In queste ultime settimane mi è capitato di guardare i video di alcuni YouTuber, soprattutto americani, che davano consigli su come evitare di sembrare turisti durante le vacanze in Europa. Inizialmente mi sono domandata cosa ci fosse di male. D’altra parte, quando siamo in una città che non conosciamo o in cui non viviamo, siamo turisti. Tanto più che la distinzione tra turisti e viaggiatori mi fa sempre sorridere.
Guardando però i video fino alla fine, non ho potuto non essere d’accordo con i consigli degli YouTuber. Innanzitutto per un motivo di sicurezza: in alcune grandi città come Barcellona o Londra, a quanto pare, si può facilmente diventare vittime di borseggiatori che con destrezza rubano cellulari, portafogli e documenti dai turisti intenti a godersi il panorama. Parigi invece è una città in cui spesso i visitatori diventano prede di scaltri truffatori, come ha raccontato Veronica di Lost Wanderer in uno dei suoi post.

E poi, se non veniamo immediatamente percepiti come turisti, ci sentiremo più a nostro agio nel posto in cui siamo in vacanza, evitando per esempio di attirare l’attenzione dei fastidiosissimi buttadentro che si trovano nelle vicinanze di tanti ristoranti.
Diversi i consigli dispensati dagli YouTuber, ma alcuni sono più ricorrenti. Saranno utili? Magari sì, uniti al buonsenso necessario ogni volta che si visita una grande città.
Turisti in vacanza in Europa: evitare zaini tecnici e marsupi
So già che in tanti non saranno d’accordo con questo consiglio: chi deve portare con sé attrezzatura fotografica voluminosa, chi vuole avere a disposizione tutto il necessario per una giornata fuori, chi vuole essere libero da borsette e pochette. E lo capisco, ma lo zaino gigante da montagna lungo Regent Street farà capire immediatamente che non siamo del posto.

Va bene per il volo o per gli spostamenti, ma per muoversi in una metropoli lo zaino da trekking è veramente superfluo, oltre ad essere il primo dei segni rivelatori che fa capire che siamo turisti e, dunque, più vulnerabili. Così come l’orripilante marsupio stretto in vita, magari in un arcobaleno di colori. Meglio una borsa capiente a tracolla per le donne, e uno zaino più urbano e di dimensioni contenute per gli uomini.
Turisti in vacanza in Europa: evitare Crocs e infradito di gomma
Anche questo consiglio mi trova d’accordo al cento per cento. Sarà che detesto le Crocs e che non sono in grado di camminare con un paio di infradito di plastica ma, a parte le opinioni personali, vedere in giro per le strade di Firenze o di Copenhagen qualcuno con un paio di ciabatte di gomma adatte per stare in casa o per andare in piscina mi farebbe quanto meno sorridere.
Forse gli stranieri in vacanza in Italia o in Europa in generale vogliono sentirsi super comfy, ma è meglio che sappiano che di solito non usciamo con le ciabatte. Non solo per una questione estetica, ma per un fatto di sicurezza: che protezione può dare un pezzo di plastica sottile mezzo centimetro che tiene “fermo” il piede grazie a due nastri che sembrano fatti di gomma da masticare?
Turisti in vacanza in Europa: evitare abbigliamento da montagna e leggings
Giacche antivento, scarponi da trekking e pantaloni zip off che con un colpo di cerniera diventano shorts: se dobbiamo andare al rifugio Genova va bene, ma se dobbiamo passeggiare lungo gli Champs-Élysées, allora no. Anche perché questo modello di pantalone è oggettivamente inguardabile. Il truffatore parigino che è alla ricerca della prossima vittima da ingannare al gioco delle tre carte saprà immediatamente chi prendere di mira.

Mi trovo un po’ meno d’accordo per quanto riguarda i leggings perché, pur essendo un capo di abbigliamento che indosso solo in casa o per lo sport, penso che non ci sia niente di male in un paio di leggings neri, sobri e senza loghi sgargianti.
Turisti in vacanza in Europa: evitare camicie hawaiane e cappelli Panama
Immaginiamo l’americano che è stato in vacanza solo in crociera nei Caraibi e che pensa che un viaggio in Grecia, in Italia o in Spagna sia più o meno la stessa cosa. Non è troppo difficile vederlo mentre mette in valigia il set completo di camicie a maniche corte con fantasia hawaiana. Ananas, cocktail, palme e chi più ne ha più ne metta. Probabilmente non sa che in Europa un capo simile non lo indossiamo nemmeno per andare in spiaggia. Invece, anche nella mia piccola città di provincia, capita di vedere dei turisti con la camicia decorata con fiori di ibisco colorati, come se fosse la regola.

Allo stesso modo, un altro segno rivelatore è il cappello Panama di paglia color panna: sarà anche fashionable, soprattutto per le donne, e sicuramente utile per ripararsi dal sole, ma fa capire subito che chi lo indossa non è del posto.
Siete d’accordo con questi consigli? Quali altri suggerimenti avete?


Mi trovi d’accordo con tutti questi consigli, anche se alla fine non so perche’ ma e’ sempre ovvio che io sono la turista quando viaggio. Forse e’ l’abbigliamento comodo o la borsa capiente, o la cartina sempre in mano?
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In qualche modo siamo tutti riconoscibili come turisti quando viaggiamo, ma se riusciamo a non diventare i bersagli di truffatori e furbetti tanto meglio!
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Impossibile non ridere pensando agli americani “con le loro camicie a fiori”, oppure alle improbabili tenute da trekking anche in centro a Milano però quando sei turista ti si riconosce quasi subito. Hai il naso all’aria, la guida in mano e (almeno io) la macchina fotografica al collo.
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Eh sì, anche noi europei quando siamo in vacanza all’estero ci facciamo riconoscere, anche senza le camicie a fiori 😊
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Lo zaino è super divisivo, magari non quello da trekking che veramente si dovrebbe evitare per andare in giro, ma quello piu scolastico. Io, ad esempio, ho un Eastpack che, a parte la sera per andare al ristorante, mi porto ovunque. Stessa cosa Marco e sappiamo benissimo che ci fa sembrare turisti. Anzi, a detta dei British, siamo solo noi italiani che portiamo questi zaini e quindi siamo facilmente riconoscibili.
Sono d’accortissimo sulle infradito. A meno che non sei al mare, non c’è motivo di indossarle! Stesso discorso vale per l’abbigliamento tecnico, camicie improponibili e i cappelli a falda larga delle influencer con il loro nome scritto sopra. Aggiungerei anche i NY hats, ma in realtà quelli ce l’ho anch’io e li uso contro la pioggia quando non ho un ombrello.
Ps: grazie per aver citato il mio articolo ❤
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In effetti anche lo zaino Easpack (e soprattutto l’invicta riesumato dai tempi della scuola) ci rende riconoscibili 😅
Le infradito le trovo proprio un segno tipico che urla “turista in vacanza”, e poi avrei sempre l’ansia di farmi schiacciare i piedi!
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Mi sono posta la questione varie volte in viaggio. Mi piace mischiarmi al posto ed essere considerata una del luogo, sia per motivi di sicurezza che per la percezione che gli altri hanno di me. Allo stesso tempo, in altri casi, è stato vantaggiosa e utile l’evidenza che io fossi una turista. Faccio parte di quelle persone che distinguono tra turisti e viaggiatori e sostengo tale differenza perché l’ho imparato viaggiando, sono stata sia l’uno che l’altro.
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Sono d’accordo su quello che dici: a volte aiuta amalgamarsi, a volte aiuta far capire che non siamo del posto. Però sulla distinzione tra viaggiatori e turisti quelli no: troppo spesso viene utilizzata in maniera pretenziosa da chi pensa di conoscere il mondo solo perché viaggia zaino in spalla verso destinazioni “alternative”.
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Fantasia hawaiana: io li chiamo Magnum P.I. orfani di Ferrari, mi fanno morire 😛 Come non includere il consiglio di non indossare la divisa teutonica fatta da short, sandalo e regolamentare calzino bianco al polpaccio. Io consiglierei ai turisti anche una bella protezione 50, se hai la pelle trasparente che in vacanza diventa scottata come un peperone, il malfattore ti adocchierà da chilometri!
I buttadentro agiscono talmente in automatico che sarebbero capaci di mettere su il disco del menu a memoria anche se passasse la loro madre 😀 Io invece sono riconoscibilissima perché scatto ottocento foto al secondo con lo smartphone (qualche consiglio per me?) 😉
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Ah ah ah Magnum P.I. orfani di Ferrari 😂 Quando vedrò un turista con la camicia a fiori non riuscirò a non pensare a quest’immagine! E anche la divisa fatta da short, sandalo e calzino rivela immediatamente che abbiamo davanti un turista.
Non ho consigli per te per le ottocento foto ma io d’altra parte sono riconoscibile perché ho sempre Google Maps sotto il naso 😂
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Io eliminerei anche le Birkenstok, soprattutto se abbinate ai calzini fino alla caviglia!!! Comunque anche gli italiani, per via dello stile, Si riconoscono subito! a me è capitato a Parigi che un ristoratore, affacciandosi dalla porta del locale e senza che io avessi aperto bocca, mi disse: Ah italiana! Pulcinella, mandolino e Berlusconi!!
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Ah ah so che tu odi i sandali tedeschi che io amo tanto – ma almeno io li metto senza calzini 😂
Comunque hai ragione, spesso siamo riconoscibili semplicemente per un fatto di fisionomia diversa da quella dei locali.
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Io credo nel vivi e lascia vivere, se l’americano si sente in vacanza solo vestito come un hawaiano, vestito in abiti sintetici dalla testa ai piedi lasciamolo fare. Fa colore! Per quanto riguarda buttadentro e malfattori, siamo stati arpionati più volte anche senza zaini, marsupi o cartine/smartphone in mano, quindi credo faccia poca differenza. Viaggiare come ci sentiamo più comodi e adeguati ai luoghi che dobbiamo visitare credo sia la soluzione migliore. Tanto noi italiani abbiamo una cosa con cui ci riconoscono sempre: quando entriamo in un locale e ordiniamo un espresso.
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Evviva il vivi e lascia vivere: per me l’americano può anche venire in Italia con il costume da dinosauro, l’importante è che si senta suo agio. Per quanto mi riguarda, trovo che amalgamarsi con la gente del posto possa aiutare a sentirsi meno outsider. Di sicuro non mi sgamano per l’espresso perché all’estero lo avrò provato due o tre volte 😉
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Come sai sono l’antitesi della moda ma sono d’accordo con tutti i consigli che hai dato: nemmeno io utilizzo lo zainone fotografico per scoprire una città, preferisco anzi andare in giro senza zaino e solo con la mia mini tracolla gatto (a volte nemmeno con quella).
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Anche perché da un punto di vista pratico gli zaini possono essere molto utili, ma quando sono troppo pieni diventano un peso inutile da portarsi in spalla tutto il giorno!
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Mi conforta sapere che posso benissimo passare per una local quando viaggio perlomeno in Europa: odio le crocs, non parliamo dei marsupi e spesso non ho neanche lo zaino, abbigliamento tecnico solo in montagna, posso scivolare un pò sul cappello vorrà dire che ci starò più attenta nei prossimi viaggi
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Crocs e marsupi: una croce sopra per me! Io devo dire che sto un po’ rivalutando il classico cappellino da baseball perché come riparo dal sole non è male 🙂
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Ho girato per il centro di Sydney con windstopper e i pantaloni descritti da te… e in effetti mi sentivo un po’ osservata! XD Ma francamente non me ne importava molto, nel mio bagaglio da viaggio super minimalista c’è poco posto, e tutto dedicato ad abbigliamento comodo e multifunzione. E ti dirò di più: per difendermi dal sole in viaggio indosso spesso un cappello panama. Insomma, hai quasi fatto il mio ritratto! XD
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L’importante è sentirsi a proprio agio e stare comodi! Per me non possono mai mancare i jeans, una t-shirt e un paio di scarpe comode 🙂
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Mi fa sorridere questo racconto: in effetti non so se noi siamo riconoscibili come turisti quando siamo in giro, ma di certo le infradito anche in contesti dove sono assolutamente contro-indicate sono un segnale inconfondibile
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Esatto: le infradito sono un segnale inconfondibile. E poi io le trovo scomodissime!
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