Trattenermi dal fare shopping è molto difficile, soprattutto in vacanza. Sono solo io, oppure è una sensazione diffusa quella che ci spinge a credere che i soldi spesi quando siamo lontani da casa siano un investimento? Forse perché tornare con qualcosa che ci fa ricordare la città in cui abbiamo fatto l’acquisto è un modo per rivivere il viaggio, anche a distanza di tempo. O forse voglio solo convincere me stessa e giustificare il fatto di aver comprato delle cose di cui non avevo bisogno.
Inutile dire che in un posto come Londra non ho potuto fare a meno di portare a casa qualcosa che mi riportasse al weekend trascorso in città. Sono stata molto brava perché si tratta solo di tre cose.

Cosa ho comprato a Londra: il Barbour vintage
Brick Lane è il paradiso per chi ama non solo l’abbigliamento vintage ma, in generale, le vibes che rimandano al periodo tra gli anni Ottanta e Novanta. Negozi di seconda mano, caffetterie un po’ trasandate, librerie polverose e bancarelle che vendono vinili. Come resistere al fascino di un posto così, dove ad ogni angolo c’è un’insegna con la scritta vintage?

Come tutti i negozi di questo genere, si trova un po’ di tutto: articoli scadenti e di qualità, cose economiche e cose più costose. Non cercavo niente in particolare fino a quando, da Non Stop Vintage, ho visto una serie di Barbour esposti. Ne volevo uno da un po’, ma non ho mai trovato niente di interessante sul sito ufficiale perché mi sembrava che a ogni modello mancasse quel qualcosa di speciale che invece ho trovato qui: il Barbour Bedale da uomo nel classico verde salvia, consumato al punto giusto e un po’ oversize. Le condizioni sono abbastanza buone, per cui saranno sufficienti un passaggio in lavanderia e un’inceratura per ottenere il look che cercavo da mesi.
Cosa ho comprato a Londra: il libro e la shopper di stoffa
Sono due articoli distinti ma li considero come se fossero uno solo perché arrivano entrambi dal bellissimo negozio Brick Lane Bookshop. una libreria indipendente che si trova lungo la via omonima. Proprio all’ingresso sono esposti alcuni volumi pubblicati da una casa editrice locale e dedicati all’East End di Londra: arte, storia, cultura, passeggiate, negozi, pub e caffetterie. Non ho saputo resistere a East End Pubs che, come è facile intuire dal titolo, è un volume dedicato ai pub della zona. Abbiamo subito messo in pratica uno dei consigli per la seconda birra del pomeriggio.

L’altra cosa che ho comprato qui è stata la shopper di stoffa con la stampa della vetrina del negozio. Non che avessi bisogno di aggiungerne un’altra alla mia collezione, ma dovevo pur mettere da qualche parte il libro se non volevo portarlo sotto il braccio per il resto del pomeriggio.
Cosa ho comprato a Londra: la t-shirt di Ted Lasso
La seconda giornata a Londra abbiamo deciso di dedicarla a Richmond, zona resa famosa dalla serie Ted Lasso, di cui siamo entrambi appassionati. Volevamo andarci da un po’ ma, siccome non è vicinissima, abbiamo sempre rimandato. Dopo aver fatto tappa nei luoghi iconici visti tante volte nelle stagioni della serie, siamo entrati nel negozio dedicato a Ted Lasso e alla squadra fittizia di calcio AFC Richmond. Ce lo aspettavamo, ma ne abbiamo avuto la conferma appena entrati: come ogni store ufficiale, è una trappola per turisti, con articoli di scarsa qualità a prezzi troppo alti.

Ma per fortuna, a poche centinaia di metri, abbiamo scovato la Reale Camiceria, un bellissimo negozio di abbigliamento gestito da una coppia di italiani. Accanto alle classiche collezioni di camicie, maglie e sciarpe ricamate a mano nel loro laboratorio artigianale, c’è una linea dedicata a Ted Lasso. T-shirt e felpe di ottima fattura decorate con il ricamo di una frase iconica di uno dei personaggi della serie. Impossibile uscire a mani vuote, così abbiamo comprato una t-shirt a testa (pagandola meno di quelle in vendita nello store ufficiale).
Avete fatto acquisti durante il vostro ultimo viaggio?

Che bello questo articolo! Mi ritrovo tantissimo in quello che scrivi: lo shopping in viaggio non è mai solo “comprare cose”, ma un modo per portarsi a casa un pezzo di quel luogo. In effetti spesso non è nemmeno questione di bisogno, ma di emozione e memoria, proprio come racconti tu. Londra poi è perfetta per questo tipo di esperienze: tra negozi particolari, piccoli brand e oggetti impossibili da trovare altrove, è facilissimo lasciarsi tentare… e forse è anche giusto così!
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Esatto: è un modo per portarsi a casa un pezzo di quel luogo. Poi come fare a resistere a Londra, con tutti quei negozi di abbigliamento vintage?
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Purtroppo non so neppure chi sia Ted Lasso… però condivido pienamente come potrai immaginare l’acquisto del Barbour vintage: ottima scelta! Ovviamente anche il libro sui pubs mi sembra un acquisto irresistibile
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Oggi ho ritirato il Barbour dalla lavanderia: è davvero bellissimo, ne è valsa la pena!
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Io dal Vietnam mi sarei portata l’impossbile. Avevo anche pensato di comprare un trolley grande e pagarlo come bagaglio extra, ma poi stranamente sono rinsavita, e ho lasciato li abiti che non usavo per usufruire del loro posto nello zaino per i souvenir comprati. Caffè, sigarette ( un euro circa a pacchetto..) incensi, sciarpe di cachemire, caramelle al cocco, bracciali di giacinto d’acqua..insomma sono una che in viaggio compra assai. Tra poco andrò in Giappone epartirò già da casa con un trolley vuoto, da riempire in loco.
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Eh, come ti capisco! Ho letto i vostri articoli e anche io mi sarei comprata qualunque cosa. Ottima l’idea di partire per il Giappone con un trolley vuoto da riempire 🙂
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Eccomi, anch’io sono una souvenir-addicted quando sono in viaggio. Devo dire che cerco sempre – soprattutto a seconda della meta – souvenirs che abbiano a che fare con il té e i suoi accessori (sono una grande bevitrice di tè e colleziono teiere). E infatti nei miei passati viaggi a Londra compravo tè sia nei negozi di souvenir per collezionare i contenitori di latta, sia nei negozi di brand come Twinings in primis, e poi Ahmad e Whittard. In Vietnam recentemente mi sono trattenuta, ma solo perché avevo il terrore di superare il peso del bagaglio in stiva perché ho comprato… ah-ehm… un servizio da tè e una ulteriore teiera… Peso totale: +4kg sul bagaglio di partenza.
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a me piace molto comprare prodotti tipici locali da mangiare e bere ma anche oggetti artigianali. Nel mio ultimo viaggio a Corfù ho comprato un anello con foglie di vite inopale. In tantissimi anni che frequento la Grecia e mi appiccicavo alle vetrine non ne ne avevo mai comprato uno…me lo meritavo! 🤣
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Te lo meritavi eccome! Così ti sei portata a casa un pezzo di Corfù che ti ricorderà sempre quel viaggio.
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Vedo che non sono l’unica allora! Come ho scritto a Lisa, immagino che in Vietnam non sarei stata in grado di trattenermi. L’unico limite è proprio il peso e la dimensione del bagaglio!
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Dall’ultimo viaggio in Vietnam ho riportato a casa una maglia (tarocca) di Ralph Lauren e due lanterne. A Londra io mi comprerei di tutto, ma cerco di fare la brava, ma voglio assolutamente qualche souvenir di Ted Lasso!!!
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Due lanterne: chissà che belle! Anche se immagino che l’aspetto logistico non sia stato semplice. Le t-shirt di Ted Lasso sono state un ottimo acquisto!
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Eh niente anche sul fattore shopping ci troviamo d’accordo: io quando viaggio spendo di tutto e di più in “souvenir”: in realtà cerco sempre qualcosa di caratteristico (oltre alle cartoline, quelle non mancano mai) quindi più che di souvenir dovrei parlare di prodotti artigianali o simili.
Marito Moribondo mi ha già messo il veto per l’India dicendomi “mi raccomando, non dobbiamo andare in India per mantenere l’India”: l’affermazione deriva dal fatto che faremo un viaggio diverso dal solito visitando realtà fuori dalle rotte turistiche e dedicato all’artigianato locale all’empowerment sociale… Insomma una manna per me, una disgrazia per lui a causa di tutte le ceramiche, vassoi, piattini, tappetini e altre ninnolerie che acquisterò io :,)
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Le cartoline le ho comprate anche io a Edimburgo l’anno scorso: grazie per averle menzionate perché mi hai fatto venire in mente che devo ancora portarle a incorniciare!
Un viaggio “rischiosissimo” allora: in un contesto simile la tentazione di svaligiare le botteghe degli artigiani sarà fortissima 😂
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Infatti si deve preparare mentalmente e imparare a memoria il cambio rupia euro… Sarà durissima 🤣🤣
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C’è qualcosa di irresistibile nello shopping in viaggio, quasi fosse un modo per portarsi a casa un frammento della città visitata. Londra poi è una tentazione continua, soprattutto per chi ama vintage, oggetti particolari e negozi con personalità. Bellissima l’idea del Barbour trovato a Brick Lane: non un acquisto qualunque, ma un pezzo con storia e carattere, perfettamente londinese nello spirito. Hai raccontato benissimo quella sensazione per cui certi oggetti continuano il viaggio anche quando si torna a casa. E se è così io ho trasformato la mia casa in un viaggio continuo.
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Sono d’accordissimo con tutto quello che scrivi. Fare shopping in viaggio ha per me un fascino irresistibile, poi in un posto come Londra dove a ogni angolo c’è un negozio bellissimo. Ora spero che continui a fare freddino ancora per un po’ così posso ancora sfruttare il Barbour!
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Questo è shopping in viaggio intelligente! Ricordi utili, memorabili, significativi e soprattutto che possono tornare a casa con te anche col bagaglio a mano. Devo dire che t’invidio soprattutto il Barbour: da uomo + classico + verde salvia + consumato al punto giusto = la cerata perfetta! Bello bello! A proposito, come si fa l’inceratura di un capo, a chi ti rivolgi?
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Mi piace da matti e spero che faccia di nuovo fresco nelle prossime settimane per sfruttarlo un po’!
Per l’inceratura ti puoi rivolgere a un negozio Barbour ma nella mia città non ce ne sono, oppure alle lavanderie che si appoggiano a fornitori esterni. Nel mio caso la mia lavanderia di fiducia offre questo servizio: un po’ lungo, perché ci sono volute tre settimane ma se uno non ha fretta va bene!
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Brick Lane bookshop mi manca, ma anche io amo comprare libri e sporte in librerie di altre città! Quando vivevo a Londra i miei amici acquistavano sempre il tè ad esempio.
Nel mio ultimo viaggio, in Egitto, ho acquistato tè e spezie tipiche!
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Ogni tanto sfoglio il libro che ho comprato lì così mi illudo di essere ancora tra quelle strade!
Un viaggio in un paese in cui acquistare spezie e te mi piacerebbe molto!
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