Dove ho mangiato nel 2025: i posti e i pasti migliori

Nel corso del 2025 ho mangiato in tanti posti e in tante città diverse: ho assaggiato piatti nuovi, e ho scoperto sapori e accostamenti insoliti. Ci sono state, come sempre, esperienze poco memorabili e alcune per nulla entusiasmanti ma, in alcune occasioni, ho provato ricette e cenato (o pranzato) in locali che ricorderò a lungo.

Non si tratta necessariamente di ristoranti stellati (tranne che in un caso), ma di posti particolari e degni di nota.

Grain Street, Valletta, Malta

La cucina maltese mi incuriosiva molto per il suo mix caratterizzato da una forte influenza italiana, in particolare siciliana, che si esprime attraverso i piatti di pasta e le zuppe, e da influssi di gastronomia nordafricana e araba.

Abbiamo trovato questa combinazione in un locale consigliato dalla guida Michelin, in questo caso con tanto di stella. In realtà si tratta di due ristoranti all’interno della stessa struttura, che fanno capo a un’unica cucina: Under Grain (lo stellato), e Grain Street (la versione più “rilassata” ed economica). Abbiamo pranzato da Grain Street la domenica, e ci siamo trovati talmente bene da decidere di tornare il lunedì.

Il responsabile della sala, che nel caso di Grain Street non è una sala vera e propria ma una veranda riscaldata a livello della strada, ci ha spiegato che alcuni piatti del menu sono gli stessi del ristorante stellato, ma con una scelta più limitata. Si tratta di un luogo conviviale e molto casual, dove assaggiare alcune delle creazioni che hanno reso famoso lo chef Victor Borg, come per esempio la lasagna nera con calamari, nero di seppia e nduja: l’ho provata ed è strepitosa.

Warringa, Viserbella, Italia

Viserbella è un piccolo comune alle porte di Rimini, dove l’offerta gastronomica è prevalentemente di tipo turistico. Trovare locali degni di nota non sempre è semplice e, lo scorso agosto in particolare, eravamo un po’ preoccupati perché il nostro ristorante preferito in città, Sitopia, purtroppo ha chiuso.

Ma l’ansia è finita appena abbiamo scoperto Warringa, un ristorante pop-up aperto solo per il mese di agosto. Sulla terrazza del Madalù, uno dei tanti hotel del lungomare, quattro amici hanno inaugurato questa tavola temporanea.

Da Warringa si assaporano Romagna, Calabria e Milano, per via della provenienza dei ragazzi che hanno dato vita a questo progetto. Servono piatti con ingredienti locali e stagionali, ma con qualche influenza esotica. In una settimana ci siamo stati ben tre volte, e non sono state sufficienti per provare tutti i piatti serviti sul bellissimo terrazzo sulla spiaggia. Vista mare, cibo e vino ottimi: il sapore delle vacanze.

Contraban, Barcellona, Spagna

A Barcellona siamo stati diverse volte e, anche se spesso torniamo in posti che già conosciamo, cerchiamo anche di scoprirne di nuovi per sperimentare qualcosa di diverso. A volte va meglio, a volte si può rimanere delusi.

Ma non è stato così da Contraban, locale che non avevamo ancora provato. Si tratta di un ristorante dalle dimensioni molto contenute all’interno del Wittmore Hotel, nel Barri Gòtic. Si accede attraverso un ingresso fatto di spessi tendoni di velluto, che contribuisco a dare al locale un’aria vagamente clandestina.

Non credo ci siano più di dieci o dodici posti, e l’atmosfera quindi è molto particolare. Il menu non è molto ampio ma permette di scegliere tra alcuni piatti in porzioni da condividere. Ottima la scelta di hummus, ossobuco, brioche salata con aragosta e, per finire, mele caramellate e crema al cioccolato.

Noeme, Bucarest, Romania

La cucina rumena non mi ha colpito in maniera particolare. A Bucarest ci sono tanti ristoranti che espongono menù acchiappa turisti: zuppe economiche, grigliate miste e patatine fritte. Quello che ci si aspetterebbe di mangiare in gita scolastica.

La prima cena non è stata particolarmente degna di nota, ma la seconda è andata decisamente meglio. Il ristorante che abbiamo scelto, Noeme, si trova nel quartiere ebraico, zona un po’ fuori mano ma dal fascino a metà strada tra il decadente e il trasandato. L’interno è molto curato e accogliente, e il menù offre una scelta limitata, cosa che apprezzo sempre molto perché solitamente denota qualità e attenzione per i dettagli.

I piatti che abbiamo ordinato (luccio al forno e polpo cotto a bassa temperatura) si sono rivelati eccellenti: delicati, ma allo stesso tempo con accostamenti inaspettati. Il conto è più salato rispetto alla media in città, a circa seicento lei in due per due piatti, un dolce e due bicchieri di vino, ma ne vale assolutamente la pena data l’esperienza particolare.

Stefanelli Desk, Aosta, Italia

Prima della partenza per il nostro breve soggiorno in Valle d’Aosta non avevo avuto molto tempo per scegliere posti particolari in cui mangiare, ma siamo stati comunque abbastanza fortunati. Soprattutto per il pranzo della domenica da Stefanelli Desk, nel centro storico di Aosta.

Mangiare qui è un’esperienza culinaria, non un semplice pasto. Il viaggio dello chef Marco Stefanelli parte dalla Valle d’Aosta e passa per Bonn, per il lago di Costanza e per l’Irlanda. Il risultato è una cucina che accosta sapori e ingredienti tradizionali a tecniche tipicamente nordiche.

Abbiamo provato il salmone marinato all’aneto e agrumi servito con carpaccio di ananas, tamarillo, sorbetto al lime e basilico, l’insalata tiepida di faraona con ciliegie, asparagi, salsa alla citronella, gli gnocchi di patate e maggiorana con salmerino di montagna affumicato, funghi shiitake e aglio orsino, e la Picanha di manzo alla piastra con chutney di albicocche, pak-choi scottato alla soia e sesamo nero. Per golosità abbiamo ordinato anche una porzione di crostata di visciole e una di mousse al caffè e al cioccolato.

Dove avete mangiato nel 2025? Posti degni di nota o da dimenticare?

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