Cibo e viaggi: piatti insoliti dal mondo

Una delle cose che preferisco in viaggio è la possibilità di assaggiare piatti diversi da quelli a cui sono abituata: sapori nuovi e insoliti, combinazioni che fino al quel momento non conoscevo. Anche per questo i momenti che amo maggiormente quando sono in vacanza sono quelli dei pasti perché quasi sempre sono occasioni che mi permettono di scoprire una parte fondamentale della cultura e delle tradizioni di una città, di una regione o di un paese.

Ma si tratta davvero di sapori insoliti, o semplicemente diversi da quelli a cui siamo abituati quotidianamente? Perché in effetti qualcosa è insolito o strano solo se non lo si conosce, e magari per un messicano è inusuale pranzare con pomodori pachino e burrata semplicemente perché per lui o per lei si tratta di un accostamento mai provato fino a quel momento. Durante le interviste, spesso al mio burbero ex boss veniva chiesto quale fosse il suo cibo preferito e, stranamente, la domanda non lo infastidiva. Rispondeva in maniera molto semplice: “Il mio piatto preferito è la curiosità.” Mi è sempre piaciuta questa risposta, perché per apprezzare e scoprire ricette e accostamenti nuovi è importante essere curiosi e aperti verso tutto.

Photo by Amin Hasani on Unsplash

Raramente dico di no a un piatto che non conosco, anche se l’aspetto può essere insolito. In qualche occasione mi è capitato di assaggiare qualcosa che non incontrava il favore delle mie papille gustative, ma il più delle volte ho fatto scoperte interessanti.

Piatti insoliti dal mondo: haggis

Un piatto che divide, non solo chi se lo ritrova davanti agli occhi per la prima volta durante una vacanza in Scozia, ma anche i nativi delle Highlands. Chi non avesse mai sentito parlare di haggis, deve sapere che si tratta di un insieme di interiora di pecora (polmoni, fegato, cuore, grasso) macinate e mescolate con avena, brodo, sale e pepe. Il tutto viene inserito in una porzione di budello e fatto bollire per circa tre ore. Al termine della cottura, si taglia a fette e si mangia insieme a un mix di patate e rape bollite e schiacciate. Una serie di ingredienti e un aspetto che molti spesso trovano poco invitante, ma come in tanti altri casi non bisogna lasciarsi intimorire dall’aspetto del piatto.

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Pixabay

In tanti pensano anche che l’haggis sia più adatto ai palati di una popolazione “barbara” che a quelli più raffinati degli abitanti del continente. In realtà però pare che gli scozzesi abbiano copiato l’idea dell’haggis dagli invasori romani, da cui hanno imparato la tecnica di conservazione della carne attraverso la realizzazione di salumi. La preparazione dell’haggis deriva dalla necessità di conservare tutte le parti di un animale: le interiora, velocemente deperibili, potevano salvaguardarsi fino a un paio di settimane in questo modo.

Piatti insoliti dal mondo: rakfisk

La tradizione di usare la fermentazione come tecnica per conservare il cibo risale al Medioevo, quando nelle zone rurali della Norvegia i pescatori scavavano delle buche nelle quali lasciavano il pesce a fermentare sotto terra in botti di legno. Questo per far sì che il salmone, l’aringa e anche lo squalo non andassero a male e si conservassero per tutto l’inverno, quando era impossibile uscire a pesca per via dello strato di ghiaccio che impediva alle barche di lasciare il porto. L’antica tecnica per preparare il rakfisk viene utilizzata ancora oggi, nonostante pochi siano in grado di realizzarla correttamente.

Il pesce così conservato può essere consumato dopo pochi giorni ma anche dopo mesi: nel secondo caso, sviluppa un sapore molto forte e un odore pungente. Astri Riddervold, scrittrice norvegese ed esperta di tecniche di conservazione del cibo, in uno dei sui libri riporta le parole di un pastore evangelico del XVII secolo secondo cui è impensabile chiedere un bacio a una signora dopo aver mangiato il rakfisk. Un piatto non adatto a chi ha l’olfatto troppo sensibile, ma ancora molto diffuso in tutti i paesi della Scandinavia. Viene solitamente servito a fette molto sottili insieme a una mostarda con aneto e un’inalata di patate bollite.

Piatti insoliti dal mondo: bagna cauda

Si tratta forse del piatto più rappresentativo del Piemonte, e sicuramente il primo che mi viene in mente se penso a un nebbiosa serata di novembre da trascorrere in casa con gli amici. Letteralmente, bagna cauda potrebbe essere tradotto con intingolo caldo, e in effetti questa preparazione tipica della tradizione contadina piemontese altro non è se non una salsa saporita e odorosa. Pochi gli ingredienti che servono per realizzarla: aglio, acciughe e olio e, in alcune zone, panna o latte.

Un piatto, ora patrimonio dell’UNESCO, che costituisce un pasto completo e che viene servito in un fujot (tegame in terracotta) messo al centro del tavolo dove tutti i commensali intingono le verdure che accompagno la bagna cauda: peperoni, cardi, topinambur, patate bollite, insalata belga. Da non ordinare al ristorante al primo appuntamento o prima di un incontro di lavoro importante.

Piatti insoliti dal mondo: fugu

A differenza degli altri piatti, questo non l’ho mai provato. Ma non so nemmeno se ne avrei il coraggio perché potrebbe essere un’esperienza mortale. Il fugu, nome giapponese che indica diverse specie di pesce palla, è una preparazione che, se fatta nella maniera sbagliata, rischia di causare la morte nel giro di pochi minuti. Il pesce palla contiene nel fegato, nell’intestino e nella pelle una neurotossina che provoca, in chi la ingerisce, la paralisi del diaframma e una gravissima insufficienza respiratoria e di conseguenza la morte.

Puffer fish
Foto di Dav Tres da Pixabay

Il pesce palla deve essere tagliato con molta attenzione per evitare che il veleno contamini le parti commestibili o che gli organi tossici vengano ingeriti. Solo gli chef specializzati possono trattare il fugu e servirlo, ma ogni tanto capita che qualche dilettante decida di cimentarsi nella preparazione di questa pericolosissima specialità giapponese, purtroppo con conseguenze fatali.

Quali sono i piatti più strani che avete provato?

Cover photo by Matt Artz on Unsplash

52 pensieri riguardo “Cibo e viaggi: piatti insoliti dal mondo

  1. Ma il fugu sarebbe perfetto per un invito a cena con delitto! Vado subito a cercare la ricetta (quella sbagliata, ovvio) 😛
    Non avrei problemi ad assaggiare i cibi che menzioni, tra l’altro con l’uso della mascherina si potrebbe facilmente limitare il problema bagnacauda/rakfisk, con buona pace dei rapporti sociali. Non ho mai demonizzato i cibi insoliti, anzi, sono uno dei principali motivi che ci spingono a viaggiare e a curiosare nelle cucine degli altri Paesi. E per dirla tutta non credo che ci siano cibi insoliti. Abbinamenti insoliti (e traditori della Patria) quelli sì… ad esempio non cederò mai e poi mai allo spaghetto a’ vongole con il pecorino 😀

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    1. Ma è vero: non ci avevo pensato! Se c’è qualcuno di insopportabile basta servire una porzione di fegato di fugu!
      La mascherina aiuta molto, e infatti ti confesso che negli ultimi mesi ho mangiato spesso la focaccia con le cipolle 😂
      Hai perfettamente ragione: più che i cibi insoliti bisognerebbe evitare gli abbinamenti insoliti. Per me il peggiore in assoluto è la pizza con l’ananas!

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  2. Normalmente mangio pochissima carne e pesce, quindi anche se mi piace provare i piatti etnici, purtroppo cose come l’haggis non riesco proprio ad assaggiarle. A Londra quando ordino qualcosa ho sempre il terrore di prendere il rognone o che qualche hosts me lo prepari! : ))

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  3. Nel corso del mio viaggio on the road in Scozia ho avuto l’occasione di assaggiare l’haggis. Devo riconoscere che sapori tanto interessanti non sono stati semplici da processare per il mio palato, ma a prescindere da tutto un piatto che mi piacerebbe comunque testare nuovamente.

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  4. Sono curiosa fino a un certo punto non sono riuscita a mangiare il coccodrillo in Australia, diffidente verso il lama in Bolivia ma l’ho assaggiato e altri piatti in giro non ce l’ho proprio fatta, sulla bagna cauda invece alla grande con amici, il giorno dopo però …….

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  5. Personalmente uno degli aspetti che mi piace di più del viaggio è proprio la cucina.
    Noi proviamo tutto, mangiamo nei mercati, siamo curiosi, assaggiamo tutto.
    Le uniche cose con cui abbiamo fatto fatica sono stati gli insetti in Thailandia e la cucina Indiana, davvero troppo troppo speziata per me!

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  6. Viaggiare è assaggiare cibo locale, non c’è altro da fare!
    Per me è assolutamente insolito mangiare pasta, pizza e mozzarella altrove…e soprattutto per mozzarella e pizza, non la mangio nemmeno fuori Napoli!
    Ho assaggiato renne, coccodrilli, struzzi, facoceri, lumache e tanto altro, ma devo ammettere che mi fermo di fronte a insetti e interiora, lì proprio non ce la faccio.
    Per il resto, un bel piatto di cibo locale vale il viaggio come uno splendido panorama! ^_^

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  7. Sto per confessarti una cosa di cui un po’ mi vergogno… Non ho mai assaggiato la bagna cauda! Penso sia rimediabile, vista la vicinanza con la tua regione! La curiosità di assaggiare piatti nuovi non mi manca, ma il pesce palla credo proprio che non mi azzarderò mai a ordinarlo! 😅

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  8. Nonostante quando viaggio sia curiosa di assaggiare la cucina locale, devo ammettere che non sono molto avventurosa nelle mie scelte. So di essere un pò difficile e visto che odio lasciare lì il cibo o buttarlo, preferisco stare su ricette/ingredienti più familiari. Leggendo il tuo articolo mi è venuto in mente che la prima volta che ho sentito nominare il fugu è stato in un vecchio episodio del Tenente Colombo 😂

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  9. L’haggis l’ho provato ma non lo mangerei più, le interiora proprio non riesco a farmele piacere. Più o meno lo stesso succede con la stigghiola palermitana, anch’essa parte di interiora di animale. roverei però volentieri la bagnacauda e, se cucinato come si deve, il fugu.

    ps: una cosa buona del tuo ex boss è quella risposta sul piatto preferito che adotterò anch’io!

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  10. Tra questi quello che non riuscirei a mandar giù è proprio la bagna cauda. Già l’odore mi da la nausea. Invece assaggerei con piacere l’Haggis sai? Mi piaccciono le interiora, stranamente, più della carne stessa. Infatti adoro il soffritto, non so se l’hai mai assaggiato!

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  11. Anche se data l’immagine stavo andando a cercare tutte le informazioni riguardo al Burrito 😍 ho trovato ben altro, da amante dei piatti tipici locali, non posso non darti ragione. La curiosità è un ingrediente fondamentale. E grazie per I piatti tipici che hai condiviso con noi!

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  12. Stra bella la risposta “Il mio piatto preferito è la curiosità”! Ebbbbravo Boss!
    Non sono tanto da piatti insoliti, io, e quindi mi perdo probabilmente tante sfumature (le faccio prontamente assaggiare al marito, però, che non si tira mai indietro!)
    Ps: continuo a non ricevere le tue mail 😦

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  13. I tuoi articoli sono sempre molto interessanti e curiosi – non mi stancherò mai di scrivertelo 🙂

    Ho letto con estrema curiosità questo tuo blogpost, anche perché di tutti i piatti che hai elencato, non ne conoscevo nemmeno uno, neanche quello piemontese diventato patrimonio UNESCO. Non lo trovo, però, invitante in quanto non sopporto l’aglio e non mangio pesce, quindi le acciughe.

    Vorrei commentare il primo piatto, quello scozzese, di cui ho visto qualche foto sul web. Mi ricorda vagamente il nostro cotechino (che non mangio). Avendo un debole per la carne di pecora, credo che l’haggis potrebbe piacermi 🙂
    Per quanto riguarda, invece, il pesce palla, credo che nemmeno io – a prescindere dal fatto che non mangi pesce – mi attenterei a mangiarlo.
    Tra i cibi curiosi e particolari, vorrei provare ad assaggiare il formaggio sardo con i vermi… anche se credo che terrei gli occhi chiusi mentre lo starei assaggiando !!!

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    1. Stavo per scrivere: “Allora se non hai mai mangiato la bagna cauda ti invito ufficialmente qui a provarla”… ma no 😉 Comunque ci sono tantissime altre cose qui che vale la pena di provare!
      Sì, hai ragione, l’haggis nell’aspetto ricorda molto il cotechino, ma nel sapore e nella consistenza non molto. Però è davvero buono.
      Per quanto riguarda il pesce palla, da un lato mi incuriosisce, ma la paura di finire male per un sushi è troppa 😂

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  14. Io sono vegetariana, quindi di piatti particolarmente strani in viaggio è difficile mangiarne. Devo dire che anche prima di questa scelta avrei fatto fatica a mangiare l’Haggis . Il piatto più strano che ho provato è stato l’iguana, durante un viaggio in Messico, devo dire che sembrava prosciutto, ma ci hanno informati di cosa avevamo mangiato solo dopo averlo provato!

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