Dove mangiare ad Amsterdam

Una cosa in particolare mi ha colpito ad Amsterdam: l’altissima concentrazione di “trappole per turisti”. Avete presente quei ristoranti dove l’odore di olio fritto vi si attacca addosso ancora prima di entrare? Dove propongono piatti con nomi pseudo-italiani, come la bruscetta pomodoro, oppure i linguini pesto? Nove volte su dieci hanno il menu incollato alle vetrine, con fotografie terrificanti di piatti che trasudano olio e sugo. Quelle che il mio ex capo chiamava mangiatoie. Nella capitale olandese ho avuto l’impressione che la loro presenza sia più diffusa che in altre capitali europee. 

Per la prima volta ho avuto paura di non trovare dei posti che mi piacessero per sedermi a pranzo o a cena, o anche solo per un caffè. Non sono snob: assaggio di tutto, spesso chiudendo un occhio di fronte alla scarsa pulizia. Purché non sia cibo da mangiatoia. Ad Amsterdam non è stato semplice decidere dove mangiare, ma siamo riusciti a non cadere in trappole per turisti. Anche perché ci siamo spostati nelle zone meno centrali e affollate.

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Colazione ad Amsterdam

Ogni giorno facevamo colazione in albergo, ma io non riesco a ragionare senza il caffè di metà mattina e di metà pomeriggio. Non mi aspettavo di trovare ad Amsterdam tanti specialty coffee bars: locali dove viene servito caffè artigianale e di nicchia. Ce ne sono un po’ ovunque, ma purtroppo sono riuscita a provarne soltanto quattro.
Il primo in ordine cronologico è De Bakkerswinkel, nella via pedonale Warmoesstraat, non lontano dalla caotica piazza Dam. È una panetteria, dove non ci sono tavolini, ma un bancone di fronte alla vetrina colma di pane, torte, biscotti e panini. Il caffè può essere consumato al banco oppure, nei giorni in cui il clima è meno rigido, all’esterno.
Il De Koffieschenkerij si trova nell’edificio della Oude Kerk, la chiesa più antica della città. Sembra di entrare nel refettorio, passando per un giardino dove è stato allestito il dehor. Il locale è piccolo e affollato, e non ho capito se faccia parte o meno della Oude Kerk, ma il cappuccino è fatto a regola d’arte.

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Nella cintura dei canali, affacciato sul Singel, si trova un altro bar tanto piccolo quanto gradevole. Screaming Beans è un corridoio con un bancone con la macchina per il caffè e qualche vassoio colmo di biscotti, croissant e fette di torta. A differenza di altri specialty coffee bars della città, qui il caffè viene servito ai pochi tavoli disponibili: in tazzine di ceramica, con un dolce molto zuccherato per accompagnare il liquido caldo e amaro.

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L’ultima fermata è da De Laatste Kruimel, letteralmente “l’ultima briciola”. Rende bene l’idea perché qualunque cosa venga ordinata qui – muffin, torte alle mele, quiche – viene divorata fino all’ultima briciola. E il caffè e il cappuccino bevuti fino all’ultima goccia. Pochissimi tavoli anche in questo caso, per un locale lungo, stretto e affollatissimo. Non è il posto adatto per chi ha fretta perché i tempi di attesa anche per il caffè da asporto sono di almeno venti minuti.

Pranzo ad Amsterdam

Non molti amano sedersi a pranzo quando sono in vacanza, ma io non posso farne a meno. Alla mia età non ho più la forza di camminare per ore senza sosta, e la fame mi rende nervosa. Ma soprattutto sono curiosa di conoscere una destinazione attraverso quello che mangia la gente che ci vive. Così ho scoperto che gli olandesi hanno la loro versione del più noto pancake: il pannenkoek, una sorta di crepe a base di farina di grano saraceno, latte e uova. All’impasto vengono incorporati ingredienti dolci, come le mele o l’uva passa, oppure salati, come il bacon e le patate. Un tempo erano serviti nelle pannenkoekenhuizen, le “case del pancake”, che ora però sono state rimpiazzate da locali più moderni. Noi abbiamo provato il Pancakes Amsterdam di Westermarkt, dietro l’angolo rispetto alla casa di Anna Frank. Ordiniamo  due pannenkoeken: uno con limone e zucchero, e uno con prosciutto e formaggio. Anche se a prima vista sembrano sottili e poco consistenti, uno è più che sufficiente per togliersi la fame.

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Ci si sposta in zona Oosterpark per pranzare in un birrificio artigianale nei locali degli ex bagni pubblici Funen, all’ombra del mulino De Gooyer. Da Brouwerij ‘t IJ  si trova una selezione di oltre trenta birre, la maggior parte delle quali con certificazione biologica. Si possono degustare al pub del birrificio, insieme ad alcuni snack come il salame, la salsiccia alla griglia e il formaggio Skeapsrond, che viene prodotto con il latte delle pecore alimentate, tra le altre cose, con la polpa del malto avanzato dalla produzione della birra. Non si butta via niente, dunque. Peccato per il freddo polare che ci ha impedito di mangiare in riva al canale.

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Cena ad Amsterdam

L’hamburger non sarà il piatto più rappresentativo di Amsterdam ma anche qui sta prendendo piede la tendenza dell’hamburger gourmet. Così ho deciso di provare un locale specializzato in hamburger, in zona De Pijp. Il quartiere ha subito un cambiamento notevole negli anni Settanta: gli spagnoli, i turchi e i marocchini che si sono trasferiti qui per lavorare alla Heineken hanno portato i sapori e le tradizioni dei loro paesi, facendo sì che la zona diventasse molto più dinamica dal punto di vista gastronomico.
Il menu di Julius Bar & Grill è prevalentemente a base di carne o pesce alla griglia, con una serie di elementi che arrivano da varie parti del mondo.

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Così, se tra gli antipasti ci sono le tortillas e il guacamole, i piatti principali includono il filetto di Angus grigliato e i beef sliders, piccoli hamburger con carne di vitello, cipolle caramellate e formaggio. Il prezzo: trenta euro a testa con birra, dolce e caffè inclusi.

Instock non è un posto per i meno avventurosi. La parola d’ordine qui è recupero. L’idea nasce dal problema dello spreco: oltre un terzo del cibo prodotto viene buttato via perché non corrisponde a certi standard estetici. Una mela ammaccata o un carciofo con il gambo rotto non vengono venduti nei supermercati perché, purtroppo, non sono belli. I “salvatori del cibo” di Instock si riforniscono di frutta, verdura e pane dai supermercati della zona: non si tratta di prodotti scaduti, ma soltanto brutti a vedersi.

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Così, l’80% delle materie prime utilizzate nella loro cucina è “cibo spazzatura”, nel senso che normalmente sarebbe destinato a finire nella spazzatura. Di conseguenza, il menu cambia da un giorno all’altro: ogni mattina gli chef inventano delle preparazioni in base a quello che hanno recuperato. Quando abbiamo cenato qui, ci sono stati serviti piatti di ispirazione orientale: zuppa speziata di verdure e pomodori confit, ravioli al vapore con ripieno di manzo. Il tutto per poco più di venti euro a testa, bevande incluse.

L’ultima sera ci spostiamo a Jordaan, ex quartiere operaio che da qualche anno è diventato trendy e alternativo. Più che per una questione di mode e tendenze ci siamo andati per il ristorante D&A Hummus Bistro. Un locale dall’aria un po’ disordinata, con i tavoli uno diverso dall’altro, le pareti in parte intonacate e in parte di mattoni, le lampadine che pendono dal soffitto senza alcun paralume. In quattro ordiniamo tutto quello che esce dalla cucina a vista: hummus tradizionale e hummus tahini, babaganoush, falafel, pita, kababonim di agnello e manzo con verdure, couscous.

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Ogni portata viene servita in piatti spaiati sistemati in mezzo al tavolo, e ci serviamo prendendo un po’ di questo e un po’ di quello. Ordiniamo un altro bicchiere di tè alla menta, e ancora un po’ di hummus. Un pasto condiviso, che vorresti non finisse mai.

Dove vi piacerebbe mangiare? Quale locale vi incuriosisce di più? Quali sono i posti migliori dove avete mangiato ad Amsterdam?

27 pensieri riguardo “Dove mangiare ad Amsterdam

  1. Sono tutti posti invitanti, ma non avevo dubbi leggendoti 🙂 D&A Hummus Bistro è uno di quei posti in cui correrei subito… infatti me lo segno. Anche quel caffè con giardinetto è davvero carino, d’estate dev’essere una delizia. Magari con una bella fetta di torta!

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  2. Mamma mia quanto mi infastidiscono le trappole per turisti o le catene che offrono sempre la stessa roba, il problema è che in tanti non amano o hanno paura di provare cibo locale (neanche fossero in India) e quindi questi luoghi continuano a prosperare..Meno male che ci sei tu che cerchi i luoghi meno turistici dove fermarsi a mangiare e ce li segnali! ^_^ C’è l’imbarazzo della scelta! Tranne per il caffè, avrei provato tutto quello elencato, forse mi sarei aspettata più pesce, non so perchè… Terrò conto dei consigli quando andrò ad Amsterdam, spero quest’anno 😀

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    1. Hai ragione, molti hanno paura di provare il cibo locale, altri proprio non sono interessati, e questo fa la fortuna delle catene. Che poi per carità, se facessero delle cose buone non ci sarebbe nessun problema, invece di solito sono vere e proprie schifezze!
      Ah il pesce! Ho cercato di evitare i posti che facevano prevalentemente pesce perché due delle persone che erano con me non mangiano pesce 😉

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  3. Le trappole per turisti oramai sono disseminate ovunque, ed è un peccato soprattutto perchè se hai poco tempo per visitare un luogo rischi di finirci… anche se si riconoscono discretamente bene, almeno quello!
    Tra i luoghi che hai elencato, sicuramente andrei al birrificio artigianale, birra + stuzzichini sono un binomio perfetto per me 😉

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  4. Mi sono innamorata delle caffetterie che hai descritto, perché è esattamente ciò che vorrei vicino casa, invece qui da me è difficile trovarne. Non bar, caffetterie dove assaporare anche l’ambiente! Tu Silvia non hai idea di quanto desidero poter trovare posti simili. Mentre leggevo ho sofferto (in senso buono) di invidia per chi, ogni giorno, ha a disposizione certi localini.
    Mi è piaciuta tanto anche l’idea del ristorante eticamente sostenibile: combattere lo spreco in quel modo, trovo sia grandioso e geniale al tempo stesso. Ecco, quello è un posto in cui cenerei di corsa!
    Ma, come sempre, tutti i posti da te segnalati, sono assolutamente da provare!
    Baci,
    Claudia B.

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    1. Sai che comunque non è semplice trovare delle belle caffetterie, a volte anche in Italia? Io vivo in una piccola città dove abbiamo la fortuna enorme di avere un caffè storico che fa ottimi pasticcini, torte, caramelle, insomma proprio come una volta. Ma diversamente, i posti carini con il fascino del passato scarseggiano anche qui. Sarà per quello che mi piacciono le grandi città anche per la presenza di questi posti dove sedersi, bere un caffè o un tè, riposarsi e non pensare a niente.
      Il ristorante sostenibile è davvero una bella idea che andrebbe copiata!
      Buona domenica Claudia 🙂

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  5. A me invece non dispiacerebbe mangiare da Instock. Quello che fanno non è mica dare cibo scaduto, secondo me è da apprezzare. E poi mi butterei sui pancake e sui localini che hai consigliato per la colazione, per prendere un buon cappuccino con un dolcetto!

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    1. Eh sì, io mi sono immaginata i ragazzi in cucina quando al mattino si trovano davanti le cose recuperate e si chiedono: “E mò cosa ci inventiamo?” E il risultato – almeno la sera che abbiamo mangiato noi lì – è di ottimo livello.
      Il pancake buono ma un po’ difficile da affrontare…

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  6. Anch’io ad Amsterdam ho fatto fatica a trovare del cibo decente, vedo che la situazione in 8 anni non è cambiata moltissimo. Interessante l’hummus bar, adoro questo piatto, spesso lo faccio a casa (sotto indicazioni della mia vicina di casa egiziana) e me lo mangio in ufficio 🙂 interessante anche la storia del cibo “recuperato” 🙂 Buona giornata!

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  7. Da pessima napoletana, salto la parte dedicata alle caffetterie, perché io…non bevo caffè!!!
    Ma il resto del post mi ha fatto vedere le stelle! *_*
    Adoro il cibo locale, fa parte integrante di ogni mio viaggio e aspetto la sera (sì, io sono ancora un pochetto giovane!) per assaporare la vita dei ristoranti, quelli tipici. Non ci rinuncerei per niente al mondo!

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  8. Ahhhhhh fame famissimaaaa!
    Appena vedo un tuo post nella sezione READER dedicato ai luoghi dove mangiare, oltre a leggerlo con la bava alla bocca lo salvo fra i preferiti perché sei la mia guida ufficiale sotto questo punto di vista! Il tuo modo di descrivere certi aspetti dei locali e dei cibi provati mi invoglia da matti!
    Un bacione ❤

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    1. Ah ah addirittura la guida ufficiale 😉 Sono contenta di averti fatto venire voglia di provare questi locali. Mi dispiace sono non aver avuto abbastanza tempo per provare tutti i posti che mi ero segnata, ma come in tutti i viaggi ci sono sempre troppe cose da vedere in poco tempo…
      Buona serata 🙂

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  9. Direi che quell’hamburger parla solo, ma mi intriga anche il posto che fa hummus e tutti i locali da te provati per la colazione. Quando sono andata ad Amsterdam ho mangiato bene in un ristorante nel quartiere Spui, non lontano da Piazza Dam, si chiamava Haesje Claes. Ostriche e aringhe come non ci fosse un domani. Per il resto abbiamo provato moltissimo cibo etnico. Thai, cinese, messicano, argentino e persino indonesiano. A parte l’ultimo, tutto molto buono 😉

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