#InViaggioColCapo: le ragazze non dormono qui

Ballymaloe House è uno dei miei posti preferiti in Irlanda: vorrei mangiare nel ristorante, The Yeats Room, ogni giorno, assaporando quello che ho nel piatto e godendomi il paesaggio della campagna di Shanagarry, nella contea di Cork. Ho sognato per tanto tempo di passeggiare lungo i viali di ghiaia, diretta all’ingresso principale dell’edificio in pietra ricoperto di edera, aspettando di sedermi comodamente in sala da pranzo, dietro una delle finestre illuminate.

Ho realizzato questo sogno grazie a Darina Allen, una delle donne più determinate che abbia mai incontrato. Dobbiamo però partire da un’altra donna leggendaria, Myrtle Allen, prima di arrivare a Darina. Quella di Myrtle è una storia fatta di determinazione: negli anni Sessanta è una quarantenne alla quale non basta occuparsi dei figli, della casa e della fattoria. Decide di aprire un ristorante a casa sua, e lo chiama The Yeats Room, per via dei quadri del pittore Jack Yeats che decoravano le pareti della stanza.

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© Ballymaloe House

Uso di ingredienti della fattoria e dei contadini della campagna circostante, piatti saporiti e sostenibili: l’abilità e la filosofia innovativa le permettono di ottenere la prima stella Michelin nel 1975. Darina inizia a lavorare come sous-chef di Myrtle, e finirà per sposare il figlio della sua mentore. Da allora porta avanti il lavoro della suocera – ora defunta – sviluppando nuovi progetti.

Darina ci accoglie davanti all’ingresso di Ballymaloe House in quella che è la sua tenuta abituale: giacca cerata lunga fino al ginocchio, maglione di cashmere, pashima della stessa tonalità del suo caschetto argentato, e un paio di wellies. Il suo abbraccio è un vero e proprio bear hug: ci stringe con forza, e penso che niente può andare storto in questa giornata. D’altra parte, fino a questo preciso istante tutto è filato liscio: siamo partiti da Malpensa – io, la mia collega L. e il boss – e nonostante la necessità di fare scalo a Dublino per raggiungere Cork, il capo non si è lamentato. Tutto andrà benissimo. Per di più siamo in un posto magnifico.

“You girls are sleeping here, right?” ci domanda Darina facendoci strada all’interno.
In realtà no, non dormiremo qui. Nella fase di organizzazione, la sua assistente aveva parlato di sistemazione offerta per il boss. Non volendo sembrare cafone e, visti i prezzi delle camere, l’unica soluzione per la notte ci era sembrata una doppia in un B&B pulcioso.
Sperando di non offendere la nostra ospite, le diciamo di avere già prenotato altrove. Ma la donna d’acciaio non ammette repliche. E noi siamo d’accordo: basta telefonare e disdire la stanza del B&B. Nella peggiore delle ipotesi ci addebiteranno il costo della notte sulla carta aziendale. Il privilegio di dormire a Ballymaloe House non ha prezzo.
Sia io che L. non stiamo più nella pelle: siamo come due bambine davanti alla casa di Barbie a due piani con tanto di ascensore e Ferrari rosa in garage. Ma Gargamella è pronto a rovinare tutto.
“Le ragazze non dormono qui”. Cinque parole che ci sgonfiano come un canotto bucato al sole. Non c’è verso di convincerlo: non ci riusciamo con le nostre suppliche, e non ci riesce nemmeno Darina. Pazienza, vorrà dire che non ci capiterà mai più di dormire in un posto del genere. E tutto grazie a lui. Vorrei prenderlo a pugni e chiedergli perché perché perché, ma a passo spedito si dirige verso la sua stanza, dicendo che ci raggiungerà a breve.

Intanto Darina ci affida a un’assistente che ci accompagna in giro per Ballymaloe House, quasi a voler rigirare il coltello nella piaga. Qui è tutto bellissimo: l’ingresso, la scalinata di legno, la sala da pranzo, i giardini. Chissà le camere come saranno, penso, immaginando quanto sarà triste e anonima la stanza del B&B di periferia in cui saremo costrette a dormire perché il super mega guastafeste non ci ha permesso di accettare l’invito di Darina. Mentre aspettiamo il boss davanti a una tazza di tè, L. ed io fantastichiamo sul nostro mancato soggiorno a Ballymaloe House. Sarà destinato a rimanere un sogno, perché tanto le ragazze non dormono qui. Ci stiamo comportando in maniera infantile, ce ne rendiamo conto, ma siamo convinte che il boss ci voglia punire per qualche sbaglio che non abbiamo (ancora) commesso.

Quando Mr. Male ci raggiunge, partiamo per Ballymaloe Cookery School. Darina guida lungo strade che passano attraverso una campagna verdissima, in mezzo a villaggi con le case dipinte a colori sgargianti. Ma noi vediamo tutto grigio.

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La scuola è un altro dei progetti voluti da Myrtle e portati avanti da Darina: una fattoria biologica dove vengono coltivati i prodotti poi utilizzati dagli aspiranti chef. Si tratta di un’iniziativa che coinvolge giovani e meno giovani: ci accolgono a braccia aperte, interrompendo il lavoro nell’orto, oppure lasciando da parte per un attimo il soda bread che stanno per infornare. L’affabilità di Two-Face con gli studenti è direttamente proporzionale alla scortesia nei nostri confronti: più diventa mieloso con loro, più è acido con me e con L.

Dopo la scuola ci aspetta un incontro con un fornitore di Darina in un negozio di macelleria. Qui la moglie del macellaio realizza il famoso blood sausage, una sorta di salame fatto con sangue di maiale cotto. La mia collega L. è vegetariana dunque si scusa e rifiuta l’assaggio. Un’altra insufficienza sulla nostra pagella da parte del boss, che in questo preciso istante ha lo stesso sguardo di Crudelia De Mon. Non dimentica però di ringraziare la signora irlandese che è stata così gentile da aprirci le porte della sua cucina. Ma nemmeno questa accoglienza così calorosa riesce a sciogliere il ghiaccio che con il passare delle ore si tra formando intorno ai nostri cuori di povere sottoposte destinate a dormire in una stanza triste e fredda. Ormai abbiamo in mente solo una cosa: le ragazze non dormono qui.

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Quando torniamo a Ballymaloe House è ora di cena. L. ed io non abbiamo nemmeno il tempo di fare una tappa veloce al B&B per una doccia e per cambiarci, né per scoprire se la nostra stanza assomiglia in effetti alla soffitta di Lovely Sarah. Ci tocca quindi raggiungere gli ospiti a cena: sono tutti dressed up to the nines, come direbbero da queste parti, mentre noi indossiamo le stesse cose dall’alba, da quando siamo partite da casa per raggiungere l’aeroporto. Gli irlandesi non saranno formali, ma sedersi a tavola con donne in abito lungo e uomini in completo di tweed quando tu indossi jeans, felpa e scarpe da tennis non è il massimo.

Nonostante le premesse, la cena A Ballymaloe House è un avvenimento che non dimenticheremo in fretta, sia per l’atmosfera che per il cibo. Darina ha pensato proprio a tutto, invitando un gruppo locale che intrattiene gli ospiti con il ceilidh: musica irlandese, canti e storie raccontate dagli artisti. Dopo il caffè il boss si ritira nella sua suite, dandoci appuntamento al giorno successivo. Noi invece accettiamo un passaggio da uno degli ospiti, che si offre di accompagnarci al nostro B&B. Ce ne andiamo mestamente, ripensando ancora una volta all’espressione del boss mentre decideva la nostra sorte per quella notte: le ragazze non dormono qui.

ILLUSTRAZIONE DI COPERTINA DI STEFANO TENTI – IN WORLD’ SHOES: TUTTI I DIRITTI RISERVATI ALL’AUTORE

40 pensieri riguardo “#InViaggioColCapo: le ragazze non dormono qui

  1. Ma che s****zo!! Ma si è poi scoperto perchè diavolo non potevate dormire lì? Doveva provarci con qualcuno? Aveva un appuntamento galante nel giardino a mezzanotte? T_T Mi sto scervellando..ed imamgino vi siate scervellate anche voi per capirlo…. Il B&B era almeno un po’ carino?
    Scusa Silvia, mi è partito l’interrogatorio XD

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    1. Guarda sui suoi appuntamenti galanti ci sarebbe tanto da raccontare perché almeno in un paio di occasioni è stato avvistato in posti in cui non doveva essere… Probabilmente era per lo stesso motivo per cui lo doveva viaggiare sempre in business class, e noi in economy; lui doveva stare negli hotel fighissimi, noi nei motel da incubo: forse per rimarcare il suo “essere superiore” 😂
      Il B&B era carino, ma quando siamo arrivate la nostra stanza era allagata…

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  2. Ma che “adorabile” despota e tiranno! Ma non è che avesse puntato Darina e non vi voleva fra i piedi? 😂
    Giuro, questo cristiano è l’apoteosi della cattiveria, gli ci vorrebbe davvero un bear hug fatto da un plantigrado in carne, ossa, pelliccia e artigli 😛 Ma non lo ha mai incontrato qualcuno nella sua vita che gli abbia fatto un paliatone come diciamo quaggiù? Il Karma lo punirà con qualcosa di apocalittico tipo essere costretto ad una cena al Mc Donald 😂😂😂
    La gif finale mi ha fatto morire dal ridere, riassume tutto alla perfezione!
    Buona notte Silvia ❤

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    1. Guarda, non penso che avesse puntato Darina per il semplice fatto che la sua considerazione per le donne è praticamente inesistente!
      Finché ho lavorato con lui e durante i nostri viaggi insieme purtroppo mai nessuno gli ha fatto un bel cazziatone, forse perché tutti avevano questo timore reverenziale bei suoi confronti.
      Sì, la cena al Mc Donald sarebbe il contrappasso perfetto per lui 😉

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  3. Le ragazze non dormono qui.
    Capito. Peccato.
    E ho capito anche che la ragazza (io) non cenerà qui.
    Perchè, ovviamente, andando in Irlanda quest’estate, la prima cosa che ho fatto, prima ancora di leggere l’articolo, sono andata a googlare il nome di questa bellissima sistemazione, ho cliccato su Dine, ma ho capito che per noi 5, 80 e più euro a testa per una sola cena…proprio no. Non siamo la compagnia giusta.
    Ps: tanto anche io sarei stata in felpa, jeans e Converse! 😉

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    1. No, infatti, se non quella sera neanche questa ragazza non si sarebbe potuta permettere di pagare il prezzo della cena. E nemmeno i prezzi delle stanze non scherzano! Quando sono poi tornata in vacanza in Irlanda qualche anno fa, avevo pensato di passare finalmente una notte lì, ma poi ho lasciato perdere 😉

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  4. Ma che cattivo!! Perché non vi ha lasciate dormire lì? Immagino perché fosse troppo costoso, vero? Bè, almeno avete fatto la visita guidata!! Mi piacciono troppo questi racconti… potresti benissimo scrivere un libro!

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  5. Un tipo davvero davvero “piccolo” questo uomo che condanna con 5 parole. Eppure, il bello che ne avete colto è che la cena di Darina siete riuscite comunque a gustarvela, anche se con jeans e sneakers. E poi, meglio vedere il bicchiere mezzo pieno: se vi avesse lasciato il tempo per andare al B&B prima, magari vi sareste accorte dell’allagamento e avreste dovuto rinunciare alla cena per risolvere…

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    1. A volte mi stupisco del fatto che certe persone e soprattutto certe personalità riescano a mostrare davvero poca sensibilità e ancora meno rispetto verso le persone che lavorano con loro ma soprattutto per loro.
      Sì hai ragione, se fossimo tornate al B&B saremmo rimaste lì ad asciugare la moquette 😉

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  6. Ma terribile “Le ragazze non dormono qui”, della serie “le ragazze non sono degne di calpestare il suolo di questa splendida magione”. Dai, sono sicura che in futuro ti rifarai e avrai nuovamente occasione di dormire in un posto altrettanto bello, alla faccia del capo 😀

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  7. Certi luoghi restano nel cuore come pochi altri. Leggere di Ballymaloe House mi ha fatto tornare in mente Cliveden House, in Inghilterra. Una volta ho provato ciò che hai descritto tu dicendo “le ragazze non dormono qui”, ma in versione blogger. Ero in Umbria per un press tour: giornalisti nel super resort con vista Perugia, Blogger nell’alberghetto a 10 km da lì, vista case del paese.

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    1. Ho visto delle immagini di Cliveden House e in effetti è simile. Un altro posto in cui sognare di passare un weekend.
      Anche le tuo caso, complimenti agli organizzatori per la poca sensibilità dimostrata, come se ci fossero persone meno degne di dormire in un posto bello.

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  8. Adoro i tuoi racconti di viaggi col capo! Mi sono sentita molto solidale con voi cenerentole e ho riso veramente al pensiero dei jeans e felpa indossati ad una cena formale. Ma si sa, le collaboratrici (insisto sul femminile) di capi (maschi) sono soprattutto delle schiave!!!….

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  9. Che posto meraviglioso sembra Ballymaloe House!
    Certo trascorrere la notte in una stanza in quella residenza deve essere uno spettacolo, “ma” anche la cena di cui hai raccontato e il giro turistico del giardino credo sia valsa la pena 🙂

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  10. Il posto deve essere decisamente meraviglioso ma quello che colpisce è la determinazione di entrambe le donne che hanno creato qualcosa di unico e meraviglioso. Certo il tuo capo però poteva pure essere più malleabile eh! Bastava davvero poco e sarebbe stato tutto perfetto!

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  11. Che luogo affascinante! Peccato tu non abbia parlato un pò di più di ciò che avete mangiato, sono curiosa! Riguardo al capo… beh mi ricorda un manager della mia ex azienda. Al di la’ dei costi economici, è una questione di status: “Io sono il boss quindi devo avere un trattamento migliore”, business class, hotel/camere migliori ecc. Serve a mantenere la sua autostima, che se no vacillerebbe 😉. L’importante è che voi vi siate godute la splendida cena!

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    1. Davvero molto bello, proprio una di quelle case di campagna in cui sarebbe un sogno soggiornate (e abitare). Il piatto più curioso è stato l’antipasto: una zuppa di alga carrageen.
      Esatto, per il mio boss era una questione di status. Cosa che posso anche capire, però concederci di dormire lì lo avrebbe reso per una volta un po’ più umano 😉

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  12. IL tuo capo é stato lapidario come pochi, eh? Quanto dev’essere stato demoralizzante sentirgli dire che non potevate dormire lí, dopo quell’offerta così invitante. Avrebbe potuto fare uno strappo, tanto cosa gli costava esattamente? A volte più sono in alto e più non hanno cuore e non si rendono conto che per arrivare dove sono, anche loro una volta sono stati un “lui che non dorme qui”>

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    1. Dopo un po’ chi viaggiava spesso con lui ci faceva l’abitudine ai suoi no e alle sue richieste assurde, ma ammetto che quella volta mi è proprio dispiaciuto. Quando mai mi ricapiterà di dormire in un posto del genere senza dover chiedere un mutuo???
      Hai ragione, a volte quando arrivano in alto dimenticano che anche loro sono partiti dal basso…

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