Shoreditch e dintorni: vorrei vivere qui

Se dovessi scegliere un posto in cui vivere diverso da casa mia, senza nemmeno aver bisogno di pensarci sceglierei Londra. Ma Londra è grande e non tutti i posti in questa metropoli mi piacciono. Dovendo andare alla ricerca di un appartamento per un’ipotetica nuova vita londinese, inizierei a cercare in una porzione ben precisa dell’East End: quella compresa tra le fermate della metropolitana di Aldgate East e Old Street.

Che cosa ha di speciale questo pezzo di città che si snoda lungo Commercial Street da Spitalfields fino a Shoreditch? Innanzitutto per me è speciale per un motivo molto banale: si tratta dell’ultimo viaggio fatto prima dell’emergenza, e quindi anche uno degli ultimi momenti di felicità senza ombre, senza paure e senza incertezze per il futuro. Se devo riassumere quei pochi giorni trascorsi a Londra, lo faccio attraverso qualche immagine sparsa: un sabato pomeriggio sotto la pioggia tra le bancarelle del mercato di Brick Lane, poi lungo Shoreditch High Street per tornare verso Commercial Street, a bere una pinta di birra in un pub, al riparo dal brutto tempo. Poi di nuovo in strada, fotografando murales colorati. 

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La passeggiata di quel giorno potrebbe essere l’ideale per chi non è mai stato da queste parti. Anzi, quasi quasi ho la tentazione di non raccontarlo per timore che poi altri ci andranno, rendendo questa zona un po’ meno speciale per me.

Parto poco lontano da Aldgate East, in particolare da The Buxton, il pub che ho scelto anche per il pernottamento. Si trova all’incrocio tra Old Montague Street e Brick Lane, punto di partenza perfetto per sbriciare tra le bancarelle del mercato della domenica. Cibo di strada, abbigliamento di seconda mano, oggettistica: niente di diverso da quello che si trova in tanti altri mercati londinesi, ma qui c’è qualcosa di particolare. Come la libreria indipendente Brick Lane Bookshop, dove curiosare tra gli scaffali di libri nuovi e usati e tra quelli dedicati proprio a questo quartiere, alla sua storia e ai personaggi che qui hanno vissuto. 

Mi piace l’abbigliamento vintage ma a parte qualche articolo di bigiotteria non riesco a comprare e soprattutto a indossare vestiti di seconda mano perché se addosso a tante persone fanno molto retrò o rockabilly, addosso a me fanno subito “mi sono messa due cose vecchie per andare a pulire la cantina”. Per questo non dedico molto tempo ai venditori di abiti vintage del Backyard Market, il mercato allestito nel cortile interno della Old Truman Brewery. Ma è curioso da vedere, soprattutto per le tante bancarelle di street food da tutti gli angoli del mondo.
Gli occhi li tengo bene aperti soprattuto quando esco, per sbirciare nei vicoli che attraversano Brick Lane. Qui è il paradiso della street art. Anche io, totalmente inesperta in materia, riesco a individuare alcuni dei murales più noti e più fotografati, tra cui la gru dipinta dallo street artist belga Roa.

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E continua così, lungo la trafficata Shoreditch High Street e lungo Bethnal Green Road. È qui che si trova il Boxpark Shoreditch. Non saprei come definirlo esattamente, e forse è giusto che rimanga una cosa indefinibile. Una serie di containers messi insieme a formare una sorta di retail park (chiamarlo centro commerciale mi sembra quasi offensivo) con diversi negozi pop-up indipendenti dalla moda, all’arte, dall’arredamento al cibo. E tutt’intorno, altri negozi: di jeans, di biciclette, di oggettistica, di scarpe, nessuno dei quali appartenente a catene internazionali. E ancora murales a rendere colorata una città che tanti vedono grigia e anonima.

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Passando sotto un cavalcavia della ferrovia si torna verso Commercial Street, dove si trovano alcuni dei locali che preferisco, come Delamina East, The Ten Bells e The Culpeper.
Si arriva poi al mercato coperto di Old Spitalfields, che probabilmente è quello che mi entusiasma meno in tutta la zona. Quattrocento anni fa, quando venne costruito, era destinato essenzialmente alla vendita di prodotti alimentari. Ora invece sotto le sue arcate hanno trovato posto negozi alla moda (non mancano nomi come Chanel, Tag Heuer e Belstaff) e un centinaio di stand che vendono di tutto, dagli smoothies di frutta alle saponette. 

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E poi vorrei vivere qui per fare colazione ogni giorno da St. John Bread & Wine. Entrare e salutare per nome chi lavora qui, scegliere il tavolo vicino al passavivande, sentire le comande che vengono lette ad alta voce in cucina, ordinare porridge e pane tostato oppure un bacon sandwich con un caffè nero e amaro. Come se niente fosse, facendo finta che tutto sia ancora normale.

56 pensieri riguardo “Shoreditch e dintorni: vorrei vivere qui

  1. Ma che bel quartiere mi hai fatto conoscere! E comunque ti capisco: anche io mi trasferirei a Londra seduta stante. Come te, adoro i negozi vintage, ma raramente compro. Eppure ti assicuro che è una resistenza superabile la nostra 😉

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      1. Londra è forse la città che mi ha colpita di più tra quelle che ho visto. La sensazione che ho avuto è di un luogo in cui potere essere se stessi, senza pregiudizi. Il quartiere che hai descritto mi restituisce quell’impressione, mi sembra un posto dove sentirsi liberi. E felici.

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        1. Esatto, anche il fatto di potersi sentire se stessi è una cosa che apprezzo di questa città, a partire dalla libertà di poterti vestire come vuoi, anche in jeans e scarpe da ginnastica, per andare a cena fuori anche in posti più carini. Qui ti guarderebbero come un alieno ma sto iniziando a fregarmene 😉

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  2. Shoreditch è un quartiere che non avevo mai sentito nominare fino a qualche mese fa. L’ho scoperto leggendo un libro, mi aveva incuriosita, a partire dal nome, e me lo ero andata a guardare. Da quel giorno, mi è spuntato decine di volte tra giornali, tv, libri, conversazioni e web. Bellissimo questo tuo ritratto di un luogo che deve essere davvero particolare!

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  3. Non avevo mai sentito parlare di questo quartiere e credo che mi piacerebbe moltissimo se non viverci, almeno passarci una giornata. Tra mood industriale, street art e negozi che hanno il loro carattere senza uniformarsi alle grandi catene. E poi la libreria…credo che non sarei più uscita da lì.

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  4. Ho la tua stessa percezione circa i vestiti su di me/sugli altri ma lasciamo perdere 😀 Sei una talent scout formidabile: non solo riesci a scovare localini validi e d’atmosfera in cui mangiare bene ma anche interi quartieri in cui vivere direi!
    Bello il momento mattutino per fare people e food watching davanti al passavivande *__*
    E niente, ora per colpa tua si alzeranno le quotazioni degli immobili a Shoreditch e dintorni… infatti non dovevi raccontarlo 😛
    PS: anche io il caffè lo prendo amaro 😉

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    1. Che poi se si tratta di borse o spille, bracciali ecc è un conto, ma i vestiti… dico che mia nonna sembra più giovanile e non esagero 😂
      Comunque questa è una zona davvero bella, per i locali e per lo shopping – e anche per lo street food.
      Caffè amaro 🔝

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  5. Io con Londra ho un rapporto di amore e odio dopo averci vissuto per 4 anni. Ma tu, con questo articolo che ho letto tutto d’un fiato, mi hai fatto venire una nostalgia pazzesca. E pensa che questa zona non la frequentavo per niente quando vivevo lì, ma sei riuscita ad evocare la Londra che più amavo, quella dei quartieri meno noti, quella dei posti autentici…

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  6. Noi due mi sa che siamo opposti ahahah Ricordo che non ti piaceva Camden che io amo, e a me non era mai piaciuta Shoreditch fino a qualche mese fa.
    L’ho rivalutata in una delle ultime capatine nella capitale, attratta forse dai murales e avendola visitata in una mattina tranquilla, senza troppa gente intorno. Aveva l’aria della Londra che mi manca.

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  7. Ah si Shoredich è una zona molto carina, colorata e assolutamente vivace! La adoro anche io. Ma come si fa a trovare zone “brutte” a Londra. Io vivrei ovunque, anche se forse sceglierei Prime Rose Hill.

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  8. Questa è una zona di Londra che non ho ancora visitato. I tuoi spunti sono davvero utili! Spero di poterci tornare presto perché anche io amo Londra (vivo vicino a Leeds 🙂 ) e questa parte della città è davvero pazzesca dicono.

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