Un Capodanno da dimenticare

I festeggiamenti della notte di San Silvestro per me sono i più tristi in assoluto. Se potessi, abolirei il Capodanno, soprattutto dopo quello che a distanza di anni per me rimane il peggiore in assoluto. Da allora ho sempre trascorso la sera dell’ultimo dell’anno a casa, o al massimo a cena da amici che conosco da anni. Ma non sono l’unica ad aver avuto esperienze terribili. Infatti, anche alcune amiche blogger sono state protagoniste involontarie di festeggiamenti da incubo.

C’è da aver paura al pensiero che anche quest’anno manca poco all’inizio della sera peggiore del 2019.

Fuochi d’artificio cinesi e fancy dress parties inglesi

Paola di Pasta Pizza Scones

Le mie feste di Capodanno sono sempre state particolarmente tragiche. Un anno per esempio ero andata al cenone organizzato da un ristorante cinese e i proprietari avevano pensato di animare la festa con botti illegali lanciati sui commensali. Avete letto bene. Visto che la questione sicurezza stava molto a cuore ai ristoratori, i botti venivano lanciati a caso nel cortile del ristorante, e alcuni che avrebbero dovuto venire fissati al terreno (almeno credo) erano riusciti a raggiungere i partecipanti al cenone che si aspettavano solo innocue girandole. Risultato? Stivali e cappotto bruciati da una strisciata di fuoco d’artificio cinese.

Bonfire.jpg

Un altro Capodanno degno di nota è stato uno di quelli passati in Inghilterra e rinominato Capodanno alla Geordie Shore per come è finita la serata. Vale però la pena raccontare tutto dall’inizio visto che già la cena lasciava presagire qualche tragedia.
Conoscendo l’idea di party degli inglesi mi ero impuntata di fare almeno la cena in un ristorante carino invece di ubriacarci e basta, così avevamo trovato un compromesso nel mangiare thailandese e dare alla festa un tema fancy dress. Noi italiane con le mie amiche vietnamite avevamo interpretato il concetto di fancy dress con glitter e accessori natalizi tipo delle carinissime bacchette magiche anch’esse ricoperte di glitter.
Gli inglesi avevano invece interpretato “fancy dress” con il mettersi davvero in maschera.

Una ragazza era venuta a cena con un pigiama intero da dalmata o qualcosa del genere, e il tizio carino che dovevo presentare alla mia amica italiana si era travestito da pirata. In pratica per noi italiane e vietnamite era una situazione altamente imbarazzante, mentre per i British l’assoluta normalità.
Dopo la cena comunque eravamo passate alla festa in stile inglese, ovvero bere e ballare in un locale sulla spiaggia, ma soprattutto bere. Il tizio carino nel frattempo aveva cercato di abbordare la mia amica in modo super imbarazzante mostrandole un suo tatuaggio e presentandosi con “Hey, I’m M. and I love dragons” o qualcosa del genere, tant’è che lei era scappata a fare amicizia con un gruppo di londinesi ubriache. In mezzo ai fumi dell’alcol, l’amica inglese del tizio carino che aveva spergiurato di non essere interessata a lui era uscita fuori dal locale a piangere per poi tornare a casa ubriaca con le sue chiavi di casa. Poi non sono mai riuscita a capire cosa fosse successo nel frattempo, a parte bere altri mojito, ma io e la mia amica ci siamo ritrovate chiuse fuori di casa a urlare al mio ex mentre lui dalla finestra si rifiutava di aprirci la porta.
La cosa più assurda? Il giorno dopo per gli inglesi era tutto perfettamente normale, si era trattato di una tranquilla festa British!

Capodanni low-budget

Elisa di Elimeli

I capodanni low-budget sono una consolidata tradizione per me e il mio compagno. Sfortuna vuole infatti che il mio compleanno cada nei primi giorni di gennaio, cosa che per me significa spesso festeggiare con gruppi ristretti di amici, i pochi che rimangono in zona anziché partire per le città d’arte o verso le piste da sci.
Visti i prezzi solitamente alle stelle per il Capodanno e i troppi compleanni “intimi”, per non dire mesti, alcuni anni fa io e il mio compagno abbiamo deciso di spezzare questa triste combo inaugurando le partenze per il mio compleanno, in modo da salvare almeno una delle due ricorrenze, anche se questo implica restare in città per il veglione.
Quindi ogni anno verso metà novembre comincia la svogliata caccia all’evento, cosa non semplice da trovare in una città piccola come la nostra. Aboliti i Capodanni a congelare in piazza e i cenoni nei locali (prezzi esorbitanti, menu mediocri e portate sbattute nei piatti senza troppa cura), negli ultimi anni hanno preso piede i festeggiamenti in casa. Un’occasione perfetta per mettere insieme gli amici di sempre, conoscenti tornati single da poco, disorganizzati cronici, quelli che detestano le feste comandate e i fortunati che partiranno pochi giorni dopo.

La_grande_abbuffata.png

Il 31 dicembre diventa così una sfida per far stare troppe sedie e teglie coperte con la stagnola nella cucina del volontario che mette a disposizione casa, rassegnato ad inaugurare l’anno mettendo in lavastoviglie bicchieri e piatti sporchi. Pieni come otri e senza troppi entusiasmi, si continua a mangiare fino a tardi come se la carestia fosse imminente. Poi, verso l’una o poco più, ognuno torna a casa propria con la “schiscetta” e un pensiero sollevante: “Finalmente le Feste sono finite”.
Nei casi più estremi, al posto delle troppe teglie c’erano cartoni di pizza per asporto ad affollare la cucina, mentre attendevamo mezzanotte sonnolenti e pieni di sete per la pizza scadente.
Capodanno da dimenticare?
Ma no, dai, l’importante è stare in compagnia.
Quest’anno però, nel dubbio, andremo a teatro.

La coppia che scoppia

Un’amica che per ovvi motivi rimane anonima

Il mio Capodanno da dimenticare risale a qualche anno fa. Io ed il mio ragazzo eravamo stati invitati da un amico a trascorrere con lui e la sua ragazza qualche giorno, tra cui appunto anche l’ultimo dell’anno. L’idea era di stare a casa di lei, che viveva nel nord Italia, e da lì visitare anche un po’ la zona. Per la sera di Capodanno poi, saremmo stati ad una festa organizzata dagli amici di questa ragazza.
L’idea ci era piaciuta molto da subito, ci vedevamo spesso con loro ed eravamo sicuri che ci saremmo trovati benissimo e divertiti. All’avvicinarsi della partenza ci sentimmo spesso per organizzare tutto. Li avremmo raggiunti in macchina il 30 dicembre, loro sarebbero stati già lì.
Al nostro arrivo però ci accorgemmo subito che qualcosa non andava. La tensione fra loro era palpabile, si capiva che avevano discusso. Per tutto il resto del pomeriggio continuarono ad essere molto freddi e distanti tra loro. La sera, parlando con il nostro amico, capimmo che la questione era più seria: quella mattina avevano deciso di lasciarsi!

Pensammo subito che fosse il caso di tornare a casa al mattino seguente, ma loro ci convinsero a rimanere lì per il Capodanno, dato che altrimenti lo avremmo trascorso da soli.
Trascorremmo quindi l’ultima giornata dell’anno cercando di distrarre il nostro amico, che in realtà era davvero triste per la rottura. La serata poi fu un vero spasso. Noi eravamo i suoi unici amici lì, perché gli altri erano tutti amici di lei. Essenzialmente passammo tutto il tempo con lui, provando (inutilmente) a consolarlo. Vi lascio immaginare che bella “festa”, circondati da persone che non conoscevamo e che ci guardavano in cagnesco o semplicemente ci ignoravano.
La mattina dopo, partimmo presto. Avevamo apprezzato molto l’ospitalità, ma il Capodanno era stato un fiasco totale!

Il cenone in villa

Alessia di Where Are Ale & Vale?

Il 2003 doveva ancora arrivare, ma io avevo già sentore di che anno di me*** mi aspettasse. Arrivata a ridosso del 31 dicembre organizzo un veglione in una villa sull’Aurelia, poco fuori Roma, grazie a un volantino che mi hanno dato in metropolitana.
Saremmo dovuti essere in quattro, ma il ragazzo che mi piaceva mi ha dato buca all’ultimo momento per la serata (che doveva essere LA serata), lasciandomi come debito la sua quota da me anticipata (che non mi verrà mai restituita) e con l’imbarazzo di dover passare l’ultima notte dell’anno a fare da reggimoccolo a mia sorella e al suo ragazzo, freschi di fidanzamento.
Arrivati alla villa ci fanno accomodare a un tavolo rotondo dove già avevano preso posto altri quattro illustri sconosciuti che ci sorridono imbarazzati.
Sta ancora arrivando gente quando cominciano a servire velocemente le prime portate. In serate come questa non mi aspetto mai di mangiare bene, ma quella volta il protocollo dei cliché da servire in tavola per un’occasione del genere venne rispettato dall’inizio alla fine: fettuccine mari e monti, arista di maiale arrosto e patate duchessa.

Alle 23 entra il secondo turno, quelli cioè che hanno cenato a casa (e beati loro!) e vengono per il brindisi, così ci viene sparecchiato e tolto il tavolo da sotto il naso in un baleno.
A mezzanotte, dopo aver servito uno spumante scadente e una minestra di lenticchie, cominciano le danze. Ed è stato in quel momento che un cameriere ubriaco ha avuto la simpatica idea di vomitarmi addosso. Muta e immobile, con le gente che rideva intorno a me, sono scappata in bagno per togliermi quello schifo di dosso ma soprattutto, per non sprofondare dalla vergogna. Il vestito non provai neanche a smacchiarlo. Mi faceva talmente senso che lo gettai via appena tornata a casa.

Chissà se i racconti delle mie amiche blogger vi hanno convinti a chiudervi in casa la sera di San Silvestro… Qual è stato il vostro peggior Capodanno?

48 pensieri riguardo “Un Capodanno da dimenticare

  1. Il vomito finale…. batte tutti gli altri racconti, che sono ben tristi ugualmente!!!
    Anche io sono una da Capodanno a casa o in viaggio low cost perchè, quelli passati diversamente, con un gruppo di amici piuttosto che un altro, hanno sempre trascinato con sè spiacevoli ricordi! Chissà perchè siamo in tanti ad averne però!!! 🙂
    Detto ciò… BUON CAPODANNO, SILVIA!

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  2. Io sono un fan dei 31 dicembre low-cost! Cena a casa di un designato in cui si mangia a sazietà sapendo che comunque avanzerà un sacco di roba da portare a casa, poi cazzate e giochi fino a mezzanotte, brindisi di rito tanto per fare (un anno ce lo siamo pure scordati), poi di nuovo cazzate e giochi fino alle 4 o oltre. Il top.

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  3. Capodanno mi mette sempre a disagio, non c’è niente da fare, a prescindere da quel terribile episodio in villa.
    E’ che chiedere cosa fanno gli altri automaticamente ti fa passare per quella che si vuole accollare, quindi cerchi di evitare accuratamente l’argomento…
    Se organizzi a casa tua fino all’ultimo non sai cosa hanno deciso di fare i ritardari cronici e quindi non hai idea per quanti devi preparare o cosa…
    Insomma, una serata da dimenticare, non importa quale sia il programma…Sarà così anche domani 😉
    Grazie Silvia per questo spazio!
    Ti faccio ancora tanti tanti auguri!!

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    1. Chissà poi perché non possa essere accettabile rimanere a casa, guardare un film e andare a dormire alle undici?
      Il Capodanno che mi toccherà sorbirmi questa sera è nato proprio grazie a una coppia di amici con i quali ci troviamo di solito (al massimo in 8) e che ha incontrato una conoscente chiedendole “cosa fate a Capodanno”. La sera stessa è scattato l’invito automatico per tutti noi, senza che nessuno osasse rifiutare. Il problema è che questa tizia che ci ha invitati a casa sua nessuno la sopporta 🤦🏻‍♀️
      Nonostante tutto ti auguro una buona serata, e grazie di aver partecipato!

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  4. Allora io preferirei accollarmi tutto, tutto tutto tutto, vomito, coppiachescoppia, botti sul cappotto, pizze scadenti e congelamenti in piazza pur di fuggire dal capodanno con i Nazgûl (i miei parenti…ma parenti acquisiti non di sangue ovvio)! Voi non potete immaginare i decibel sovrannaturali che sono capaci di sprigionare e le palate di cibo che ti costringono ad ingurgitare condite con frecciatine, cattiverie e battutine al veleno! 😦 Altro che fancy dress, in quei momenti vorrei avere la maschera e la verve di Cersei Lannister per tenergli testa!
    Comunque bellissima la tua idea Silvia, che poi a distanza di tempo i racconti di questi capodanni sono anche esilaranti da raccontare e da leggere 😉
    Ti faccio i miei migliori auguri Silvia, speriamo che arrivi presto il 2…anzi direttamente il 7 gennaio! Buon Anno anche a Tomaso e in famiglia ❤

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    1. Sappi che non ti invidio per niente! Va bene le palate di cibo e passino i decibel sovrannaturali, ma le frecciatine e le battutine quelle no! Che simpatici, si meriterebbero proprio Cersei Lannister in uno dei suoi giorni peggiori (o migliori).
      Chissà, magari il prossimo anno racconterò la sera che mi aspetta tra poche ore… già tremo!
      Auguri anche a te, a Toni e ai tuoi ma non ai parenti acquisiti 😉

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  5. Meglio soli che male accompagnati diceva il vecchio adagio… e qui mi sembra che di gente colpita da capodanni sfigati non manchi!
    Nota a piè pagina, il mio Capodanno in teatro è stato annullato poco dopo aver acquistati i biglietti (che per fortuna almeno ci hanno rimborsato!). Che sia il preludio di un altro Capodanno da incubo? 😅😂

    Tanti auguri Silvia, a te e a tutte le blogger compagne di sventura.
    Che il 7 gennaio arrivi presto! 😂😂

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    1. Ma sai che questa mattina sono passata davanti a un teatro e leggendo il programma mi sei venuta in mente tu? E niente, mi dispiace che la serata sia stata annullata. Secondo me però non lo dici a nessuno e ti chiudi in casa fingendo che sia una serata qualunque 😂
      Auguri anche a voi ❤️

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  6. I peggiori veglioni sono stati proprio quelli passati in casa!! Per carità. Due giorni passati a fare la spesa e a preparare per le portate principali, le pulizie per far trovare una casa impeccabile, i soldi spesi per una mise en place degna di Buckingam Palace … alle otto del 31 ero già da buttare via, indipendentemente dal numero degli invitati. Perché tra quattro e venti non cambia molto se non il fracasso costante. Mai più… preferisco i petardi cinesi giuro!

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  7. Che esperienze! Diciamo che noi non siamo molto amanti del cenone e del veglione. Spesso una di noi lavora di notte il 31 e quindi di rado riusciamo a festeggiare, ma non ci interessa. Non è una festa a cui teniamo particolarmente anzi … si potesse abolire..

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  8. Pur senza un vero e proprio “capodanno da dimenticare” alle spalle, neanche a noi piace la notte di San Silvestro. In genere io cerco di lavorare o tutt’al più ci facciamo una cenetta a due. Il modo migliore per trascorrerlo, in ogni caso, è partire per un viaggio!

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  9. Oddio a me sarebbe piaciuto tantissimo trovarmi alla festa inglese, mi ha ricordato, pur all’incontrario, quell’episodio in cui Bridget Jones si presenta dai parenti vestita da coniglietta perché la notizia dell’annullamento della festa a tema non le è giunta 😀

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  10. Questa raccolta di esperienze mi fa sentire meno sola ed allo stesso tempo mi ricorda come mai detesto la notte di Capodanno!
    Noi ieri sera siamo stati ad una festa a casa di amici che alla fine non è stata neanche male, pure se metà degli invitati non li conoscevamo. Però verso le 2 ho deciso che mi ero impegnata abbastanza a socializzare e ce ne siamo tornati a casa. Per fortuna che anche questo Capodanno ce lo siamo tolto di torno!

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  11. Io sono cresciuta in un posto dove molti dei miei amici avevano la baita in montagna (ovvero a 15 minuti dal paese) o la casa del nonno da poter utilizzare. I miei capodanni sono sempre stati festosissimi e molto easy. Ora sono in quella fase della mia vita in cui mi addormento prima di mezzanotte e va benissimo così. La differenza la faccio io, non il festeggiamento obbligato.

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  12. Questa serie di racconti dell’orrore fa davvero accapponare la pelle!! Ma tanto noi non festeggiamo mai il Capodanno e anzi, il 31 ero talmente stanca che alle 22.30 ero già nel mondo dei sogni e i botti non li ho neanche sentiti!! Mi sono svegliata nell’anno nuovo, come una rinascita 🙂

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  13. Mamma mia che avventure! Io per fortuna non ho mai avuto un capodanno così deludente però è anche vero che non è una festa che mi piace granché quindi di solito festeggio in modo tranquillo… Quest’anno ad esempio abbiamo fatto una cena tranquilla tra amici. Buon anno a tutte!

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  14. ahahahah! meravigliosi! Io ho scelto da anni di non festeggiare l’Ultimo dell’Anno in un locale o in una festa in cui tutti sono obbligati a divertirsi. Cerco di fare una cena in casa con pochi amici o addirittura da sola con mio marito e poi di andare a fare un giro a piedi in Città Alta (Bergamo) per guardare i fuochi d’artificio dall’alto.

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  15. Ahah mi hanno fatto morire i racconti, quello della coppia che scoppia però decisamente il peggiore. Non riesco davvero a quantificare l’imbarazzo. Comunque anch’io odio il divertimento forzato a capodanno, dovrebbe essere una serata come le altre invece si crea questa psicosi che “devi fare per forza qualcosa”, assurdo!

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  16. Il Capodanno di Ale davvero top ahahaha mortale!
    Vomito addosso, madonna che schifo!!!!
    Io per fortuna Capodanni così mai. Solitamente lo passo con gli amici, a casa di qualcuno. Cena e compagnia, cose tranquille!
    Quest’ultimo siamo andati al ristorante per un cenone e ho bevuto come uno squalo. Alle 21.30 ero già fuori!
    Però dai, tutto bene 😀

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  17. Bellissimi!! Specialmente la cena con i tipi vestiti in maschera: assolutamente fantastici. Comunque sì, rido rido, ma anche io odio il Capodanno, odio festeggiarlo, odio chi lo ama, non rompetemi i coxxxx io me ne sto a casa. Ebbene sì, ormai sono anni che non lo festeggio più, non che prima mi piacesse festeggiarlo, ma mi sentivo un po’ obbligata, invece la bellezza di invecchiare è che si può diventare delle splendide trentenni acide senza filtri, e quindi No, a Capodanno non ci sono!. 🙂

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