Ultimamente mi sono resa conto che è sempre più difficile sorprendermi di una destinazione. Fino a qualche anno fa, prima di partire per una città dove non ero mai stata o che conoscevo pochissimo, avevo aspettative molto elevate. Ma alla fine non sempre la realtà è stata all’altezza. Forse perché con l’età sono diventata un po’ meno sensibile, forse perché ho visto tanti posti, o forse perché tendo a romanticizzare troppo una meta e alla fine ne resto delusa.
Per esempio, non sono rimasta colpita da Amsterdam né da Dublino, nonostante le avessi sognate per tanto tempo. Tuttavia, non escludo di tornarci in futuro. Altre città viste negli ultimi anni e da cui mi aspettavo molto, alla fine mi hanno lasciato un leggero senso di delusione.
I posti da cui mi aspettavo qualcosa in più: Belfast
Anni fa ero stata in Irlanda del Nord, e a Belfast avevamo fatto solo una tappa veloce. Da allora, mi ero sempre riproposta di tornarci, fino a quando, nel 2020, avevo programmato un viaggio poi cancellato a causa della pandemia. Forse anche per questo mi aspettavo chissà cosa da Belfast. Mi incuriosiva saperne di più sul suo passato turbolento, tanto per cominciare.

Non posso dire che non mi sia piaciuta per niente, ma tutto sommato la città non è stata all’altezza delle aspettative. A parte la zona del Gaeltacht Quarter con i murals che ricordano l’epoca dei Troubles, il resto mi ha un po’ delusa. A partire dal Cathedral Quarter passando per il St George’s Market e arrivando fino a The Big Fish, non ho potuto fare a meno di pensare che niente fosse davvero entusiasmante.
I posti da cui mi aspettavo qualcosa in più: Bucarest
Non so resistere al fascino delle città dell’Est, con il loro mood un po’ decadente e l’accostamento tra Liberty e architettura brutalista. Questo aspetto mi aveva colpita sia a Mosca che a Sofia, e forse mi aspettavo qualcosa del genere anche a Bucarest. E in parte l’ho trovato, soprattutto nel quartiere armeno e a Lipscani. Sicuramente è stato bello passeggiare tra le strade di Cotroceni, provare il cibo di strada allo Street Food Festival e visitare il Museo Nazionale di Storia Naturale.

Ma il resto? Ho avuto la sensazione che mancasse quel qualcosa in più per rendere la città davvero particolare ai miei occhi. A partire dal Macca-Villacrosse Passage, la notissima galleria coperta risalente al 1891 e che nella maggior parte dei blog di viaggio viene definita come imperdibile. Io l’ho trovata semplicemente trasandata e per niente affascinante.
I posti da cui mi aspettavo qualcosa in più: Tallinn
La visita a Tallinn non era prevista durante il viaggio di qualche anno fa a Helsinki, ma spesso le decisioni dell’ultimo momento riservano belle sorprese. Non è stato così in questo caso. Anche se non è stato un flop totale, perché comunque abbiamo trascorso solo qualche ora in città, in ogni caso forse avremmo potuto tranquillamente farne a meno.

Interessante vedere la Linnahall, un tempo Palazzo della Cultura e dello Sport intitolato a Lenin. Una struttura che, come altri edifici di ispirazione sovietica, doveva comunicare stile e rigore, ma che col tempo si è trasformata in una bruttura di vetri rotti e cemento. Non mi ha entusiasmata nemmeno Raekoja Plats, la piazza del municipio medievale. Troppo affollata, troppo turistica e piena di ristoranti pseudo-italiani.
I posti da cui mi aspettavo qualcosa in più: Praga
Torna in questa lista Praga, dove, a poche ore dall’arrivo, mi sono chiesta perché l’avessi scelta come meta del viaggio. Nemmeno in questo caso non c’è niente che abbia trovato davvero brutto, ma non c’è neanche niente che abbia trovato davvero bello. Ammetto che non mi sono dispiaciuti il quartiere di Malá Strana e la collina di Petrín, ma il resto non mi ha trasmesso nulla di nulla.

A partire da Staré Mesto: la Piazza della Città Vecchia e l’orologio astronomico sono sicuramente interessanti da vedere, ma il quartiere è davvero troppo turistico, e lo è in maniera quasi fastidiosa. Per non parlare poi della Casa Danzante e del muro di John Lennon che, per me, sono stati due grosse delusioni.
Tornerei in questi posti? Non nei prossimi mesi. Ma chissà, magari tra qualche anno, con la speranza di cambiare idea.

Tra i luoghi da te citati in quest’articolo sono stata solo a Praga, diverse volte, di cui l’ultima 8 anni fa. A me è piaciuta molto, ci sono tornata anche perché avevo degli amici che vivevano là ed era un piacere scoprire la città con loro. Forse questo fa la differenza… E comunque immagino che in 8 anni molte cose possano essere cambiate… infatti non ho il coraggio di tornarci, per non rovinare i bei ricordi che ne ho!
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Sicuramente avere la possibilità di conoscere una città insieme a chi ci vive è un vantaggio: magari con una guida local sarei riuscita ad apprezzarla!
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Ecco, hai appena confermato tutte le mie remore verso queste destinazioni, che non ho mai preso in considerazione come mete di viaggio proprio perchè non mi hanno mai convinto al 100%. Praga soprattutto non è mai rientrata, nemmeno per un secondo, tra i posti che vorrei visitare nella vita.
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Poi a volte capita anche che i posti che non ci convincono al 100% si rivelino diversi da quello che ci aspettavamo. Ma purtroppo in questi casi è stato tutto un po’ deludente…
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A Praga sono stata molti anni fa, ero più giovane e forse mi accontentavo un pò di più, ne ho un buon ricordo anche se non mi è mai venuta voglia di tornarci. Belfast invece mi attira tantissimo e anche dopo aver letto il tuo articolo in cui ne descrivi luci e ombre, mi resta la voglia di andarci.
Le altre destinazioni non le ho mai prese in considerazione e, mi viene da dire, continuerò a non farlo
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Magari anche l’età ha il suo peso: se penso ai posti che ho visto da giovane, credo che più o meno mi siano piaciuti tutti. Poi forse con l’età si diventa più esigenti e disincantati.
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Su Praga taccio perchè concordiamo di non concordare, mentre Bucarest è al quarto posto delle città che non mi piacciono e tu, a mio avviso, sei stata anche clemente. Le altre mete non le conosco ma Belfast potrebbe essere un bel punto di partenza per un on the road quindi non escludo di visitarla prossimamente, anche se solo di passaggio.
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In effetti ho pensato a voi mentre mettevo di nuovo Praga in questa lista 😅 Per quanto riguarda Bucarest qualcosa di interessante e di affascinante c’è, per carità, ma allo stesso tempo manca che qualcosa che ti fa innamorare.
A Belfast non ci tornerei per due giorni, ma come tappa per un punto di partenza per un on the road ci sta!
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Anche a me succede sempre più spesso che una destinazione molto turistica mi sorprenda. Per Belfast ho provato un grande senso di delusione, minimizzato solo un po’ da tutti i cantieri attivi che lasciavano presagire una città in rinnovamento. Devo dire che però, a meno di non capitarci per altri motivi, ultimamente sto evitando tutti i posti “da vedere” per farmi sorprendere da musei assurdi e città a cui nessuno aveva pensato.
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Hai detto bene: Belfast lascia un senso di delusione. Che poi per carità, non dico di non andarci, ma forse due giorni pieni sono davvero troppi.
Ora che citi i musei a cui nessuno aveva pensato: a Praga siamo stati al Museo del Comunismo che in effetti è stata una delle poche tappe che ho apprezzato in quella città!
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Dopo aver visto Riga ho in lista anche Tallin: non so bene cosa aspettarmi dato che sono capitali che si somigliano, ma se mi è piaciuta Riga penso che anche questa non mi deluderà. Non so, non mi capita spesso di essere delusa da un luogo, anzi, cerco sempre di vedere i lati positivi e poi quando viaggio senmbro sotto anfetamine quindi mi va bene tutto ciò che si prospetta. Sì, lo so, ho dei problemi 😉
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Forse a Tallin avrei dovuto trascorrere più tempo in modo da poter scoprire anche i luoghi meno turistici e meno affollati. Magari ci sarà una prossima volta!
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Sono stata a Praga per circa 20 giorni molti anni fa per lavoro e l’ho letteralmente adorata, forse perché ancora non era troppo turistica. Ho trovato deliziosa Tallin mentre concordo su Belfast, anche se la seconda visita pochi mesi fa me l’ha fatta un minimo rivalutare. Penso che comunque sia difficile valutare i luoghi dove si è stati solo per poche ore.
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Sicuramente è difficile valutare i luoghi dopo esserci stati poche ore, come Tallin per esempio, ma a volte si ha quella sensazione di non trovare affinità con un posto, e quando mi succede difficilmente riesco a superare questa sensazione…
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Tra queste destinazioni ho visto solo Praga che invece mi è piaciuta moltissimo. A me ha deluso Melbourne che invece piace a tanti. De gustibus!
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Infatti in tanti mi fate sentire sola dicendo che Praga vi è piaciuta molto 😉 Ma ovviamente dipende molto dai gusti personali e da quello che ognuno si aspetta di trovare!
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Purtroppo non posso dare il mio riscontro su nessuna di queste mete ma possi capire che che luoghi tanto rinomati poi non ci colpiscono così tanto per una serie di motivi personali!
A me in particolare non è ancora successo di raggiungere una meta e rimanerne diciamo delusa, si trovare aspetti negativi ma da bocciarla ancora per fortuna no. Tranne la città in cui vivo e di cui ho origine che tanti sognano e amano ma quando ci vivi, come al solito, la vedi per tutti gli aspetti negativi che hanno!
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Sicuramente i motivi personali hanno un peso notevole. Poi è difficile che mi capiti di rimanere delusa da tutto in una città, perché comunque qualche angolo particolare si trova sempre 🙂
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Comprendo molto bene quello che dici, e non credo sia una perdita di sensibilità. Forse è lo sguardo che cambia. Veniamo da un periodo in cui i viaggi ci sono stati negati, e quando si viaggia meno, i luoghi portano il peso del sogno. Mi dico sempre che non è la città a deludere, ma l’idea che mi ero costruita di lei: le destinazioni più idealizzate sono spesso quelle che fanno più fatica a incontrarci davvero. Mi accorgo anch’io che oggi mi sorprendono meno i luoghi “iconici” e molto di più gli interstizi: un quartiere fuori rotta, una luce inaspettata, una prospettiva da un terrazzo non frequentato. Forse cerchiamo un tipo di risonanza più sottile. E poi tornare è diverso dal vedere per la prima volta. Ci sono città che non si concedono all’innamoramento immediato, ma che col tempo smettono di volerci stupire e iniziano semplicemente a parlare 🙂
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Come sempre hai colpito perfettamente nel segno, riassumendo la questione in una frase che racchiude, secondo me la verità: non è la città a deludere, ma l’idea che mi ero costruita di lei. Proprio così! Alla fine non è la città, ma l’immagine che avevamo costruito con gli occhi della mente.
Poi sicuramente i “luoghi iconici” spesso sono semplicemente dei posti carini o magari anche dei posti così così che però sono diventanti “imperdibili” per via dell’hype creato dai social.
Grazie 😘
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