La vacanza che non vorrei mai (più) fare

Non importa dove, come o quando: l’importante è partire. O no? Viaggiare è un piacere, o comunque lo è per me, e per questo motivo non sono d’accordo quando sento dire che l’importante è andare e che tutto il resto non conta. Il “resto” è parte del viaggio: la destinazione, l’albergo, il cibo. Per me sono tutti aspetti fondamentali. Piuttosto di partire per una meta che non mi ispira per niente o con delle persone con le quali temo di non trovarmi bene, preferisco rimanere a casa.

Anche perché in tanti anni di partenze per viaggi di lavoro o di piacere mi sono trovata in situazioni che mi hanno fatto rimpiangere la monotonia di una banalissima settimana trascorsa a casa. 

La vacanza che non vorrei mai (più) fare: il villaggio turistico

La mia prima (ed ultima)  esperienza in un villaggio turistico risale a tanti anni fa, quando ancora Expedia o Logitravel non esistevano (o forse esistevano ma io non lo sapevo).
Tutto viene organizzato all’ultimo minuto perché in teoria non abbiamo giorni di ferie. Appena sappiamo di riuscire a prendere una breve pausa dal lavoro durante la settimana di Ferragosto, ci rivolgiamo a un amico che lavora in un’agenzia di viaggi. Una delle poche soluzioni a portata di tasca è il pacchetto all inclusive con destinazione Fuerteventura. Non ci siamo mai stati, non è troppo caro e ci sembra una buona opportunità: perché no?

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Il perché no è evidente dal secondo giorno. La prima sera arriviamo tardissimo e non abbiamo modo di rendercene conto, ma il mattino seguente, mentre cerchiamo di riposarci in riva al mare, veniamo quasi ribaltati dai nostri lettini da due animatori che ci invitano a partecipare al gioco aperitivo. La loro insistenza rasenta la molestia, al punto tale che ho la tentazione di picchiarli con il bastone dell’ombrellone. Non la smetteranno di importunarci per tutta la vacanza, al mattino per l’aperitivo e al pomeriggio per il trenino in piscina. Non riusciamo a far capire che vogliamo essere lasciati in pace.
Ma non è tutto: della vacanza nel villaggio turistico ho odiato con tutta me stessa l’obbligo di presentarci alle sette in punto ogni sera, servirci dal tristissimo buffet di cucina internazionale in mezzo a bambini scalzi e genitori in costume, mangiare in fretta e lasciare libero il tavolo per il turno delle otto. Mai più.

La vacanza che non vorrei mai (più) fare: la gita di un giorno 

Non amando in particolare le vacanze al mare, dopo qualche giorno su una spiaggia inizio a sentire i sintomi della noia. Parliamo di tanti anni fa, durante un soggiorno in Grecia: mi sposto dalla sdraio all’acqua, dal bar alla piscina, mi vesto e vado a fare una passeggiata nel paesino sperduto lungo la costa, mangio un gelato, leggo un capitolo di qualche libro e mi annoio a morte.

Mentre come un’anima in pena cerco qualunque cosa per distrarmi e per far passare le ore, nella bacheca all’ingresso dell’hotel trovo un volantino che attira la mia attenzione. È la pubblicità di una crociera sulle isole greche. Partenza all’alba, trasferimento in bus fino al porto e da qui traghetto verso le isole. Mi sembra il modo perfetto per riempire la giornata, per cui convinco il Prigioniero inchiodato alla sdraio, e il mattino successivo siamo già sull’autobus prima ancora che sorga il sole.

Sarà una giornata indimenticabile. A partire dalla temperatura da Circolo Polare sull’autobus, passando per il viaggio in traghetto comodamente seduti sulle assi di legno del ponte visto che ci sono più partecipanti che posti a sedere. E le isole? Tre in tutto, di cui però non ricordo nemmeno i nomi. Bellissime, immagino, non fosse che per ognuna di loro abbiamo quindici minuti a disposizione. Appena arrivati al porto scendiamo dalla nave alla velocità della luce, corriamo verso la spiaggia, facciamo un tuffo in mare, ci avvolgiamo nel telo e ci precipitiamo a bordo. Scena simile alla seconda isola: di corsa verso la prima taverna dove ordiniamo due gyros da asporto, trangugiamo due birre e siamo di nuovo sul ponte del traghetto. Anche in questo caso metto una croce sopra alle gite di un giorno.

La vacanza che non vorrei mai fare: i viaggi di gruppo

Questo è un tipo di vacanza che non ho ancora sperimentato ma devo ammettere che ogni tanto la tentazione c’è. Non molto tempo fa ho visto una pubblicità di una nota agenzia di viaggi di gruppo che proponeva un tour dell’Islanda in fuoristrada. È una meta che sogno da tempo, e l’idea di esplorare l’isola di ghiaccio arrivando dove normalmente i turisti non arrivano mi ispira parecchio. Poi ho letto il programma, e mi è venuta l’ansia, come mi capitava ogni volta che a scuola si doveva partire per una gita. Gruppi di 20-30 persone, sistemazione in camere multiple, pasti collettivi, ore trascorse tutti insieme sul bus. La mia idea di inferno: condividere la stanza e il bagno con dei perfetti sconosciuti per giorni, essere costretta a fare amicizia con gente che con ogni probabilità non vedrò mai più e magari partecipare a un abbraccio di gruppo alla fine della vacanza.

Quando viaggiavo per lavoro spesso dovevo dormire in hotel improbabili con compagne di viaggio più o meno normali, e non ci tengo a ripetere esperienze simili. Ammiro però sia chi decide di fare l’accompagnatore di questi gruppi vacanza (accompagnatori santi subito, secondo me), sia chi decide di partire per una meta con degli sconosciuti. Però no, grazie, non fa per me.

Cosa ne pensate? Ci sono dei tipi di vacanza che avete fatto e che non vorreste mai più fare?

Photo by Koukichi Takahashi on Unsplash

62 pensieri riguardo “La vacanza che non vorrei mai (più) fare

  1. Ahahahah 😂 potrei averlo scritto io questo articolo!
    Con la differenza che di vacanze di gruppo ne ho fatte più di una, ma allora non avevo l’età per decidere che non erano per me!
    A noi in fin dei conti ogni tanto sarebbe piaciuto andare in vacanza in compagnia, ma piuttosto che partire con compagni di viaggio incompatibili per interessi, orari e livelli di maratona, alla fine scegliamo sempre di andare via da soli, pur di non trasformare le ferie in un girone dantesco!
    E le ferie a rosolare come una bistecca al mare ormai non riusciamo più a farle nemmeno noi, qualche giorno va bene ma al terzo o quarto le nostre scarpe cominciano a fremere 😉

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  2. Anche io la penso come te. Anche se devo dire che i villaggi turistici sono delle prigioni solo se lo vuoi. Io sono sempre stata in villaggi dove gli animatori erano molto discreti e capivano quando dovevano lasciarci in pace e magari consigliarci delle iniziative “alternative” fuori dal villaggio. Sono stata a Zanzibar in un villaggio turistico dove sono stati proprio i ragazzi del villaggio a consigliarmi le cose migliori da fare e da vedere (qualcuna fuori dai soliti tour organizzati).

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    1. L’unica vacanza che non farei più è quella che non valuta i gusti di chi fa la vacanza ma si basa unicamente della compagnia. Vacanza di una settimana in Sardegna con una coppia di amici che ovviamente amavano vita da spiaggia. Io che mi ricordo di essere partita con il riassunto fatto accuratamente dalla Lonely Planet sui luoghi da visitare. Il risultato è stato il passare unicamente da una spiaggia all’altra (bellissime per carità) per l’intera vacanza senza visitare nulla. Io che sono tutto tranne che vacanziera da spiaggia… Mai più!!

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      1. Mentre scrivevo il post ho meditato a lungo se includere anche il tipo di vacanza che hai descritto in questa lista, poi non l’ho fatto solo perché avevo paura che i diretti interessati leggendo si riconoscessero 😅 Anche a me è capitata un’esperienza simile, e avrei voluto affogarmi in mare dalla noia…

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    2. Delle tre l’unica che proprio non farei (e che non ho mai fatto) è il viaggio di gruppo. Nemmeno io amo i villaggi turistici, ho fatto questa esperienza alcune volte da bambina e due da adulta e mi sono sempre molto annoiata. Però mai dire mai. Ci sono dei periodi, tipo la primavera, in cui mi sento talmente stanca che una settimana di totale relax non la disdegnerei. Poi però alla fine faccio sempre altro!

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  3. Articolo carinissimo e, letti i racconti delle tue esperienze, più che condivisibile! Io ho un’avversione per i viaggi di gruppo, nel senso che non mi piace non potere disporre pienamente del mio tempo e (forse sarà perché sono ligure 😉 ) non sono particolarmente amante di gruppi numerosi e legami da instaurare per forza di cose. Le gite di un giorno di solito mi piacciono, ma a modo mio: ad esempio scelgo quelle il cui programma ti consente di girare sola per il posto per qualche ora, senza guida al seguito.

    Per i villaggi apro un capitolo a parte: da adolescente mi piacevano perché, amando ballare, frequentavo le varie lezioni, ma l’animazione vera e propria non l’ho mai sofferta neanche all’epoca: da timida, ogni volta che si palesava un animatore molesto scappavo o fingevo di dormire. Recentemente, a Cayo Largo, ero in un villaggio che usavo solo come base e mi sono fatta valere: se dico che non voglio partecipare ai giochi il mio no è irremovibile 🙂

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  4. Il villaggio turistico mai e poi mai…direi che a quel punto preferirei stare a casa 🙂 (“eppure quando avrai i figli cambierai idea”…mi dicono… ma io non credo proprio). Le gite di un giorno invece devo ammettere di aver avuto delle bellissime esperienze, tutto dipende dal numero dei partecipanti e da quanto sia serrato l’itinerario. Proprio in Grecia ho fatto una gita da Santorini agli isolotti della caldera, ma è stata una bella esperienza con escursioni su un’isola vulcanica, tuffi in acque termali e un rilassante pranzo, con annesso bagno a mare, in una taverna.

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    1. Sono d’accordo con te: piuttosto che un villaggio come quello in cui sono capitata io rimango a casa!
      Con altre gite di un giorno con programmi più “tranquilli” ammetto di essermi trovata bene, ma quando sono peggio di una marcia forzata no.
      Chissà che bellezza Santorini 😍

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  5. Pessime esperienze! Per quanto condivida il tuo pensiero (soprattutto per i villaggi turistici) ci sono dei limiti alla sfortuna! Ho alloggiato in qualche villaggio con animatori “soft”, ho partecipato a gite giornaliere ben organizzate e fatto viaggi di gruppo con al massimo 10 partecipanti (tutti simpaticissimi). Il “fai da te” e il “faccio come voglio e dove voglio” rimane comunque il mio obiettivo primario in vacanza. E vedo anche il tuo!

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  6. Concordo su tutti i tipi di viaggio che non farò mai più. Il villaggio l’ho provato nel 2010 in Croazia e ho ancora chiara quella sensazione di tagliarmi le vene. Le gite di una giornata idem, sempre in quel viaggio quindi c’è stato un due in uno di cacca! 😂
    Forse rimango più positiva con i viaggi di gruppo perché faccio amicizia facilmente ma devo provarlo quindi non mi esprimo in merito 😀

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  7. Ci sono stati dei periodi di disperazione talmente nera che avrei accettato tutto questo in un solo viaggio pur di partire 😂
    Poi per fortuna sono tornata in me 😉 Ho anche io nel mio curriculum delle pessime esperienze e guarda un po’ sono tutte riconducibili alla presenza di altre persone (che sia un viaggio di gruppo, una gita di un giorno o un soggiorno in villaggio). Forse un giorno “da pensionata” apprezzerò questo modo di viaggiare ma per il momento no no e no. No. 😂
    Ti faccio notare che hai titolato tutte e tre le esperienze come “vacanza” e la chiave sta proprio lì Silvia: noi non siamo fatti per la vacanza perché non siamo vacanzieri ma viaggiatori! 😉
    PS: conoscendomi, gli animatori con il gioco aperitivo io li avrei affogati a mare! 😂
    Ti abbraccio Silvia! ❤

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    1. Anche io a volte penso che forse un giorno, magari quando sarò in pensione, deciderò di partire in gruppo con gli anziani per sentirmi più sicura… però poi non so, mi sa che il carattere può solo peggiorare con gli anni quindi temo che sopporterò ancora meno di adesso 😅
      Gli animatori li ho sempre trovati insopportabili, anche nel brevissimo periodo in cui ho frequentato il catechismo!
      Un abbraccio anche a te 😘

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  8. Anch’io mi annoio a morte in spiaggia: per qualche giorno di relax, ok, può starci, ma se si inizia a parlare di una settimana o due… aiuto! A me piace esplorare, fare, andare, possibilmente in totale libertà.
    L’emozione degli animatori scassa p* l’ho provata in crociera: dovevo ancorarmi alla sdraio perché c’erano ‘sti tipi che ogni giorno cercavano di trascinarmi a fare giochi e balli di gruppo. Io. Io che mi vergogno persino a cantare in macchina quando c’è altra gente. Evidentemente non hanno insegnato loro il significato della parola “no”!

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      1. A parte gli animatori, a me la crociera è piaciuta molto e la rifarei volentieri (se non fosse per le ferie obbligate ad agosto e i prezzi assurdi che hanno le crociere in alta stagione). Sono passati ormai 9 anni (😱), ero con i miei genitori e abbiamo fatto il classico giro in Croazia e Grecia. Su quella nave mi sono sentita una principessa! Cibo a volontà, ambienti lussuosi e belle gite giornaliere (senza guida). Una pacchia!

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        1. Da un lato mi ispira l’idea che con la crociera puoi arrivare in posti che altrimenti chissà quando vedresti – per esempio mio fratello il mese scorso ha visto Jamaica, Bahamas, Messico e Florida in un viaggio solo. E ovviamente il cibo e il trattamento da VIP. Però con le ferie anche io solo ad agosto la vedo difficile 😉

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  9. Con il villaggio turistico, temo tu sia stata proprio sfortunata, perchè non sono tutti così: anche per me non è la vacanza ideale, perciò ne ho una singola esperienza, ma positiva: per l’ultima settimana di viaggio di nozze ci siamo rilassati in un villaggio turistico di Santo Domingo, dove praticamente nessuna parlava italiano e quindi ci hanno lasciato totalmente in pace! In più, i ristoranti a disposizione erano una decina, quindi non il solito tristissimo buffet, ma anzi un’ampia scelta di piatti provenienti da tutte le cucine del mondo! Insomma, per noi è stata una bella esperienza, dettata anche dal fatto che eravamo stravolti dopo due settimane in giro per gli States e avevamo proprio voglia di relax!
    Quanto ai viaggi di gruppo… Dio ce ne scampi!!!

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  10. Io credo che alla fine il vero problema sono i compagni di viaggio non compatibili. Indipendentemente dalla meta o dal tipo di viaggio (villaggio turistico, viaggi di gruppo ecc..). A noi una volta è capitato di partire con una collega e famiglia. Ecco, mai più. In ufficio totalmente un’altra persona, ma in viaggio una piaga di quelle incontentabili e con voglia di fare pari a zero! Mai più.

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  11. Condivido in toto! Esperienze appartenute a tutti immagino e che bisogna pur fare per capire meglio la nostra idea di viaggio ideale. Ti dirò che sto apprezzando molto i viaggi in solitaria, piena libertà di fare e andare dove mi porta il cuore!

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  12. Ho rovinato il mio viaggio da sogno in Norvegia partendo con un amico con cui non avevo mai sperimentato alcuna vacanza. Da allora, se proprio il mio compagno non può partire, preferisco viaggiare da sola.
    Il viaggio in Islanda in gruppo giammai. Quello è un viaggio che mi dovrò godere in ogni singolo istante

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  13. Assolutamente d’accordo su tutto ciò che hai scritto ahahah in particolare modo mi sono ritrovata molto quando hai parlato della noia in spiaggia e delle gite in gruppo, i famosi campo-scuola, pietà per favore no! Una cosa che odio è avere orari prefissati e dover stare al passo con una scheda giornaliera fatta di poca immersione nella città o nel luogo da visitare e tante corse di qua e di là!

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  14. Bravissima Silvia! Sei riuscita a rendere in parole quello che è il mio pensiero su certi tipi di viaggi. Non so se odio di più la vacanza in villaggio (pur avendone fatta solo una in tenera età), l’escursione di un giorno o i viaggi in improbabile compagnia. Sicuramente mi scaglio con anima e corpo contro il concetto del partire solo per partire. Infatti rimango sempre stupefatta di fronte ai gruppi di Facebook in cui si cercano compagni di viaggio. Già faccio fatica a far entrare negli ingranaggi dei miei programmi di visita mio marito, figuriamoci una persona che non conosco e che magari non condivide nessuna delle mie passioni!

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  15. Di recente mi ritengo soddisfatta delle scelte fatte ma anch’io potrei annoverare una lunga lista di imprevisti di questo genere. Sicuramente dal 2007, dove mi ero ahimè fatta convincere, so che per me non esiste il viaggio itinerante senza alloggio già scelto e prenotato perché il ma si tanto un posto si trova non fa per me.. soprattutto se ti alzi la notte per andare in bagno e trovi gli scarafaggi in stanza (pur vero che eravamo in Centro America)..

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  16. Mi è successo una volta sola: villaggio turistico a Marsa Alam. Russi ubriachi in ogni dove, animatori invasati che volevano organizzare qualsiasi tipo di torneo, buffet che definire triste è fargli un complimento. Mai più nella vita, nemmeno pagato…

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  17. Ah ah Silvia sei grandiosa! Condivido e sottoscrivo ogni singola riga. Anche io preferisco stare a casa con un buon libro piuttosto che partire per una destinazione qualunque con compagni di viaggio qualunque! Ecco io potrei dire che – oltre alle esperienze che tu riporti – io aggiungerei la vacanza di gruppo con persone che hanno abitudini e interessi diversi dai tuoi anche se le conosci e le frequenti da tanto. Alzarsi presto/tardi, andare in spiaggia/fare una gita, cenare fuori/a casa ecc ecc. Un inferno!

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  18. Mi hai letteralmente rubato le parole di bocca! Queste sono proprio le vacanze che non vorrei assolutamente fare, soprattutto ho l’orticaria per i viaggi di gruppo e anche per i tour di un giorno! Se mi volete morta portatemi in vacanza così! Mai e poi mai!! Libertà e indipendenza forever!

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  19. Non sono amante dei viaggi di gruppo e dei villaggi turistici. Preferisco di gran lunga organizzare il viaggio in autonomia e quindi capisco i tuoi pensieri e i tuoi commenti. Per me vacanza equivale a stare sereni senza avere il pensiero fisso degli orari di gite, pranzi e cene… essere in vacanza significa abbandonare l’orologio e vivere liberamente 🙂

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  20. Tra questi anch’io eviterei come la peste il villaggio vacanze. L’ultima volta, e ti parlo di anni fa, ero in Puglia, a Torre dell’Orso, una vecchia masseria in mezzo agli ulivi, e fin qui sembra tutto perfetto. Peccato che fosse km lontano dal mare con la navetta per accedere alla spiaggia che partiva o troppo presto o troppo tardi e l’animazione era invadente. Il cibo poi scarsissimo, e ce ne vuole a mangiare male in Puglia!

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  21. Quanta verità nelle tue parole. Non tutte le ciambelle escono con il buco, così come non tutti i viaggi vanno a buon fine. Io personalmente posso dire di non aver una precisa tipologia di vacanza che non vorrei mai più replicare, ma piuttosto una destinazione nella quale avrei un po’ paura a tornare. Anche se, lo ammetto, ci tornerei comunque a prescindere da tutto – nella speranza che sappia finalmente conquistarmi davvero.

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  22. La gita di un giorno mi ha fatto morire! 😀 Io pero’ vorrei spezzare una lancia a suo favore, perche’ credo dipenda molto dall’organizzazione e dai compagni di (dis)avventura. Ne ho fatte un paio ottime, con buona guida, mezzi di trasporto decenti, tempistiche rilassanti, avventurieri cooperanti… forse sei stata sfortunata! 😀

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  23. Ciao Silvia,

    ti dico la mia al riguardo: nei villaggi turistici non sono mai stata e ma ci andrei. Le gite di un giorno, ahimè, alle volte sono l’unica soluzione, e i viaggi di gruppo li ho rivalutati. Io per piacere viaggio da sola e per lavoro in gruppo in quanto sono coordinatrice di viaggio da un anno. Devo dire che partire in gruppo ha molti vantaggi. Ed ecco, non tutte le agenzie partono in gruppi da 20 persone, con bus e ostelli! Per cui pensaci su, perché secondo me potrebbe piacerti e per vari motivi!

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    1. Sul villaggio turistico non so se riuscirò a cambiare idea, forse sono stata troppo traumatizzata quella volta. Magari senza animazione, forse potrei farci un pensiero.
      Ecco sui viaggi di gruppo mi dici una cosa che proprio non mi aspettavo: la prospettiva di gruppi più piccoli che non scelgano ostelli o sistemazioni improvvisate mi ispira molto e mi piacerebbe saperne di più!

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  24. Mi hai fatto tornare in mente il ricordo del buffet del mio hotel in Tunisia: bisognava arrivarci prima dei turisti tedeschi che spazzolavano tutto con una foga indegna. Ho fatto ancora due vacanze in villaggio (sempre lo stesso in Toscana) quando ero incinta e il primo anno di mio figlio, non per mia scelta, ma per aggregarmi ai miei genitori in modo da non fare nulla (nel primo caso ero ormai una mongolfiera e mi interessava solo stare a mollo in piscina, nel secondo avevo bisogno di qualcuno che mi tenesse il pargolo mentre facevo qualche nuotata in piscina) però non è proprio il mio genere preferito di vacanza.

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    1. Tutto sommato il villaggio senza animazione con animazione molto moderata ci sta: un’occasione per riposarsi al massimo e stare senza pensieri. Però il villaggio da “pacchetto turistico” con i turni al buffet e i tedeschi che si mangiano tutto (un po’ come era capitato nel mio caso) quello non lo farei più!

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  25. Per fortuna i casi che descrivi non mi sono mai capitati!
    Io sono molto puntigliosa nell’organizzazione di un viaggio e non mi affido mai a nessuno, nemmeno a mio marito! Proprio perché amo molto viaggiare non voglio che niente vada storto. Perdo tantissimo tempo a leggere recensioni ed articoli, tanto che a volte mi stresso ad organizzare. Però devo dire che questo mi ha sempre ripagato perché, a parte piccoli imprevisti, nessun viaggio mi ha mai deluso.
    L’unico viaggio che non rifarei mai e che mi è capitato in gioventù nei primissimi viaggi, è il viaggio di gruppo con tanti amici in una grande casa in affitto. Aspettare tutti voleva dire non uscire di casa fino a mezzogiorno e non si riusciva mai a conciliare le esigenze di tutti. Mai più!!

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    1. Io non mi affiderei MAI al mio compagno! Sicuramente mi farebbe partire dall’aeroporto sbagliato, oppure si dimenticherebbe di prenotare l’albergo 😉
      Anche io come te cerco sempre di pianificare con molta attenzione, dedicando tanto tempo alla scelta di hotel, ristoranti e via dicendo. Per fortuna in tanti viaggi e tanti anni non mi sono capitate troppe disavventure 😉
      Per fortuna non mi sono mai ritrovata in vacanza in casa in affitto con tanti amici e penso proprio che non mi piacerebbe!

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