#MyTravelRules: le regole del viaggio perfetto (o quasi)

Per me un viaggio inizia molto prima della partenza. A volte addirittura prima di decidere dove andare e quando andare. La scorsa settimana ho letto un articolo sulle case museo in Italia: ho scoperto che esiste un elenco delle dimore storiche italiane, e ne ho trovata una dal passato intrigante. Dopo aver letto la storia delle persone che in quella villa hanno vissuto, non sono riuscita a smettere di immaginare quelle stanze e quei giardini, con il fantasma della donna uccisa tra quelle mura. Il mio viaggio è iniziato in quel momento: prima di scrivere alla segreteria per informarmi sugli orari delle visite, prima di decidere quando partire e in quale albergo dormire.

Ma non siamo tutti uguali. C’è chi si sente in vacanza solo quando finalmente è sotto l’ombrellone con un cocktail in mano. Viaggiare, come ha scritto Daniela, è un’esperienza molto soggettiva. Sul suo blog The Daz Box ha ideato il tag #MyTravelRules, invitando altri blogger a raccontare i loro punti fermi in viaggio. Ringrazio Daniela per aver ideato l’iniziativa e per aver pensato a me, e Ilaria di Viaggio con la Fotografia per avermi nominata.

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I compagni di viaggio

In linea di massima parto solo con chi conosco bene, almeno in vacanza. Quando viaggiavo molto per lavoro, spesso ho trascorso periodi più o meno lunghi in viaggio con colleghi o colleghe. Perché oltre alle avventure tragicomiche in giro per il mondo con il capo, tante volte ho diviso la stanza con varie tipologie di compagni di viaggio: chi si faceva venire una crisi isterica perché l’hotel non forniva la crema idratante nel set degli articoli da toeletta, chi beveva solo Coca-Cola anche a colazione, chi si svegliava due o tre volte nel cuore della notte per fumare, chi non faceva la doccia per giorni perché l’acqua rovina i capelli. Per cui, potendo scegliere, non vado in vacanza con gente che non conosco bene: evito con cura gli inviti a trascorrere “un weekend tranquillo” nella casa al mare o in montagna, a meno che l’invito non arrivi da una persona che conosco da una vita e con cui mi trovo bene. Al di là del mio compagno, dei miei genitori, di mio fratello e di una mia amica, non deciderei volontariamente di partire con altri. Meglio poche persone con cui so per certo che andrei d’accordo, anche nelle situazioni più difficili.

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L’organizzazione del viaggio

Mi piace pianificare una vacanza: adoro passare ore – cosa dico, giorni – a leggere le recensioni e a guardare le foto degli alberghi, compilando liste con codici e commenti che mi aiuteranno a scegliere. Come ho già raccontato qualche mese fa, non ho più l’età per dormire negli ostelli e, se possibile, evito i B&B con una sola stanza e il bagno in condivisione con la vecchietta che gestisce la struttura e con i suoi otto gatti.
Sul portatile ho una cartella che contiene tante sottocartelle che portano il nome delle destinazioni dei mie viaggi: per esempio “Parigi 2015” contiene un file di Word con la top ten degli alberghi che mi piacevano di più e l’indicazione del finalista; poi un elenco delle cose da vedere, dei locali in cui mi piacerebbe mangiare, e degli articoli di altri blogger. Ci sono poi un Excel con i costi totali, dal volo all’hotel a eventuali autobus/treni e i pdf dei biglietti aerei e delle prenotazioni degli hotel. Infine, il file dove ogni sera annoterò le cose viste, i piatti provati, i nomi dei posti che più mi sono piaciuti e via dicendo.

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When in Rome… eat what the Romans eat

Come dice sempre una persona che conosco da tempo, mai dimenticare la curiosità quando si viaggia, soprattutto verso il cibo e la gastronomia. Così evito i ristoranti che espongono all’esterno i menu con le fotografie dei piatti perché sembrano gridare trappola per turisti. Se conosco qualcuno che in quel posto ci è stato o ci vive, allora chiedo consigli sui locali da non perdere, altrimenti inizia una ricerca ancora più laboriosa di quella dell’hotel. Il punto di partenza spesso è la rubrica 48 Hours In… pubblicata da The Independent,  dove si trovano consigli di base su come organizzare un weekend in un determinato posto. Mi appunto soprattutto i nomi dei quartieri in cui l’autore consiglia di mangiare poi, tramite Google Maps, passo al setaccio tutti i locali della zona, guardando le fotografie e leggendo i menu online. Se poi i posti che mi ispirano di più sono anche sulla guida Where Chefs Eat, allora è destino e scatta la prenotazione.

Il mio punto fermo è quello di evitare le grandi catene, da McDonald’s a Starbucks, da Dunkin’ Donuts a Caffè Nero. So che molti non la pensano come me, ma su questo sono irremovibile. Voglio provare i piatti che mangia la gente del posto, voglio scoprire le tradizioni culinarie di un paese: sarebbe impossibile in un locale che propone piatti uguali in tutto il mondo.

Let’s (not) make friends

Quando arrivo a destinazione, parlo con la gente del posto: dall’addetto alla reception in albergo, ai taxisti, al personale dei ristoranti. È così che ho ottenuto molti insider tips sui posti da vedere.
Non mi dispiace sedermi a quello che il mio compagno chiama tavolo dell’amicizia: di solito, in un locale affollato, è il tavolo centrale, l’unico con un paio di posti liberi perché tutte le sedie sono già occupate. Diversamente da quanto farei in Italia, mi è capitato di avvicinarmi al commensale dall’aria più amichevole e chiedere: “Do you mind?” Finora nessuno mi ha detto di no. A Sausalito io e un collega abbiamo pranzato con due californiane che hanno finito per consigliarci dove mangiare il miglior hamburger di San Francisco. Un’altra volta, a Londra con i miei genitori, abbiamo invitato al nostro tavolo due londinesi in cerca di un posto libero per l’aperitivo: dopo un’ora avevamo condiviso una bottiglia di vino e aneddoti di viaggio.

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C’è però un confine molto sottile che cerco di non varcare: essere amichevole con la gente incontrata in viaggio non deve portare a scambiarsi i numeri di telefono o gli indirizzi email. Anni fa, in Grecia, facemmo l’errore di lasciare il numero di cellulare a una coppia che era nel nostro stesso albergo: al rientro in Italia siamo stati costretti a incontrarli ben due volte per cena. Penserete che soffro di una forma grave di misantropia ma non riesco proprio a fare amicizia in vacanza se questo poi mi porta a prendere l’autostrada e viaggiare nella nebbia per ore per passare del tempo con delle persone di cui, diciamo la verità, non ce ne può fregare di meno.

Mind the gap between the train and the platform

Conosco a memoria i nomi e i colori delle linee e delle fermate della metropolitana di Londra, forse meglio di un londinese. Mio fratello e il mio compagno si rivolgono a me chiamandomi Rain Man quando siamo in viaggio insieme, ma il fatto è che io adoro le mappe e le cartine. Prima di partire per una grande città dove c’è la metropolitana, mi studio le fermate, le linee e le intersezioni. Se non c’è la metropolitana, ripiego sui nomi delle strade e delle vie in cui si trovano le cose fondamentali del viaggio: hotel, ristoranti, luoghi da vedere.

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Oltre a una passione innata per le mappe c’è, ancora una volta, l’esperienza dei viaggi con il boss: lui non tollerava le attese inutili per cui, una volta saliti su un taxi, sbuffava se chi lo accompagnava perdeva tempo a consultare taccuini o post-it stropicciati con l’indirizzo della destinazione. Prima di partire facevo un elenco degli uffici, degli hotel e dei ristoranti e dei relativi indirizzi e li imparavo a memoria. Da allora l’abitudine è rimasta.

Ora mi rendo conto di essermi dilungata troppo, come sempre. E pensare che queste sono solo alcune delle mie TravelRules…

Passo il testimone ad altri amici, invitandoli a condividere le loro abitudini di viaggio:

Quali sono le vostre Travel Rules?

Cover photo © Rawpixel

48 pensieri riguardo “#MyTravelRules: le regole del viaggio perfetto (o quasi)

  1. Silvia tu sei un computer umano! Anche io sono maniaca dell’organizzazione, ma giuro che non sono così precisa come te. Al massimo qualche appunto sul notes dei viaggi, ma nulla di professionale come nel tuo caso. Se ti copio ti offendi?
    Sai anche la questione amicizie in viaggio, a noi è capitato per anni di farne, e magari vedersi -solo con alcuni- anche al ritorno. Però non è sempre una buona idea. A volte si, nel senso che con certe persone vi sono davvero punti in comune, ed il piacere di rivedersi. Ma sostanzialmente io sono per il “non stringiamo troppo”. Soprattutto se poi c’è il rischio di ricondividere altri viaggi, mentre io sono una viaggiatrice solitaria: io, mio marito e basta.
    Il viaggio è davvero una questione personale.
    Devo cercare, col tempo, di fare un pò più mia la #travelrules sul cibo 😊!
    Un bacio, a presto!
    Claudia B.

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    1. Sono molto precisa nella fase organizzativa, poi però una volta arrivata a destinazione lascio molto al caso e all’improvvisazione! Comunque copia pure tranquillamente le idee e le tecniche che possono tornarti utili 😉
      Hai ragione, il rischio delle amicizie è quello che poi magari ti tocca condividere altri viaggi con queste persone!
      Vero, dovresti provare a fare qualche pausa un po’ più lunga per il cibo nei tuoi viaggi 😉

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  2. Hey Rain Man 😉 abbiamo un sacco di regole in comune, potremmo benissimamente viaggiare insieme…tranquilla poi non ti chiedo il numero di telefono 😀 😀
    Grazie per aver condiviso il link delle case-museo! Lo stavo cercando anche io il sito, dopo vado a spulciarlo 😉
    La ricordo la teoria delle foto dei piatti=trappola per turisti!
    Non sapevo che Caffè Nero fosse una catena, ci sono stata a Cracovia e giuro che non ne aveva affatto l’aria!
    Quindi ti faccio il domandone dei domandoni: se ti trovassi su un’isola deserta, digiuna e infreddolita e all’improvviso ti si palesasse una grossa “M” gialla e luminosa? Hahahahahh non rispondermi che prenderesti l’Happy Meal che ti tolgo il saluto hahahhahh 😉
    Un McBacione! 😛

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    1. Sì, anche secondo me potremmo tranquillamente viaggiare insieme – e anche scambiarci i numeri di telefono 🙂
      Magari Caffè Nero è migliorato rispetto l’ultima volta che ci sono stata a Londra, o magari non è tanto bello solo a Londra!
      Per quanto riguarda la tua domanda: nel prossimo #IlMioBagaglioPer devo ricordarmi di aggiungere l’articolo “coltello a serramanico” così se mi dovessi trovare sull’isola deserta, digiuna e infreddolita, potrei cacciare un pesce a mani nude e poi usare il coltello per mangiarlo 😉
      Buona domenica!

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      1. hahahah quindi niente McFisch! Devi sapere che una ventina di anni fa io ed Orso (stiamo insieme dal Pleistocene superiore) entravamo convinti nei McDonald per assaggiare qualcosa: 5 minuti dopo eravamo fuori disgustati e in preda ai ripensamenti. Fino a quando un giorno ci siamo “obbligati” a prendere almeno il panino base. Da allora è scoppiata la McPassione 😀 Ma parliamo di vent’anni fa, oggi lo standard qualitativo è davvero pessimo! Buona serata 😉

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  3. Mamma mia che organizzazione!! Bravissima!
    Devo ammettere che mi sono pentita di aver dato il mio numero in viaggio, sto cercando di non farlo più per i motivi che hai descritto tu stessa e, un’altra cosa, sono le mappe *-* anche io le adoro e…colleziono, alcune sono appese anche sul muro della mia stanza 😀
    Grazie per i siti che hai condiviso, alcuni non li conoscevo affatto!! 😉

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    1. Ah allora non sono l’unica che si è pentita di aver dato il proprio numero di telefono! Sai che a volte quando racconto a qualche amico che evito in tutti i modi di fare amicizia in vacanza, la maggior parte delle volte mi sento dire che sono “selvatica”?
      Bella l’idea di appendere le mappe in casa – mi sa che ti copierò 🙂

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  4. Wow, vorrei avere anche solo la metà della tua precisione! Io sono una casinara DOC, non catalogo mai niente, dovresti vedere le cartelle sul portatile contenenti le mie foto dei viaggi: completamente sparse, senza data e pure con le lettere minuscole 😀 però anche a me piace pianificare in anticipo il viaggio, forse lì riesco a essere un minimo metodica.
    Sulle grandi catene concordo, a parte che a me il caffè di Starbucks proprio non piace, men che meno i panini del McDonald’s o Subway. Li evito anche a Budapest, figuriamoci all’estero 😀
    Buon fine settimana!

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    1. No, sul serio, le cartelle sparse ma soprattutto con le lettere minuscole 😱😱😱
      Scherzi a parte, se organizzo tutto mi sento più tranquilla, poi una volta a destinazione lascio spazio all’improvvisazione 😉
      E pensa che ci sono due miei amici che dal paese di periferia in cui abitiamo vanno fino a Torino solo per mangiare da McDonald…

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  5. I miei amici e il mio compagno mi prendo in giro perché dicono che sono una manica dell’ordine ma devo parlargli di te (come hai fatto ad imparare a memoria la cartina della metro di Londra, è impossibile!!!).
    Concordo sulla compagnia, influisce molto sulla qualità del viaggio. Sul cibo ultimamente mi affido molto a voi, leggo e rileggo i vostri articoli per capire quale sono i locali meno turistici e devo dire che finora mi hanno consigliato tutti bene XD
    Tu saresti la compagnia di viaggio perfetta!|

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  6. Ahahah Silvia, in quanto ad organizzazione sono come te 🙂 Quasi ossessiva, passo ore ed ore davanti al pc o alle guide turistiche per organizzare, cercare info, leggere diari di viaggio, ecc. E poi….anch’io ho la cartella “viaggi” sul pc, che contiene a sua volta la cartella “Fatti”, con le varie destinazioni divise in altrettante cartelle, e quella “Da fare”, con i viaggi dei sogni programmati che aspettano solo di essere vissuti! Sono pazza 😀 😀

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  7. Il mio desiderio sarebbe quello di partire armata solo di libri e mappe come – ti dico la verità – all’inizio della mia carriera da viaggiatrice facevo. Aramis, invece, è super tecnologico e senza navigatore gli viene l’asma… -_-
    Concordo più che a pieno sulla compagnia di viaggio: sempre e solamente da soli!
    …e se organizzassimo un viaggio di gruppo per chi odia i gruppi?
    Bacio! :*

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  8. Che belle queste travelrules, in alcune ci riconosciamo anche noi.
    Fa piacere constatare che ci sono delle similitudini dal punto di vista organizzativo e di approccio al viaggio. Per quanto riguarda il divulgare troppo facilmente il proprio tel/mail non ci siamo mai posti più di tanto il problema perché per lo più abbiamo conosciuto persone del posto, e meno frequentemente altri italiani che si trovavano lì.
    Effettivamente, un’anima libera come quella del viaggiatore può alla lunga trovare troppo vincolante il dover continuare una frequentazione o il sentirsi obbligato ad organizzare viaggi successivi con qualcuno.
    Grazie per averci taggato.

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  9. Sei tra i miti assoluti di Valerio, te lo dico. Quando ha letto di liste, file PDF, excel, di mappe e cartine sei entrata ufficialmente nelle sue grazie. Lui ADORA tutto ciò che sia precisione e meticolosità e, purtroppo per lui, gli è capitata una casinista come me. Sono d’accordo sullo scegliere bene i compagni di viaggio e sul non dover necessariamente fare amicizia. Mi segno la rubrica 48Hours In…Non la conoscevo, na deve essere preziosa. Ciao Silvia, buon weekend.

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    1. Ma se non sbaglio Valerio è un ingegnere, vero? Di solito loro amano le liste, gli excel, ecc. E alle persone meticolose capita sempre di trovarsi a condividere la vita con gente più casinista: il mio compagno per esempio non si ricorda mai le password e puntualmente gliele devo recuperare…
      Grazie per essere passata 🙂

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      1. Sì infatti, è ingegnere informatico e per evitare di recuperare tutte le volte le password che perdo me le ha raggruppate tutte in Dropbox. Non so se può servire anche al tuo compagno… A me ha cambiato la vita, sbadata come sono😉 Ciao, un bacione 🤗

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  10. La mia unica compagna di viaggio è Chiara. Con tutti gli altri, a partire dai genitori, ho seri problemi. Mia sorella vuole sempre andare in montagna, ma poi, dopo mezz’ora di passeggiata “sono stanca, quando si mangia?”. E lì mi parte l’irritazione acuta. Trovo agghiaccianti le tue esperienze (gente che non si lava, coca cola al mattino, isteria per l’assenza di crema idratante… ma seriamente?), esperienze che avrei risolto con una padellata in testa.

    La nostra organizzazione del viaggio, invece, è meno maniacale. Ci appuntiamo qualche localino per mangiare, possibilmente etnico, e giusto le cose principali. L’hotel lo scegliamo in base a prezzo e recensioni (su booking deve avere almeno 8, o 7.5 per i casi più disperati). Ci adattiamo ai B&B sempre che però abbiano il bagno in camera. Io di notte faccio tanta plin plin, e ho bisogno della toilette privata (lol, si scherza).

    Per quanto riguarda il make friends, siamo molto più timidi. Amiamo la riservatezza e l’isolamento totale, soprattutto durante i pasti. Timidi e asociali come noi ce ne sono pochi. Però non nego che fare conversazione coi locali è spesso molto soddisfacente (e anche divertente, perché no?).

    Sperando di essere compagni di viaggio adatti, rimaniamo sempre in attesa di un ipotetico blog tour delle bellissime Langhe! 😀

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    1. L’immagine tua e di tua sorella in montagna insieme mi ricorda molta quella mia e di mio fratello: lui davanti che porta lo zaino coi viveri, io dietro che arranco e sbuffo perché non ce la faccio più e vorrei fermarmi a fare una pausa 😉
      Comunque sì, viaggiare con le persone con cui sei sicuro di trovarti bene è fondamentale: sarebbe proprio un peccato partire per una destinazione sognata da tanto tempo e ritrovarsi con della gente sgradevole (come è successo a me, ma siccome erano viaggi di lavoro non avevo scelta…)
      Sai che ho sempre considerato il punteggio di booking tra il 7 e il 7.5 come una garanzia? D’ora in poi farò molta più attenzione!
      Vi aspetto nelle Langhe allora, dove però faremo tutti amicizia 🙂

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  11. Siamo molto simili, dalla scelta dei compagni di viaggio a quella di evitare le catene, dalla fuga dai ristoranti turistici allo studio di mappe e cartine. Che bello trovare una viaggiatrice con cui mi sento così in sintonia! Però c’è una cosa che devo imparare da te: a ordinare i file sul computer. Non c’è niente da fare, raccolgo, raccolgo e poi quando cerco… non trovo. Forse perché ho qualche problema con Excel, che non è esattamente il mio migliore amico – lo confesso, per una questione meramente estetica: non amo come appaiono le tabelle. Ma dovrò trovare un sistema, prima o poi…

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  12. Oddio…sono sconvolta dalla gente con cui ti sei trovata a viaggiare 0_o vabbè, diciamo che il mondo è bello perchè è vario. Magari avessi la tua organizzazione mentale, io sono confusionaria, caotica, disorganizzata e disordinata…per eccellenza. L’amica con cui viaggio invece è moolto precisa e pignola, non esiste sera che tornate in albergo, non si metta a fare l’itinerario per il giorno dopo..alla fine forse ci compensiamo abbastanza. Purtroppo, a causa sia del mio inglese un po’ poverino che del suo bisogno di andare a letto presto, non siamo mai riuscite a prendere parte ad un tavolo dell’amicizia o a fare grandi conoscenze in giro per il mondo..

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    1. Alla fine la cosa migliore è l’insieme di una persona super organizzata e di una più confusionaria (nel mio caso il mio compagno, che perde le chiavi della macchina almeno una volta alla settimana, per poi scoprire che le ha in tasca…)
      Il tavolo dell’amicizia è il massimo, dovete provarlo prima o poi 😉

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  13. Fatto cara!!! Grazie mille… è un progetto carinissimo e sono felice che sia stata tu a propormelo!
    Ho già scritto perchè non ho dubbi su quali siano le “regole” imprescindibili con le quali organizzo i miei viaggi e poi li vivo.

    Alcune sono in comune con le tue!!!

    Un abbraccio… e…. viva la pianificazione folle!!! 😉

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  14. Io non sono una maniaca dell’organizzazione – anche se ultimamente sto cercando di usare meno fogli svolazzanti ed appuntare tutto in un’agenda di viaggio – ma per il resto abbiamo diverse cose in comune.
    Anch’io ho una passione per carte e mappe, conosco a memoria la metro di Londra, cerco di evitare le catene e mi è capitato diverse volte di sedermi al tavolo dell’amicizia: ne sono uscite sempre belle chiacchierate, ma mai legare troppo.. a differenza della vita di tutti i giorni, in viaggio divento veramente poco accomodante e non potrei mai sopportare un “accollo”!

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    1. Io invece non riesco a usare le agende: forse perché ho una calligrafia orribile e non capirei quello scrivo, e poi non potrei mai ordinare le cose in ordine alfabetico come su Excel 😉
      I tavoli dell’amicizia sono sempre un’ottima opportunità per conoscere gente che magari sa dare dei consigli su cosa fare e vedere, e ti capisco benissimo quando dici che un accollo sarebbe difficile da sopportare!
      Grazie per essere passata 🙂

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  15. la prima regola è un po’ anche la mia. o meglio, mi sono trovata a fare viaggi (moooolto brevi) con amiche non proprio strettissime e ad odiarne alcuni aspetti, ma erano posti che altrimenti non avrei potuto vedere in quel momento o toccate e fuga che non mi andava in quella circostanza di fare da sola. cmq mai più di 3 gg. per lavoro ho viaggiato solo in italia e avevo sempre la stanza singola quindi mi è sempre piaciuto molto perché avevo cmq molti spazi privati per staccare un po’ dai colleghi. per quanto riguarda l’organizzazione, anche a me piace molto partire in anticipo e avere tutto ben chiaro, però tu sei bravissima, addirittura le liste su Excel! io quella parte amo farla tutta su carta, con quaderni e notes scelti di volta in volta, possibilmente anche “in tema” con il viaggio da fare…
    http://www.audreyinwonderland.it/

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    1. Sto scoprendo dai vostri commenti e da chi ha aderito al tag che siamo davvero in tanti a preferire i viaggi in solitaria, o comunque in compagnia di pochissime persone fidate. Mi fa piacere perché pensavo di non essere normale 😉
      Che bella l’idea dei quaderni in tema con il viaggio! La scorsa estate prima di partire per Londra avevo comprato la Moleskine a tema Londra, ma poi è rimasta a casa in un cassetto… Ci devo provare, la prossima volta!
      Grazie per essere passata 🙂

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  16. Un po’ in ritardo, ma partecipiamo molto volentieri! 😀 Un fantastico spunto di riflessione! 🙂 Mi ritrovo quasi in tutte le cose che hai scritto, le nostre regole sono molto simili e direi che molte sono fondamentali quando si viaggia! Un abbraccio, a presto ❤
    Marti

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