Cosa cercano i lettori in un blog: terza puntata

Sono soddisfatta perché finalmente sembra che questo blog offra delle risposte. O comunque è qui che approdano alcuni lettori dopo aver interrogato il web con domande su come fare a organizzare un viaggio in una determinata città, dove mangiare in una capitale europea, oppure come richiedere il rimborso per un volo annullato. Questo mi fa pensare con cauto ottimismo che tutto sommato, chi come noi scrive di viaggi ha una ragione di esistere, anche in un periodo come quello che stiamo attraversando.

Ma (c’è sempre un ma) non sarei qui a scrivere il terzo post della serie se alcuni termini di ricerca che hanno portato i lettori tra le pagine di questo blog non fossero a dir poco bizzarri. Come già nella prima e nella seconda puntata, c’è sempre una costante: qualcuno finisce su questo sito dopo aver cercato informazioni sul ristorante di Gigi il Troione. A parte questo, negli ultimi mesi i miei lettori mi hanno sorpreso ancora una volta con una serie di domande alle quali spesso non so rispondere.

Carta igienica a Mosca

Inizio con l’unica domanda a cui forse so dare una risposta, ammesso che, come immagino, la domanda riguardi lo smaltimento della carta igienica dopo essere stati in un bagno a Mosca. In un articolo avevo descritto questa usanza così insolita per noi ma che in realtà è una prassi molto comune in tanti paesi, ossia quella di buttare la carta igienica usata in un cestino maleodorante posizionato accanto al WC.

Toilet paper
Photo by Shutterbug75 on Pixabay

Potrebbe sembrare raccapricciante, ma in effetti è comprensibile che si voglia evitare di intasare gli scarichi in una città con un sistema fognario sottodimensionato e di creare situazioni ancora più sgradevoli. Ricordo di essere rimasta colpita dai cartelli presenti in molti bagni e in diverse lingue in cui viene richiesto in maniera perentoria di non gettare la carta nella tazza. Non solo in aeroporto, ma anche nei bagni pubblici, nei ristoranti e nei bar. Quindi caro lettore, non buttare la carta igienica nel WC se mai andrai a Mosca.

Mi piace Bellaria: tema

Questo termine di ricerca mi riempie di gioia, perché vuol dire che questo blog attira persone di tutte le età, anche un bambino (delle elementari, delle medie?) alla ricerca di qualcosa di utile da scopiazzare e rifilare alla maestra in un tema dei compiti delle vacanze di cui si è ricordato all’ultimo minuto.

Spiaggia Igea Marina

Oppure, a voler vedere il rovescio della medaglia, si potrebbe pensare che i miei post siano più adatti a un pubblico infantile che a un pubblico adulto, colto e raffinato. In ogni caso, spero che il ragazzino del compito copia-e-incolla abbia trovato utili alcuni degli articoli che ho scritto dopo essere stata a Bellaria-Igea Marina un paio di anni fa e soprattutto che abbia ottenuto dall’insegnante almeno un sei striminzito.

Perché i britannici mangiano solo pesce normale?

Penso che in questo caso la domanda al web sia stata posta sempre dal solito lettore, quello che nei mesi passati era arrivato ad alcuni dei miei post digitando nella barra di ricerca le parole “gli inglesi ora mangiano il pollo” e dopo poco tempo “quale pesce si mangia in Inghilterra”. Non ero stata in grado di dare una risposta, e nemmeno a capire bene le domande, a dire la verità. Se stai leggendo, caro lettore, vorrei chiedertela io una cosa: perché ti preoccupi così tanto di quello che mangiano gli inglesi? E poi cosa intendi per pesce normale?

giphy

Se solo sapessi cosa rende un pesce anormale, allora sarebbe più semplice provare a capire la natura della domanda. Deve essere per forza la stessa persona e vorrei tanto che mi lasciasse un commento in fondo a un articolo, o che mi contattasse. Magari potrei provare a capire i motivi che stanno dietro la sua ansia gastronomica.

Che differenza c’è tra all you can eat a mezzogiorno e la sera?

Per me, nessuna. Sono stata una sola volta nell’unico all you can eat della mia città, e senza dubbio il peggiore di tutta la provincia. Trovo che il concetto del “mangia quanto vuoi fino a scoppiare pagando poco” sia qualcosa di terribile, quindi sicuramente quando sono stata costretta a cenare in quel locale ero piena di pregiudizi che poi sono stati confermati. Immaginavo un’atmosfera alla eat fucking cookie e ho ne trovata una anche peggiore.

giphy-1

Magari è un tipo di ristorante che non fa per me, perché credo che si debba pagare il giusto prezzo per una qualità di buon livello. Come si può anche solo pensare di mangiare pesce (o qualunque prodotto) che sia buono, in quantità abbondante e spendendo poco? Non è possibile, per cui temo proprio che non ci sia nessuna differenza tra il pranzo e la cena in un ristorante all you can eat.

Ti regalo un libro così puoi viaggiare senza uscire di casa

Più che una domanda, sembra quasi una minaccia. Oppure un tentativo di qualche nostro marito/compagno che preferisce rimanere a casa sul divano piuttosto che partire per un viaggio. Sicuramente ho letto tantissimo durante il lockdown della scorsa primavera, e ho anche comprato alcune guide di viaggio che mi hanno permesso di scoprire aspetti che non conoscevo di alcune città in cui sono già stata. Ma diciamoci la verità: immaginare di viaggiare con un libro non sarà mai come viaggiare davvero.

Preferisco però pensare che questo lettore in fondo sia una persona di buon cuore che voglia trovare il modo di consolare qualcuno a cui viaggiare manca tantissimo, e che magari stia cercando il libro per permettere a una persona a cui tiene molto di immaginare una meta sognata.

Mi sono innamorata del mio capo

Cara lettrice, allora sei nel posto sbagliato! Non so come sia potuta approdare proprio qui la persona che ha fatto questa ricerca, ma evidentemente non conosce il mio ex capo né ha mai letto una delle puntate dedicate alle mie disavventure in giro per il mondo con Mr. Grumpy. Il solo pensiero che qualcuno abbia provato per quella persona un sentimento lontanamente simile all’affetto mi fa ribaltare dalla sedia dalle risate.

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Ma c’è da dire che non tutti i capi sono la versione maschile di Miranda Priestly, non tutti i capi sono burberi e misogini, non tutti i capi ti trattano come l’ultimo degli schiavi al loro servizio. O comunque spero che questa non sia la descrizione perfetta del capo della mia lettrice. Anche se, mi sento di dire, innamorarsi del capo può portare solo guai. Lascia perdere, se stai leggendo.

Non fatemi sentire sola e ditemi che anche i vostri lettori cercano risposte a domande bizzarre tra le pagine dei vostri blog!

Photo by Christin Hume on Unsplash

62 pensieri riguardo “Cosa cercano i lettori in un blog: terza puntata

  1. E sono tre! 😂 Nel senso che sono tre volte che scoppio a ridere su Gigi! 😂 Te l’avevo detto che sarebbe diventata una di quelle rubriche esilaranti!
    Internet è un posto meraviglioso, qualche settimana fa un lettore da me ha cercato “quando andare san candido bici novembre” pensa l’efficienza di questo utente, s’è anche risposto da solo 😂 Poi sono rimasta senza parole su “hotel infestato suocera” 😂
    Ma la faccenda del “pesce anormale” è veramente da approfondire, c’è un’ignoranza (non vorrei essere scortese) che impera sulla gastronomia britannica, menomale che ci sei tu con i tuoi post a fare luce! 😉
    E niente, mi hai messo la voglia di (s)pubblicare anche le mie! 😛

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    1. Il tuo lettore che fa le domande e si risponde da solo è un mito! Ma quello dell’hotel infestato suocera mi ha fatto venire un dubbio: sei proprio sicura sicura sicura di non averlo digitato tu cercando un hotel infestato dove mandare tua suocera? Ovviamente scherzo però sarebbe un’idea per mandare insieme un po’ di suocere 😂😂😂
      La tizia innamorata del capo è anche molto divertente!
      TI PREGO TI PREGO pubblica anche i tuoi termini di ricerca 🙏🏻

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  2. A parte la storia della carta igienica a Mosca che non mi ha stupito più di tanto dato che in Grecia vale spesso la stessa regola, la domanda più bizzarra è quella dell’innamoramento per il proprio capo!! Fatta a te mi sembra veramente simpatica, forse leggendo le tue (dis)avventure si può immaginare che in fondo in fondo potresti anche perdere la testa per il misogino schiavista.. mai dire mai mia cara!

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  3. Quella del tuo capo mi fa scompisciare dalle risate, soprattutto perché ho letto di alcune vostre avventure in viaggio di lavoro e mi è scappata davvero una grossa risata ahaha! Comunque sai che non sapevo affatto dell’usanza della carta igienica a Mosca? Ecco, questa più che una domanda bizzarra è stata una rivelazione per me!

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  4. Io il capo me lo sono sposato! Le tue avventure mi fanno davvero ridere a crepapelle. Hai un modo di esporle molto simpatico, e accattivante. Ma quella della carta igienica a Mosca ha vinto su tutto.

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  5. Silvia ti sei superata!!!
    ho adorato questo post…quante risate!
    alcune cose sono davvero particolari.
    confesso anch’io che non sapevo si potessi vedere i termini di ricerca che portano traffico al blog… mo sono curiosa anch’io!
    un abbraccio

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  6. Mi hai fatto morire dalle risate. Non pensavo che si potessero vedere le ricerche che portano al blog. Adesso mi hai incuriosito e vado subito a vedere cosa cercano i lettori del mio blog. Chissà cosa verrà fuori!

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  7. Questi post mi fanno sempre ridere, tra il lettore con l’ansia sul cibo inglese e l’innamorata del capo, non so quale sia meglio. Il lettore che cercava appunti per il tema però mi ha fatto tantissima tenerezza, ed anche chi cercava i libri di viaggio in realtà. L’ho vista come un “so che non puoi viaggiare, ma magari con un libro ti aiuto” che per me è quasi una dichiarazione d’amore.

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  8. Che cosa strana quella della carta igienica, mi farebbe un po’ senso gettarla nel cestino e non nel water. Ti volevo chiedere una cosa. In uno dei commenti è stato scritto che si possono vedere i termini di ricerca dal pannello di controllo, ma io non li trovo. Dove li vedo?

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    1. Io uso WordPress.com e li trovo dal pannello di controllo, nella pagina dove vedo le statistiche delle visualizzazioni. Sotto alla voce che ti mostra gli articoli più letti, c’è un box dedicato ai termini di ricerca. Non so se ti è utile ma immagino che più o meno siano abbastanza simili i pannelli di controllo.

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  9. In passato avevo notato ricerche assurde che portarono lettori ad approdare sul mio blog. Ora dovrei ricercare, è tanto che non analizzo. Comunque, dici la verità che tu amavi il tuo ex-capo hahahahahhahaha Le tue disavventure dovrebbero trasformarsi in un libro magari inventati un nome fittizio. 😉

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  10. Nei termini di ricerca si scoprono interessanti manie e deviazioni degli italiani. Spesso capitano in alcune delle mie pagine cercando cose assurde e irripetibili. Mi piacerebbe conoscerne il criterio, capire i meccanismi dei logaritmi dei motori di ricerca. Bellissimo spunto per il tuo post!

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  11. Il tuo articolo mi ha fatto venire in mente due lettori che a quanto pare sono approdati sul mio blog cercando testuali parole (e mi scuso per la volgarità): “donne di facili costumi a Gorizia” e “scopare a Monaco”. Ora, premesso che su Gorizia non ho mai scritto nulla (non ci sono mai stata) e che su Monaco ho scritto di tutto ma non delle prostitute io mi chiedo che cosa si stato indirizzato! Quindi no, non sei sola, e mi hai dato anche un bello spunto per un articolo da scrivere!

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  12. Il lettore (affezionato) afflitto da ansia gastronomica è davvero insuperabile. Ti auguro che si faccia vivo e che tu riesca in qualche modo a tranquillizzarlo. A sapere che in giro c’è qualcuno che si chiede queste cose inizia a turbare anche me! Forse ho esagerato sul mio turbamento, mi preoccupano molto di più i 5 lettori che sono arrivati al mio blog cercando “cosa piace a letto alle peruviane” 😦

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      1. Uh! Anch’io guardo spesso le chiavi di ricerca delle persone e alcune sono molto curiose. Molte invece sono piuttosto puntuali e si riferiscono a Dubai, in particolare al tema denaro e shopping: hanno tutti paura che Dubai non sia alla portata del portafogli di un italiano medio. Spero che sul blog vedranno risolti i loro dubbi, dato che a Dubai si possono fare esperienze per tutte le tasche

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  13. E’ interessante spulciare tra le ricerche che portano sulle nostre pagine e scoprire domande così insolite. Per quanto riguarda i libri propendo per la versione romantica: ti regalo un libro per farti sognare nell’attesa di poter tornare a viaggiare. E’ buffo tutto questo interesse per cosa mangiano gli inglesi!

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  14. Sto morendo dal ridere =) anche io mi diverto a guardare come le persone approdano sul mio blog e mi sorprendono sempre le ricerche: il mio post sul tavolo anatomico dell’università di Padova ha portato ricerche oltre che bizzarre

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  15. Ma sul serio posso vedere il giro che fanno i lettori per arrivare a me? Oddio, voglio subito scoprirlo! Mi sono sempre e solo limitata a vedere quale articolo cliccavano di più. Certo che domande fanno a google queste persone hehehehehe! La storia del pesce normale mi ha fatto morire. Per la carta nel cestino, confermo che anche in Messico adottano questa pratica!

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  16. Avevo grandi aspettative su questa terza puntata e non sono state deluse 😀
    Sulla carta igienica a Mosca, oltre il fatto terrificante del non buttarla nel wc che in realtà si trova un po’ in tutto il mondo spaco (sono pazzi comunque), io piuttosto chiederei: lì sono arrivati a procurarsi anche quella normale? Perché quando sono andata io l’ultima volta nel 2006 trovai quasi solo quella grigia e scartavetrante, mentre quella rosa annegata nel profumo (una via di mezzo no) costava un’enormità. Ecco, questa sarebbe la mia domanda. 🙂

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