inquinanti, e il dentifricio in pasticche! E poi cosa costa riempire borracce nelle fontane, invece che inquinare co. le bottigliette e le lattine??

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    1. Ti capisco, perché io sono entrata in un McDonalds una volta sola vent’anni fa insieme alle mie compagne di università ed è stata un’esperienza che mi ha segnata!
      I prodotti solidi o sfusi sono una soluzione che anche a me piace molto, e per quanto riguarda la borraccia non potrei mai uscire senza!

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  12. Sei veramente bravissima a scegliere i capi in base alla loro provenienza e sostenibilità. Io sto cercando di ridurre il mio guardaroba per renderlo più essenziale e soprattutto in casa cerco di fare acquisti che producano il minor quantitativo di rifiuti, ma spesso la grande distribuzione non aiuta in questo intento!

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  13. Ottimi e graditi consigli per gli acquisti! Devo riconoscere che da un po’ di tempo anche io sto attenta a cosa compro e soprattutto da dove arriva e da cosa è composto. L’abbigliamento sostenibile è una buona abitudine che tutti dovrebbero acquisire. Spesso si tende a risparmiare acquistando merce da paesi che hanno aziende che compromettono ambiente e dignità dei lavoratori. È un messaggio che va diffuso. Intanto faccio un giro su internet a guardare le marche da te consigliate. Magari scatta l’acquisto!

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  14. Complimenti per l’articolo, molto interessante!
    Anche io sto imparando a fare acquisti più consapevoli, ma soprattutto…a fare meno acquisti. Una vera scoperta poi, per quanto riguarda l’abbigliamento, è stato il mondo dell’usato! Ormai si trovano tanti siti di questo genere, il mio preferito è Greenchic (Armadio Verde fino a poco tempo fa).

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