Posti da visitare in Sardegna: San Teodoro in Gallura

“Il viaggio è l’unica cosa che compri e che ti rende più ricco”. Questa famosa citazione ispira i viaggi di Alberto Statti, blogger in cerca di esperienze da condividere e di storie da raccontare. È appassionato delle tradizioni culinarie del mondo; da Roma scrive sul suo blog dei posti che ha visitato e fantastica di quelli che gli piacerebbe vedere. Oggi ci porta a conoscere la Sardegna.

Per esplorare con calma le innumerevoli meraviglie naturali della Sardegna occorre avere molto tempo a disposizione e organizzare con accuratezza gli spostamenti, poiché le distanze all’interno dell’isola sono notevoli.

Per il mio primo viaggio ho scelto la Gallura, la regione che sta nella parte nordorientale della Sardegna, nota soprattutto per la Costa Smeralda, le affascinanti tradizioni millenarie e, non ultimo, i deliziosi piatti locali.

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Gallura © Uscè (OFF, OFF!!!!!)

Per il mio soggiorno mi sono affidato a Obiettivo Vacanza, agenzia che affitta case vacanza a San Teodoro, una vantaggiosa soluzione per trascorrere rilassanti giornate vicino al mare in completa autonomia.
Poiché non ero mai stato prima sull’isola, ho chiesto consigli allo staff dell’agenzia che mi ha indicato quali località vedere e a quali attività partecipare, perché la Sardegna non è solo mare!

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Spiaggia San Teodoro © fr4dd

Come arrivare in Gallura

L’aeroporto più vicino è a Olbia, in alternativa si può raggiungere la Gallura in traghetto (ci sono diverse compagnie che effettuano il tragitto da Genova e Civitavecchia), per poi spostarsi a San Teodoro in bus dal porto o dall’aeroporto.
Gli orari sono disponibili sul sito dell’Arst.

La decisione di fermarmi a San Teodoro si è rivelata azzeccata, poiché questa località si affaccia su spiagge bellissime (la più popolare si chiama La Cinta e in estate è molto affollata), piccoli paradisi naturali come la laguna, dimora dei fenicotteri rosa, e al contempo si trova alle pendici del Monte Nieddu, meta di escursioni per via del paesaggio incredibilmente vario che lo caratterizza.
Per gli spostamenti interni consiglio una valida soluzione a chi non vuole noleggiare un’auto: in estate è attivo il servizio Beach Bus, una serie di navette che fanno la spola tra il centro di San Teodoro e le spiagge.
Sebbene in trasporti all’interno dell’isola non siano perfettamente organizzati, i Beach Bus e i servizi di noleggio automobili consentono di spostarsi piuttosto agevolmente. Io ho approfittato della posizione strategica di San Teodoro per fare trekking e scoprire cosa vedere nelle vicinanze.

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Laguna San Teodoro © Salvatore Nieddu

Come fare un’escursione sul Monte Nieddu

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Monte Nieddu © Roberto Defraia

Amo molto camminare: seguire sentieri di montagna, passeggiare immerso nel verde oppure lungo le stradine di un borgo antico. La Sardegna è senza dubbio la destinazione ideale per chi vuole fare tutte queste cose anche in bassa stagione: la primavera e l’autunno sono periodi consigliati per fare escursioni come quella cui ho partecipato sul Monte Nieddu.
Prima di tutto ho appreso che nieddu significa “nero” e che questo nome è dovuto al colore della vegetazione che avvolge il monte. Ho attraversato foreste di lecci, ho visto per la prima volta le querce da sughero e ho scoperto il profumo dell’oleandro e del ginepro, in altre parole ho vissuto un’esperienza che ha coinvolto tutti i miei sensi e mi ha regalato una fantastica vista sull’isola di Tavolara, che spunta all’orizzonte dal punto panoramico Vedetta Palemonti.

Ciò che mi ha sorpreso maggiormente, tuttavia, è stato vedere le piscine naturali della montagna, nate dall’azione dell’acqua che ha scavato il granito nel corso dei secoli.
In queste piscine è possibile fare il bagno e fare una sosta rigenerante prima di riprendere il cammino.
Se vi piace il trekking, un’escursione sul Monte Nieddu sarà una sorpresa continua, fra l’altro alcuni percorsi sono adatti anche a famiglie con bambini, a mio avviso un modo divertente per far conoscere e rispettare l’ambiente ai più piccoli.

Seada, la mia specialità sarda preferita

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Seadas

Se parliamo di gastronomia sarda non basterebbero decine di post per descrivere la varietà e la tipicità delle pietanze che si possono assaporare nelle diverse zone dell’isola.
Una leccornia che ho apprezzato particolarmente è chiamata seada, un dolce a base pasta sfoglia fritta nello strutto con formaggio all’interno e ricoperta di miele o zucchero a velo. Una cosetta leggera insomma.
Si racconta che in origine la seada (o seadas, che sarebbe plurale ma da quanto ho capito a volte è chiamata così) fosse grande quanto un piatto da portata principale, mentre oggi è di dimensioni ridotte, perfette per il dessert.
Esistono tante varianti della seada, c’è chi usa come ingrediente la scorza d’arancia anziché di limone, chi la prepara con il formaggio crudo oppure addirittura salata, con il sale e il prezzemolo al posto del miele e dello zucchero.

A mio avviso questa pietanza riassume bene la tipica cucina sarda, che impiega ingredienti semplici e non troppo elaborati, riuscendo a creare saporite combinazioni che deliziano il palato.
Prima o poi tornerò in Sardegna per completare un tour enogastronomico e imparare tutti gli abbinamenti fra i cibi e i vini locali. Solo allora riuscirò a imparare qualche parola in più della mitica lingua sarda (non chiamatelo dialetto!).

17 pensieri riguardo “Posti da visitare in Sardegna: San Teodoro in Gallura

  1. La mia ultima vacanza in Sardegna credo risalga al 2007. Ricordo le spiagge con quella sabbia bianca che ti scorre tra le dita. Ricordo i magnifici piatti di pesce e anche le succulente seadas. Mi hai fatto venire una voglia matta di ritornarci ma, ahimè, non si può far tutto. Bellissima descrizione 🙂

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  2. Adoro la Sardegna! Quando ero bambina, i miei nonni avevano casa proprio vicino a San Teodoro, dal giardino si vedeva benissimo l’isola di Tavolara, uno spettacolo. Concordo sulle seada(s), sono uno dei miei dolci preferiti. Una volta eravamo a Berlino con il mio compagno e siamo passati di fronte a un ristorante sardo. Con la coda dell’occhio ho visto il cameriere che portava due seadas grondanti di miele a un tavolo. Beh, non ho saputo resistere, con la scusa di far provare al mio compagno qualcosa di italiano (lui è ungherese), ci siamo seduti e abbiamo ordinato solo due seadas. Non erano come le originali chiaramente, ma hanno superato la prova palato italiano 😉

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  3. Va beh… dall’Inghilterra alla Sardegna, tu mi fai desiderare sempre e comunque di partire. Conosco San Teodoro e le tue foto hanno risvegliato tanti ricordi. Tra l’altro, adoro la cucina sarda: ricotta, gnocchetti e pane carasau… con le seadas invece non ho un bel rapporto, ma facilmente mi consolo con gli altri dolci…

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  4. Mi piacerebbe tantissimo un tour eno-mare-gastronomico in Sardegna, se non altro anche per scoprire la mia metà di sangue sardo da parte materno! Ho già avuto modo di apprezzare la cucina sarda però credo che in versione “original” sia tutt’altra cosa!
    Buon fine settimana a tutti! 🙂

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  5. La Sardegna (e il suo meraviglioso mare) mi è rimasta nel cuore! L’ho visitata in tre occasioni diverse, scegliendo tre zone differenti, e ogni volta mi ha lasciato bellissimi ricordi! Però non ho mai “approfondito” l’aspetto gastronomico e, a giudicare da quel che ho letto, mi sa che dovrò rimediare! 🙂

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  6. San Teodoro, oddio, è successo una vita fa! La mia fu una vacanza scherzo, su una settimana beccai 3 giorni di pioggia, probabilmente gli unici 3 di tutta l’estate. Purtroppo i miei ricordi su queste paradisiache spiagge rasentalo lo 0! Anche l’aspetto gastronomico è stato decisamente un disastro: una settimana a philadelphia e tonno..! Ribadisco è stata veramente una vacanza scherzo! L’unico piatto tradizionale Sardo che assaggiai, perchè m’impuntai ed andai in rosticceria da sola, fu la pasta tipica: i Malloreddus.

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