Cinque curiosità sul Regno Unito

Mi è capitato spesso di immaginare, negli ultimi mesi, quale sarà il primo paese che vorrò visitare quando questo incubo sarà finito. Ammetto di avere tante idee, tutte confuse: in certi momenti vorrei partire per posti che per qualche motivo mi sembrano più sicuri dal punto di vista sanitario, come la Svezia, mentre in altri penso di vedere città o regioni che ancora non conosco, come i Paesi Baschi. Ma il paese che più spesso si intrufola nelle più sfrenate fantasie di viaggio è uno: il mio amato Regno Unito.

Galles, Cornovaglia, Devon: non ho ancora deciso quale zona. Mi mancano i colori delle regioni sparse tra le isole britanniche, mi manca il cibo, mi manca il clima imprevedibile che tanti trovano insopportabile. Ma mi mancano anche le stranezze e le curiosità di questo paese e di questo popolo. 

La metropolitana di Londra è il mezzo più veloce per spostarsi… o forse no?

Con i suoi oltre quattrocento chilometri che si snodano tra undici linee e duecentosettanta fermate, la metropolitana di Londra è al settimo posto tra le più lunghe del mondo. Dal 1863, anno in cui venne inaugurata la prima tratta tra la stazione di Bishop’s Road (ora Paddington) e Farringdon Street, serve l’intera area metropolitana di Londra e i suoi nove milioni di abitanti che ogni giorno usano le sue linee per qualche manciata di miglia o per percorsi più lunghi. A volte però capita che qualche turista inesperto utilizzi the tube per un percorso davvero breve, generando l’ilarità dei londinesi. Esiste infatti una tratta pressoché inutile: quella tra le fermate di Leicester Square e di Covent Garden, entrambe sulla Piccadilly Line. La distanza tra le due stazioni è di trecento metri. Molto più veloce percorrerla a piedi, se si conta il tempo necessario per scendere le scale, camminare lungo i corridoi delle stazioni e risalire in superficie. 

Mind the gap

Ma perché, nonostante l’estrema vicinanza molti utilizzano il treno per spostarsi tra le due fermate? La colpa è della cartina della metropolitana di Londra, dove in effetti i due luoghi potrebbero sembrare lontani. Questo perché la Tube Map in uso da quasi cento anni non ha nessuna relazione con la vera geografia della città. Nel 1930, la metropolitana aveva un’estensione tale da rendere impossibile una trasposizione grafica maneggevole e di facile consultazione. Il compito di realizzare una cartina tascabile fu affidato al disegnatore Harry Beck, secondo cui non era importante riuscire a calcolare la distanza esatta tra le varie stazioni, poiché lo scopo essenziale era avere un disegno che permettesse di capire quali linee usare per arrivare da A a B. Così si ispirò ai disegni dei circuiti elettrici per realizzare il progetto di quella che ancora oggi è la cartina della metropolitana di Londra. Per questo è bene controllare sempre l’effettiva distanza tra due luoghi prima di decidere di spostarsi underground

Il primo francobollo del mondo

Probabilmente tra qualche anno nessuno ricorderà più cosa sia un francobollo, ma quando negli anni trenta dell’Ottocento l’idea venne adottata e perfezionata, fu una rivoluzione per le spedizioni. Fino ad allora, il costo del trasporto postale era a carico del destinatario, ma quando quest’ultimo non era presente al momento della consegna della posta, allora era l’ufficio postale a doversi far carico del costo. Nel corso degli anni si provarono diverse soluzioni, tra cui quella del pagamento anticipato da parte del mittente, attestato sulla busta o sul pacco tramite il timbro Post Paid. Solo nel 1839 la decisione di produrre un bollo prepagato da incollare sulla corrispondenza venne approvata, e nello stesso anno fu indetto un concorso per la realizzazione del primo francobollo al mondo. Successe proprio nel Regno Unito. 

Post box
Photo by Yangki Suara on Unsplash

Il primo francobollo venne stampato nel 1840 e raffigurava il profilo della Regina Vittoria. Venne chiamato Penny Black per ovvi motivi: valeva un penny ed era di colore nero. Poiché anche all’epoca i furbetti abbondavano, in molti trovarono il modo per evitare di spendere soldi per le spedizioni. Una volta apposto il francobollo su una busta o su un pacco, gli addetti delle poste provvedevano infatti a disegnare una croce rossa sul bollo per indicare che era già stato utilizzato e dunque annullato. Non pochi si resero però conto che era semplice cancellare la croce rossa sul fondo nero, trasformando così un Penny Black usato in uno riutilizzabile. Fu a questo punto che il Penny Black fu sostituito dal Penny Red, di colore rosso, da cui era più difficile rimuovere il marchio che ne segnalava l’utilizzo. Al Penny Red si ispirano i francobolli attuali con il volto della Regina Elisabetta II.

La città dal nome impronunciabile

Vivo in una città il cui nome ha tre lettere, e che un paio di volte è finita tra i cruciverba della settimana enigmistica. Ventisette orizzontale, tre caselle da riempire. “Vi nacque il Santo Cottolengo”: Bra. Immaginate l’ilarità degli interlocutori anglofoni quando dici di abitare in un posto che per loro significa reggiseno. Spesso, alla domanda “Where are you from?” ho risposto: “From a place called B-R-A”, facendo lo spelling come una cheerleader senza pon-pon e senza capriole.

giphy

Ma mi consola una cosa: nel Regno Unito c’è chi sta peggio. Sono gli abitanti di Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwlllllandysiliogogogoch, in Galles. Non so nemmeno quante lettere siano, ma quello che è certo è che il nome di questa città sull’isola gallese di Anglesey non ci starebbe in nessun cruciverba. Ho provato, con calma, a leggerlo ad alta voce, ma ne è emersa solo una successione incomprensibile di suoni. Una parola impronunciabile, data dall’unione dei nomi di due villaggi confinanti, Llanfair e Pwllgwyngyll, più un mix di consonanti buttate lì a caso, come se un gatto avesse camminato sulla tastiera dell’impiegato comunale che nel XVI secolo decise di attribuire questo nome alla cittadina. Ma non preoccupatevi: nel caso in cui doveste inserirlo sul navigatore dell’auto per farvi guidare fino là, basterà inserire il nome abbreviato Llanfair PG. 

Il volo più corto del mondo

Dalla città con il nome più lungo del mondo al volo aereo più breve di tutti. Si tratta di un collegamento che nel corso della giornata collega più volte il villaggio di Westray a quello di Papa Westray, sulle isole Orcadi. Un percorso di appena due chilometri e un tempo di volo di poco più di un minuto, anche se il record assoluto è di quarantasette secondi, al prezzo di sette sterline. Potrebbe sembrare una tratta del tutto inutile e poco proficua per una compagnia aerea, ma in realtà è un servizio essenziale per gli abitanti di questo angolo remoto della Scozia, che ogni giorno devono raggiungere una delle altre isole e da qui la terraferma per andare a lavorare e a scuola. 

La tratta venne inaugurata negli anni Sessanta dalla Loganair, compagnia che ancora oggi opera i voli da Westray a Papa Westray e da Edimburgo e Glasgow verso altre mete sulle isole Orcadi. Bimotori a elica da otto posti, che per anni hanno svolto la funzione di eliambulanza. Ora la tratta è diventata molto popolare anche tra i turisti: non è raro che gli abitanti di una delle isole vedano passeggiare tra le loro strade dei visitatori che hanno voluto provare la tratta aerea più corta del mondo. 

Cornish Pasty: cibo da minatori

Quello che oggi è forse l’esempio di street food che meglio rappresenta la Cornovaglia ha origini antiche, e si deve tornare indietro fino all’epoca in cui i minatori vivevano e lavoravano in questo corno di terra all’estremità sud-occidentale del Regno Unito per saperne di più. Ora i Cornish Pasties si possono acquistare in ogni panetteria di ogni villaggio, in versione dolce o salata, in varianti più o meno raffinate.   

Si tratta di un impasto, una sorta di fagottino a forma di mezzaluna, contenente farciture diverse: carne di manzo, verdure, pesce e tuberi che, secondo la tradizione, veniva preparato dalle mogli dei minatori. Le donne avevano cura di ripiegare per bene il bordo del fagottino in modo che il ripieno non ne uscisse, e di incidere la parte superiore con le iniziali del marito, in modo che il pasto non venisse confuso con quello di un altro minatore. Una ricetta, quella del Cornish Pasty, che aveva un grosso vantaggio: la parte esterna serviva infatti anche a proteggere la farcitura, in modo che non venisse contaminata dalla polvere di rame e di zinco che ricopriva le mani dei minatori. In origine, una metà del Cornish Pasty veniva farcita con ingredienti salati, mentre l’altra metà con ingredienti dolci, in modo da avere un pasto completo. 

Conoscete altri fatti curiosi sul Regno Unito?

Cover photo by tinaiverieli on Pixabay

35 pensieri riguardo “Cinque curiosità sul Regno Unito

  1. Interessantissimo questo post! L’unica curiosità che conoscevo è l’impronunciabile nome di quella città che assomiglia a un codice fiscale bulgaro 😂 D’accordissimo sull’uso della metro, è molto comoda, ma quando sono stata a Londra ho percorso anche ampi tratti a piedi per godermi
    di più la città!

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  2. Attenzione: la Svezia non sta proprio bene dal punto di vista del covid! Se pensi alla Svezia, meglio che aspetti un altro po’: ti ricordo che sono quelli che non hanno mai chiuso nulla ed ad un certo punto hanno chiesto aiuto alla Finlandia perche’ avevano troppa gente negli ospedali… Dal giornale di oggi: Svezia 668 casi su ogni 100.000 abitanti, Italia 550, Finlandia 160.

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    1. Mi riferivo al fatto che è tra quei paesi in cui si può andare senza obbligo di quarantena ma ovviamente facendo tamponi all’ingresso e all’uscita dal paese. Al momento comunque non me la sento di andare da nessuna parte, fino a quando non sarò vaccinata, per sicurezza mia e degli altri.

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  3. Ma è incredibile, ho provato a cercare su Google scrivendo soltanto Lla… e subito mi è uscito tutto il resto! Ahahaha sto ridendo al pensiero di un post su Cosa fare a Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwlllllandysiliogogogoch! 😛 Pensa a quei poveri cittadini alle prese con la compilazione di un modulo!
    La tratta aerea è veramente una figata me la segno assolutamente, primo perché è una cosa che rientra nel mio stile, e secondo perché le Orcadi sono una meta che desidero vedere tantissimo! *__*
    Ah le iniziali del marito incise sul fagotto… donne d’altri tempi! 😉

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    1. Praticamente uno scioglilingua, anzi ci starebbe benissimo come nome di un personaggio cattivo delle fiabe dei fratelli Grimm al posto di Rumpelstilzchen 😂 Secondo me non ci sta nemmeno tutto sulle carte di identità.
      La tratta aerea delle Orcadi mi ispira un sacco, infatti ho già dato un’occhiata al loro sito!

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  4. Le conoscevo tutte, tranne la curiosità relativa al volo più corto. Comunque io trovo la Tube map geniale: mi è capitato di vedere alcune delle alternative che erano state proposte, versioni più “realistiche” dell’intricata rete sotterranea e ti garantisco che erano veramente incomprensibili! Invece grazie a questa map muoversi con la metro a Londra è davvero semplice ed intuitivo! 😉

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  5. MI hai fatto scoprire due curiosità di cui non sapevo nulla: l’origine dei cornish pasty (quanto sono buoni??) e la nascita del francobollo! Poi se iniziamo con i nomi curiosi del Galles, la lista è lunga ahahah

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  6. Anche a me il Regno Unito manca tantissimo, non vedo l’ora di rimetterci piede. Non conoscevo il volo delle Orcadi, lo voglio provare! Non sono mai andata in quelle isole, che mi dicono essere bellissime, per cui mi sembra un’ottima scusa 😉

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  7. Il nome impronunciabile non provo neppure a ripeterlo ahaha. E’ peggio di supercaligragilistichespiralidoso! Tra tutte comunque direi che ciò che mi colpisce di più riguarda la tratta in aereo più breve. 47 secondi! Cioè non fa in tempo ad alzarsi che poi riscende, vorrei provarlo ti assicuro! Ps. sulla questione metropolitana capisco perfettamente. Anche in costiera mi capita spesso che i turisti mi chiedano di prendere i bus che causa sensi unici impiegano 40 minuti per fare il giro del paese, quando a piedi sarebbero meno di 5 minuti.

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    1. Il nome è irripetibile, anche dopo aver visto il video su YouTube. In effetti sembra proprio uno scioglilingua 😉
      La tratta aerea più breve del mondo la proverei volentieri, soprattutto in uno scenario simile!
      Se sono turisti chiassosi e antipatici mandali in bus 😂

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  8. Ho avuto modo di testare sulla mia pelle l’inutilità della metro tra Leicester Square e Covent Garden, perché andavo a scuola di inglese a Holborn e spesso mi capitava di passeggiare in quella zona. Ma poi a Covent Garden quante scale ci sono? Troppe! E una volta mi capitò l’ascensore rotto…non ti dico che gioia. E non sapevo che i Cornish Pasties fossero il cibo dei minatori. Comunque buonissimi, ne mangerei a quintali

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  9. Ti faccio i miei complimenti, Silvia, per questo tuo articolo! leggerti è sempre un piacere e imparo sempre qualcosa di nuovo 🙂

    Innanzitutto, visto che non ci sei ancora stata, appena sarà possibile spostarsi, ti consiglio di visitare il Devon. Ci ho trascorso più di un mese nell’estate del 2013 (ho seguito un corso di inglese a Torquay, la città natale della Christie) e vorrei tanto tornarci. Durante una gita nella vicina Cornovaglia, una guida ci ha spiegato l’origine dei Cornish Pasty (buonissimi!) e ci ha mostrato come i minatori erano soliti mangiarli con le mani, prendendoli per la “cornice” che un tempo non veniva mangiata, proprio perché veniva “incontaminata” dalle mani sporche.

    Mi hai fatto sorridere quando hai parlato del tuo paese (effettivamente dire che si viene da Bra a un native English speaker suona ambiguo). Pensa che in provincia di Reggio Emilia c’è un paese che si chiama Sesso!
    Comunque, a proposito di nomi di località bizzarre, in Francia c’è un comune (di neanche 100 abitanti), che si chiama Y.

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    1. Il Devon vorrei proprio conoscerlo meglio perché ci sono stata solo di passaggio proprio durante il viaggio verso la Cornovaglia, ma sono passati troppi anni e poi non ho visto praticamente niente. E in Cornovaglia ho mangiato il Cornish Pasty solo in un paio di occasioni per cui devo assolutamente rimediare!
      Non sapevo che ci fosse un paese con quel nome in provincia di Reggio Emilia, e in effetti immagino che possa essere fonte di imbarazzo 😉 Chissà invece come si chiamano gli abitanti di Y?

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