Dove mangiare a Philadelphia

A cosa pensate se dico Philadelphia? Sicuramente alla Liberty Bell, alla corsa di Rocky sulla scalinata del Philadelphia Museum of Art, e alla Philly cheesesteak. Ma c’è molto di più sia da vedere che da mangiare. Prima di partire non sapevo cosa aspettarmi da questa città: volutamente non avevo cercato troppe informazioni, quindi ero molto curiosa di scoprirla soprattutto dal punto di vista gastronomico.

Con due giorni a disposizione, i pasti non sono molti, ma mi sono data da fare ugualmente, trovando alcuni posti interessanti.

Dove mangiare a Philadelphia: Morgan’s Pier

Questo è il primo locale in cui siamo stati appena scesi dal bus che ci aveva portato in città. Tra tutti, è forse quello che mi ha colpito di meno. Il posto in sé è d’effetto, perché è un ristorante interamente all’aperto, con i tavoli sistemati lungo un molo sul fiume Delaware, proprio sotto al Ben Franklin Bridge.

Voto nove quindi alla location, ma quello che lascia un po’ a desiderare è la musica ad altissimo volume e le cameriere non troppo simpatiche. Ma d’altra parte non si va in un locale per la simpatia, per cui consiglio una tappa al Morgan’s Pier per una pausa pranzo con vista impagabile (e per respirare un po’ di aria fresca in una torrida giornata di agosto). Ottima la selezione di birre locali, freschissima la limonata e sostanzioso il flatbread con pomodoro e formaggio.

Dove mangiare a Philadelphia: Reading Terminal Market

Si tratta di uno dei mercati più antichi di Philadelphia, ed è sicuramente è il più frequentato della città. Tantissime persone tra i banchi che vendono di tutto, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ai formaggi. Ho avuto l’impressione che non fosse un mercato acchiappa turisti come succede in tante città, perché qui la gente fa la spesa. Vivace, chiassoso, dove appena entrato rischi di sentirsi perso. Noi cercavamo un posto dove pranzare, e lo abbiamo trovato da Molly Malloy, una tavola calda nascosta tra la miriade di banchi e chioschi, nella parte di mercato lungo la 11th Street, per darvi un’indicazione pratica.

Philly cheesesteak.jpg

Non avevo mai provato la Philly cheesesteak, e ora non so come farò a farne a meno. Ma di cosa si tratta? Il nome potrebbe far pensare a una bistecca, ma in realtà è un panino. Prendete una pagnotta del tipo hoagie roll (una sorta di pane morbido, simile a quello usato per gli hot dog), riempitela con carne di manzo sminuzzata, aggiungete del formaggio fuso e magari anche qualche cipolla e mangiate. Il paradiso.

Dove mangiare a Philadelphia: Talula’s Garden

Avevamo prenotato un tavolo in giardino in questo locale in zona Center City. L’idea era di raggiungerlo con una breve passeggiata dal nostro hotel, fermandoci lungo la strada per un aperitivo e per perdere tempo tra i vicoli del quartiere.

Philadelphia streets.jpg

Ma un temporale ha rovinato i nostri piani per la serata. Ci siamo infradiciati semplicemente correndo dall’ingresso dell’hotel al taxi, al punto che una volta a destinazione abbiamo dovuto fare tappa in bagno per asciugarci sotto il getto di aria bollente per le mani. Inutile dire che la cena in giardino era fuori discussione. Siamo stati sistemati in una delle sale interne del Talula’s Garden, un locale allegro, movimentato e affollatissimo.
Un po’ di confusione e un’attesa di quasi venti minuti, ma il cibo ha fatto dimenticare tutto. Al punto che, un’altra volta, non ho fotografato i piatti.

Il menu è a base stagionale, con ingredienti forniti dagli agricoltori locali. Ottime la zuppa di pomodori autoctoni con feta, basilico e vinaigrette di datteri, la bistecca con patate al forno e peperoni dolci, e anche le polpette con salsa al pomodoro e pane tostato con ricotta. Poiché i tempi di attesa erano un po’ lunghi per via dell’affollamento dovuto al temporale, a tutti i tavoli sono stati serviti alcuni piatti in omaggio: nel nostro caso bignè al formaggio prima dell’antipasto, e flatbread con formaggio e funghi prima delle portate principali. Un gesto non dovuto, ma molto apprezzato.

Dove mangiare a Philadelphia: Audrey Claire

Prima di partire per Philadelphia avevo letto che molti ristoranti della città sono BYOB, acronimo che sta per bring your own bottle o bring your own booze. Portati l’alcol da casa, in pratica, perché tantissimi locali non hanno la licenza per servire alcolici. La cosa mi incuriosiva perché anche se mi era capitato in passato di mangiare in locali dove non servivano vino o birra, non mi era mai successo di trovarmi in una città con una concentrazione così alta di BYOB. Pare che la causa sia da ricercare nelle obsolete leggi della Pennsylvania sul commercio e sul consumo di alcol, in base alle quali è molto complicato ottenere una licenza. Così, oltre trecento locali di Philadelphia hanno preferito adottare la politica del BYOB: una politica che permette al cliente di risparmiare, visto che in città vige anche la prassi della no corkage fee – nessun pagamento extra per l’apertura della bottiglia.

Philadelphia Rittenhouse.jpg

È un BYOB l’ultimo ristorante che abbiamo provato – ultimo solo in ordine cronologico, perché nella mia personale lista dei preferiti occupa la prima posizione. Ci spostiamo in zona Rittenhouse, quella che più mi è piaciuta in tutta la città. Un quartiere che prende il nome dall’omonimo parco e che è un susseguirsi di strade tranquille, case di mattoni rosse dalle porte colorate accanto a grattacieli di vetro e acciaio.

Philadelphia Audrey Claire outside.jpg

Audrey Claire si trova all’angolo di due strade e passa quasi inosservato tra un negozio di parrucchiere e una libreria. Ci sono alcuni tavoli lungo il marciapiede, ma è piacevole anche sedersi all’interno accanto a una delle finestre aperte. Soprattutto perché la cucina è a vista e assistere alla preparazione dei piatti, seppur da una certa distanza, è uno spettacolo irresistibile.

Philadelphia Audrey Claire inside.jpg

Un locale semplice, senza fronzoli e con una cucina rustica che mescola prodotti locali e tradizioni mediorientali. Prima di ordinare i piatti da dividere, viene offerto pane fatto in casa da condire con olio e sale. Dopo una breve attesa, arriva il cibo che abbiamo ordinato: olive con salsa harissa e vinaigrette al limone e aglio; insalata israeliana con feta, finocchio e za’atar; hummus e infine polpette di carne di agnello con salsa schug. Un pasto sostanzioso e saporito, a un prezzo davvero popolare, soprattutto considerando gli standard americani. Oltre all’atmosfera homey, come direbbero qui, un altro punto a favore è la gentilezza del personale. Un posto dove tornare, anche più volte durante lo stesso viaggio.

Quale di questi locali vorreste provare? Ne conoscete altri?

10 pensieri riguardo “Dove mangiare a Philadelphia

  1. Sei riuscita a descrivere benissimo i locali di Philadelphia dove hai avuto modo di pranzare/cenare…e a farmi venire un discreto appetito! 🙂 Ammetto persino che, pur non amando la carne, la foto della Philly cheesesteak mi ha incuriosita e le avrei dato volentieri una possibilità!

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  2. Silvia nel paragrafo cheesesteak togli il punto fra “mangiate” e “paradiso” così la frase esatta è: “…e mangiate il paradiso”! Ma che buono che deve essere, sto cercando a fatica di evitare di addentare il monitor del pc 😛 Curioso il fatto del BYOB e malpensante come sono mi sono ritrovata ad immaginare questi locali (soprattutto in tarda serata) in stile speakeasy e permeati da quelle gloriose atmosfere da proibizionismo! *_*
    Sei l’indiscussa trend setter dei locali in viaggio, dovresti lavorare come inviata per qualche rivista del settore! ❤

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    1. Hai ragione, la frase esatta sarebbe: mangiate il paradiso! Pensa che la cameriera ci ha consigliato di prenderne una da dividere e sinceramente me ne sono pentita perché con una piccola pausa avrei tranquillamente potuto ricominciare da capo!
      Ah dici che in fondo tutti questi locali sono speakeasy? Ah ah non mi è venuto in mente 😂

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  3. Se dici Philadelphia, dico Rocky, ma vabbè… I posticini trovati da te li proverei tutti, a cominciare dal panino con carne e formaggio… Porca miseria, e dopo come ti rialzi per camminare? 😅 Non mi è mai capitato di mangiare i vece in posto BYOB. Molto curiosa questa cosa di portarsi l’alcool da casa… Sempre più affascinante questi Stati Uniti❤️

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  4. La mia migliore amica è di Philadelphia. Trasferitasi in Italia per amore, torna in patria solo a Natale, e spesso ci invita ad andare. Ma dice anche che li le temperature scendono sotto i dodici gradi in inverno, e ci sono cumuli di neve difficili da spalle fuori casa. Ecco questo è uno dei motivi per cui ancora non siamo partiti con loro!! Ma quanto mi piacerebbe percorrere la scalinata di Rocky correndo …e gridare Adrianaaaaaaaa

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  5. Non avevo mai sentito parlare di locali BYOB, vedi quante cose si imparano viaggiando? O almeno leggendo dei viaggi altrui? 🙂
    Appena tornata a casa ti sei preparata una Philly… Veeeero?

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    1. Nemmeno io prima di questo viaggio, nel senso che sapevo che in certi posti non servissero alcolici, ma il nome non lo avevo mai sentito!
      Non l’ho ancora preparata perché sto aspettando Cheese nella mia città la prossima settimana – metti mai che trovo proprio un formaggio americano 😉

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