Spesso le cose più belle da vedere in una città non compaiono nelle famose liste delle dieci cose da non perdere assolutamente a xyz. Se dovessi farla io una lista di queste tappe imperdibili a Edimburgo, senza dubbio inserirei il Royal Botanic Garden tra le prime due o tre. Molto più in alto nell’elenco rispetto al tanto decantato quanto deludente Dean Village che, per me, non dovrebbe proprio entrare nella top ten.
Il Royal Botanic Garden merita invece una visita di almeno due ore. Si trova a un paio di miglia a nord del centro della città, quindi si può anche raggiungere con una piacevole passeggiata. Ma, soprattutto, è ad appena quindici minuti a piedi dal quartiere di Stockbridge, una delle tappe più belle del mio breve soggiorno.

I cancelli aprono alle dieci e, se capitate qui di sabato o di domenica, conviene pianificare la visita all’apertura del giardino per evitare code all’ingresso che, tra l’altro, è completamente gratuito.
L’accesso avviene attraverso un passaggio obbligato su una sorta di rullo che ha la funzione di lavare e disinfettare le scarpe dei visitatori come misura di sicurezza per proteggere le piante da eventuali malattie (meglio quindi non indossare sandali o scarpe che potrebbero rovinarsi). Anche perché le varietà presenti nel giardino provengono da tutto il mondo e hanno dunque un valore inestimabile in termini di biodiversità.

La collezione risale agli inizi del XVII secolo e copre un’area di quasi trenta ettari tra colline, laghetti, giardini rocciosi, giardini cinesi e sezioni dedicate alle collezioni, come per esempio quella dei rododendri o quella delle piante autoctone scozzesi. Il giardino è quindi anche un centro studi per la scienza, la biodiversità e l’orticoltura.
Ma, oltre all’importanza scientifica, quello che colpisce è la bellezza del posto, dove per un paio di ore si ha l’impressione di essere fuori dallo spazio e dal tempo. Si dimentica il traffico del centro di Edimburgo, e si dimentica la frenesia quotidiana.

Qui, tra fiori, piante, alberi e colline, ci si può illudere di essere in un’altra epoca, quasi da romanzo dell’Ottocento. Soprattutto quando tra sentieri e boschetti si arriva al Botanic Cottage, un edificio costruito nel 1764 per ospitare il giardiniere del Royal Botanic Garden. In seguito, il cottage venne utilizzato come sede di alcuni uffici e, nel 2000, fu raso al suolo da un incendio. Fortunatamente venne ricostruito e ora è utilizzato come laboratorio per le scuole.
Dopo la passeggiata rigenerante si torna verso i cancelli, passando per il Botanic Shop, dove sono esposti accessori da giardino e piante in vaso: tutti articoli bellissimi, ma impossibili da portare a casa in aereo.
Non mancano i punti di ristoro, con tre caffetterie dislocate in zone diverse del giardino. Se si ha la fortuna di trovarsi qui in una bella giornata di sole, l’East Gate Coffee Bar è l’ideale per una tazza di tè all’aperto.

Ma invece di innaffiare i piedi non potrebbero far indossare dei copri scarpe, come quelli che Si usano dal dentista? Dettagli sanitari a parte trovo che sia indispensabile salvaguardare piante rare come queste, con piccoli accorgimenti che magari all’inizio spiazzano il visitatore, ma che gli consentono poi di godere dell’immensità di questo spettacolo naturale.
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Magari i copriscarpe sarebbero troppo costosi o troppo difficili da gestire, o magari servono proprio delle sostanze per sanificare le suole delle scarpe: non saprei…
Comunque è un posto davvero stupendo!
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Lo sai che con me sfondi una porta già aperta se parli di giardini botanici e luoghi simili! Quando sono stata ad Edimburgo non li ho visitati, complice il terribile meteo e anche tante cose da fare. Ma Edimburgo è una città che visiterò di nuovo spero in Estate e che voglio gustarmi a pieno almeno per 5 giorni!!
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Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto leggere di questo giardino! Un posto davvero magico. Hai fatto bene però a lasciar perdere perché mi sa che con la pioggia non si riuscirebbe a cogliere tutta la bellezza di questo posto.
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Mi hai fatto venire voglia di inserire subito questo giardino tra le tappe imperdibili di Edimburg, che ho visitato e mi è piaciuta moltissimo, ma non ho avuto tempo per il giardino. Mi piace molto l’idea di raggiungerlo con una passeggiata da Stockbridge e dedicargli il giusto tempo, senza fretta. Le serre e il rock garden sembrano davvero affascinanti, e adoro quei luoghi che permettono di rallentare e respirare anche in una città così intensa. Grazie per i consigli pratici, utilissimi!
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È un posto che vale veramente la visita: un paio di ore tra i sentieri del giardino ci rimettono in pace con il mondo! Poi la vicinanza a Stockbridge è un valore aggiunto visto che è la zona che mi è piaciuta di più in città.
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Li ho visitati durante una passeggiata lungo la Water of Leith Walkway, bellissimi! Tra l’altro, quel giorno vi si svolgeva il ricevimento di un matrimonio con gli invitati che indossavano i kilt, davvero molto eleganti e piacevoli da vedere.
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Chissà che bello il matrimonio con gli invitati in kilt! Questi giardini allora riservano sempre delle belle sorprese 🙂
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Non sono ancora stata ad Edimburgo ma ho letto con interesse l’articolo perché amo i luoghi naturali e sarà sicuramente una tappa da inserire in una visita, si ci isola completamente dalla città!
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È vero: ci si isola completamente dalla città per un paio di ore di relax assoluto!
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Purtroppo sono andata in un grigio Gennaio/Febbraio di qualche anno fa e non ho potuto apprezzarne la bellezza. Però tornerei volentieri in primavera per rivedere le bellissime fioriture che i giardini hanno da offrire!
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A maggio è stato bellissimo: sole, cielo azzurro e una temperatura davvero gradevole. Vale la pena di tornare!
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